Penne è un comune italiano di abitanti della provincia di Pescara in Abruzzo. Dal 2012 fa parte dell'associazione I borghi più belli d'Italia. Di origini pre-romane, sorge in una zona la cui frequentazione da parte dell'uomo risale almeno al Neolitico medio e fu l'antica capitale della popolazione italica dei Vestini.
Il comune è situato a uguale distanza tra il mare Adriatico e il Gran Sasso d'Italia, presentandosi come porta di accesso al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga attraverso la Riserva naturale controllata Lago di Penne. La cittadina è inoltre il centro principale dell'area Vestina. L'utilizzo del mattone, presente in tutti gli edifici e nei resti di alcune pavimentazioni, ha portato al soprannome di “città del mattone”. Nel 2006 è stata conferito alla cittadina il riconoscimento della medaglia d'argento al merito civile per le distruzioni subite durante la Seconda guerra mondiale.
Geografia fisica Territorio
Cittadina dell'Abruzzo adriatico, Penne sorge in posizione collinare fra le valli dei fiumi Tavo e Fino. Il suo territorio si estende su una superficie di 91,2 km², che lo rendono il quindicesimo comune abruzzese per estensione territoriale.
Clima Il clima di Penne beneficia degli influssi di origine marina (distanza dal mare Adriatico di circa 20 km), ma al contempo risente dell'influenza del Gran Sasso. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +5,6 °C con le minime di 2-3 °C e le massime di 9-11 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +24,7 °C ove la minima si aggira sui 19 °C, mentre la massima sui 30 °C.Tabella climatica mensile e annuale (TXT) in Archivio climatico DBT, ENEA. Le temperature medie non sono quindi né eccessivamente elevate, né troppo rigide, e le escursioni termiche annue sono comunque modeste (inferiori ai 21 °C) come solo in alcune località abruzzesi della costa. Tuttavia in inverno la neve può cadere abbondante e le gelate possono essere frequenti soprattutto durante le irruzioni di aria fredda dai Balcani o dall'Europa settentrionale.
Durante le ondate di freddo più intense le minime estreme possono arrivare fino ai -10 °C. I minimi pluviometrici si osservano durante i mesi di luglio (53 mm) e agosto mentre i massimi si concentrano durante i mesi di ottobre, novembre (90 mm circa) e dicembre. L'altitudine di 438 m s.l.m. determina precipitazioni più abbondanti (845 mm in base alla media di riferimento 1951 - 2009.) di quelle rilevate in altre aree dell'Abruzzo adriatico-collinare (sui 600–700 mm annui). Sono quindi evidenti le influenze mediterranee sul clima di Penne, che mitigano i rigori invernali e la calura estiva. Tuttavia dal punto di vista pluviometrico Penne si colloca nella linea di confine tra un clima di tipo clima subtropicale umido e di tipo mediterraneo. Durante i mesi estivi le precipitazioni sono comunque rare e prevalentemente a carattere temporalesco.
Storia
Epoca preromana dei Vestini
Penne sorge in una zona la cui frequentazione da parte dell'uomo risale almeno al Neolitico Medio come documentato da diverse scoperte archeologiche. Antica capitale della popolazione italica dei Vestini, deve il suo toponimo al termine "pinna", inteso in senso di sommità, altura. La struttura urbana, infatti, si articola su quattro colli: Colle Sacro, Colle Romano, Colle Castello e Colle Cappuccio. Essi sono rappresentati sullo stemma comunale da altrettante torri sovrastate a destra e, a sinistra, da due ali. L'impianto cittadino attuale è caratterizzato, soprattutto, dall'impronta edilizia del periodo medioevale, con strade strette, vicoli e case contraddistinti dall'uso del mattone a vista.
Epoca romana: la guerra sociale (91-88 a.C.) Conosciuta nell'antichità come Pinna, trova testimonianze storiche nei testi di Silio Italico, Plinio, Tolomeo, Vitruvio, Valerio Massimo, Frontino e Paolo Diacono. Durante la guerra civile fu distrutta da Silla.
Epoca medievale Penne "Città Ducale della Diocesi" Carlo Magno la dichiarò capitale della provincia e l'assoggettò al potere del Vescovo. Ruggero II la dichiarò città reale. Importante fu l'influenza della diocesi con la Cattedrale di San Massimo, che detenne il potere sul circondario del Giustizierato d'Abruzzo, costituito da Federico II di Svevia. Fu in rivalità con la Badia di Santa Maria Assunta in Picciano.
Nel Medioevo ebbe il suo apogeo anche la famiglia Aliprandi, unitasi con i De Sterlich, i cui nobili detennero il potere fino ai confini del Ducato di Atri.
Epoca Moderna: il dominio De Medici Concessa con titolo di ducato nel 1522 da Carlo V ad Alessandro de' Mediciv. voce in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. II, passò poi nel 1539 nel patrimonio di Margherita d'Austria sposatasi con Ottavio Farnese rimanendo nel dominio della famiglia Farnese e successivamente della famiglia dei Borbone di Napoli.
