Mari (in sumerico: 𒈠𒌷𒆠 MA-RIKI; oggi in arabo: تل حريري Tell Hariri) è stata un'importante città mesopotamica, contemporanea di Uruk, fondata intorno alla fine del IV millennio a.C. (primi insediamenti intorno al V millennio a.C.). Lo sviluppo crescente del commercio e la sempre maggiore richiesta di materie prime provenienti da nord, crearono, nella fase subito precedente al periodo protodinastico, la necessità di fondare nuove città e centri commerciali in grado di controllare e rendere sicure le vie mercantili. Mari fu fondata con lo scopo di controllare una zona nevralgica, situata nella confluenza di importanti vie commerciali fluviali, provenienti da nord lungo l'Eufrate, e carovaniere provenienti da ovest e da est. In breve divenne un'importante e ricco centro commerciale che collegava Sumer a sud con la Siria a ovest, i cui cittadini erano noti per l'agiatezza, l'eleganza nel vestire e la cura del proprio aspetto fisico.
Fu, dal principio del terzo millennio a. C., per alcuni secoli un importante avamposto della civiltà dei Sumeri nella parte settentrionale della cosiddetta 'mezzaluna fertile' e, a partire dal principio del secondo millennio a. C. sino al 1761 a.C., il più importante centro d'irradiazione commerciale della civiltà semitica nel vicino Oriente, giungendo al massimo splendore agli inizi del XVIII secolo a. C, finché non fu distrutta dal re Hammurabi di Babilonia nel 1761 a.C.. Il sito archeologico della città forma una collina che si trova oggi in Siria, a circa dalla cittadina di Abu Kamal (o Al BukamalVedi il nome riportato in Google maps) sulla riva ovest del tratto intermedio del fiume Eufrate, a circa sud-est di Deir ez-Zor e a circa dalla frontiera con l'Iraq, costituisce uno fra i più importanti siti archeologici mesopotamici.
La prima Mari fu abbandonata all'inizio nella metà del XXVI secolo a.C. per motivi sconosciuti, ma fu ricostruita prima del 2500 a.C. e divenne la capitale di un regno che controllerà l'est semitico. Questa seconda Mari, città cosmopolita ma di organizzazione e cultura sumerica, ingaggiò una lunga guerra con la sua rivale Ebla, con alterne fortune, fino a quando fu conquistata e distrutta nel 2300 circa a.C. da Sargon di Akkad.
La città fu ricostruita durante il dominio accadico e posta sotto il controllo di governatori che portavano il titolo di Shakkanakku (governatori militari). Nella fase di dissoluzione dell'impero accadico i governatori si resero indipendenti e fecero di Mari nuovamente un regno in grado di controllare la valle del medio Eufrate. Nella prima metà del XIX secolo a.C. la dinastia dei Shakkanakku si estinse e il controllo del regno passò alla dinastia amorrita di Lim che però ebbe vita breve e la città venne conquistata e distrutta nel 1761 a.C., in età paleo-babilonese. La città sopravvisse come piccolo centro durante l'impero Babilonese, Assiro e poi Persiano per spopolarsi in epoca ellenistica.
I Marioti veneravano sia dei sumerici sia semitici e fecero della loro città un centro dell'antico commercio un ponte fra mondo semita e sumero e, sebbene nel periodo pre-Amorrita la città fosse sotto l'influsso dalla cultura sumera, Mari non fu mai una città di immigrati sumeri, ma piuttosto una nazione di lingua semitica che parlava un dialetto simile all'Eblaita. Successivamente gli Amorrei, che erano semiti dell'ovest, iniziarono a colonizzare l'area poco prima del XXI secolo a.C. e durante il periodo della dinastia Lim (circa 1830 a.C.) divennero la popolazione dominante del regno mariota e di tutta la Mezzaluna Fertile.
