Le Muse (; ) sono divinità femminili della religione greca.
Erano nove sorelle, tutte figlie di Zeus e di Mnemosine (la "Memoria") e la loro guida era Apollo. L'importanza delle muse nella religione greca era elevata: esse rappresentavano l'ideale supremo dell'Arte, intesa come verità del "Tutto" ovvero l'«eterna magnificenza del divino».
In questo modo Walter Friedrich Otto ne elenca le caratteristiche:
Nomi
Erano dette anche "Eliconie"Esiodo, Teogonia., poiché la loro sede era il monte Elicona, e dato che questo monte si trova in Beozia, regione abitata dagli Aoni (Aonia), venivano anche chiamate "Aonie".
A volte erano definite anche Aganippidi a causa del nome associato alla fonte Ippocrene, che si trova ad oggi in prossimità del monte Elicona, o "Pimplee", da una fonte a esse dedicata sul monte Pimpla, situato in TessagliaUgo Foscolo nei Sepolcri le rievoca appunto come Pimplee, simbolo dell'armonia della poesia, che siedon custodi dei sepolcri e vincono di mille secoli il silenzio.. In Teocrito sono definite "Pieridi", poiché una tradizione collocava la loro nascita nella Pieria, in Macedonia.
Etimologia L'etimologia del nome trova discordanze negli studiosi, alcuni dei quali preferiscono non pronunciarsi.W. Pötscher chiede se fossero coloro che ricordano o coloro che meditano. Si veda Se Crisippo fu uno dei primi a proporre un'origine lessicale del nome, la teoria più diffusa propende per la seguente interpretazione: «ninfe dei monti».
Il nome di Μοῦσαι (in eolico, Μοῖσαι, per compenso da Μόνσαι) potrebbe risalire, come "Mnen-" da cui deriva Mnemosine, alla radice μεν-μαν, con il significato di "coloro che meditano, che creano con la fantasia".
I nomi delle Muse Il tratto tipico delle Muse è quello di divinità del canto e delle danze gioconde, e in tale veste sono spesso rappresentate in poesia mentre mettono in musica e versi storie quali l'origine del mondo, la nascita degli dei e degli uomini, le imprese di Zeus. Nelle rappresentazioni più antiche, legate alla pittura vascolare, appaiono accompagnate dai vari strumenti.
Solo in secondo momento, oltre alla gioia della danza, del canto e della musica, vennero loro associate tutte le espressioni canore e musicali, comprese quelle tristi e funebri. A partire dall'epoca ellenistica si assiste dunque alla specializzazione di ciascuna musa nei vari generi, in modo che potessero essere invocate singolarmente per esercitare la loro ispirazione e protezione.
Secondo l'ordine reso canonico da Esiodo nel passo dalla Teogonia, incipit, 76-79, i loro nomi erano: Posizione Immagine Nome, con significato letterale Arte Attributi tradizionali1 Clio (), colei che rende celebre Storia, ovvero canto epico Pergamena, spesso srotolata, libri, cornetto, corona d'alloro2 Euterpe (), colei che rallegra Poesia lirica e musicaFlauto o tibie3 Talia (), colei che è festivaCommedia Maschera comica, ghirlanda d'edera e bastone da pastore, lira4 Melpomene (), colei che canta Tragedia Maschera tragica, spada o lama, bastone di Eracle, coturni5 Tersicore (), colei che si diletta nella danza Lirica corale e danza Lira6 Erato (), colei che provoca desiderioPoesia amorosa e canto corale (poi anche geometria e mimica) Rotolo o cetra7 Polimnia (), colei che ha molti inniDanza rituale e canto sacro, ovvero il mimo Velo, uva8 Urania (), colei che è celesteAstronomia, epica didascalica e geometriaGlobo celeste, bussola, indice puntato al cielo9 Calliope (), colei che ha una bella vocePoesia epica ed elegia Tavoletta con stilo, rotolo di pergamena, lira
Nel tempo le attribuzioni non furono mai fisse: a capriccio dei vari poeti si allargarono, includendo, oltre alla poesia, i campi della prosa e delle scienze: Clio dalla poesia epica divenne protettrice della Storia, Urania all'epica astronomica (legata cioè alla descrizione delle origini delle costellazioni) divenne sacra per l'Astronomia, e Talia all'agricoltura. Le Muse si avviarono così a proteggere ogni campo della sapienza umana e, in epoca più tarda, vegliavano sull'educazione fisica e spirituale degli esseri umani assieme ad alcuni dei, in particolare Ermete, Eracle e Atena.
