LOssezia del SudMassimo Nava,, Fazi Editore, 2013, ISBN 978-88-76-25329-4.John Noble; Michael Kohn; Danielle Systermans,, EDT srl, 2012, ISBN 978-88-66-39040-4, p.95.Michele Zanzucchi,, Città Nuova, ISBN 978-88-31-11969-6, pp.43-44. (; ), ufficialmente Repubblica dell'Ossezia del Sud - Stato di Alania (; è uno Stato a riconoscimento limitato del Caucaso meridionale.

L'Ossezia del Sud è rivendicata dalla Georgia, ma de facto è uno stato separatista che ha proclamato la propria indipendenza nel 1990.

La capitale è Tskhinvali (38 000 abitanti), la quale sorge sul versante meridionale del Gran Caucaso ed è un notevole mercato agricolo. Dal 1934 al 1961 la capitale si chiamò StalinirJohn Everett-Heath, (IV edizione), Oxford University Press, 2018, ISBN 978-01-92-56243-2., dal 2020 il nome Staliniri è utilizzato nelle festività per la grande guerra patriottica del 9 maggio e del 22 giugno.

Nel 1991 un fortissimo terremoto causò la morte di sessantatré persone e la distruzione della città di Jawa, inoltre ci furono danni a Tskhinvali ed in altre città.

Dal 2011 il russo è la seconda lingua ufficiale usata nel paese mentre la prima è l'osseto. All'epoca dell'Unione Sovietica una certa autonomia permetteva l'insegnamento e l'utilizzo della lingua osseta; successivamente alla dissoluzione dell'URSS, il russo diventerà l'unica lingua ufficiale.

Il 31 marzo 2022, l'allora presidente dell'Ossezia del Sud, Anatolij Bibilov, ha dichiarato che un referendum per l'entrata nella Federazione Russa si sarebbe tenuto poco tempo dopo. La data era stata stabilita per il 17 luglio 2022. Il referendum però è stato annullato dal nuovo presidente Alan Gagloev. Nel 2024 sono ripresi i dialoghi per l'annessione alla Russia.

Storia L'età medievale e l'inizio dell'età moderna

Gli Osseti sono in origine discendenti degli Alani e dei Sarmati - una tribù dell'Asia centrale.Wojciech Górecki, , Pearson Italia S.p.a., 2007, ISBN 978-88-42-42085-9 p. 85. Divennero cristiani durante il Medioevo, sotto l'influenza georgiana. Durante la dominazione mongola, furono espulsi dalla loro terra d'origine medievale, a sud del fiume Don, nell'attuale Russia, e deportati verso i monti del Caucaso, e verso la Georgia,David Marshall Lang, The Georgians, New York, p. 239. dove formarono tre distinte entità territoriali:

Digor, nell'Ovest, sotto l'influenza del vicino popolo cabardino, che introdusse l'Islam; Tualläg nel Sud, che diventò ciò che è oggi l'Ossezia del Sud, parte della storica comunità georgiana di Samachablo;Roger Rosen, History of Caucasus Nations, London, 2006 Iron nel Nord, nel territorio dell'attuale Ossezia del Nord, sotto dominio russo dal 1767.

La dominazione russa e sovietica

La moderna Ossezia del Sud fu annessa dalla Russia in seguito alla prima guerra russo-persiana. Dopo la Rivoluzione russa, l'Ossezia del Sud divenne parte della menscevica Repubblica Democratica di Georgia, della quale il Nord a sua volta divenne parte della Repubblica Sovietica del Terek. L'area vide brevi scontri tra le forze governative georgiane e gli osseti, che chiedevano l'indipendenza. L'aggressione dei georgiani (negli anni 1918-1921) lasciò già allora i segni profondi e cruenti sui rapporti di questi popoli.

