Tra le persone più ricche d'Ucraina, nel 2024 occupa, secondo Forbes, il 785º posto tra gli uomini più ricchi del mondo con un patrimonio stimato di 4 miliardi di dollari.

Biografia Rinat Achmetov è nato a Donec'k, nella RSS Ucraina una delle repubbliche socialiste che componevano l’URSS, da una famiglia della classe operaia. È di etnia tatara del Volga e musulmano sunnita praticante. Suo padre, Leonid Achmetov, era un minatore di carbone, e sua madre, Njakija Nasredinivna, una commessa.

Achmetov aveva un fratello maggiore, Ihor, che lavorava anche lui come minatore di carbone, ma dovette dimettersi a causa di complicazioni di salute legate al lavoro. Ihor è morto il 24 gennaio 2021.

Achmetov si è laureato in economia presso l'Università nazionale di Donec'k nel 2001.

Metinvest, il gruppo, tra i primi 50 al mondo secondo la World Steel Association, è controllato da Rinat Achmetov, ha annunciato nel luglio 2023 l’intenzione di realizzare in Italia un impianto per la produzione di acciaio verde Metinvest Adria in partnership con la Danieli di Buttrio. L’investimento complessivo sull’acciaieria verde in Toscana, nelle previsioni di budget, è di 2,5 miliardi. L’obiettivo è sostenere la produzione dedicata alla ricostruzione postbellica ucraina, ma realizzando un impianto all’avanguardia nelle tecnologie green, fornite dalla multinazionale guidata da Gianpietro Benedetti, con caratteristiche all’avanguardia per gli standard europei e occidentali.

Nel corso della Conferenza sulla ripresa dell'Ucraina 2025, tenutasi a Roma, è stato ufficialmente firmato un accordo di programma per sostenere il rilancio del polo siderurgico di Piombino, in Toscana.Program agreement signed to revitalize Piombino steel hub in Italy

L'accordo è stato sottoscritto da Metinvest Adria insieme al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, alla Regione Toscana, al Comune di Piombino e ad altre istituzioni locali.

L'accordo raggiunto "rappresenta un passaggio cruciale, anzi direi strategico, verso il rilancio dell'hub di Piombino, che così diventerà uno dei principali poli siderurgici verdi d'Europa", ha sottolineato il ministro del Made in Italy Adolfo Urso. "E questo è ancora più rilevante dal punto di vista della ricostruzione in Ucraina: a Piombino, infatti, verrà realizzato uno stabilimento siderurgico che, in qualche misura, sostituirà quello distrutto a Mariupol' dall'avanzata delle truppe russe".LivornoTodaywww.livornotoday.it/cronaca/metinvest-piombino-accordo-lavoro-siderurgia.html Metinvest rilancia il polo siderurgico, firmati l'accordo di programma e il patto che tutela 1.300 lavoratori: "Svolta storica"--Piombino, Metinvest rilancia la siderurgia: firmato il patto occupazionale

Il sindaco Ferrari ha aggiunto: "Questo accordo è un passo fondamentale per la rinascita del polo: si inserisce in un programma più ampio che punta a trasformare Piombino in un centro siderurgico ecologico, competitivo e sostenibile per l'Europa. Il nostro obiettivo", ha concluso, "è ora quello di garantire il rispetto di tutti gli impegni, preparando la transizione verso un nuovo modello industriale che non lasci indietro nessuno, tuteli i lavoratori e rilanci il tessuto economico e sociale di Piombino".

Carriera Gli inizi I dettagli riguardanti il passato di Achmetov, come ha ottenuto la sua ricchezza dopo la caduta del comunismo in Ucraina e le sue attività tra il 1985 e il 1995, rimangono controversi. Achmetov ha dichiarato nelle interviste di aver fatto con successo investimenti commerciali rischiosi nei primi anni dopo il crollo dell'Unione Sovietica.

Come lo stesso Achmetov ha commentato in un'intervista al Kyiv Post, verso la metà degli anni '90, con il denaro guadagnato dalle attività commerciali, ha fondato la Dongorbank, che ha fornito l'opportunità di acquistare le attività industriali oramai in declino, e che non servivano più a nessuno. Nell’anno 2000, grazie a queste attività è stata creata la società SCM.

