Con caso Roswell o caso di Roswell () si fa riferimento all'episodio avvenuto nell'omonima località degli Stati Uniti d'America il 2 luglio 1947, quando un pallone sonda del progetto militare Mogul o un presunto UFO precipitò al suolo.
La vicenda divenne famosa in quanto le prime notizie divulgate dai giornali ipotizzarono che si fosse verificato lo schianto di uno o più UFO, al quale, secondo alcune teorie, sarebbe seguito il presunto recupero di cadaveri di extraterrestri da parte dei militari americani. Dopo la prima smentita ufficiale del caso da parte della United States Air Force il caso venne dimenticato, salvo tornare a raccogliere interesse da parte dei media alla fine degli anni '70, in seguito alle illazioni del fisico nucleare e ufologo Stanton T. Friedman e alle varie teorie del complotto che ne conseguirono.
Dopo due inchieste interne aperte negli anni '90 al fine di fugare ogni dubbio sull'accaduto, è stato reso noto che il reale oggetto schiantatosi a Roswell era un modulo del Progetto Mogul, operazione segretissima intrapresa dal governo statunitense per indagare sull'esistenza di eventuali test atomici e lanci di missili balistici da parte delle forze sovietiche. Le indagini confermarono che i fenomeni di carattere ufologico segnalati tra Roswell e la vicina Corona coincidevano con la rotta delle sonde Mogul e che la riservatezza del governo sull'accaduto venne adottata per scongiurare l'ipotesi che informazioni sensibili, come quelle riguardanti le strategie di spionaggio nei confronti dell'URSS, finissero sotto i riflettori mediatici. Inoltre, il secondo rapporto (The Roswell Report: Case Closed, datato 1997) dimostrava come certe testate giornalistiche ed esponenti della comunità ufologica avessero manipolato la narrazione dei fatti, generando una forte disinformazione mirata ad alimentare la leggenda dell'ipotesi extraterrestre.
Nonostante la massiccia operazione di demistificazione e l'accuratezza della ricostruzione e delle prove fornite, il caso Roswell rimane un esempio celebre del folclore nordamericano moderno e continua ad essere una delle vicende maggiormente citate nel campo dell'ufologia.
A tale storia si collegano le leggende sull'Area 51, che secondo la maggior parte dei sostenitori della teoria del complotto avrebbe ospitato i resti dell'astronave precipitata e i cadaveri dell'equipaggio extraterrestre.
L'inizio degli avvenimenti e la nascita del Caso Roswell La vicenda ebbe inizio la notte del 3 luglio 1947, quando si verificò lo schianto di un oggetto volante al suolo nei pressi del Foster Ranch di Corona, cittadina del Nuovo Messico posta nella contea di Chaves, di cui Roswell è il capoluogo (e che, pertanto, diede il nome al caso, nonostante Roswell disti circa 120 km dal punto in cui avvenne l'impatto).
La mattina seguente, l'allevatore William Ware Mac Brazel, proprietario del ranch, rinvenne alcuni rottami costituiti da una grande quantità di lamine, asticelle e lattice. Il 6 luglio, Brazel si recò in città per informare lo sceriffo, George Wilcox, su quanto accaduto: l'allevatore decise di rivolgersi alle autorità locali solo dopo esser venuto a conoscenza delle voci sull'avvistamento di strani oggetti volanti da parte di due coniugi del luogo, i Wilmot, nella sera del 2 luglio.
Brazel condusse lo sceriffo, che secondo quanto scritto nei rapporti ufficiali venne accompagnato da "un uomo in abiti borghesi" che alcuni ipotizzino essere un militare, sul luogo del ritrovamento per raccogliere materiale da visionare e analizzare. Il primo rapporto parla di "pezzi di gomma, stagnola, carta piuttosto robusta, asticelle di legno e un filo di nylon" appartenenti ai resti di un oggetto di provenienza ignota.
L'8 luglio 1947, l'ufficio di informazioni al pubblico della Roswell Army Air Field (RAAF), nel Nuovo Messico, emise un comunicato stampa, pubblicato dal quotidiano Roswell Daily Record, in cui veniva descritto il recupero di un oggetto volante non identificato da parte del personale militare del campo, da un ranch vicino a Roswell, scatenando l'intenso interesse dei media. Il giorno dopo arrivò la prima smentita dell'aeronautica, la quale dichiarò che dal personale RAAF era stato recuperato un pallone sonda, e non un "disco volante".
