Biografia Laureato, cum laude, in Estetica presso l'Università della Calabria e in Pedagogia all'Università degli Studi di Messina, ha conseguito il dottorato di ricerca in Estetica e Teoria delle arti all'Università di Palermo.
Allievo del filosofo Elio Matassi, ha insegnato Estetica ed Estetica dell’abitare all'Università di Reggio Calabria. Nello stesso ateneo ha contribuito, con l'allora rettore Alessandro Bianchi e l'urbanista Enrico Costa alla nascita del Master di II livello in Estetica della città, tenendo poi il modulo di Estetica del paesaggio. Ha inoltre insegnato Estetica all'Accademia di belle arti di Catanzaro.
Nel tempo ha rivolto i suoi interessi di studioso all'Estetica del viaggio, ma è noto soprattutto per l’«informatissimo»Remo Bodei, Paesaggi Sublimi. Gli uomini davanti alla natura selvaggia, Milano, Bompiani, 2008, p. 200. Di «indagine molto accurata» parla anche Alberto Folin nel recente: Il celeste confine. Leopardi e il mito moderno dell’infinito, Venezia, Marsilio, 2019, p. 86. Giacomo Leopardi e il sublime (Rubbettino), un «lavoro di per sé assai cospicuo, e svolto con passione e correttezza»Andrea Gatti, «Giornale Critico della Filosofia Italiana», LXXXV (LXXXVII), s. VII, XXI (2006), pp. 370-375. Altri importanti contributi recensivi sono quelli di Giuseppe Panella in «Campi Immaginabili», nn. 30-31 (2004), pp. 359-364 e di Luigina Parlati in «Letteratura e Società», n. 1 (2003), pp. 115-118. Sempre Giuseppe Panella, questa volta nel volume Il sublime e la prosa. Nuove prospettive di analisi letteraria dedica un ampio capitolo al libro di Gaetano descritto come «monumentale e documentatissimo» (Firenze, Clinamen, 2005, pp. 47-57. Il capitolo si intitola: Leopardi e il suicidio come gesto del sublime. Note su un libro di Raffaele Gaetano). Nella prospettiva del rapporto tra Giacomo Leopardi e Vittorio Alfieri si sofferma varie volte sul saggio di Gaetano anche Sabrina Ferri del «Department of Romance Languages and Literatures» della University of Notre Dame: «Gaetano also notices that the eighteenth-century concept of the natural sublime is a kind of sublime that owes little or nothing to the hypsegorìa of Longinus” (“è un sublime che poco o nulla concede allhypsegorìa longiniana”) remarking that it is linked to the emergence of “a new sensibility that reacted to … the painful Spaltung between nature and reason” (“una nuova sensibilità che denunciava … la dolorosa Spaltung tra natura e ragione» (https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/10509585.2012.709794). Vi ricorrono pure Barbara Kuhn e Michael Schwarze in: Leopardis Bilder. Immagini e immaginazione oder: Reflexionen von Bild und Bildlichkeit (Gunter Narr Verlag). Il saggio è più volte citato, raccogliendone le principali istanze interpretative, nel lavoro di Glaci Gurgacz della Universidade Federal de Santa Caterina, A poesia non cursos de Estética de Hegel e non Zibaldone de Leopardi (https://repositorio.ufsc.br/bitstream/handle/123456789/99246/307994.pdf?sequence=1&isAllowed=y). L’opera è indicata come Supplemental readings da Antonella Anedda Angioy nel Master of Arts in Lingua, Letteratura e Civiltà Italiana dell’Università della Svizzera Italiana: https://en.bul.sbu.usi.ch/search/courses/6522. Ampie recensioni del libro sono apparse anche su quotidiani nazionali come: «Secolo d’Italia», a firma di Pierfranco Bruni: Leopardi non smette di “insegnare” (9 febbraio 2003, p. 10), e: L’irruenza del sublime (8 luglio 2003, p. 17); su «Avanti!», a firma di Elio Matassi: Giacomo Leopardi e il sublime (19 marzo 2003, p. 3) e su «Gazzetta del Sud», a firma di Giuseppe Rendo (7 aprile 2003, p. 3).. Come leopardista ha anche curato l'edizione critica del dialogo di Giuseppe Chiarini Della filosofia leopardiana. Dialogo fra un filosofo giobertiano e un razionalista (Rubbettino), incentrato sulla contrapposizione tra il leopardismo cattolico di Vincenzo Gioberti e quello apertamente materialista e ateo ispirato dalle idee del medico e filosofo tedesco Ludwig Büchner. L'opera, introdotta da un ampio