L'Hi-Fi murders è un caso di cronaca nera, avvenuto il 22 aprile 1974, in cui furono uccise tre persone durante una rapina in un negozio di alta fedeltà a Ogden, negli Stati Uniti d'America. Poco prima dell'ora di chiusura, alcuni uomini entrarono nel negozio e presero in ostaggio diverse persone. Le vittime furono costrette a bere del detergente e a subire atti di violenza.
Tre dei sei assalitori avevano prestato servizio nell'aeronautica statunitense: Dale Selby Pierre, William Andrews e Keith Roberts; gli altri tre non vennero mai catturati. Pierre e Andrews furono condannati a morte per omicidio aggravato, mentre Roberts, che era rimasto in auto, fu accusato di rapina. Il crimine fece scalpore per la particolare brutalità.
La rapina Il 22 aprile 1974, poco prima dell'ora di chiusura, Dale Selby Pierre, William Andrews, Keith Roberts e altri tre uomini arrivarono con due furgoni presso il negozio di Hi-Fi di Ogden, situato al 2323 Washington Boulevard. Quattro di loro entrarono nel negozio armati, mentre Keith Roberts e un altro complice rimasero nei furgoni.
All'interno del negozio i due commessi, Stanley Walker (di 20 anni di età) e Michelle Ansley (di 18 anni di età), furono immediatamente presi in ostaggio e legati. Poco dopo, Cortney Naisbitt (di 16 anni di età) subì lo stesso trattamento. Il ragazzo si era recato nel negozio per ringraziare Walker, che quel giorno gli aveva permesso di parcheggiare la propria auto nel parcheggio del negozio.
Nel frattempo, Orren Walker, padre di Stanley, preoccupato per il ritardo del figlio, si recò sul posto. Poco dopo, anche Carol Peterson Naisbitt, madre di Cortney, si recò al negozio, allarmata per l'assenza del figlio. Entrambi vennero presi in ostaggio e legati.
Le torture, lo stupro e gli omicidi Con cinque ostaggi legati a terra, Pierre ordinò ad Andrews di prendere qualcosa dal furgone. Andrews tornò con una bottiglia contenuta in un sacchetto nero, nella quale Pierre versò del detergente. Pierre ordinò quindi a Orren Walker, padre di uno dei commessi, di far bere la sostanza agli altri ostaggi, ma l’uomo si rifiutò. Venne così legato, imbavagliato e appeso a testa in giù.
Pierre e Andrews fecero sedere gli ostaggi e costrinsero gli ostaggi a bere il liquido, affermando che si trattava di vodka. La sostanza procurò alle vittime gravi sintomi, tra cui vesciche sulle labbra, bruciore alla gola e alla lingua e lesioni al mento. Michelle Ansley fu costretta a bere il liquido mentre supplicava per la propria vita. Secondo la testimonianza di Orren Walker, Ansley tossì meno rispetto agli altri ostaggi. Pierre e Andrews tentarono di chiudere la bocca delle vittime con del nastro adesivo per soffocarne le urla, ma non riuscirono a farlo aderire. Orren Walker, ultimo a ingerire la sostanza, riuscì a vomitarne una parte fingendo di avere convulsioni, come stava avvenendo per gli altri ostaggi.
Pierre, innervosito dal fatto che gli ostaggi tardavano a morire, sparò un colpo di pistola alla nuca di Carol Peterson Naisbitt e di suo figlio Cortney Naisbitt. Carol morì, mentre Cortney sopravvisse. Successivamente Pierre tentò di sparare a Orren Walker, ma mancò il bersaglio. In seguito, colpì a morte Stanley Walker e sparò nuovamente a Orren.
Pierre costrinse Ansley a spogliarsi e la stuprò. In seguito le permise di usare il bagno prima di trascinarla, ancora nuda, dietro agli altri ostaggi e spararle un colpo alla nuca. Secondo la testimonianza di Orren Walker, le ultime parole della giovane furono: "I am too young to die" ("Sono troppo giovane per morire").
Accortosi che Orren era ancora vivo, Pierre gli avvolse un filo di ferro attorno al collo e tentò di strangolarlo. Non riuscendoci, prese una penna a sfera, la infilò nell’orecchio di Walker e la schiacciò con forza fino a perforargli il timpano e romperla, facendone fuoriuscire un pezzo dalla gola. Dopodiché, Pierre e Andrews finirono di caricare il furgone e fuggirono.
