La spedizione di Dumat al-Jandal ebbe luogo nell'agosto o settembre del 626 d.C.

Secondo il biografo indiano di Maometto, Safiur Rahman Mubarakpuri, Dumat al-Jandal si trovava a circa quindici giorni di marcia da Medina e cinque da Damasco. (online) Lo storico William Montgomery Watt, invece, la colloca a 500 miglia da Medina. (free online)

L'invasione Secondo "Il nettare sigillato", dopo sei mesi di calma nelle attività militari, Maometto venne a sapere che alcune tribù, nei pressi di Dumat Al-Jandal, al confine con la Siria, erano coinvolte in rapine e saccheggi lungo le strade e stavano radunando truppe per attaccare Medina stessa. Nominò immediatamente Siba‘ bin ‘Arfatah Al-Ghifari a capo di Medina durante la sua assenza e partì alla testa di mille musulmani, con Madhkur, appartenente ai Banu Udhrah, come guida.

Durante il tragitto verso Dumat Al-Jandal, i musulmani marciavano di notte e si nascondevano di giorno per sorprendere il nemico. Giunti vicino alla destinazione, scoprirono che i briganti si erano spostati altrove, così catturarono bestiame e pastori. Muhammad rimase lì per cinque giorni, durante i quali inviò forze di spedizione a caccia del nemico, ma non ne trovarono nessuno. Tornando a Medina, stipulò un trattato con ‘Uyainah bin Hisn.

Analisi William Montgomery Watt sostiene che questa sia stata la spedizione più importante ordinata da Maometto all'epoca, nonostante sia poco citata nelle fonti primarie. Dumat al-Jandal si trovava a 500 miglia da Medina e, secondo Watt, non rappresentava una minaccia immediata per Maometto, se non per la possibilità di interrompere le comunicazioni con la Siria e i rifornimenti per Medina. Watt afferma che "si è tentati di supporre che Maometto stesse già pensando a qualcosa di simile all'espansione avvenuta dopo la sua morte", e che la marcia rapida delle sue truppe deve aver "impressionato tutti coloro che ne vennero a conoscenza".

Note

Categoria:Guerre d'espansione dell'islam