I diritti radiotelevisivi degli incontri della nazionale di calcio dell'Italia sono detenuti, sul territorio italiano, dall'emittente pubblica Rai che ne detiene l'esclusiva in chiaro (fino al 2028). Tra l'altro, gli incontri degli Azzurri nelle competizioni ufficiali devono essere trasmessi in diretta televisiva e in chiaro in quanto rientranti nell'elenco degli «eventi di particolare rilevanza per la società di cui deve essere assicurata la diffusione su palinsesti in chiaro», redatto nel 2012 dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Poiché negli ultimi anni la Rai e Sky Italia si sono divisi i diritti televisivi dei più importanti tornei di calcio per nazionali, gli incontri dell'Italia in questi eventi sono andati in onda anche in pay Tv su Sky Sport.

Televisione Storia Dagli inizi della tv alla fine del monopolio Rai

Il 13 dicembre 1953 la Rai (azienda televisiva pubblica che già aveva incominciato nel febbraio precedente la trasmissione, sempre in via sperimentale, di alcune partite di calcio di Serie A) trasmette sperimentalmente il primo incontro in televisione della nazionale italiana, contro la (giocato a Genova e finito con il punteggio di 3-0, valido per la Coppa Internazionale). Il telecronista dell'incontro fu Carlo Bacarelli affiancato da Vittorio Veltroni, ed andò in diretta solamente il secondo tempo della partita.

A tutti gli effetti però la prima partita in diretta della televisione italiana è la gara di qualificazione per il tra - (giocata a Milano e terminata con il punteggio di 5-1), il 24 gennaio 1954 e trasmessa dalla Rai che ha dato avvio ufficialmente alle trasmissioni televisive il 3. I telecronisti sono tre, che si alternano nel racconto: oltre a Carlo Bacarelli e Vittorio Veltroni, vi fu anche Nicolò Carosio, già radiocronista degli Azzurri, sempre per il servizio pubblico radiofonico.

L'estate del 1954 è segnata dal primo campionato mondiale di calcio trasmesso in televisione e la Rai invia in Svizzera, sede del torneo, una squadra di telecronisti formata da Giuseppe Albertini, Carosio, Bacarelli e Veltroni; gli ultimi commentano in coppia le due partite della nazionale, - e Italia-.La Stampa, I servizi tv, 16 giugno 1954, pagina 4.

Carosio viene sostituito nella partita tra - disputata a Torino il 29 maggio 1955 e valevole per la Coppa Internazionale, terminata 4-0 per gli jugoslavi, da Enrico Ameri, voce storica delle radiocronache che, in quell'occasione, effettua la prima delle due sole telecronache fatte nel corso della sua lunga carriera.

Sul finire degli anni sessanta la Rai propone un'alternanza, nelle telecronache dell'Italia, tra Carosio e Nando Martellini. Al , torneo disputato in Italia e che ha gli Azzurri campioni d'Europa per la prima volta nella loro storia, Martellini commenta la semifinale di Napoli tra e , vinta dai padroni di casa per il lancio di una monetina dopo lo 0-0 dell'incontro, e Carosio la finale di Roma contro la , che termina anche in questo caso in parità (1-1). La finale di ripetizione, sempre allo stadio Olimpico, nella ferrea regola dell'alternanza viene commentata da Martellini. La diretta della finale della competizione continentale, vinta con il punteggio di 2-0 dall'Italia, fa registrare telespettatori, in base ai dati del "Servizio Opionioni" della Rai.

Dopo l'europeo, continua l'alternanza Carosio-Martellini alle telecronache della nazionale, compreso il . La prima partita, -, tocca a Carosio, la seconda Italia-, a Martellini, la terza, contro , nuovamente a Carosio, e il quarto di finale contro i padroni di casa del spetta a Martellini. L'alternanza salta in seguito alle voci di una clamorosa gaffe di Carosio – rivelatasi in seguito un "falso" – verso un guardalinee etiope. Così Martellini ha modo di commentare quella che viene definita la partita del secolo, ovvero la semifinale tra e , nonché la successiva finale tra gli Azzurri e il . La finale viene seguita da telespettatori, divenendo in quel momento l'incontro di calcio più seguito nella storia televisiva.