Le vittime e le loro ripercussioni personali Le vittime furono cinque, di cui due sopravvissute. Stanley Orren Walker (19 marzo 1954 – 22 aprile 1974), 20 anni di età al momento del fatto: commesso del negozio. Fu colpito a morte da Pierre. Sherry Michelle Ansley (24 gennaio 1956 – 22 aprile 1974), 18 anni di età al momento del fatto: commessa del negozio, assunta solo una settimana prima dell'attacco. Fidanzata da poco, avrebbe dovuto sposarsi il 5 agosto successivo. Fu stuprata e uccisa da Dale Selby Pierre. Carol Elaine Naisbitt (nata Peterson, 25 dicembre 1921 – 22 aprile 1974), 52 anni di età al momento del fatto: madre di Byron Cortney Naisbitt. Morì in ospedale in seguito al colpo di pistola ricevuto da Pierre. Orren William Walker (17 settembre 1930 – 13 febbraio 2000), 43 anni di età al momento del fatto: padre di Stanley Walker. Sopravvissuto all'attacco, testimoniò al processo contro gli aggressori. Morì nel 2000 all'età di 69 anni. Byron Cortney Naisbitt (25 settembre 1957 – 4 giugno 2002), 16 anni di età al momento del fatto: studente alla Ogden High School. Pur essendo sopravvissuto, riportò danni cerebrali e soffrì di amnesia, che lo rese incapace di testimoniare al processo. Tornò a scuola oltre un anno dopo l'attacco, diplomandosi nel 1976. A causa delle conseguenze neurologiche, abbandonò il college e non riuscì a trovare un impiego stabile, finendo nei programmi di assistenza sociale. Il 15 novembre 1985 si sposò con Catherine Hunter. Suo padre si risposò dopo la morte della madre nella rapina. Naisbitt soffrì di dolori cronici per il resto della sua vita e morì nel 2002 all'età di 44 anni.
Gli arresti I corpi furono trovati tre ore dopo dalla moglie di Orren Walker, giunta in negozio insieme all'altro figlio alla ricerca dei due familiari. Il ragazzo, fratello di Stanley, udì dei lamenti provenire dal seminterrato e abbatté la porta. Nel frattempo, la moglie di Walker chiamò la polizia di Ogden. I due commessi Walker e Ansley erano già morti; Carol Naisbitt fu trasportata e morì all'arrivo allo St. Benedict's Hospital (ora Ogden Regional Medical Center). Orren Walker sopravvisse con ustioni al mento e con l'orecchio distrutto.
Nonostante le ferite, Orren Walker fu in grado di fornire un'accurata descrizione dei due assalitori, tra cui l'uomo che aveva sparato alle vittime: un afroamericano, di bassa statura, che indossava gli occhiali e parlava con un accento caraibico. Questi venne identificato in Dale Pierre.
Diverse ore dopo il crimine, un anonimo che era impiegato all'Air Force chiamò la polizia di Ogden comunicando che Andrews, un mese prima, gli aveva confidato di voler rapinare il negozio di Hi-Fi di Ogden e di uccidere chi si trovava dentro. Successivamente due giovani contattarono la polizia in seguito al ritrovamento dei portafogli e borse delle vittime all'interno di un cassonetto vicino alla Hill Air Force Base, nei pressi delle caserme dove vivevano Pierre e Andrews.
L'ispettore Deloy White, recatosi sul posto, pensò che gli assassini facessero parte del personale della base dell'Air Force, così fece riunire gli uomini presso il cassonetto. Di fronte al personale, White mostrò le prove ritrovate notando che quasi tutti osservavano in silenzio eccetto due uomini, Andrews e Pierre, i quali gesticolavano e parlavano ad alta voce.
A causa del loro comportamento, Andrews e Pierre furono sottoposti a fermo e loro stanze perquisite. La polizia ritrovò dei volantini del negozio di Ogden e un contratto di affitto in un deposito. Grazie all'emissione di un ulteriore ordine di perquisizione, venne ritrovata la merce nel negozio di Hi-Fi e vennero rinvenuti i detergenti utilizzati. Alcune settimane dopo, il terzo uomo, Keith Roberts, fu preso in custodia.
Il processo Il processo iniziò il 15 ottobre 1974 a Farmington, nel Davis County. Pierre, Andrews, e Roberts furono accusati di omicidio di primo grado e rapina. Un mese dopo, il 16 novembre 1974, la sentenza dichiarò Pierre e Andrews colpevoli di tutti i crimini e condannati alla pena capitale; Roberts fu ritenuto colpevole solamente della rapina e condannato a cinque anni di reclusione.