E nel 2010 Achmetov negato di aver ereditato denaro da Achat' Brahin o da chiunque altro: "Ho guadagnato il mio primo milione commerciando carbone e coke metallurgico e ho speso i soldi in beni che nessuno voleva comprare. Era un rischio ma ne è valsa la pena". Molte pubblicazioni in Ucraina e in altri paesi europei hanno fatto affermazioni sul presunto "passato criminale" di Achmetov, alcune delle quali in seguito hanno ritrattato le loro dichiarazioni.

Nel 2007 il quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung ha pubblicato un articolo sull'inizio della carriera di Rinat Achmetov negli anni '90. Il giornale in seguito ha smentito completamente le dichiarazioni rese: “non esiste alcun legame tra Akhmetov e la criminalità organizzata in Ucraina”, e “il successo economico di Akhmetov non deriva in nessun modo da un capitale iniziale ottenuto da attività illecite”.

Nel 2007 il quotidiano ucraino in lingua inglese, Kyiv Post, ha pubblicato un articolo sulle operazioni commerciali di Achmetov. Nel 2008 il Kyiv Post ha pubblicato le scuse: “dopo aver attentamente esaminato le informazioni, siamo giunti alla conclusione che le accuse contro Achmetov si sono rivelate false e infondate”.

Il 18 gennaio 2010, il quotidiano «Le Figaro» ha pubblicato un articolo scritto da Ariel Tedrel dal titolo «Donetsk, bastion russe en Ukraine» (Donec'k, la roccaforte russa in Ucraina). Il 28 gennaio dello stesso anno, il giornale ha pubblicato la smentita: «Figaro» ammette che non ci sono prove di queste accuse, e si rammarica che siano state fatte tali accuse, scusandosi con il signor Achmetov per qualsiasi danno a lui arrecato.

Nel suo libro documentario Donetsk Mafia: Anthology, l'autore ucraino Serhij Kuzin afferma che Achmetov ha ricoperto il ruolo di un "teppista mafioso" nei suoi primi anni; secondo Hans van Zon, professore di studi sull'Europa centrale e orientale presso l'Università di Sunderland, "già nel 1986, Rinat e suo fratello Igor erano coinvolti in attività criminali".

Nel 2008 la Corte d'Appello di Donec'k ha stabilito che il libro è stato accusato di plagio, e gli autori del libro Borys Penčuk, Serhij Kuzin e il Fondo anticorruzione sono stati condannati a versare ad Oleksandr Kučyns'kyj, 200.000 grivnie come risarcimento per la violazione del copyright.

Andrew Wilson, uno studioso specializzato in politica ucraina, ha classificato Achmetov come un presunto ex 'esecutore' e 'leader' del "clan 'tataro' di Achat' Brahin", responsabile dell'uso di "metodi mafiosi per mettere da parte i 'direttori rossi' dell'Unione industriale del Donbass (ISD)". All'inizio degli anni 1990, Achmetov iniziò ad acquisire proprietà a Donecjk presumibilmente per mezzo di estorsione con l'assistenza di Volodymyr Malyšev, tenente generale del capo del dipartimento del ministero degli affari interni nell'Oblast' di Donec'k. Malyšev, ora membro del Parlamento ucraino nel comitato che controlla le forze dell'ordine, è accusato da Kuzin di usare la sua posizione per eliminare i precedenti documenti di polizia riguardanti Achmetov poco prima di diventare capo della sicurezza per la società di Achmetov. "Nel , Achmetov era molto diverso: era totalmente privato senza personalità pubblica e stava cercando di trovare modi per affrontare il suo 'difficile passato'", ha osservato l'ambasciatore degli Stati Uniti William Taylor, citando l'importante uomo d'affari ucraino Serhij Taruta. Inoltre in quell'articolo si citava la risposta del portavoce di Achmetov indirizzata al Kyiv Post: "Non sappiamo se questa frase sia autentica e cosa significhi effettivamente. Tuttavia, qualsiasi accusa del coinvolgimento di Achmetov in strutture criminali è calunnia".

