La rivolta di Varsavia (in polacco: powstanie warszawskie) fu l'azione insurrezionale intrapresa dall'Esercito nazionale polacco che fra il 1º agosto e il 2 ottobre 1944 tentò di contendere il possesso della capitale polacca all'esercito d'occupazione tedesco, allo scopo di liberare la città di Varsavia prima dell'arrivo dell'Armata Rossa sovietica, giunta ormai alle porte della città dopo le grandi vittorie dell'offensiva estiva sul fronte orientale.
L'insurrezione ottenne inizialmente alcuni limitati successi e sorprese la guarnigione tedesca mettendo in difficoltà l'esercito tedesco nei primi giorni, dato che la Wehrmacht all'inizio della rivolta era impegnata in un deciso contrattacco sul fronte della Vistola contro le unità corazzate sovietiche della 2ª Armata carri della Guardia che, giunte nel sobborgo varsaviano di Praga, furono temporaneamente bloccate e respinte a Radzymin e Wolomin. I rivoltosi quindi dovettero affrontare la violentissima repressione organizzata dal comando tedesco con l'intervento di brutali unità specializzate delle Waffen-SS, e rinforzi di fanteria, artiglieria e mezzi corazzati della Wehrmacht. Dopo due mesi di sanguinosi combattimenti, la rivolta venne annientata e i tedeschi distrussero Varsavia.
Le cause del tragico fallimento dell'insurrezione, spietatamente schiacciata dalle forze tedesche, nel dopoguerra vennero principalmente ricondotte da alcune correnti storiografiche al mancato soccorso ai rivoltosi da parte di Iosif Stalin, deciso a far fallire la rivolta e a indebolire le forze nazionaliste polacche fedeli al governo in esilio a Londra, ma sono tuttora materia di vivaci diatribe storico-politiche.
La resistenza nazionale polacca
Nascita del movimento di resistenza nazionale La campagna di Polonia, iniziata il 1º settembre 1939 con l'attacco della Wehrmacht tedesca, ebbe subito un andamento catastrofico per l'esercito polacco; in pochi giorni le Panzer-Division avanzarono in profondità, chiusero in grandi sacche le truppe polacche e assediarono Varsavia che si arrese all'inizio di ottobre 1939. I soldati polacchi si batterono con grande valore, ma l'incolmabile inferiorità tecnologica e i gravi errori strategici e tattici dei generali non permisero di evitare una sconfitta totale e l'occupazione del paese; i capi politico-militari e una piccola parte delle truppe riuscirono a fuggire attraverso il confine rumeno e raggiunsero prima la Francia e poi la Gran Bretagna dove venne costituito un governo di esilio. Dal 17 settembre 1939 l'Armata Rossa era entrata nelle regioni orientali della Polonia secondo quanto previsto dal Patto Molotov-Ribbentrop, occupando praticamente senza resistenza le aree abitate in maggioranza da ucraini e bielorussi, appartenute all'Impero zarista. Furono catturati dai sovietici circa 217 000 ufficiali e soldati polacchi.
I militari polacchi non rinunciarono a continuare la lotta anche in patria contro la Germania e fin dal 3 ottobre 1939 venne costituita segretamente a Varsavia la prima organizzazione clandestina, il "Servizio per la vittoria della Polonia" (Służba Zwycięstwu Polski, SZP) sotto la guida del generale Michał Tokarzewski-Karaszewicz e del colonnello Stefan Rowecki.. Nel novembre 1939 l'energico generale Władysław Sikorski, capo politico e militare del governo polacco in esilio, prese la decisione di potenziare il movimento di resistenza clandestino, trasformando lo SZP nel Związek Walki Zbrojnej, ZWZ, "Unione per la lotta armata", guidato in occidente dal generale Kazimierz Sosnkowski e operativamente in Polonia dal capace colonnello Rowecki.