saggio, è stata favorevolmente accolta dalla critica: «Prezioso rimane il contributo critico offerto dalla presentazione di un’opera scarsamente nota, e invece fedele come poche … al pensiero leopardiano»Vedere la recensione di Gilda Policastro, in «La Rassegna delle Letteratura Italiana», n. 2, a. 106, s. IX (2002), pp. 682-683. L’opera è stata recensita anche da altre prestigiose riviste scientifiche. Si segnalano: Elio Matassi in «Letteratura e Società», n. 8. a. III (2001), pp. 93-95; Giovanni Iaquinta, in «Filologia Antica e Moderna», n. 20, a. XI (2001), pp. 211-214; Giuseppe Muraca, in «Il GrandeVetro», n. 156, a. XXV (2001), p. 32; Giuseppe Giordano, in «Itinerari», n. 3, a. XL (2001), pp. 150-153. Sulla stampa nazionale se n’è occupato Pierfranco Bruni, Dialogo leopardiano sulla filosofia e poesia, in «Secolo d’Italia», 7 maggio 2001, p. 16. Inoltre il libro è segnalato da PhilPapers (https://philpapers.org/), indice bibliografico di pubblicazioni accademiche, attinenti alla filosofia e alle discipline umanistiche gestito dal Centre for Digital Philosophy dell’Università dell'Ontario Occidentale: https://philpapers.org/rec/CHIDFL.. Nel 2019 ha pubblicato Leopardi e L’Infinito (Pellegrini)Si veda la recensione di Giuseppe Lo Castro sulla rivista «Oblio. Osservatorio Bibliografico della Letteratura Italiana Otto-Novecentesca», a. IX (2019), nn. 34-35, pp. 167-169 (https://www.progettoblio.com/wp-content/uploads/2021/02/1747.pdf). Secondo Lo Castro, che è professore di Letteratura Italiana all’Università della Calabria: «La consistente ricostruzione di questa mappa è condotta tenendo conto della ricca bibliografia secondaria, ma soprattutto è vagliata sulle presenze nella biblioteca di Monaldo, che possono rafforzare un indizio; contemporaneamente per il prevalente panorama europeo Gaetano si fonda sui testi e in particolare sulle traduzioni dell’epoca che Leopardi poteva consultare, spesso proprio perché presenti nella biblioteca paterna. Ed è un metodo filologico non sempre utilizzato nell’indagine critica sui rapporti fra autori, che potevano leggere opere diverse rispetto alla circolazione attuale». A sua volta osserva Giuseppe Rando, professore ordinario di Letteratura Italiana all’Università di Messina: «Giunti alla fine dell’anno in cui si è celebrato il bicentenario de L’Infinito, molti sono stati i libri dedicati al più famoso idillio della letteratura (non solo italiana). Quello mandato in libreria da Raffaele Gaetano, all’interno del quale la presenza del sublime viene scandagliata, documentata, accertata in maniera puntuale, meticolosa, dettagliata, quanto mai esaustiva, è senz’altro fra i più originali», in «Mediterraneo e dintorni», n. 18 (2019), pp. 38-41. e nel 2023 Silenziosa luna e altri sublimi leopardiani (Li - Edizioni Libritalia), nel quale riprende e sviluppa, in collaborazione con l’artista Max Marra, il tema del rapporto tra Giacomo Leopardi e la categoria estetica del sublime, centrale nell’estetica (e nella scrittura poetica) leopardiana. Anche questo libro è stato favorevolmente accolto dalla critica specializzata. In particolare, Novella Bellucci, tra le maggiori studiose del recanatese, recensendo l’opera, ha scritto: «Complessivamente, Silenziosa Luna, anche per l’apparato iconografico che, oltre ai disegni di Max Marra, arricchisce il volume, va considerato meritevole contributo, offerto dagli autori e dall’editore a Giacomo Leopardi in occasione dei 225 anni dalla nascita»«La Rassegna della Letteratura Italiana», n. 2 (serie IX), anno 129, luglio-dicembre 2025, pp. 537-538. Per l’antropologo Ottavio Cavalcanti, estensore di un’ampia e articolata recensione sulla pagina culturale del Quotidiano del Sud, Gaetano «ha dedicato gran parte della sua riflessione critica a Giacomo Leopardi, di cui risulta uno dei più profondi conoscitori, come ampiamente dimostra il procedere attuale sul terreno che sottende la visione leopardiana del sublime, categoria estetica che seguirà la parabola speculativa del poeta», «Il Quotidiano del Sud», 1 maggio 2024, p. 36..
