LAssociazione Calcio Monza, meglio nota come A.C. Monza o semplicemente Monza, è una società calcistica italiana con sede nella città di Monza. Milita in Serie A, la massima divisione del campionato italiano.
Fondato il 1º settembre 1912 con il nome di Monza Foot Ball Club, è tra i più antichi club lombardi tuttora in attività. Dopo varie rifondazioni e fusioni societarie nel corso del XX secolo, nel 2015 la denominazione è diventata Società Sportiva Dilettantistica Monza 1912, erede della precedente Associazione Calcio Monza Brianza 1912, estromessa dal calcio professionistico al termine della stagione 2014-2015. Il 1º luglio 2019 la ragione sociale è stata nuovamente modificata in Associazione Calcio Monza.
Il Monza è una delle squadre italiane con più partecipazioni alla Serie B, con 41 presenze complessive; il miglior piazzamento ottenuto in cadetteria è il terzo posto nella stagione 2025-2026, raggiungendo 76 punti. Il club ha raggiunto la prima promozione storica in Serie A classificandosi quarto nella stagione 2021-2022 e vincendo i play-off contro il Pisa. Nella massima serie, la squadra ha esordito nella stagione 2022-2023, chiudendo all'undicesimo posto: il miglior risultato nella storia del club in tale categoria.
Il club detiene inoltre il record di vittorie nella Coppa Italia di Serie C, con 4 successi (1973–1974, 1974–1975, 1987–1988, 1990–1991), e ha partecipato alla Coppa delle Alpi 1961, torneo internazionale vinto dalla FIGC.
Storia
Dagli esordi agli anni trenta La storia sociale iniziò il 1º settembre 1912 quando la fusione di diverse società cittadine diede vita al Monza Foot Ball Club, con lo scopo di promuovere e diffondere il gioco del calcio nel territorio brianzolo.
Nei primi anni, il club si iscrisse ai campionati regionali della FIGC, partendo dalla Terza Categoria. La società dovette affrontare notevoli difficoltà organizzative e logistiche tipiche delle squadre di provincia dell'epoca, inclusa la scarsità di strutture adeguate e la mancanza di un'organizzazione sportiva moderna. Nonostante questo, il club ottenne risultati apprezzabili nelle competizioni locali, consolidando lentamente la propria identità.
Durante gli anni 1920 il Monza proseguì la sua scalata nel calcio italiano, guadagnando la promozione in categorie superiori e affrontando con crescente competitività squadre più strutturate a livello nazionale. La società iniziò a investire maggiormente nel settore tecnico e nella ricerca di giocatori più esperti, per competere efficacemente in campionati sempre più impegnativi.
In questo periodo il Monza si distinse anche per la forte partecipazione della cittadinanza e per un sostegno popolare crescente, che trasformò la squadra in un punto di riferimento sportivo per l’intera provincia di Monza e Brianza.
Negli anni trenta, la società consolidò la propria presenza nei campionati di terza divisione, spesso denominati Serie C dopo la riforma dei campionati nel 1935, dimostrando una progressiva maturità tecnica e organizzativa. L'allenamento divenne più strutturato, mentre l’assetto tattico venne adeguato alle innovazioni del calcio italiano, che stava vivendo un periodo di forte evoluzione tecnica e strategica.
Nel 1939, il Monza raggiunse un traguardo storico superando i primi turni della Coppa Italia e giungendo fino ai quarti di finale, un risultato di rilievo considerando la sua militanza nelle divisioni inferiori. In quell’occasione la squadra affrontò il , cedendo soltanto per 2-1 in una partita combattuta e seguita con entusiasmo dalla tifoseria. Tale impresa contribuì a rafforzare la reputazione del club a livello nazionale.
In quegli anni la squadra venne anche riconosciuta per la solidità difensiva e per un gioco fondato su disciplina tattica e intensità fisica, caratteristiche apprezzate nel calcio italiano dell’epoca, dominato da schemi come il Metodo.
