La Cisterna di Pulcheria (, ) è una cisterna coperta bizantina di Costantinopoli (l'odierna Istanbul, in Turchia) importante per motivi storici e artistici. Posizione

La cisterna in questione si trovava nell'undicesima regione di Costantinopoli. Essa è stata identificata tentativamente con la cisterna coperta che si trovava nella zona nord di Fatih (la penisola storica) vicino alla moschea Sivasi Tekkesi, di fronte all'estremità meridionale del çukurbostan ("giardino infossato" in turco) del sultano Selim I, ora identificato con la cisterna di Aspare.Müller-Wiener (1977) Map, D4/30 L'identificazione, che non è definitiva, si basa sul fatto che la cisterna si trovava all'interno del quartiere di Costantinopoli chiamato Pulcherianae (, così chiamato dal palazzo che l'imperatrice fece costruire nella zona),Janin (1950), p. 381 situato all'estremità orientale della valle che separa la quarta e la quinta collina della città.

Storia Secondo il Chronicon Paschale (una cronaca cristiana del VII secolo scritta in greco), l'unica fonte antica che la menziona, la cisterna fu costruita dall'imperatrice romana Elia Pulcheria, all'epoca della costruzione consigliera del fratello, l'imperatore Teodosio II, e poi moglie dell'imperatore Marciano. Essa fu riempita d'acqua per la prima volta alle idi di febbraio del 421 d.C.Janin (1950), p. 203 Invece secondo Ernest Mamboury, che basa il suo giudizio su elementi stilistici, la cisterna fu costruita nel VI secolo.Mamboury (1953), p. 332 Inutilizzata dopo la conquista ottomana della città, la cisterna è stata utilizzata da tessitori fino all'inizio del XX secolo, ma poi fu abbandonata.

La cisterna è stata restaurata ed è ora una struttura per matrimoni ed eventi.

Descrizione Il serbatoio è uno dei meglio conservati fra quelli ancora esistenti a Istanbul.Janin (1950) p. 204 Esso doveva rifornire d'acqua un palazzo nelle vicinanze, che non è sopravvissuto sino ad oggi. La sua superficie è di 29,10 per 18,70 metri. La copertura è sostenuta da quattro file di 7 colonne di marmo o granito. Esse sorreggono 40 cupole alte 8,50 metri dal suolo. Le colonne hanno capitelli di ordine corinzio, sormontati da architravi scolpiti con foglie d'acanto o con il simbolo della croce. La maggior parte delle 35 finestre che davano luce alla cisterna sono ora murate. La sua facciata principale è caratterizzata da 4 finestre uguali e da una porta posta sotto la terza.

Note

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