Diretto corollario delle ricerche di Gaetano su Giacomo Leopardi e il sublime è lo studio di questa categoria in rapporto alla letteratura di viaggio. Filone nel quale rientrano numerose opere, la prima delle quali può essere considerata Sull’orlo dell’invisibile il sublime nella Calabria del Grand Tour del 2006, un’ampia e articolata antologia di viaggiatori in Calabria dal ’500 ai nostri giorni, interessati soprattutto alla natura selvaggia e aspra di quella regione. «Di questo universo complesso e bellissimo», scrisse l’allora presidente del WWF Italia Fulco Pratesi, «Raffaele Gaetano ha voluto, con la sua raffinata abilità di studioso di estetica e indefettibile amore, compilare un libro-catalogo accattivante… Non credo esista, per altre Regioni italiane, una collezione più accurata e completa… E chiunque voglia parlare compiutamente di questa regione, non può esimersi dal seguire Raffaele Gaetano nel suo prezioso e delizioso excursus»Fulco Pratesi, Il sublime nella Calabria del Grand Tour. Un prezioso excursus nell’ultimo libro di Raffaele Gaetano, «L'Ora della Calabria», 9 settembre 2006, p. 3. Tra gli altri articoli si segnalano anche quelli di Luigina Parlati, Grand Tour per esteti, «Il Quotidiano del Sud», 1 febbraio 2006, p. 10, di Alessandro Carè, Viaggiatori in cerca del sublime, «Gazzetta del Sud», 9 febbraio 2006, p. 13 e di Caterina Misuraca, Sull’orlo dell’invisibile. Un viaggio arduo che valica i confini del vago, regalando pagine erudite, emozionanti, «Il Domani della Calabria», 4 febbraio 2006, p. 35..
Appartengono allo stesso spettro semantico gli studi dedicati negli anni al pensiero estetico e alle opere del disegnatore, archeologo e viaggiatore francese Jean-Claude Richard De Saint-Non, confluiti nel 2009 nell’edizione del Viaggio Pittoresco (Rubbettino) e nel 2011 nell'opera di grande formato La Calabria nel Viaggio Pittoresco del Saint-Non (Koinè). Nel 2021 è apparso invece Le vedute calabresi del Saint-Non (Koinè). A proposito di quest’ultima opera, caratterizzata come la precedente dalla presenza di un raccoglitore con le tavole in modalità estraibile, Giuseppe Sertoli ha parlato di un «sontuoso volume impeccabilmente pubblicato»Si veda l’accurata recensione in «Rogerius. Bollettino dell’Istituto della Biblioteca Calabrese», nn. 1-2 (nuova serie), a. XXIII, gennaio-dicembre 2021, pp. 202-204., mentre l’allora Ambasciatore di Francia in Italia, Christian Masset, ha scritto: «Questa magnifica opera, che raccoglie tutte queste splendide vedute della Calabria, costituisce anche una preziosa testimonianza del lavoro eccezionale compiuto dall’abate di Saint-Non e dalla sua équipe e rende omaggio alla vostra bellissima regione e alla sua storia»Da una lettera privata all’autore datata: Roma, 7 settembre 2021 (N. d’enregistrement: 2021-0417846)..