Appurata l'inesistenza del "caso Carosio", l'alternanza con Martellini in telecronaca degli Azzurri torna continuando fino a tutto il 1971, quando il primo terminò regolarmente il suo contratto di collaborazione con la Rai, lasciando al secondo il ruolo di telecronista unico della nazionale A.

Nella stagione 1976-1977 viene introdotta ufficialmente in Italia la trasmissione a colori, con un notevole miglioramento della qualità di riproduzione delle immagini degli incontri calcistici e, nel 1980, l'Eurovisione non acquista i diritti televisivi del Mundialito, che si svolge in Uruguay con la partecipazione dell'Italia: pertanto, la Rai rinuncia, per la prima volta, alla trasmissione di un incontro della nazionale. Ad acquistare i diritti del torneo ci pensa la Fininvest di Silvio Berlusconi che, tuttavia, non trasmette su Canale 5 l'evento in quanto la legge italiana impedisce la trasmissione di partite di calcio da parte di televisioni private. Una settimana prima dell'inizio del torneo si arriva ad un accordo, con l'interessamento della FIGC: la Rai trasmette gli incontri degli Azzurri e finale del torneo, mentre Canale 5 tutte le altre partite della competizione.

Il dualismo Rai-TMC

Durante il , vinto dalla nazionale italiana e in cui resta nella storia televisiva il triplice grido «campioni del mondo» da parte di Martellini al termine della finale - dell'11 luglio, gli incontri della nazionale vanno in onda, oltre alla Rai (alcuni su Rai 1 e altri su Rai 2), anche su Telemontecarlo, in quanto quest'ultima, pur trasmettendo in Italia, ha lo status di televisione del Principato di Monaco e quindi non è soggetta al divieto normativo vigente per le reti private. Inoltre, soprattutto nei primi anni, Telemontecarlo era visibile solo in alcune porzioni del territorio nazionale. Le gare, con telecronista Luigi Colombo, vanno in onda sullo stesso canale in differita, ad eccezione della finale in onda in diretta, e hanno la peculiarità di introdurre la telecronaca "a due voci" con Colombo in coppia con Sandro Mazzola, una formula che verrà imitata in seguito anche dalle altre televisioni italiane. Inoltre, il "Servizio Opinioni" della Rai registra ascolti record per tutti gli incontri dell'Italia al mondiale 1982 e la finale con la fu seguita da telespettatori divenendo la partita più seguita della storia della televisione italiana, record da allora imbattuto.

Nando Martellini resta telecronista fino al , quando arrivato in Messico per commentare il campionato mondiale, un malore ivi accusato per l'altitudine lo costringe a tornare in Italia e a passare definitivamente il testimone a Bruno Pizzul, che peraltro ha già commentato in precedenza alcune partite degli Azzurri di Enzo Bearzot: il collaudo non ufficiale tra Italia e Nazionale B dell', giocatosi a Como il 1º giugno 1980 e vinto dagli azzurri per 4-1; la finale per il terzo posto del , Italia-, giocata a Napoli e vinta dai cecoslovacchi per 10-9 dopo i rigori ad oltranza; la partita -Italia 0-2 dell'11 ottobre 1980, gara di esordio per le qualificazioni ai campionati mondiali di Spagna 1982 (sostituendo all'ultimo momento Nando Martellini, influenzato); l'incontro amichevole in favore dei terremotati dell'Irpinia tra Italia e Resto dell'Europa, svoltosi a Roma il 25 febbraio 1981 e vinto dalla selezione continentale per 3-0; l'amichevole Italia- 2-1, giocatasi a Città del Messico il 6 giugno 1985.

Al mondiale del 1986 è riproposta la doppia trasmissione Rai, in diretta, e Telemontecarlo, in differita, per le gare della nazionale, alle quali si aggiunge anche TV Koper-Capodistria, emittente televisiva pubblica regionale slovena, che trasmette anche in lingua italiana su quasi tutto il territorio nazionale, in qualità di emittente internazionale.