La scoperta della città nel 1933 permise di approfondire la conoscenza della mappa geopolitica dell'antica Mesopotamia e Siria, grazie al rinvenimento di altre 25000 tavolette di argilla che contenevano importanti informazioni circa l'amministrazione dello stato durante il secondo millennio a.c. e la natura dei rapporti diplomatici fra le entità statali della regione. Esse rivelarono anche le vaste reti commerciali del XVIII secolo a.C., che connettevano territori lontani come l'Afghanistan nel sud asiatico e Creta nel Mediterraneo. La città sotto la dinastia Lim divenne una sontuosa capitale ricca di edifici maestosi, abbelliti da numerose statue e affreschi. Fra questi spiccava il palazzo reale, noto per la sua bellezza fin dai tempi antichi.
Geografia, clima e territorio
La città sorgeva a sud della moderna Deir el-Zor, nella valle del medio Eufrate in un punto in cui questa è particolarmente ampia. La steppa arida (con una piovosità di circa 150 mm annui). venne resa coltivabile attraverso un'ampia rete di canali di irrigazione e di dighe, permettendo di sfruttare il fertile suolo alluvionale..
La rete di irrigazione, che favorisce inoltre le comunicazioni per via fluviale, si appoggia su un bacino di ritenuta che in inverno veniva alimentato dall'acqua piovana.
Alcune tavolette sembrano attestare che durante l'epoca amorrita le casse statali fossero alimentate dai forti dazi (circa il 20% del valore) imposti alle merci di passaggio. Mari fu tuttavia un centro commerciale principalmente terrestre, a causa delle difficoltà nella navigazione dell'Eufrate in inverno (periodo di bassa portata) e durante le piene alluvionali primaverili..
Origine del nome Il nome della città può essere fatto risalite a Mer un'antica divinità delle tempeste, venerata nel nord mesopotamico e in Siria e che era considerata la divinità patrona della città. Fu l'archeologo George Dossin che notò che la pronuncia di Mer era la stessa di Mari e da qui concluse che la città derivava il nome dalla sua divinità patrona.. Questa ipotesi è stata in seguito messa in discussione in quanto, il nome arcaico di quella divinità era Wer (non Mer). Ora l'ipotesi più accreditata è che la parola Mari derivi dal nome dato a questa località da suoi antichi abitanti presemitici e presumerici; va comunque notato che i Sumeri non avevano la venerazione che ebbero poi i Greci e i Romani per gli uomini fondatori delle loro città., perché ritenevano che queste fossero state costruite direttamente dal dio patrono, che poi ne faceva la sua dimora..
Storia Primo Regno Mari non va considerato come un piccolo insediamento che poi è cresciuto., ma piuttosto una nuova città fondata nel periodo proto-dinastico I mesopotamico, circa 2900 a.C., allo scopo di controllare le vie fluviali dell'Eufrate che erano parte delle vie commerciali che collegavano il Levante con il meridione di Sumer.. La città fu costruita a 1 o 2 chilometri di distanza dal fiume Eufrate per metterla al sicuro dalle piene alluvionali, ed era connessa al fiume grazie a un canale artificiale lungo dai 7 agli 8 kilometri a seconda del numero di anse presenti nel suo tracciato, ora difficili da identificare.. I sondaggi hanno identificato diversi canali, alcuni dei quali sicuramente utilizzati per le colture agricole, altri per la navigazione . L'opera fluviale artificiale più importante è il canale che metteva in comunicazione il fiume Khabur all'Eufrate, sfociando nel secondo, poco prima della chiusa di Baghouz, facilitando così il collegamento fluviale tra la piana mesopotamica e le pendici del Tauro (Khabur e la Siria settentrionale). Le ragioni che portarono alla fondazione di Mari sono facilmente comprensibili in questo contesto: la città appare come un punto ideale di controllo del traffico fluviale e carovaniero, nelle direttrici est-ovest ma anche nord-sud. Questa posizione strategica garantiva la riscossione di abbondanti tasse sui commerci che spiegano la ricchezza di questa