Il governo sovietico georgiano, istituito dall'11º reggimento dell'Armata Rossa nel 1921, creò l'oblast' autonoma dell'Ossezia del Sud nell'aprile 1922. Sebbene gli osseti avessero una loro lingua, il russo e il georgiano furono garantite come lingue amministrative dell'oblast'.D.M. Lang, History of Modern Georgia, 1963

L'indipendenza: la prima guerra con la Georgia

Prima di allora, le due comunità avevano vissuto in pace con l'unica eccezione del conflitto del 1920. Entrambi i gruppi etnici avevano un alto livello di interazione e un alto tasso di matrimoni interetnici. Nello stesso anno, l'influente Fronte Popolare dell'Ossezia del Sud (Ademon Nykhas) richiese l'unificazione con l'Ossezia del Nord come un mezzo per difendere l'autonomia osseta. Il 10 novembre 1989, il Soviet Supremo dell'Ossezia del Sud inviò un appello per l'unione dell'Ossezia del Sud con la repubblica autonoma dell'Ossezia del Nord, appartenente alla Russia, in un'unica repubblica autonoma. Il giorno dopo, il Soviet Supremo della Georgia reagì limitando l'autonomia dell'Ossezia del Sud e il Parlamento autorizzò la soppressione dei quotidiani e delle dimostrazioni. La tensione nella regione aumentò insieme all'incremento dei nazionalismi tra georgiani e osseti nel 1989.

Dopo l'indipendenza della Georgia nel 1991, grazie al leader nazionalista Zviad Gamsakhurdia, il governo georgiano dichiarò la lingua georgiana come l'unico idioma amministrativo permesso nel Paese. Durante l'era sovietica invece, come lingue ufficiali della Repubblica socialista sovietica georgiana vi erano il georgiano e il russo, come assicurato dalle due costituzioni della RSS nel 1936 e nel 1979. La decisione del 1991 causò un forte sconcerto nell'Ossezia del Sud, i cui leader chiesero che la lingua osseta diventasse l'idioma del loro Stato. La minoranza osseta continuò a godere di un alto livello di autonomia, ma dovette confrontarsi con il crescente sentimento nazionalista della maggioranza georgiana. Violenti scontri animarono la fine del 1991, durante i quali molti villaggi sudosseti furono attaccati e dati alle fiamme, così come subirono attacchi case e scuole georgiane a Tskhinvali, capoluogo dell'Ossezia del Sud. In conseguenza di questi scontri, circa 1 000 persone persero la vita e tra i 60 000 e i 100 000 profughi lasciarono la regione, rifugiandosi lungo il confine con l'Ossezia del Nord e nel resto della Georgia. Molti profughi furono accolti nelle aree disabitate dell'Ossezia del Nord, dalle quali Stalin attuò l'espulsione degli ingusci nel 1944, a risoluzione del conflitto tra osseti e ingusci. Solo il 15% della popolazione osseta vive oggi nell'Ossezia del Sud.

Nel 1992, la Georgia è stata costretta ad accettare un "cessate il fuoco". Il governo georgiano e gli indipendentisti dell'Ossezia del Sud raggiunsero un accordo per evitare l'uso della forza tra di loro. Fu istituita una forza di peacekeeping costituita da osseti, russi e georgiani. Il 6 novembre 1992 l'OSCE organizzò una missione in Georgia per monitorare le operazioni di peacekeeping. Da allora fino alla metà del 2004, l'Ossezia del Sud è stato un territorio pacifico. Nel giugno 2004, è riesplosa la tensione a causa dell'ultra-nazionalismo di Saakashvili, Presidente della Georgia, sostenuto nella sua politica aggressiva dagli Stati Uniti e dai loro alleati. Prese di ostaggi, sparatorie e occasionali bombardamenti hanno lasciato decine di morti e feriti. Un cessate il fuoco fu raggiunto il 13 agosto, ma è stato ripetutamente violato da parte di Tbilisi.

Sebbene ci fossero periodicamente colloqui tra le due parti, alcuni progressi sono stati realizzati dal governo di Eduard Shevardnadze. Il suo successore Mikheil Saakašvili (eletto nel 2004) ha invece fatto della riaffermazione dell'autorità del governo georgiano una priorità politica. Dopo aver posto fine all'indipendenza de facto della provincia dell'Agiaria nel Sud-ovest nel maggio 2004, ha provato a imporre una soluzione simile all'Ossezia del Sud. Dopo gli scontri del 2004, il governo georgiano ha intensificato gli sforzi per portare il problema all'attenzione della comunità internazionale. Il 25 gennaio 2005, il presidente Saakashvili presentò il piano georgiano per la risoluzione del conflitto in Ossezia del Sud all'assemblea del Parlamento del Consiglio d'Europa, riunito a Strasburgo. Nell'ottobre dello stesso anno, il governo degli Stati Uniti e l'OSCE espressero il loro supporto al piano d'azione georgiano presentato dal Primo ministro Zurab Noghaideli al Consiglio permanente dell'OSCE a Vienna il 27 ottobre 2005. Il 6 dicembre il Consiglio dei ministri dei paesi dell'OSCE, riunito a Lubiana, adottò all'unanimità una risoluzione a supporto del piano di pace georgiano, che fu successivamente respinta dall'autorità de facto dell'Ossezia del Sud.