Lo ZWZ doveva avere le caratteristiche di una organizzazione patriottica, senza inclinazioni ideologiche, militare e clandestina, basata sulla rigida disciplina; dal punto di vista operativo lo ZWZ doveva al momento limitare la sua azione a operazioni di sabotaggio, cercando di evitare le rappresaglie del crudele nemico tedesco, e soprattutto doveva sviluppare accuratamente i preparativi necessari per una insurrezione generale in Polonia al momento più opportuno..
I piani per l'insurrezione furono preparati nel 1940 su iniziativa del colonnello Rowecki e avrebbero dovuto essere attivati nel caso di un crollo, piuttosto improbabile in quel momento, dell'esercito tedesco. Riguardo al problema dell'Unione Sovietica invece, un documento del ZWZ del febbraio 1941 ipotizzava tre diverse possibilità: la potenza comunista sarebbe rimasta neutrale fino al termine della guerra; oppure l'Unione Sovietica sarebbe entrata in guerra contro la Germania e avrebbe subito pesanti sconfitte, in questo caso il movimento clandestino polacco avrebbe dovuto scatenare l'insurrezione quando la Germania sarebbe stata sconfitta dagli eserciti anglo-americani, e avrebbe protetto i suoi confini contro i sovietici logorati dalla guerra con la Germania. Veniva infine presa in considerazione anche l'ipotesi che, in caso di guerra tedesco-sovietica, la potenza orientale avesse avuto la meglio arrivando fino in Polonia; in questo caso lo ZWZ sarebbe dovuto rimanere in rigorosa clandestinità e attendere che anche i sovietici si indebolissero..
La svolta decisiva dell'operazione Barbarossa iniziata il 22 giugno 1941, influenzò lo sviluppo del movimento di resistenza polacco; il generale Sosnkowski, accesamente anti-sovietico, si dimise e il generale Sikorski assunse anche il comando del ZWZ che il 14 febbraio 1942 prese la nuova denominazione di Armia Krajowa ("Esercito nazionale"); inoltre venne potenziata l'attività di sabotaggio nelle retrovie della Wehrmacht mentre rimase modesta l'attività partigiana soprattutto per evitare le rappresaglie tedesche. In questa fase l'andamento della guerra all'est, sembrava avverare le ipotesi più favorevoli per i dirigenti polacchi in esilio a Londra..
Verso la svolta della guerra
A partire dalla fine del 1941 comparvero i primi segni di un indebolimento generale della Germania nazista, e quindi presero vigore i preparativi del comando del AK per la prevista insurrezione generale; all'inizio del 1942 le valutazioni politico-militari del generale Sikorski prevedevano un fallimento dell'offensiva tedesca in Russia e quindi l'arresto dell'avanzata nazista, ma escludevano anche la possibilità di una vittoria sovietica sul Terzo Reich.. Di conseguenza la svolta decisiva sarebbe arrivata da occidente con il ritorno in Europa degli eserciti anglo-americani che avrebbero liberato il continente costringendo i tedeschi a ritirare il loro esercito dalla Russia; in quel momento il comando dell'AK avrebbe dovuto dare inizio all'insurrezione generale che avrebbe contribuito, in stretta collaborazione con gli eserciti alleati, alla distruzione della Germania.. Il problema del ruolo dell'Unione Sovietica in questi piani era messo da parte, ma in realtà il generale Rowecki era preoccupato per il "pericolo russo" che egli giudicava "possibile e gravissimo"; dopo la battaglia di Stalingrado sia Sikorski sia Rowecki dovettero prendere in considerazioni la concreta possibilità che fosse invece l'Armata Rossa a svolgere un ruolo decisivo nella sconfitta della Germania e che sarebbero stati i soldati sovietici a entrare per primi in Polonia da est..
