Nei suoi scritti occupano una posizione centrale le tematiche epistemologiche inerenti alla rifondazione delle scienze sociali reinterpretate alla luce della "svolta relazionale" della filosofia e sociologia moderna. Su tali basi, vengono svolte l'analisi delle forme di cittadinanza, dei fenomeni associativi di società civile e delle politiche di welfare state nelle società altamente differenziate; l'analisi del ruolo delle istituzioni sociali che emergono dai processi di morfogenesi sociale, in particolare nelle sfere di terzo settore; l'apertura di una nuova prospettiva negli studi sul capitale sociale e sui processi di riflessività in rapporto alla legittimazione di nuove forme di democrazia deliberativa.
L'elaborazione di una ‘sociologia relazionale’ è andata di pari passo con la fondazione filosofica di un nuovo e più generale ‘paradigma relazionale’ nelle scienze sociali, che si pone come superamento della contrapposizione fra realismo e costruttivismo, fra individualismo metodologico e olismo metodologico. Questa prospettiva ha portato alla elaborazione di nuovi concetti come quelli di ragione relazionale e beni relazionali, come soluzioni rispettivamente dei problemi inerenti al multiculturalismo e alla mercificazione del welfare nelle società tardo-moderne.
L'etichetta "sociologia relazionale" viene usata, oltre che da Donati, da vari studiosi. Per esempio, Mustafa Emirbayer (1997)Mustafa Emirbayer, Manifesto for a relational sociology, in "American Journal of Sociology", vol. 103, n. 2, September 1997, pp. 281-317. ha scritto un ‘Manifesto di sociologia relazionale’ elaborato in maniera del tutto indipendente rispetto al lavoro del sociologo italiano. Anche il sociologo inglese Nick Crossley (2011)Nick Crossley, Towards Relational Sociology, Routledge, London and New York, 2011. ha usato la medesima etichetta. Alcuni studiosi assimilano la sociologia relazionale alla network analysis (Crossley 2011, Mische 2011Ann Mische, Relational sociology, culture and agency, in J. Scott and P. Carrington (eds.), Sage Handbook of Social Network Analysis, Sage, London, 2011.), altri tracciano delle differenze fra questi due modi di intendere l'analisi della società (Donati 2011; Terenzi 2012Paolo Terenzi, Percorsi di sociologia relazionale, FrancoAngeli, Milano, 2012.; Tronca 2013Luigi Tronca, Sociologia relazionale e social networks analysis. Analisi delle strutture sociali, FrancoAngeli, Milano, 2013.). Indipendentemente dal lavoro di Donati, esistono gruppi e reti di sociologia relazionale in vari Paesi, tra cui il Canada (si veda il sito della Canadian Sociological Association, , l'Australia (si veda il sito della Australian Sociological Association, ). In Italia gli studiosi vicini a Donati si riconoscono nel network Relational Studies in Sociology, ).
Biografia Pierpaolo Donati è un sociologo italiano che ha prodotto numerose opere di carattere teorico ed empirico. Ha proposto una teoria generale per l'analisi della società chiamata sociologia relazionale. Un capitolo autobiografico di Donati è stato inserito nel volume dedicato ad alcuni dei più importanti sociologi viventi (si veda Building a Relational Theory of Society: A Sociological Journey in Sociologists in a Global Age. Biographical Perspectives, ed. Mathieu Deflem, Ashgate, Aldershot, 2007, pp. 159–174). Dal 1981 al 2016 è stato Professore ordinario di Sociologia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bologna. È stato direttore del CEPOSS (Centro Studi di Politica Sociale e Sociologia Sanitaria), Presidente del Corso di laurea in Sociologia, e Coordinatore del Ph.D. in Sociologia presso il Dipartimento di Sociologia dell'Università di Bologna.