Il 26 agosto 2006, un'alta delegazione di senatori statunitensi, guidata dal senatore dell'Arizona John McCain effettuò una visita sulle zone del conflitto georgiano-osseto. Il gruppo visitò Tskhinvali e incontrò il governatore de facto Ėduard Kokojty. Parlando della sua visita a Tskhinvali, il senatore McCain disse che il viaggio era stato "per niente produttivo". Le sue parole furono:

Due giorni dopo, il 28 agosto, il senatore Richard Lugar, visitando la capitale georgiana Tbilisi, incontrò i politici georgiani sui problemi della missione di peacekeeping russa, affermando che "l'amministrazione USA sostiene la determinazione del governo georgiano al ritiro delle forze di peacekeeping russe dalle zone di conflitto in Abcasia e nel distretto di Tskhinvali". L'11 settembre 2006, il comitato per la stampa e l'informazione dell'Ossezia del Sud annunciò che la repubblica avrebbe indetto un referendum di indipendenza il 12 novembre 2006 (il primo referendum non fu riconosciuto valido dalla comunità internazionale nel 1992). Gli elettori avrebbero deciso se l'Ossezia del Sud avrebbe potuto preservare o meno il suo status de facto di Stato indipendente. La Georgia denunciò la mossa come un'"assurdità politica". A ogni modo,

Il 13 settembre 2006 il Rappresentante Speciale dell'Unione europea per il Caucaso meridionale, Peter Semneby, mentre visitava Mosca, disse: "i risultati del referendum sull'indipendenza dell'Ossezia del Sud non avranno significato per l'Unione Europea". Peter Semneby aggiunse anche che questo referendum non avrebbe contribuito al processo di risoluzione pacifica del conflitto nell'Ossezia del Sud. Il 5 ottobre 2006, Javier Solana, Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione europea, espresse la possibilità di rimpiazzare i peacekeepers russi con una forza dell'UE. Oltre a ciò, il 10 ottobre, l'inviato dell'UE per il Caucaso meridionale Peter Semneby ammise che "Le azioni della Russia nel caso di spionaggio con la Georgia hanno danneggiato la sua credibilità come peacekeeper neutrale presso i paesi dell'UE vicini al Mar Nero"., EUobserver, October 10 2006.

Gli Osseti del Sud approvarono quasi all'unanimità il referendum del 12 novembre 2006, optando per l'indipendenza dalla Georgia. Il referendum fu estremamente popolare, con una percentuale di vittoria tra il 98 e il 99% delle preferenze; sventolii di bandiere e feste di celebrazione si ebbero in tutta l'Ossezia del Sud, ma dovunque gli osservatori furono poco entusiasti. I critici internazionali hanno affermato che la mossa avrebbe potuto aggravare le tensioni regionali, e il governo di Tbilisi in effetti, non ne riconobbe l'esito. "Tutti hanno bisogno di capire, una volta e per sempre, che nessun tipo di referendum o elezioni spingerà la Georgia a rinunciare a ciò che appartiene al popolo georgiano per volere di Dio", dichiarò Georgi Tsagareishvili, leader del blocco degli industriali nel parlamento georgiano. Il 13 novembre, Terry Davis, segretario generale del Consiglio d'Europa a 46 nazioni, definì il referendum sull'indipendenza come "non necessario, inutile e ingiusto" perché alle persone di etnia georgiana non fu concesso il diritto di votare perché nella gran parte non sono in possesso del passaporto dell'Ossezia del Sud (necessario per il voto).

La situazione è rimasta tesa ma tendenzialmente pacifica sino all'inizio di agosto 2008, anche se Mosca e Tskhinvali vedevano il riarmo georgiano con preoccupazione. Nell'ultimo anno la Georgia aveva acquistato gli aerei d'attacco di produzione russa Su-25 dalla Repubblica di Macedonia e dalla Bulgaria e gli elicotteri, anch'essi di produzione russa, Mi-8 dall'Ucraina. Queste armi sono state trasportate con l'aiuto dei Marines statunitensi. Il governo georgiano, dal canto suo, protestava con forza contro la continua crescita economica della Russia e la sua presenza politica e militare nella regione.