Giasone e Pelia è un affresco rinvenuto nella casa di Giasone a Pompei e custodito all'interno del Museo archeologico nazionale di Napoli.
Storia e descrizione L'affresco venne realizzato nel primo quarto del I secolo, tra il 20 e il 25, nella parte mediana della parete ovest del triclinio della casa di Giasone, stesso ambiente dal quale proviene Fenice, Achille e Pentesilea.; a seguito degli scavi archeologici che interessarono la casa, l'opera venne staccata dalla sua collocazione originale per realizzarne un quadro.
Il tema dell'opera è quello del mito di Giasone: proprio da questo affresco la casa prende il nome, sostituendo quello iniziale di Amore fatale. La scena raffigurata è l'arrivo di Giasone presso la corte Pelia durante un sacrificio e segue il classico schema ellenistico piramidale, alla cui sommità è dipinto Pelia tra le due figlie, vestito con tunica, mantello rosso e un doppio kolpos, che guarda confuso Giasone, posto nel vertice di destra, vestito con una clamide rossa a bordo turchino, un solo sandalo al piede, particolare il quale nella profezia indica colui che usurperà il trono al re e nella mano destra un bastone. Accanto a Giasone è l'officiante, con corona di foglie sul capo, la quale sta posando una patera sull'altare dove deve svolgersi il sacrificio: presso la mensa sono riconoscibili anche un ramo di alloro, un oinochoe e una situla. Nel vertice sinistro invece è un altro officiante, sempre con corona di foglie nel capo, il quale porta per le corna il toro da sacrificare a Poseidone. Lo sfondo è rappresentato da un tempio, dipinto però con una prospettiva sbagliata. Probabilmente questo affresco ispirò quello presente nella casa degli Amorini Dorati.
Note
Bibliografia
Voci correlate Catalogo della sezione affreschi del Museo archeologico nazionale di Napoli
Altri progetti
Categoria:Affreschi di Pompei Categoria:Dipinti nel Museo archeologico nazionale di Napoli Categoria:Dipinti a soggetto mitologico