Nell'ottobre 1995, Brahin, presidente della squadra di calcio Šachtar Donec'k, fu ucciso in un misterioso attentato insieme a sei delle sue guardie del corpo nello stadio della squadra durante una partita. Alcune voci associano Achmetov alla morte di Brahin. Dopo gli assassinii, si dice che Achmetov abbia "ereditato un vasto impero finanziario da Brahin".

Achmetov in risposta al Kyiv post, asserisce che Achat era un suo caro amico, e «la sua morte per me è stata una grande tragedia a livello personale». Lui nega il fatto che la bomba sia esplosa nella tribuna. «Molti dicono che la bomba è esplosa in tribuna (allo stadio). Questa è una falsità. Lo scoppio è avvenuto nel tunnel (che porta nella zona della tribuna). Siamo arrivati allo stadio insieme, in ritardo di cinque minuti. La sua auto è arrivata per prima, la mia successivamente. Poiché eravamo in ritardo, lui lasciò la sua macchina e corse all’interno senza aspettarmi. Il lasso di tempo poteva essere di circa cinque secondi, non di più. Non appena aprii la portiera della mia macchina avvenne l'esplosione».

Nel settembre 1999, un rapporto ufficiale del Ministero degli Affari Interni ucraino intitolato "Panoramica delle strutture del crimine organizzato più pericolose in Ucraina" identificò Achmetov come leader di un sindacato del crimine organizzato. Il rapporto legava il gruppo al riciclaggio di denaro, alle frodi finanziarie e al controllo di numerose società grandi e fittizie. Il rapporto afferma anche che le attività del gruppo "sono state fermate" e afferma inoltre che la loro natura criminale "non è stata confermata".

Nel gruppo SCM di Achmetov, hanno dichiarato che il rapporto del Ministero degli Interni è stato «un imbroglio e una falsità», e che né Achmetov né la sua società non sono mai stati accusati di attività criminali o condannati per le stesse.

Pubblicato in un cablogramma diplomatico di WikiLeaks, Volodymyr Horbulin, uno degli strateghi politici più rispettati dell'Ucraina ed ex consigliere presidenziale, ha detto all'ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina nel 2006 che il Partito delle Regioni "godeva di tasche profonde, essendo in gran parte finanziato dal capo miliardario di Doneckk Rinat Achmetov". In un cablogramma diplomatico statunitense datato 3 febbraio 2006, l'allora ambasciatore degli Stati Uniti John Herbst si riferiva al Partito delle Regioni di Achmetov come "un rifugio per mafiosi e oligarchi di Donec'k" e definiva Achmetov il "padrino" del clan Donec'k.

In seguito, nel 2010, l'ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina William Taylor ha dichiarato che non stati riscontrati problemi con gli affari di Achmetov.

Nel 2014 il sostegno da parte di Rinat Achmetov al processo di pace nel Donbass, e il suo aiuto ai civili nelle regioni di Donec'k e Luhans'k sono stati molto elogiati dagli Stati Uniti. L'ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina, Jeffrey R. Payett, ha dichiarato di apprezzare molto gli sforzi di Rinat Achmetov, che probabilmente ha fatto più di chiunque altro in questo paese, per consegnare cibo e vestiti alle vittime della violenza nel Donbass.

Dopo la rivoluzione arancione ucraina della fine del 2004, nel tentativo di combattere la corruzione, diversi uomini d'affari di spicco che erano anche membri del Partito delle Regioni sono finiti sotto indagine penale. Nel 2011 Hennadij Moskal, che nel 2005 ha agito come vice ministro degli affari interni dell'Ucraina, ha rilasciato un'intervista alla rivista ucraina Профиль, dove ha affermato di essere stato sotto ordini presidenziali nel 2005 per indagare e controllare Achmetov per il suo presunto ruolo nel crimine organizzato. Prove concrete non sono mai state rivelate ufficialmente contro di lui, né contro la sua compagnia. Secondo Moskal, l'MVS ha indagato su tutti gli incidenti relativi alle persone scomparse nel 1990 nella regione di Donec'k, che avevano ancora una proprietà, e sui suoi attuali proprietari, ma non sono stati trovati collegamenti con Rinat Achmetov e il suo entourage. Guardando indietro, Moskal concluse che "non avevamo nulla su Achmetov nel 2005".