Il Carmine, nel cuore del quartiere Centro Storico Nord di Brescia, è un’area cittadina con origini antiche che prende il proprio nome dal convento dei frati Carmelitani e dall’attigua chiesa di Santa Maria del Carmine costruita nel 1345. Sorto lungo i canali che anticamente attraversavano la città e ne alimentavano le attività manifatturiere, il Carmine è uno dei rioni più caratteristici del centro storico grazie alla compresenza di realtà socioculturali, generazionali ed etniche differenti.
Contesto urbano
I quartieri della città di Brescia, 30 nel 1972 e in seguito 33 a partire dal 2014, sono legati a specifiche parrocchie di riferimento ed organizzati grazie ad organismi di rappresentanza, a carattere consultivo e propositivo, denominati consigli di quartiere. La zona del Centro Storico Nord, all'interno del quale si colloca il Carmine, è delimitata da via Leonardo da Vinci a nord, da via Castello e da Piazza Loggia ad est, da via Dante e da via Cairoli a sud, da via Fratelli Ugoni e da via Tartaglia ad ovest. Quest'area è inoltre connessa a tre diverse chiese: quella di San Faustino, di San Giovanni e di Sant’Agata. Il Carmine corrisponde all’area compresa tra: via Porta Pile a nord, via delle Battaglie a ovest, corso Mameli a sud e via San Faustino ad est. Secondo l’antica suddivisione urbanistica composta da quartieri e quadre, questa specifica area coinciderebbe con le vecchie quadre terza e quarta di San Faustino. I confini amministrativi, tuttavia, non corrispondono pienamente alla realtà sociale, storica ed urbanistica: il Carmine ha assimilato ed omogeneizzato nel corso degli anni vie e zone limitrofe come via delle Grazie ad ovest e l'area alle pendici del colle Cidneo, ovvero contrada Santa Chiara e via Gasparo da Salò situate ad est rispetto a via San Faustino. Dunque, com'è comunemente inteso, il termine Carmine si riferisce a un'area più vasta che include le vie menzionate in precedenza, sebbene la zona strettamente associata ad esso corrisponderebbe alla più piccola area evidenziata in giallo nell'immagine sottostante.
Geografia fisica Geograficamente il Carmine si trova alle pendici occidentali del colle Cidneo, alla sommità del quale è ubicato il Castello di Brescia. Questa zona pianeggiante è da sempre stata ricca di corsi d’acqua ora interrati; Brescia, infatti: “È una città d’acqua, nota per secoli per essere la città dalle mille fontane, caratterizzata da un fitto reticolo di corsi d’acqua costruiti dall’uomo per contenere e far circolare le acque che hanno rivestito un ruolo fondamentale nella genesi del paesaggio, così come nello sviluppo urbano".
L’area occidentale della città era attraversata dalle acque del fiume Garza il quale percorreva, lungo l’attuale via San Faustino, il centro storico da nord a sud. Il fiume Bova, canale derivato dal fiume Mella, invece entrava in città da nord-ovest solcando l’attuale via Nino Bixio e proseguendo attraverso i chiostri e la chiesa di Santa Maria del Carmine sino a confluire nel Garza all’altezza dell’incrocio tra Contrada del Carmine e via San Faustino. Un altro fiume cittadino era il Celato il quale, nato dalla deviazione dell’acquedotto romano della Valle Trompia, entrava in città ad est rispetto al Garza confluendo in quest’ultimo più a sud rispetto al Bova. Infine, il Dragone, canale derivato dal Garza e, in seguito alla deviazione duecentesca di quest’ultimo, alimentato dal Bova, scorreva lungo l’attuale via Battaglie; fu proprio il percorso di quest’ultimo torrente a suggerire nel XII secolo il confine occidentale delle mura della prima cinta medievale. Questi antichi canali e fiumi, non essendo stati prosciugati o deviati ma semplicemente coperti e convogliati tra il Settecento e l'Ottocento per diverse esigenze soprattutto sanitarie ed urbanistiche, sono infatti a tratti visibili sia superficialmente, oltre le mura della città antica, che nel sottosuolo del reticolo viario anche del quartiere. Grazie ai lavori di scavo e valorizzazione condotti dall'associazione di speleologia urbana Brescia Underground, dal 2006 è possibile scoprire e conoscere questo patrimonio geo-storico nascosto ma visibile al di sotto della rete stradale di quest'area della città. Da un punto di vista urbanistico, infatti: "Una fisionomia scandita da una forma liquida, dai confini sfuggenti, sembra aver segnato anima e corpo della contrada: non è causale che le sue strade, costruite seguendo il corso delle acque, spesso non aderiscano alle classiche traiettorie ortogonali".