Ha avuto intensi scambi scientifici personali con vari sociologi di fama internazionale, tra cui Jeffrey C. Alexander, Niklas Luhmann, Margaret Archer. È stato Presidente dell'AIS Associazione Italiana di Sociologia negli anni 1995-1998 e membro del Board dell'International Institute of Sociology (IIS) negli anni 2001-2005. Dal 22 dicembre 1997 è membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. È Direttore dell'Osservatorio Nazionale sulla Famiglia. Ha fatto parte del comitato scientifico di Biennale Democrazia. Fondatore e Direttore della Rivista “Sociologia e politiche sociali”, editore FrancoAngeli. Inoltre è stato e/o è: Editorial Adviser della Rivista "International Sociology" , ISA Journal, 1985-1996; Membro dell'International Advisory Board della Rivista "Innovation", Vienna, 1988-1996; Membro del Comitato Scientifico della Rivista "Sociologia", Istituto Luigi Sturzo, Roma (dal 1995-); a partire dal 1998; membro del Comitato Scientifico della Rivista “International Review of Sociology-Revue Internationale de Sociologie” (IIS), Università di Roma La Sapienza (dal 2003-); membro del Comitato Scientifico della Rivista “Familia”, Instituto Superior de Ciencias de la Familia, Universidad Pontificia de Salamanca, Spagna (dal 2005).
Ha ricevuto il riconoscimento dell'ONU come membro esperto distinto nel corso dell'Anno Internazionale della Famiglia (1994). Premio Capri San Michele per il libro "Pensiero sociale cristiano e società post-moderna" (Ave, Roma, 1997) (settembre 1997). Premio San Benedetto per la promozione della Vita e della Famiglia in Europa, IX edizione (Subiaco, 9 maggio 2009). Dottorato honoris causa del Pontificio istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, Pontificia Università Lateranense (Roma, 13 maggio 2009). Premio Mario Macchi 2009 conferito dalla Associazione nazionale genitori scuole cattoliche (AGESC) per attività sociali e culturali di rilevante interesse innovativo. Il 15 novembre 2017 Donati ha ricevuto il suo secondo dottorato Honoris Causa dalla Università Internazionale di Catalogna (UIC Barcelona). Con questo riconoscimento Pierpaolo Donati entra a far parte dell'elenco dei dottori onorari dell'UIC Barcelona che comprende anche il dott. Joaquín Navarro-Valls.
Attraverso le sue ricerche, Donati mostra con specifiche indagini empiriche in che modo la società possa essere conosciuta e interpretata come relazione sociale, e non come un semplice prodotto culturale, oppure una mera comunicazione, o ancora una semplice influenza della struttura sociale sull'agire umano (Structure and agency). La teoria relazionale della società
La sociologia relazionale (o teoria relazionale della società) viene per la prima volta esplicitata con il volume “Introduzione alla sociologia relazionale” (Franco Angeli, Milano, 1983, seconda edizione 1986). Questa “Introduzione” è nata come una sorta di “Manifesto della sociologia relazionale”, anche se da allora pochi se ne sono accorti.
I punti essenziali di quel Manifesto sono i seguenti:
La sociologia relazionale consiste nell'osservare che la società, ovvero qualsiasi fenomeno o formazione sociale (la famiglia, una impresa o società commerciale, una associazione, una società nazionale), la società globale, non è né una idea (o una rappresentazione o una realtà mentale) né una cosa materiale (o biologica o fisica in senso lato), ma è una relazione sociale. Non è né un “sistema”, più o meno preordinato o sovrastante i singoli fatti o fenomeni, né un prodotto di azioni individuali, ma un altro ordine di realtà: la società è relazione, ossia la società è fatta di relazioni, e precisamente di relazioni sociali, che distinguono la forma e i contenuti di ogni concreta e specifica “società”. La relazione sociale deve essere concepita non come una realtà accidentale, secondaria o derivata da altre entità (individui o sistemi), bensì come realtà sui generis. Affermare che “la società è relazione” può sembrare quasi ovvio, ma non lo è affatto ove l'affermazione sia intesa come presupposizione epistemologica generale e quindi si abbia coscienza delle enormi implicazioni che da essa derivano. Tutti i sociologi parlano di relazioni sociali (Karl Marx, Émile Durkheim, Max Weber, Georg Simmel, Talcott Parsons, Niklas Luhmann), ma quasi nessuno ha compiuto l'operazione che viene proposta dalla sociologia relazionale: partire dal presupposto che “all'inizio c'è la relazione”, ossia che ogni realtà sociale emerge da un contesto di relazioni e genera un contesto di relazioni essendo essa stessa ‘relazione sociale’. Ciò non significa in alcun modo aderire ad un punto di vista di relativismo culturale, anzi si tratta esattamente del contrario: la sociologia relazionale si fonda su una metafisica relazionale, e dunque su una ontologia delle relazioni che vede nelle relazioni il costitutivo di ogni realtà sociale seconda la loro propria natura (la sociologia relazionale non ha nulla a che fare con il relazionismo filosoficoEnzo Paci, Dall'esistenzialismo al relazionismo, D'Anna, Messina-Firenze, 1957.