L'avvenimento trovò spazio in altri giornali locali, per filtrare successivamente in quelli nazionali, dando inizio ad un vero e proprio fenomeno mediatico. Così scriveva il San Francisco Chronicle del 9 luglio 1947:
Prime smentite della notizia dello schianto di un velivolo extraterrestre La versione del ritrovamento di un disco volante fu subito negata dal governo e dall'esercito statunitense, non appena alcuni resti ritrovati nella Foster Ranch di Corona vennero inviati dalle autorità locali a Dallas per una certificazione. Il 9 luglio 1947 venne infatti smentita la prima sensazionale notizia riportata dal Roswell Daily Record, secondo cui la RAAF (Roswell Army Air Field) avrebbe recuperato un disco volante, e sul Fort Worth Morning Star-Telegram venne pubblicato l'esito degli accertamenti da parte di Irving Newton, esperto ufficiale della stazione meteorologica di Fort Worth, che aveva identificato l'oggetto rinvenuto come una tipologia di pallone sonda "ray wind" non conosciuto dal personale della base aerea di Roswell, usato per determinare la direzione e la velocità dei venti in alta quota. L'articolo venne accompagnato dalla foto dei resti inviati alla stazione meteorologica sorretti dall'ufficiale. Anche il generale Roger M. Ramey confermò che si trattava di una sonda ray wind e, come ulteriore dimostrazione, furono scattate altre foto ritraenti un militare, il maggiore Jesse Marcel, mentre mostrava tutti i resti dell'oggetto precipitato.
La dimostrazione dell'aeronautica e delle stazioni meteorologiche risolsero i dubbi generati dalla prima notizia dell'ufficio stampa di Roswell, e il caso venne risolto e presto dimenticato.
Ripresa del Caso Roswell e nuovo interesse dei media (1978 - 1994) Nel 1978, Stanton T. Friedman, ufologo ed ex ricercatore di fisica nucleare, intervistò Jesse Marcel, il maggiore che nel 1947 fu fotografato con i resti del pallone sonda e che insieme al generale Roger Ramey sostenne che era ciò che si schiantò nell'area di Roswell, il quale ritrattò la sua posizione affermando che la versione ufficiale dell'aeronautica fosse una copertura, fornita allo scopo di insabbiare la verità sull'origine extraterrestre di quanto rinvenuto al Foster Ranch.
Nel 1980, con la consulenza di Friedman, William Moore e Charles Berlitz pubblicarono il libro The Roswell Incident, riportando la vicenda di Roswell sotto l'attenzione dei media a livello mondiale.. Il nuovo scenario che si stava ipotizzando prevedeva l'esplosione di un'astronave e la conseguente caduta di frammenti nel territorio di Corona, sul ranch di Brazel, nella notte tra il 2 e il 3 luglio, mentre il corpo centrale del velivolo sarebbe precipitato nella Piana di San Augustin, a circa duecento chilometri a nord-ovest di Roswell, dove sarebbero stati recuperati anche i cadaveri di alcuni umanoidi, l'equipaggio alieno del disco.
All'inizio degli anni novanta, l'ufologo Kevin Randle, ufficiale in congedo dell'USAF, condusse una propria indagine e insieme all'ufologo Donald R. Schmitt pubblicò nel 1991 il libro UFO Crash at Roswell, arricchendo la storia di nuovi particolari. A sua volta Friedman riprese le indagini e nel 1992 pubblicò insieme a Don Berliner il libro Crash at Corona.
Tra la ricostruzione di Randle e quella di Friedman vi sono delle discordanze sul luogo di impatto finale dell'UFO, che per Friedman sarebbe avvenuto nella Piana di San Augustin e per Randle a 40 miglia (circa 65 km) a nord di Roswell; inoltre, per Randle l'UFO sarebbe caduto due giorni più tardi, nella notte del 4 luglio.