Popolazione
La città di Brescia, dotata di una superficie di 90,34 km², ha 199.344 abitanti (dato aggiornato al 30 aprile 2024).
Per quanto riguarda il Centro Storico Nord e, nello specifico, il quartiere Carmine, lUfficio di Diffusione dell’Informazione Statistica di Brescia ha riportato l’andamento della popolazione, suddivisa per sesso, fasce d’età, provenienza e tipologie familiari, considerando un arco temporale che va dal 1992 al 2018 (anno delle ultime analisi condotte dall'Ufficio intorno a questa specifica zona) e confrontandola con le tendenze demografiche dell’intero comune di Brescia.
Grazie a questi studi è stato segnalato come nel settore Centro Storico Nord i residenti al 2018 fossero: 2525 stranieri e 5772 italiani per un totale di 8297 abitanti. Nella zona del Carmine, invece, al 2018 i residenti stranieri erano 1688 (il 36% dei residenti) e quelli italiani 3001 (il 64% dei residenti) per un totale di 4690 abitanti. +CarmineDati relativi alla popolazionenumeroannostraniera16882018italiana30012018totale4690 +BresciaDati relativi alla popolazionenumero abitantiannostaniera36.3642018italiana159.7802018totale196.134
L'ufficio comunale ha analizzato l'andamento della popolazione nel quartiere Carmine tra il 1992 e il 2018, concentrandosi in particolare sulla crescita della popolazione straniera, la quale ha rappresentato una componente demografica rilevante negli ultimi decenni. Durante questo periodo, infatti, la presenza di residenti stranieri è aumentata significativamente passando dal 9% nel 1992 al picco massimo del 40,8% nel 2013. Parallelamente, il 2001 è stato l'anno in cui la popolazione totale del quartiere ha raggiunto il suo massimo storico con 5.341 abitanti.
Nel 2018, il quartiere Carmine ha registrato alcune importanti variazioni demografiche. La popolazione con cittadinanza italiana è cresciuta dell'1,2%, mentre quella con cittadinanza straniera ha registrato una lieve diminuzione dell'1,0%. Questo cambiamento ha comportato una leggera riduzione della percentuale di residenti stranieri sul totale della popolazione, dal 36,4% nel 2017 si è scesi infatti al 35,9% nel 2018. È interessante notare, inoltre, come a livello comunale la popolazione straniera al 2018 rappresentava il 18,5% del totale degli abitanti di Brescia (36.364 stranieri su 196.134 abitanti complessivi), mentre nel 1992 questa percentuale era solo dell'1,8%.
Esaminando la distribuzione della popolazione in Carmine per fasce d'età nel 2018 emerge invece come: per quella tra 0-14 il 46% dei residenti era costituito da stranieri, in quella tra 15-64 anni gli stranieri rappresentavano il 39% della popolazione, mentre tra i 65 anni e oltre solo il 7,5% era straniero.
Confrontando questi dati con l'intera città di Brescia, si nota una distribuzione leggermente diversa della popolazione straniera nel 2018. A livello cittadino, infatti, gli stranieri costituivano il 30% della popolazione nella fascia 0-14 anni, il 23% nella fascia 15-64 anni e solo il 2,9% tra i 65 anni e oltre.