Il 31 marzo 1988 avviene un fatto che passerà alle cronache dello sport televisivo in Italia: la nazionale A gioca a Spalato contro la un'amichevole di preparazione all'Europeo in Germania Ovest con trasmissione in diretta su Rai 1 senza la solita telecronaca a causa dello sciopero generale dei giornalisti in vertenza per il rinnovo del contratto di lavoro. TV Koper-Capodistria trasmette invece l'incontro con la telecronaca, con il responsabile Adriano Galliani che dopo aver annunciato la diretta senza commento, lo affida a un giovane Sandro Piccinini.

Nella fase finale del torna il binomio Rai-Telemontecarlo, con telecronache affidate sempre a Bruno Pizzul e a Luigi Colombo con Giacomo Bulgarelli.

Nel 1990 l'Italia ospita il campionato mondiale di calcio e la corsa degli Azzurri verso la finale, commentata ancora da Bruno Pizzul su Rai 1 o Rai 2 (con la sola eccezione della finale per il 3º posto, contro l', commentata da Giorgio Martino poiché l'indomani Pizzul commenta la finale per il titolo tra e ), fa registrare ascolti record dall'Auditel per il rilevamento degli ascolti televisivi italiani. La semifinale del 3 luglio, persa ai rigori dall'Italia con l', viene seguita da telespettatori, evento ad oggi più seguito nel Paese dall'istituzione nel 1986 del servizio Auditel.

Gli anni novanta e diritti acquisiti da emittenti private

Nell'autunno del 1992 si prospetta una svolta epocale: TELE+ acquisisce per dollari l'esclusiva dei diritti televisivi per l'incontro di qualificazione al tra e Italia, sia in chiaro sia a pagamento: la piattaforma (da qualche mese la prima a pagamento della storia della televisione italiana) è intenta a criptare l'incontro, trasmettendolo solo per i propri abbonati. La questione ha un clamore in tutta Italia finendo anche in interrogazioni parlamentari; il capo dei programmi sportivi della Rai, Gilberto Evangelisti, ottiene inizialmente di trasmettere l'incontro di Glasgow in differita di mezz'ora e, all'ultimo momento, si arriva ad una ulteriore mediazione che consente la diretta sia su Rai 1 che su TELE+2, che eccezionalmente sceglie di trasmettere anch'essa l'incontro in chiaro, con telecronaca di Massimo Marianella. La trasmissione su Rai 1 registra telespettatori, mentre su TELE+2 vennero stimati circa - telespettatori: «una pagina storica per la televisione italiana» la definì Rino Tommasi, direttore della redazione sportiva di TELE+.

Dall'incontro successivo della nazionale si torna alla classica diretta Rai di tutte le gare degli Azzurri e della diretta delle partite nelle fasi finali finali del mondiale e dell'europeo anche su Telemontecarlo, che nel cambia telecronista: al posto di Colombo arriva un giovane Massimo Caputi e il commento tecnico resta a Giacomo Bulgarelli.

Il 1996 è l'anno del primo incontro della nazionale italiana di calcio non trasmesso dalla Rai: infatti è Mediaset ad acquisire i diritti in chiaro dell'amichevole Ungheria-Italia del 1º giugno, in preparazione al , per un importo di di dollari. L'incontro viene interrotto da ben 11 spot pubblicitari (di soli 7 secondi ciascuno) per ogni tempo, e la telecronaca viene affidata a Sandro Piccinini con il supporto tecnico di Aldo Serena. L'azienda privata di Berlusconi si aggiudica nello stesso anno anche i diritti di trasmissione dell'incontro del 5 ottobre tra e Italia, valido per le qualificazioni al in Francia; la telecronaca, in questo caso, venne affidata a Bruno Longhi con commento tecnico di Salvatore Bagni. Nel periodo occorso tra le due gare, come sempre la Rai mandò in onda regolarmente tutte le dirette delle partite dell'Italia e Telemontecarlo trasmise di queste gli incontri validi per il .