Il Premio Primo Levi è un appuntamento biennale che premia in ambito internazionale chimici - o ricercatori in discipline affini alla chimica - che abbiano promosso "attività finalizzate alla tutela della dignità dell’uomo e dei suoi diritti, al progresso scientifico e civile e, in generale, alla promozione del dialogo e della cooperazione tra ricerca chimica e società".

Il premio commemora lo scrittore e chimico italiano Primo Levi, deportato ad Auschwitz come combattente ebreo della resistenza e sopravvissuto al campo di concentramento. Levi è considerato un importante rappresentante della letteratura sull'Olocausto: le sue opere sono dedicate al ricordo delle vittime e alla lotta contro l'oblio.

È stato assegnato per la prima volta il 10 settembre 2017, nell'ambito del Forum scientifico di chimica 2017, dalla Gesellschaft Deutscher Chemiker in collaborazione con la Società chimica italiana.

Albo d'oro

2017 Roald Hoffmann, Cornell, Stati Uniti. Hoffmann, di discendenza ebraica, ha vissuto personalmente l'Olocausto durante la sua infanzia. Si impegna per il rispetto dei principi etici nella chimica. 2019 Vincenzo Balzani, Università di Bologna, Italia, per il suo impegno a favore degli aspetti sociali ed etici della scienza . 2023 Henning Hopf, Braunschweig 2025 Jean-Marie Lehn, chimico francese, per il suo impegno nell'affermare la scienza come forza fondamentale nella promozione della coesione scientifica europea e della cooperazione transnazionale .

Note

Bibliografia Pressedienst Chemie 20/2017 20 giugno 2017

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