L'indice di vecchiaia, il quale misura il rapporto tra la popolazione anziana e quella giovane, riflette ulteriormente queste differenze. Nel complesso, l'indice di vecchiaia per l'intera città di Brescia era di 190, con un valore di 262,4 per gli italiani e 18,4 per gli stranieri. Nel quartiere Carmine, invece, l'indice complessivo era più basso, pari a 104,2, con un valore di 178,4 per gli italiani e 17 per gli stranieri.
Per quanto riguarda la composizione delle comunità straniere nel quartiere Carmine nel 2018, le nazionalità più rappresentate erano quelle delle Filippine, seguite da Bangladesh, Egitto, Pakistan, Senegal, Ucraina e India. A livello cittadino, invece, le prime cinque cittadinanze straniere erano Romania, Pakistan, Ucraina, Moldavia e Cina. Storia
Durante il periodo medievale, grazie alla presenza di diversi monasteri come quello di San Faustino e di Santa Chiara (ore sedi universitarie) e degli innumerevoli corsi d'acqua, il quartiere era un attivo centro commerciale e artigianale sino al Settecento (erano presenti conciatori di pelle, armaioli, cartai, speziali, produttori di panni di lana, macellai ecc.). A partire dal 1100, nel pieno della rinascita economica della città di Brescia, nella zona si svilupparono mercati, officine, mulini e botteghe attigue ai canali essenziali per garantirne le attività ed i commerci; ancora oggi, infatti, le case del Carmine presentano chiaramente un retaggio di quelle esigenze urbanistiche e commerciali le quali portarono gli edifici a svilupparsi in altezza per la presenza dei canali. Durante l’età medievale e comunale il quartiere conobbe dunque un periodo di grande fioritura economica in grado di attirare e stimolare l'immigrazione dal contado da parte soprattutto di servitù della gleba. Essendo queste zone sempre più economicamente strategiche per la città, nel XII secolo si decise di espandere la cinta muraria includendovi anche l’attuale via Pace e via delle Battaglie. La forte vocazione commerciale e artigianale, la presenza religiosa radicata nel territorio, si pensi agli ordini dei monaci Benedettini prima e Carmelitani poi, e la compresenza di un’anima sia popolare che nobiliare, saranno solo alcuni di quei tratti caratteristici che il Carmine conserverà sino ai secoli successivi. A partire dal 1200, il dinamismo economico del quartiere sarà ulteriormente arricchito dalla presenza di punti commerciali situati a sud, nelle attuali piazza Loggia e piazza Vittoria, dedicati alla conservazione e alla vendita di prodotti agricoli. In particolare, si svilupperanno i cosiddetti granaroli, ossia i mercati dei cereali, che saranno attivi sotto i portici dell'attuale via X Giornate fin dal XV secolo. Accanto a questo importante settore, il mercato del pesce, situato nell'area tra le chiese di Sant'Ambrogio e Sant'Agata (oggi piazza Vittoria), il commercio della carne (grazie alla costruzione di un nuovo mattatoio sempre a sud dell'odierna piazza Vittoria) e le attività artigiane del Carmine contribuiranno a trasformare il centro cittadino in un motore fondamentale per l'economia bresciana. Interessante ricordare come: "La commistione tra lavoro, nobiltà e una religiosità radicata a tutti i livelli era del resto sottolineato, e in parte lo è ancora, dai nomi delle vie, soprattutto quelli precedenti o sopravvissuti al 1909, anno in cui si attuò una revisione della toponomastica cittadina che spazzò via tutte una serie di denominazioni sedimentate da secoli". Ancora oggi, infatti, a testimonianza delle attività commerciali di un tempo rimangono rua Sovera, la quale rimanda ai sojari (i costruttori dei soi, ovvero i mastelli), e rua Confettora derivante dai confettori, ovvero i conciatori di pelli.