Origini
Esistono diverse tradizioni riguardo all'origine delle Muse.
NellInno a Zeus di Pindaro, andato perduto ma ricostruibile per mezzo di una preghiera alle stesse redatta da Publio Elio Aristide‘’Aristides ex recensione Guilielmi Dindorfii’’, Lipsiae, G. Reimer 1829, II, 142 Dind. (Karl Wilhelm Dindorf); citato anche in Walter Friedrich Otto, Le Muse e l'origine divina della parola e del canto, Roma, Fazi, 2005, p. 31; nonché da David Bouvier in "Meme". Le peripezie della memoria greca in Storia Einaudi dei Greci e dei Romani vol. 6 La cultura dei Greci (a cura di Salvatore Settis). Torino, Einaudi, 2008, pp. 1131 e sgg., il quale ricorda anche un passaggio nella Piantagione di Noè (De plantatione) di Filone di Alessandria ai versi 172 e sgg. (Cfr. nella traduzione di Roberto Radice in Filone di Alessandria. Tutti i trattati del commentario allegorico alla Bibbia. Bompiani, Milano, 2005, pp. 871 e sgg.)., si narra che Zeus, in occasione del suo matrimonio, domandò agli altri dèi di esprimere un desiderio non ancora esaudito. Questi gli risposero chiedendo di generare delle divinità «capaci di celebrare, attraverso la parola e la musica, le sue grandi imprese e tutto ciò che egli aveva stabilito.».
Secondo Pausania, Zeus generò in Mnemosine tre musePausania, Periegesi della Grecia, Libro IX, 29, 2 giacendo con lei per nove nottivedi anche Esiodo, Teogonia, incipit, 53-56: Melete (la pratica), Mneme (il ricordo) e Aede (il canto), indicate con il nome di Mneiai.. Altri autori affermavano che fossero figlie di Urano e GeaDiodoro Siculo, IV, 7, altri ancora vedevano Armonia, figlia di Afrodite quale loro progenitrice e Atene quale loro luogo natio.Euripide, Medea, versi 834. Si veda anche . Eumelo di Corinto cita altre tre muse, Cefiso, Apollonide e Boristenide, affermando che il loro padre fosse il divino Apollo.Eumelo di Corinto, fr 17. Si veda . Secondo quanto affermava l'autore erano 12 le muse, si veda Mimnermo fa riferimento a due generazioni di muse, figlie rispettivamente di Urano e Zeus.Mimnermo Colofoni, citato in Martin Litchfield West, fr 13, si veda fra gli altri:
Le tradizioni sono discordi anche riguardo al numero delle Muse. Tre muse venivano venerate anche a SikyonUna di esse si chiamava Polymatehia Plutarco, Simposio IX, 14,7 e Delfi, con i nomi di Mese, Nete e Ìpate. Cicerone narra di quattro muse: (Telsinoe, Melete, Aede, Arche),Marco Tullio Cicerone, De natura deorum, III, 54. Arche sera la musa dell'origine e Telsinoe (Thelxinoe) della seduzione. Si veda anche sette (le sette muse erano venerate a Lesbo),C. Mirtilo storico del III secolo a.C. narra del mito locale, dove le sette muse erano in origine sette schiave. Altri dettagli in otto secondo Cratete di MalloFr. 128, tramandato da Arnobio in Adversus Nationes o infine nove. Il numero di nove finì per prevalere in quanto citato da OmeroOmero, Odissea, XXIV, 60 ed EsiodoEsiodo, Teogonia, incipit, 76-79. Quest'ultimo le enumera nella sua Teogonia, ma senza specificare di quale arte siano le protettrici:
Le Muse sono spesso collegate al personaggio mitologico di Pierio, eponimo della Pieria.Chiamato anche Piero. Egli introdusse il mito delle nove muse nel suo paese. Si veda . Pierio e la ninfa Antiope sono presentati come genitori alternativamente delle sette muse o di nove fanciulle che, sconfitte dalle Muse in una gara, vennero trasformate in uccelli. Da Pierio prende il nome la Pieria, regione macedone ai piedi del monte Olimpo in cui Esiodo colloca l'unione tra Zeus e Mnemosyne. Alcuni poeti (di cui possediamo le fonti) collocano nella Pieria anche la dimora delle Muse,Fu uno dei luoghi dove si diffuse il loro culto e secondo diversi autori la loro dimora, in quanto pieridi era un epiteto delle muse si veda: , citazione originale Pindaro, Olimpiche X,96 testo anche in mentre Esiodo le pone sul monte Elicona, in Beozia, dove erano particolarmente venerate. Secondo Wilamowitz si tratta di due tradizioni distinte.