città nelle sue fasi più floride. Grazie alla facilità con cui poteva rifornirsi di metalli e legno, Mari divenne anche un importante centro metallurgico, come attestato dal gran numero di forni per la fusione dei metalli, ritrovati nella zona artigianale. L'urbanistica della città più antica è poco conosciuta, anche perché seppellita sotto gli strati delle abitazioni successive. Il sistema di difesa contro le piene fluviali era composto da un terrapieno circolare, che è stato riportato alla luce, in aggiunta a una spessa rampa interna circolare, alta 6,7 metri, per proteggere la città dai nemici. Un'area lunga 300 metri colma di giardini e di botteghe artigiane, separava l'argine esterno dal bastione interno, che aveva un'altezza di 8-10 metri, ed era rinforzato da torri difensive. Altri ritrovamenti includono una delle porte della città, una strada che iniziava nel centro e arrivava alla porta, in aggiunta ad abitazioni residenziali. Al centro del sito di Mari si trova un rilievo., comunque non sono stati ritrovati palazzi o templi, sebbene sia stato portato alla luce un grande palazzo, che sembra avesse funzioni amministrative, che aveva fondamenta di pietra e la dimensione di 32x25 metri, con stanze lunghe più di 12 metri e larghe 6. La città fu abbandonata alla fine del periodo protodinastico II, circa nel 2550 a.C. per ragioni sconosciute.
Secondo Regno c. 2500 a.C. - c. 2290 a.C. Caratteristiche Capitale Mari Lingua dialetto mariota Tipo di governo monarchia assoluta Religione mesopotamica Periodo storico Era età del bronzo anno inizioanno fine 2500 a.C.2290 a.C. Sostituito da impero di Akkad Oggi situato in e
Attorno all'inizio del periodo protodinastico III (prima del 2500 a.C.), Mari fu ricostruita e ripopolata..
La nuova città recuperò le strutture esterne della città primitiva, incluse la rampa interna e la porta. Fu recuperato anche l'argine circolare esterno del diametro di , che fu rinforzato con un muro spesso due metri che era utilizzabile anche per la protezione degli arcieri.
La struttura interna della città fu invece completamente mutata, con un piano urbanistico studiato con precisione; prima furono costruite le strade che dalla collina nel centro scendevano verso le porte, assicurando il drenaggio dell'acqua piovana.
Nel cuore della città fu costruito un palazzo reale. Quattro livelli architettonici successivi al palazzo del secondo regno sono stati riportati alla luce (il più antico contrassegnato con P3, mentre il più recente è P0), e gli ultimi due livelli risalgono al periodo accadico. Tra i reperti ritrovati nei primi due livelli vi è una struttura templare., la più grande della città ma di cui è ignota la divinità venerata.. Sono stati rinvenuti anche una sala del trono con colonne e un ambiente con tre doppie file di colonne lignee che conduceva al tempio.
Sei ulteriori templi furono scoperti nella città, incluso un tempio chiamato Massiccio Rosso (non si sa a chi dedicato), e templi dedicati a Ninni-Zaza, Ištarat,. Ištar, Ninhursag e Šamaš. Tutti i templi erano situati al centro della città eccetto quello di Ištar che probabilmente era il centro amministrativo del Grande Sacerdote.
Il secondo regno mariota si mostra come un centro politico prospero e potente. Molti sono i sovrani (che avevano titolo di lugal.) di cui ci sono noti editti e lettere in questo periodo, ma il più importante documenti di questo periodo è la lettera inviata dal re mariota Enna-Dagan, circa nel 2350 a.C., al re eblaita a Irkab-Damu. di Ebla. In questa lettera il re mariota cita i suoi predecessori ed elenca i loro successi militari nel conflitto fra Ebla e Mari, lasciandoci così un prezioso documento sulla storia dei quegli anni. L'interpretazione della lettera non fu semplice e molte diverse traduzioni furono pubblicate da diversi studiosi (a partire da Pettinato) fino ai tempi nostri in cui si è infine raggiunto un certo accordo sul suo significato e contenuto...
La guerra fra Mari ed Ebla