Il concetto di relazione sociale In via generale, per relazione sociale Donati intende la realtà immateriale (che sta nello spazio-tempo) dell'inter-umano, ossia ciò che sta fra i soggetti agenti, e che – come tale – «costituisce» il loro orientarsi e agire reciproco per distinzione da ciò che sta nei singoli attori – individuali o collettivi – considerati come poli o termini della relazione. Questa «realtà fra», fatta insieme di elementi «oggettivi» e «soggettivi», è la sfera in cui vengono definite sia la distanza sia l'integrazione degli individui che stanno in società: dipende da questa realtà (la relazione sociale in cui il soggetto si trova) se, in che forma, misura e qualità l'individuo può distaccarsi o coinvolgersi rispetto agli altri soggetti più o meno prossimi, alle istituzioni e in generale rispetto alle dinamiche della vita sociale.
Verifiche e applicazioni teoriche La teoria relazionale della società ha elaborato nuovi concetti che sono stati utilizzati non solo da sociologi, ma anche in altri campi, come il diritto, la legislazione sociale, l'economia. Tra i principali concetti originali elaborati da Donati vi sono i seguenti: Il concetto di ‘privato sociale’Pubblico e privato: fine di una alternativa?, Cappelli, Bologna, 1978 - pg 114. (1978), che è stato poi applicato in molte leggi dello Stato italiano; Il concetto di ‘cittadinanza societariaLa cittadinanza societaria, Laterza, Roma-Bari, 1993 - cap. 2 e 5. (1993), che è stato utilizzato dal Consiglio di Stato (Sezione consultiva per gli atti normativi, Adunanza del 25 agosto 2003, N. della Sezione: 1440/2003) in importanti deliberazioni; Il concetto di ‘beni relazionali’I beni relazionali. Che cosa sono e quali effetti producono, Bollati Boringhieri, Torino, 2011 - Pierpaolo Donati e Riccardo Solci.Teoria relazionale della società, FrancoAngeli, Milano, 1991 - cap. 3 e La cittadinanza societaria, Laterza, Roma-Bari, 1993 - cap. 2 (1991, 1993) che è stato poi ripreso in campo economico da vari autori come Stefano Zamagni e Luigino Bruni; Il concetto di ‘servizi relazionali’Il lavoro che emerge. Prospettive del lavoro come relazione sociale in una economia dopo-moderna, Bollati Boringhieri, Torino, 2001 - pg 105/108 (2001), che è stato ripreso nella legislazione regionale e nazionale in Italia, anche in relazione alle buone pratiche nelle politiche familiari analizzate con le ricerche svolte per l'Osservatorio nazionale sulla famiglia; Il concetto di ‘lavoro relazionale’Il lavoro che emerge. Prospettive del lavoro come relazione sociale in una economia dopo-moderna, Bollati Boringhieri, Torino, 2001 - cap. 5 e di ‘contratti relazionali’Il lavoro che emerge. Prospettive del lavoro come relazione sociale in una economia dopo-moderna, Bollati Boringhieri, Torino, 2001 - cap.6 (2001);