Presunti testimoni a favore delle teorie ufologiche
Walter Haut
Il tenente Walter Haut (3 giugno 1922 - 15 dicembre 2005), responsabile delle pubbliche relazioni presso la base militare di Roswell negli anni quaranta e autore del primo, famoso comunicato stampa dell'8 luglio 1947, sostenne di credere alle teorie del complotto UFO a partire dagli anni settanta, attraverso interviste rilasciate a diversi ufologi. Le dichiarazioni di Haut sono state giudicate dagli scettici come inconsistenti e, in diverse occasioni, legate a scopi di lucro. Nel 1991, egli fondò il Museo Internazionale degli UFO a Roswell, divenuto una delle maggiori attrazioni turistiche della città.
Haut affermò di credere che a Roswell fosse avvenuta un'operazione di insabbiamento nel 1989, non annunciandosi ad ogni modo come testimone oculare di eventi connessi al fenomeno UFO. Stando a quanto sostenuto nelle prime rivelazioni agli ufologi, la visione dei detriti rinvenuti al Foster Ranch gli sarebbe stata negata dal colonnello William Blachard: tuttavia Jesse Marcel, il primo militare ad aver appoggiato le teorie ufologiche, gli confidò che quanto scoperto dall'esercito non era originario di questo mondo.
Nel 1993 scrisse un affidavit da aprire alla sua morte, che avvenne il 15 dicembre 2005. l testo integrale della dichiarazione giurata venne pubblicata nel 2007 all'interno del libro Witness to Roswell: Unmasking the 60 Year Cover-Up. Secondo gli autori, Haut avrebbe giurato al colonnello Blanchard, suo amico, di non rivelare in vita nessuna informazione sull'accaduto. Pertanto, aveva sempre negato di essere stato testimone degli eventi, dicendo di aver rilasciato informazioni che gli erano state riferite.
Nella sua dichiarazione, Haut raccontò che l'8 luglio 1947, a seguito del comunicato stampa dato nel pomeriggio, era stato portato in un hangar della base dal colonnello Blanchard. Qui vide un'astronave a forma di uovo lunga circa 4 metri e mezzo e diversi piccoli corpi di circa un metro di altezza con le teste di grandi dimensioni. Era sicuro che i corpi erano alieni e si trovavano sul velivolo spaziale schiantatosi a Roswell. Haut ha inoltre dichiarato che c'erano due zone con i detriti, il primo era un campo di detriti di grandi dimensioni a circa 75 miglia a nord-ovest di Roswell (il sito indagato dal maggiore Marcel), mentre il secondo era a circa 40 miglia a nord della città, dove erano stati trovati l'astronave principale ed i corpi. Il sito a nord era stato trovato da civili il 7 luglio. Nel corso della riunione della mattina dell'8 luglio, in cui Haut partecipò, gli ufficiali della base vennero informati degli strani detriti trovati in giro, che nessuno seppe identificare. Haut disse che ci fu una discussione su ciò che doveva essere raccontato al pubblico. Il generale Ramey era arrivato per partecipare alla riunione. Ramey suggerì di comunicare all'opinione pubblica solo del campo di detriti più distante, come diversivo, per distrarre dalla zona più importante con i corpi e il veicolo spaziale. Egli seppe che Ramey stava eseguendo gli ordini del Pentagono. Haut aggiunse che non era a conoscenza esattamente di quali informazioni divulgare. Il comunicato stampa che venne emesso dopo poche ore descrisse solo la prima zona con i detriti in termini generali, dicendo che l'United States Army Air Forces era venuto in possesso di un "disco volante" con la collaborazione di un allevatore locale, ed era stato trasferito ai "piani più alti" dopo essere stato esaminato alla base. Il generale Ramey disse in seguito che un pallone meteorologico fosse stato erroneamente identificato come un disco volante.
Alcuni però dubitano che la dichiarazione sia stata scritta proprio da Haut e rilevano comunque che a partire dal 2000 lo stato mentale dell'ex militare non gli permetteva di ricordare con certezza dettagli del suo passato. Per questi motivi, l'attendibilità della dichiarazione è molto dubbia.Dave Thomas, Roswell Update: Fading Star?, Skeptical Inquirer, Vol. 33, January-February 2009
Elias Benjamin