Parallelamente, la società avviò una maggiore attenzione allo sviluppo delle strutture sportive e al miglioramento delle condizioni per i giocatori, anticipando una professionalizzazione che avrebbe caratterizzato il calcio italiano negli anni successivi.
La tifoseria del Monza crebbe in dimensioni e passione, seguendo la squadra con fervore in ogni competizione e alimentando un forte senso di appartenenza cittadina che contribuì a radicare profondamente il calcio nella cultura sportiva di Monza.
Questo primo ventennio di attività pose le basi per le successive fasi di crescita e sviluppo della società, che avrebbe continuato a giocare un ruolo rilevante nel calcio italiano anche nei decenni successivi.
Gli anni cinquanta e sessanta Nel 1951 il Monza raggiunse la Serie B. Tale risultato rappresentò un momento di svolta per il club, che iniziò a consolidare la propria posizione tra le squadre di vertice del calcio cadetto italiano.
Durante il decennio il Monza visse una fase di relativa stabilità in Serie B, grazie all’apporto di giocatori di qualità e alla guida di allenatori capaci di costruire una squadra equilibrata. Nonostante non riuscisse a ottenere la promozione in Serie A, la società migliorò strutture, organizzazione e settore giovanile.
Il settore giovanile fornì i primi talenti utili alla prima squadra, con particolare attenzione all'educazione tecnica e tattica.
Negli anni 1960, il Monza affrontò nuove sfide. Pur mantenendo la categoria e disputando campionati di buon livello, emersero difficoltà dovute al crescente livello competitivo della Serie B e all’aumento degli investimenti nei club più grandi. La società mantenne l’attenzione sulla crescita tecnica e tattica, ma incontrò risultati altalenanti e difficoltà di continuità.
Alcune stagioni furono caratterizzate da lotte per evitare la retrocessione, mentre in altre il Monza conquistò posizioni più tranquille in classifica. La tifoseria mantenne un buon seguito e sostenne con passione la squadra anche in trasferta.
Il calo culminò nella stagione 1965-1966, con la retrocessione in Serie C dopo quindici anni in Serie B. Ciò segnò l'inizio di una fase di rifondazione tecnica e dirigenziale, con l’obiettivo di tornare rapidamente in categoria superiore.
Negli anni sessanta emersero diversi giocatori che divennero punti di riferimento per la tifoseria e talvolta proseguirono la carriera in club di Serie A.
Il decennio si concluse con una rinnovata volontà societaria di investire sul settore giovanile e consolidare la presenza nel calcio professionistico italiano.
Gli anni settanta
Dopo essere tornato subito in Serie B, il Monza aprì un ciclo di risultati e successi che segnarono una delle fasi più importanti della sua storia sportiva. La squadra divenne una delle protagoniste della Serie B, capace di mettere in difficoltà le compagini più blasonate e di conquistare un seguito sempre più numeroso tra i tifosi locali.
Il decennio iniziò con una particolare attenzione alle competizioni a eliminazione diretta: tra il 1974 e il 1976 il Monza raggiunse tre finali consecutive della Coppa Italia Serie C, vincendo le prime due edizioni e perdendo la terza. Nel 1974 superò il con un doppio confronto equilibrato, mentre nel 1975 sconfisse il con autorevolezza. Nel 1976, nonostante la buona prestazione, si arrese nuovamente al Lecce in finale, confermando una straordinaria continuità in questa competizione.
Nello stesso anno, il club conquistò il Torneo Anglo-Italiano, competizione organizzata tra squadre italiane e inglesi di livello medio, vincendo in finale contro il . Questo successo contribuì a far conoscere il club anche oltre i confini nazionali, consolidandone la reputazione di squadra competitiva e ambiziosa.
Nel campionato Serie B 1976-1977, il Monza disputò una stagione di alto livello, giungendo quinto con 48 punti, a una sola lunghezza dalle squadre che disputarono gli spareggi promozione, ovvero il , il e l’. La mancata partecipazione agli spareggi, avvenuta all’ultima giornata, lasciò l’amaro in bocca ma evidenziò il potenziale della rosa.