Epoca Borbonica (XVIII-XIX secolo)
Fu, durante la secolare appartenenza al Regno di Napoli (divenuto poi Regno delle Due Sicilie nel 1816), capoluogo di Distretto fino al 1837. Cessò di esserlo per punizione del governo borbonico a causa dei moti risorgimentali accaduti in quell'anno, in cui otto tra gli insorti vennero fucilati a Teramo. Penne eresse in loro memoria il monumento in Piazza XX Settembre. La cittadina divenne poi capoluogo di circondario amministrativo nell'ambito della provincia di Teramo fino al 1926.
Dominio degli Aliprandi (XVI-XVIII secolo)
Un ramo della famiglia Aliprandi, originaria di Milano, si trasferì in Abruzzo con Giovanni che, in qualità di maggiordomo e confidente personale di Margherita d'Austria, la seguì intorno al 1575. Il figlio di Giovanni, Odoardo, si stabilì a Penne dopo aver ricevuto riconoscimenti e privilegi da Filippo II, re di Spagna. Nel 1670, Antonio, figlio di Odoardo, ebbe il possesso del feudo di Nocciano. Gli Aliprandi si estinsero nel 1910 con la morte del barone e parlamentare Diego.Aliprandi De Sterlich
La Seconda Guerra Mondiale Il 24 gennaio del 1944 subì un bombardamento alleato che danneggiò gravemente la Cattedrale, l'ospedale e distrusse il teatro comunale e altri edifici civili del quartiere del Colle. Successivamente la Cattedrale è stata ricostruita nel corpo centrale rispettando lo stile barocco e medievale.
XX secolo La città è la quinta della Provincia di Pescara per popolazione, dopo Pescara, Montesilvano, Spoltore e Città Sant'Angelo. Negli anni '60 vi fu costruito un polo ambulatorio. Mantenendo il centro storico intatto, un ramo dell'economia locale è il turismo. Infatti Penne fa parte del club dei "Borghi più belli d'Italia". Altro settore economico è l'agricoltura.
A partire dagli anni 60, nel sottostante bacino del fiume Tavo venne sistemato uno sbarramento artificiale dando luogo al Lago di Penne, al cui interno è stata formata una rinomata oasi naturalistica.
Monumenti e luoghi di interesse
Il centro storico è posto sopra due colli, collegati dal corso Emilio Alessandrini, chiamati Colle Sacro e Colle Castello. Nel primo colle si trovano la Cattedrale di San Massimo e Santa Maria degli Angeli, la chiesa di Sant'Agostino e il complesso di San Giovanni Battista. Uno degli ingressi principali al centro storico è la monumentale Porta San Francesco. Risalendo il corso, presso Colle Castello, si trovano la Piazzetta Santa Croce con la chiesa omonima, il complesso parrocchiale di San Domenico e il corso dei Vestini, dove si affacciano numerosi palazzi gentilizi, come Palazzo Aliprandi, Palazzo De Cesaris, Palazzo Scorpione, Palazzo Margherita d’Austria.
Architetture religiose
Duomo di Penne: è la Concattedrale dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne, è dedicata a San Massimo Levita e Santa Maria degli Angeli, di origine anteriore al Mille. Cripta del X-XI secolo. Benché sia molto antica, eretta nel VII secolo sul Colle Sacro, sopra un tempio romano, venne restaurata una prima volta nel XIII secolo, quando vi vennero traslate le reliquie del santo, e successivamente rifatta in forme barocche nel Settecento. Dopo il bombardamento del 1944 che la danneggiò gravemente, la chiesa fu ripristinata in un ipotetico stile romanico, con una pianta longitudinale a croce latina, con bracci del transetto sporgenti, e facciata pseudo-romanica, con portale gotico duecentesco e rosoncino superiore. L'interno a tre navate con abside semicircolare ha perso le caratteristiche del gusto barocco, e di originale si conserva la cripta romanica, che ospita opere come l'altare maggiore del 1180, il Crocifisso del XIV secolo, un recinto presbiteriale con motivi animalistici del IX secolo, e il busto di San Massimo del 1762.
Chiesa di Santa Croce: la chiesa è posta al margine nord-ovest del centro storico, a ridosso della cinta muraria del quartiere Castello. Infatti il fronte laterale è inglobato nelle case-mura che precedono Porta Santa Croce, o Porta da Capo. La preesistente chiesa di Sant'Erasmo è documentata sin dal 1324, e venne ricostruita nel XVI secolo, e ampliata in epoca barocca. La facciata è realizzata nel XVIII secolo, a vela rispetto alla retrostante copertura, ed è incorniciata da due lesene che correggono una trabeazione curvilinea. Ai lati si aprono due porte di ingresso, sormontate da due semplici oculi circolari. Conclude il fronte sopra la trabeazione un campanile a vela centrale. L'interno della chiesa ha un rivestimento in intonaco bucciato bianco, sotto il notevole strato sono stati riportati alla luce parte di un arco a tutto sesto e le cornici delle finestre in laterizio. Sul presbiterio c'è il bell'altare ligneo dorato settecentesco, con tela della Deposizione. La chiesa è una delle tappe fondamentali della Processione del Cristo Morto, come dimostra la stessa croce ornamentale della facciata, in legno con i simboli della Passione.