Mitografia Il canto delle Muse
Apollo era il loro protettore, quindi venivano invitate alle feste degli dèi e degli eroi perché allietassero i convitati con canti e danze, spesso cantando insieme.Omero, Iliade, Libro I versi 603-604. Si ipotizza che dopo ogni canto di Apollo rispondano le muse con un ritornello, Traduzione di Giovanni Cerri. Per specifiche si veda Alfred Heubeck, ad Od. 24,60. Spesso omaggiavano Zeus, loro padre, cantandone le imprese. Le Muse erano considerate anche le depositarie della memoria (Mnemosine era la dea della memoria e secondo altre fonti anche quella del canto e della danza) e del sapere in quanto figlie di Zeus. Il loro culto fu assai diffuso fra i Pitagorici.
Nel canto, inteso come racconto storico musicato, le Muse erano superiori a qualsiasi umano poiché conoscevano alla perfezione non solo il passato e il presente, ma anche il futuro. Il loro canto più antico fu quello rivolto alla vittoria degli dei contro la rivolta dei titani. Allietavano ogni festa con il loro canto, si ricordano di loro nel caso delle nozze di Cadmo e Armonia e Teti e Peleo.. e si lamentarono per la perdita del prode Achille per diciassette giorni e diciassette notti..
Pireneo La loro magnificenza incantò Pireneo, che, dopo aver conquistato la Daulide e parte della Focide, morì al loro inseguimentoLe inseguì fino a precipitare in un dirupo. Ovidio, Le Metamorfosi, V, 271-294. Fu Apollo a convincerle ad abbandonare la loro antica dimora, il monte Elicona portandole a Delfi,. Si veda anche Plutarco, Dell'oracolo pitico 17 da tale affinità l'epiteto del dio Musagete. Altre divinità a loro collegate erano ErmesA Megalopoli vi è un santuario dedicato alle Muse ad Apollo e a Ermes. Pausania, VIII, 32-2. e Dioniso.Talvolta definito anch'esso Musagete, si veda
Le sfide alle Muse: le sirene, le Pieridi, Tamiri Le Muse sono "preposte all'Arte in ogni campo" e chiunque osasse sfidarle veniva punito in maniera severa: Le sirene furono private delle proprie ali, utilizzate poi dalle stesse Muse per farsene delle corone. Le Pieridi, nove come le muse, le sfidarono al canto, chiedendo in caso di vittoria le fonti sacre alle avversarieColei che chiese del racconto alle Muse era Atena, incuriosita alla vista di strani uccelli. Ovidio, Le Metamorfosi, V, 295-314. ; dopo la prova delle Pieridi fu Calliope a partecipare per le Muse e dopo un lungo canto vinse e le donne vennero tramutate in uccelli.Ovidio, Le Metamorfosi, V, 337 e seguenti. L'aedo Tamiri, proveniente da Ecalia, si vantava della sua abilità nel canto e le sfidò a Doriosecondo Esiodo la sfida avvenne nella pianura di Dotia in Tessaglia. Frammento 65, Merkelbach-West ponendo la condizione che in caso di sua vittoria avrebbe fatto l'amore con tutte loro, mentre se avesse perso loro avrebbero potuto disporre del suo corpo come meglio credevano.PseudoApollodoro, Biblioteca, I,3-3. La gara si concluse con la sconfitta di Tamiri, che fu privato della vista, della memoria e dell'abilità del cantoPer specifiche su Tamiri e le muse si veda Traduzione di Giovanni Cerri. Il resoconto originale in Omero, Iliade, II versi 594-600.. Di differente avviso Euripide che narra di gravi ingiurie alle Muse fatte da Tamiri e per questo punito con la cecitàEuripide Rh, 924-925, si veda anche Traduzione di Maria Grazia Ciani..
La Sfinge Le Muse erano coloro che avevano insegnato alla Sfinge,. il mostro generato da Echidna avuto da Tifone, il famoso indovinello che proponeva ai Tebani che passavano per il monte Fichio.Pseudo Apollodoro, Biblioteca, III, 5,8.
Le Muse e Aristeo