Durante il processo fu dimostrato che Pierre e Andrews avevano l'intenzione di uccidere chiunque avessero trovato. In più occasioni avevano guardato il film Magnum Force, nel quale una prostituta viene obbligata a bere del detergente morendo poco dopo. Pierre e Andrews avevano deciso che quello era un metodo efficace per uccidere gli ostaggi.
Orren Walker fu il testimone chiave per l'accusa. Cortney Naisbitt non fu in grado di testimoniare a seguito delle lesioni al cervello e dell'amnesia.
Le condanne Il verbale ufficiale della polizia dichiarò che sei uomini neri, utilizzando due furgoni, avevano rapinato il negozio. Roberts e un altro uomo erano rimasti nell'automezzo e Pierre aveva ucciso tre dei cinque ostaggi. Andrews era stato la mente del crimine e Pierre l'esecutore. Andrews confermò il giudizio di White durante un'intervista rilasciata a KUTV nel 1992, ammettendo che aveva preso di mira il negozio dopo aver fatto amicizia, qualche mese prima del crimine, con Stanley Walker e criticando Pierre per l'eccessiva violenza.
I colpevoli Data l'efferatezza del crimine, Pierre e Andrews erano tra i detenuti più odiati della Utah State Prison e furono frequentemente bersaglio di insulti. Si riporta che, nel 1977, poco prima della sua esecuzione, Gary Gilmore abbia esclamato passando davanti alle loro celle: "I'll see you in Hell, Pierre and Andrews!" ("Ci vedremo all'inferno, Pierre e Andrews!").
Dale Selby Pierre Pierre aveva ventuno anni all'epoca dei fatti. Nato a Trinidad e Tobago, era emigrato a Brooklyn all'età di diciassette anni. Nel maggio 1973 si era arruolato nella USAF e, nel settembre dello stesso anno, fu trasferito a Hill Air Force Base come meccanico elicotterista. Poco dopo il suo arrivo, fu il principale sospettato dell'omicidio del sergente USAF Edward Jefferson, ma la polizia non disponeva di prove sufficienti per incriminarlo.
Nel 1974, Pierre si trovava in libertà su cauzione per un'accusa di furto d'auto. Il 16 novembre dello stesso anno fu riconosciuto colpevole di tre omicidi aggravati e due rapine aggravate. Il 20 novembre fu condannato a morte per tre capi d'accusa. Dopo il rigetto della richiesta di grazia, fu giustiziato tramite iniezione letale il 28 agosto 1987, all'età di trentaquattro anni. Lasciò i suoi risparmi, pari a ventinove dollari, a William Andrews. Trascorse il suo ultimo giorno pregando e rifiutò l'ultimo pasto. Le sue ultime parole furono: "Thank you, I’m just going to say my prayers" ("Grazie, dirò solo le mie preghiere").
William Andrews Andrews aveva diciannove anni al momento del crimine e, come Pierre, lavorava come meccanico elicotterista per la USAF. Durante il processo dichiarò che lui e Pierre avevano pianificato di uccidere chiunque avessero incontrato durante la rapina. Il 16 novembre 1974 fu riconosciuto colpevole di tre omicidi di primo grado e due rapine aggravate. La sua condanna fu oggetto di controversie, poiché non aveva ucciso direttamente nessuna delle vittime, sebbene le avesse costrette a ingerire il detersivo.
Il 28 novembre 1974 ricevette tre condanne a morte. Dopo diciotto anni trascorsi nel braccio della morte, fu giustiziato tramite iniezione letale il 30 luglio 1992, all'età di trentasette anni. Il suo ultimo pasto fu una banana split, che condivise con la sorella e la nipote. Le sue ultime parole, rivolgendosi al direttore del carcere Bruce Egan, furono: "Thank those who tried so hard to keep me alive. I hope they continue to fight for equal justice after I'm gone. Tell my family goodbye and I love them" ("Ringrazio coloro che hanno cercato con tutte le loro forze di tenermi in vita. Spero che continuino a lottare per una giustizia equanime anche dopo che me ne sarò andato. Dite addio ai miei famigliari e che li amo"). Dopo essere stato legato alla barella, si rivolse alla sorella dicendo: "I love you. Bye bye" ("Ti voglio bene. Addio").