Nella stagione seguente, 1977-1978, il Monza chiuse al quarto posto a pari punti con la , ma a due lunghezze dalla promozione diretta ottenuta dall’Avellino e dal Catanzaro. A causa del regolamento vigente, non si disputarono spareggi promozione.
Nel 1979, Monza e ottennero entrambi 48 punti, pari merito al quarto posto, e si disputò uno spareggio promozione sul campo neutro di Bologna. Il Monza fu sconfitto per 2-0, rinviando ancora la possibilità di giocare in Serie A. Questa serie di risultati consolidò la reputazione del club come squadra solida e competitiva ma ancora priva di quella spinta decisiva per il salto di categoria.
L’ultimo tentativo di promozione negli anni settanta si verificò nella stagione Serie B 1979-1980. Il Monza rimase in corsa per buona parte del campionato, ma nelle ultime quattro giornate raccolse pochi punti, vincendo solo contro il già retrocesso , perdendo gli scontri diretti con e Cesena e pareggiando l’ultima partita con il . Il campionato si concluse con un quinto posto a pari punti con il Vicenza, lasciando la squadra ancora a un passo dalla Serie A.
La stagione 1980-1981 segnò un passo indietro per il Monza. Il campionato fu condizionato dalle penalizzazioni per il caso Totonero di squadre come Milan e Lazio, che mantennero comunque posizioni importanti. Il Monza, invece, soffrì in attacco, segnando il minor numero di gol tra tutte le squadre, e concluse all’ultimo posto, retrocedendo in Serie C1 insieme a e al Taranto, quest’ultimo penalizzato di cinque punti.
Gli anni settanta rappresentarono per il Monza un periodo di crescita e consolidamento in Serie B, con sfiorate promozioni e successi importanti nelle coppe, ma anche con la consapevolezza di dover compiere ulteriori passi per ambire a traguardi più alti nel calcio italiano.
Gli anni ottanta e novanta Nel corso degli anni ottanta, il Monza si confermò presenza stabile tra Serie B e Serie C1, alternando campionati di medio-alta classifica e buoni risultati sportivi. Dopo la retrocessione in terza serie al termine della stagione 1981-1982, la società si riorganizzò progressivamente, anche grazie a una dirigenza stabile e a un forte radicamento nel territorio brianzolo. L'investimento nel settore giovanile e la valorizzazione dei talenti locali permisero di mantenere una competitività costante.
Nella stagione 1987-1988 il Monza vinse il girone A di Serie C1, tornando in Serie B, e conquistò la sua seconda Coppa Italia Serie C, superando nella doppia finale il (2-1 all'andata e 2-0 al ritorno).
Negli anni successivi il club fu guidato da figure dirigenziali come il presidente Giambattista Begnini, sotto la cui gestione si ottennero importanti risultati sportivi e si sviluppò una struttura capace di valorizzare giovani calciatori, alcuni dei quali proseguirono la carriera nei campionati superiori.
Nel 1990-1991 il Monza si aggiudicò per la terza volta la Coppa Italia Serie C, nuovamente contro il : dopo la sconfitta per 1-0 all’andata a Palermo, ribaltò il risultato con una vittoria per 2-0 al ritorno.
Durante gli anni novanta la squadra alternò stagioni di buon livello a campionati più difficili, mancando più volte la promozione in Serie B, ma mantenendo un saldo legame con la città e i tifosi, rafforzando il proprio ruolo nel panorama calcistico della Brianza.
Nel 1996 raggiunse nuovamente la finale della Coppa Italia Serie C, ma fu sconfitta dall’ allenato da Luciano Spalletti: dopo l’1-1 dell’andata in casa, perse 2-0 al ritorno allo stadio Castellani.
Nel 1997 si avviò una collaborazione con il , che trasformò il Monza in una squadra satellite dei rossoneri. Il progetto, sostenuto da Begnini con l’appoggio di Adriano Galliani, prevedeva l’inserimento di giovani promettenti del vivaio milanista, tra cui Cristian Brocchi, Gennaro Gattuso e Thomas Manfredini, per garantirne crescita e continuità in un contesto competitivo come la Serie C1.