DeloAtlante Zanichelli, p. 19. (AFI: ; ; ) è un'isola della Grecia, nel Mar Egeo. Estesa solo 3,4 km², fa parte dell'arcipelago delle Cicladi, è situata vicino all'isola di Micono dalla quale è raggiungibile tramite battelli ed è uno dei siti mitologici, storici e archeologici più importanti della Grecia. Molti dei reperti trovati negli scavi sono esposti al Museo Archeologico di Delo e al Museo archeologico nazionale di Atene.
Delo ha avuto una posizione di santuario sacro per un millennio prima che la mitologia greca dell'Olimpo la rendesse il luogo di nascita di Apollo e Artemide. Dal suo Porto Sacro sono visibili i tre tumuli conici che hanno identificato paesaggi sacri ad una dea (presumibilmente Atena). Un altro sito, che conserva il suo nome pre-greco Monte Cynthus, è coronato da un santuario di Zeus.
L'isola è oggi praticamente disabitata ed è un immenso sito archeologico che richiama turisti e appassionati di archeologia da ogni parte del mondo. È dal 1990 nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Un piccolo stretto separa Delo dalla vicina isola di Rineia, ugualmente disabitata.
Storia Antica Grecia
Nell'antichità l'isola si chiamava Ortigia (Ortyghia). I reperti archeologici hanno dimostrato che l'isola era già abitata fin dal 3000 a.C. sulla cima del monte Cinto. Tucidide afferma che gli abitanti originari erano i pirati Cari, che alla fine furono espulsi dal re Minosse di Creta. I coloni dell'isola (circa nel 1000 a.C.) furono poi soppiantati dai micenei che probabilmente vi portarono il culto di Apollo, dio della luce e della musica, e di Artemide, dea della Luna e della caccia, adorati in triade con la madre Latona, o Leto. In seguito la figura del dio Apollo prevalse sulle altre divinità e il santuario di Apollo, famoso già nel periodo omerico, raggiunse il suo massimo splendore nei tempi arcaici (VIII-VII secolo a.C.) e classici (V-IV secolo a.C.).
Nel III e II secolo a.C. divenne una città-Stato indipendente, e il più grande mercato di schiavi della Grecia. I Greci consideravano segno di prestigio erigere monumenti e fare generose offerte al santuario. Delo decadde dopo il saccheggio di Mitridate VI, re del Ponto (86 a.C.), quando i monumenti vennero distrutti e gli abitanti (circa 20 000) vennero uccisi, anche se gli studiosi tendono oggi a rivedere verso il basso una simile cifra. Nel periodo romano Delo conobbe un nuovo periodo di rinascita ed espansione edilizia, cui seguì nel tardo impero un'epoca di progressiva decadenza fino al definitivo abbandono. Nel 1400 l'umanista Ciriaco d'Ancona visitò l'isola e descrisse i resti delle sculture ancora presenti, tra i quali spiccava una statua colossale arcaica di Apollo. Nel 1500 i veneziani, guidati da Morosini, portarono via uno dei leoni di marmo della cosiddetta "Terrazza dei leoni" per abbellire l'ingresso dell'Arsenale di Venezia.
Fu sotto l'influsso della città di Atene dal VI secolo al IV secolo a.C. Sul finire del VI secolo a.C., sotto la direzione del tiranno Pisistrato, gli Ateniesi decisero la "purificazione" di Delo a scopi religiosi: aprirono tutte le tombe dell'isola e trasportarono i resti trovati nella vicina isola di Renea, ove li seppellirono in una fossa comune. Si decise che nessuno sarebbe più potuto nascere o morire nell'isola sacra, per cui le donne partorienti e gli ammalati gravi avrebbero dovuto trasferirsi a Renea. L'isola divenne poi la prestigiosa sede della Lega di Delo (o Lega delio-attica) tra le città greche dal 478 a.C. fino al 454 a.C.. Nei pressi del santuario si custodiva l'enorme somma dei contributi delle città greche. Quando la Lega di Delo passò sotto l'egemonia Ateniese, il tesoro fu trasferito, su ordine di Pericle, all'Acropoli di Atene nel 454 a.C.,Thucydides, I,96. segno visibile dell'accresciuta importanza politica di Atene.