Il generale Sikorski stabilì realisticamente che in questo caso sarebbe stata «una follia» pensare di opporsi militarmente all'Armata Rossa e che quindi l'Armia Krajowa avrebbe dovuto considerare i sovietici come alleati, avrebbe dovuto rivelare la sua rete clandestina e avrebbe partecipato alla guerra contro i tedeschi pur rivendicando i diritti territoriali polacchi prebellici.. Il generale Rowecki non concordava totalmente con le considerazioni del capo del governo polacco; egli riteneva che i sovietici fossero «il nemico n. 2» e che fosse importante scatenare l'insurrezione prima dell'arrivo dell'Armata Rossa nelle regioni orientali della Polonia come manifestazione politica e affermazione di sovranità in funzione anti-sovietica. Il generale Sikorski era più prudente e affermò che in caso di manifesta ostilità dell'Armata Rossa, sarebbe stato opportuno ritirare nell'interno del paese le formazioni dell'AK.
Tre avvenimenti improvvisi cambiarono le cose: il generale Rowecki venne catturato dai tedeschi a Varsavia il 30 giugno 1943 e fu deportato a Sachsenhausen dove sarebbe morto; il generale Sikorski morì in un misterioso incidente aereo sopra Gibilterra il 5 luglio 1943, mentre fin da 25 aprile 1943 il governo sovietico ruppe le relazioni diplomatiche con il governo polacco in esilio a causa dell'affare del massacro di Katyn'. Il nuovo capo del governo in esilio fu Stanisław Mikołajczyk, mentre come comandante in capo venne designato l'anti-sovietico generale Sosnkowski; l'Armia Krajowa in patria passò sotto la guida del generale Tadeusz Komorowski ("Bór") con sottocapo di stato maggiore il generale Leopold Okulicki; si trattava di personalità molto avverse all'Unione Sovietica..
La seconda metà del 1943 rese definitivamente evidente che l'Armata Rossa avrebbe vinto la guerra e che sarebbero stati i soldati sovietici a entrare in Polonia da est; il governo in esilio inviò quindi il 1º novembre 1943 una nuova istruzione alla dirigenza del AK in patria indicando che, nel caso molto probabile di una ritirata ordinata dei tedeschi attraverso il territorio polacco, sarebbe stato necessario rinunciare all'insurrezione generale e limitare l'azione al sabotaggio e alla diversione mantenendo la clandestinità delle rete organizzativa patriottica nei confronti delle autorità militari sovietiche. Il comando generale dell'Armia Krajowa tuttavia non condivideva queste istruzioni ambigue e alla fine del mese di novembre preparò nuove direttive per la cosiddetta operazione Burza ("Tempesta") che dopo un confronto con le autorità a Londra, venne approvata definitivamente il 18 febbraio 1944 con un ordine supplementare operativo del 23 marzo 1944.
L'operazione Burza prevedeva di contrastare le forze tedesche che si presumeva in ritirata, attaccando le retrovie; realisticamente si prevedeva che un'insurrezione non avrebbe potuto avere successo se non in caso di crollo completo dell'esercito tedesco; nel piano operativo inoltre si stabiliva che l'azione non avrebbe dovuto coinvolgere le grandi città e che in particolare Varsavia sarebbe stata esclusa. Nella direttiva venivano inoltre chiariti alcuni aspetti dell'atteggiamento da tenere nei confronti dell'esercito sovietico; era vietato tassativamente ogni atto di ostilità militare contro l'Armata Rossa, mentre invece i quadri e i dirigenti dell'Armia Krajowa avrebbero dovuto rivelare la loro esistenza e affermare nei confronti dei sovietici la loro autorità e legittimità sul territorio polacco prebellico, comprese le regioni accorpate all'Unione Sovietica nel 1939. La direttiva dell'operazione Burza non prevedeva aperta opposizione militare ai sovietici ma stabiliva che i combattenti del AK avrebbero dovuto agire soprattutto autonomamente con le proprie forze e che sarebbe stata ricercata in casi eccezionali, e solo con "estrema prudenza", la collaborazione dell'Armata Rossa..
1944
La guerra torna in Polonia