Nel 422 a.C. gli Ateniesi portarono a termine la "purificazione", esiliando tutta la popolazione locale ad Adramittio, in Asia.Thucydides, V,1. Nello stesso tempo, malgrado il fatto che fossero ancora in guerra, gli Ateniesi cominciarono, per ingraziarsi gli dei, la costruzione di un nuovo grandioso Tempio di Apollo, di marmo bianco pentelico e istituirono le Feste Delie in onore di Apollo, da celebrare ogni cinque anni. Durante il periodo ellenistico, una colonia fenicia ben consolidata sull'isola aveva ampie relazioni commerciali.
L'isola non aveva capacità produttiva per il cibo, le fibre o il legname, che venivano tutti importati. L'acqua limitata è stata sfruttata con un esteso sistema di cisterne e acquedotti, pozzi e scarichi sanitari. Varie regioni gestivano agorà (mercati). Suda scrive che i greci usavano il proverbio "ᾌδεις ὥσπερ εἰς Δῆλον πλέων", che significa cantare come se si navigasse verso Delos in riferimento a qualcuno che è felice, spensierato e si diverte. Giamblico scrive che furono istituiti i Misteri di Delo (simili ai Misteri Eleusini).Iamblichus, Life of Pythagoras, § 28.151 Semos di Delo (Σῆμος ὁ Δήλιος) scrisse molte opere, tra cui 8 libri sulla storia di Delo.
Descrizione del sito
Dal 1872 l'École française di Atene incominciò nell'isola scavi sistematici che ancora oggi continuano. L'isola può definirsi un'immensa area archeologica, a cominciare dalla parte occidentale, dove nell'antichità si trovava il porto sacro. Risale all'VIII secolo uno degli esempi più antichi di moli di protezione, rappresentato da una poderosa struttura in blocchi di granito locale che si estende per circa 100 m.
Nella parte nord-occidentale si trovano i Propilei e l'Agorà dei Compitaliasti o Ermesiasti che fu fondata nel II secolo a.C. e veniva usata dai commercianti romani e dai liberti i quali vi si radunavano e onoravano i Lares compitales, cioè le divinità dei crocicchi; subito dopo, la Via Sacra con le basi degli ex voto. A ovest c'era la grande stoà di Filippo, costruita intorno al 210 a.C. Nella parte opposta c'è il cosiddetto Portico Sud (III secolo a.C.) e l'Agorà Sud o Agorà dei Delii. Il santuario di Apollo si trovava a nord-est della Stoà di Filippo insieme a tre templi dedicati al dio, il terzo dei quali, di cui si conservano le fondazioni, è noto come "Tempio degli Ateniesi".
Nelle vicinanze, un po' prima del tempio di Apollo, si trova la Casa dei Nassi (metà del VI secolo a.C.), a nord l'altare Keraton e a nord-est di esso il tempio di Artemide (II secolo a.C.), costruito sui ruderi di un tempio precedente. Nella parte nord del tempio si trovano i cosiddetti "Tesori" e a est di essi il Prytaneion (metà del V secolo a.C.) e a ovest il monumento del toro (IV-III secolo a.C.). A sud-est del monumento, l'altare di Zeus Salvatore protettore dei marinai e a nord il tempio di Dioniso (inizi III sec.) e il portico che si dice sia stato fondato da Antigono Gonata alla fine del III secolo a.C.
Nella parte ovest c'erano vari edifici l"Ekklesiasterion", luogo di riunione della Bulè e del Demos dei Delii e il "Tesmoforion", costruzione del V secolo, collegato al culto di Demetra. Nella parte nord del santuario, nel quartiere del lago si trovava L'Agorà di Teofrasto, il santuario dei dodici dei dell'Olimpo, il tempio di Latona e l'Agorà degli italici. Dal tempio di Latona, a nord del Lago Sacro, una strada portava alla famosa Via dei Leoni, ex voto degli abitanti dell'isola di Nasso del VII secolo a.C., consistente in nove leoni di marmo dei quali se ne conservano solo cinque. Un sesto si trova all'ingresso della Porta di Terra dell'Arsenale di Venezia, depredato dall'Isola di Delo dall'Ammiraglio Francesco Morosini nel 1687. Un po' più in basso si trovava il lago sacro dove, nell'antichità, nuotavano i cigni di Apollo, coperto con terra nel 1926 dopo un'epidemia di malaria.
A nord-ovest della Via dei Leoni si trovava la sede dei Poseidoniasti di Beirut, centro di commercianti che adoravano Poseidone, con le statue realizzate dallo scultore Menandro,Menandro, Le muse, De Agostini, Novara, 1966, volume VII, p=391Treccani, Enciclopedia dell'Arte Antica, 1º marzo 2019 due palestre, il santuario dell'Archegeta, il Ginnasio e lo Stadio. Il quartiere più abitato era quello del Teatro. Molte sono le abitazioni di età ellenistica e romana ornate con mosaici i pavimenti musivi: Casa dei Delfini, Casa delle Maschere, Casa del Tridente, Casa di Dioniso. Da questo punto si può arrivare al museo che custodisce reperti degli scavi dell'isola. A nord-ovest della Casa delle Maschere si conservano le vestigia del Teatro che aveva una capienza di 5 500 posti, costruzione del II secolo a.C. Troviamo inoltre nel Monte Cinto (Kynthos) resti del santuario di Zeus del Cinto e quello di Atena del Cinto.
L'Agorà dei Competenti
I pellegrini arrivavano a Delo ed entravano nel santuario attraverso un percorso che è ancora seguito dai turisti contemporanei. Il luogo in cui oggi approdano le imbarcazioni corrisponde al porto principale dell'antica città, ma è quasi impossibile riconoscerlo a causa dell'insabbiamento naturale e dei tagli di scavo.
I nuovi arrivati venivano accolti nell'agorà degli Ermetisti o Competalisti, che prendeva il nome dai Compitalia, divinità romane onorate da schiavi e liberti.
Dall'agorà dei Competalisti, la processionaria (Dromos) conduce al santuario di Apollo, incorniciato dal Portico Sud da un lato e dal Portico di Filippo dall'altro. Quest'ultimo fu costruito dal re Filippo V di Macedonia intorno al 210 a.C. e presenta sull'architrave la seguente dedica: "Offerta di Filippo, re di Macedonia, figlio del re Demetrio, ad Apollo".
Il santuario di Apollo Preceduto da propilei diroccati, il santuario è costituito da una vasta spianata dove rimangono molti resti, tra cui quattro templi dedicati al dio Apollo. Un tempo c'era anche una statua colossale che lo rappresentava, ma che ha subito molteplici deturpazioni e tentativi di spostamento. Nel British Museum rimangono solo il busto e parte del bacino e un piede.
Immediatamente a destra dei propilei si trova loikos di Naxo, uno dei monumenti più notevoli del periodo arcaico a Delo. Costruito tra il 600 e il 575 a.C., è un edificio antis che misura 24 metri per 10 m. con un colonnato interno. Secondo un'ipotesi sostenuta da Paul Courbin, si tratterebbe del primo tempio di Apollo. Ma la maggior parte degli storici oggi la considera un oikos o una sala per banchetti a causa delle sue grandi dimensioni.
La statua del culto di Apollo, nonostante non ci sia pervenuto nulla, è delle più celebri e documentate di Delo: essa doveva essere in legno (secondo la tradizione di lavorazione xoana e degli sphyreleta) con alcune parti asportabili in oro. Tutti i testi epigrafici e letterari che studiano quest'opera la definiscono àgalma.Ph. Bureau, L'Ilot de la Maison des Comédiens, EAD, 27, E. De Brocard, Parigi, 1970