Lomicidio di Asunta Yong Fang Basterra Porto è un caso di cronaca spagnola avvenuto il 21 settembre 2013. Il cadavere della bambina di dodici anni è stato trovato a Teo, in Galizia, il 22 settembre 2013. Il caso ha ricevuto una particolare rilevanza per la giovane età della vittima e per il fatto che fosse una delle prime bambine cinesi adottate in Spagna. Alfonso Basterra Camporro e Rosario Porto Ortega, genitori adottivi di Asunta, sono stati incriminati per l'omicidio e accusati di aver drogato sistematicamente la bambina con del lorazepam per mesi, oltre che il giorno stesso dell'uccisione. Entrambi si sono dichiarati innocenti; al termine del processo, sono stati condannati a diciotto anni di carcere. Rosario Porto è morta suicida in prigione nel novembre 2020.

La famiglia Basterra Porto Asunta Basterra nacque come Fang Yong nel 2000 a Yongzhou, Hunan in Cina. All'età di nove mesi venne adottata da Alfonso Basterra Camporro (nato nel 1964) e María del Rosario Porto Ortega (1969–2020), una ricca coppia spagnola che viveva a Santiago de Compostela, Galizia. Asunta fu la prima bambina cinese ad essere adottata nella città di Santiago e una delle prime in tutta la Galizia. Pare che Asunta fosse una bambina particolarmente dotata essendo una talentuosa ballerina, violinista e pianista, oltre che essere avanti di una classe scolastica rispetto al suo anno. Per la ragazza era molto importante il legame con i nonni materni, che morirono l'anno prima della sua uccisione.

La madre adottiva di Asunta, Rosario Porto, proveniva da un'importante famiglia galiziana. Sua madre, María del Socorro Ortega Romero (1933 - 12 dicembre 2011), è stata una docente universitaria di storia dell'arte molto apprezzata. Suo padre, l'avvocato Francisco Porto Mella (18 dicembre 1925 - 26 luglio 2012), era console onorario di Francia. Entrambi sono morti improvvisamente a sette mesi di distanza in casa loro, rispettivamente nel 2011 e nel 2012.

Porto studiò giurisprudenza all'Università di Santiago de Compostela e dopo la laurea esercitò presso lo studio di suo padre. Affermò anche di aver frequentato la London High School of Law in Inghilterra, che The Guardian ha confermato non esistere. Nel 1997 venne nominata console di Francia, ereditando l'incarico dal padre. Porto incontrò il giornalista Alfonso Basterra, originario di Bilbao, nel 1990. I due si sposarono nel 1996 e andarono a vivere in un grande appartamento che era stato donato a Porto dai suoi genitori. Rosario soffriva di riacutizzazioni di lupus eritematoso, ragion per cui medici le sconsigliarono di portare avanti un'eventuale gravidanza. Per questa ragione, la coppia decise di avviare una procedura di adozione in Cina; nel 2001, si recarono in Cina e adottarono Asunta, che allora aveva nove mesi, dal Guiyang Welfare Institute.

Il 5 gennaio 2013 Alfonso scoprì che la moglie lo tradiva controllando la sua posta elettronica; tre giorni dopo, l'8, litigarono e si separarono. Inizialmente Rosario si sentì molestata dal marito, che le inviava continui messaggi di rimproveri e accuse, finché i due divorziarono consensualmente il 14 febbraio. Alfonso Basterra si rivolse a uno psicologo e con il tempo la coppia raggiunse un equilibrio: Alfonso si occupava con l'ex moglie di Asunta e, in cambio, riceveva un aiuto economico da parte di Rosario, che nel frattempo continuava a soffrire del lupus e di episodi depressivi. I due ex coniugi vivevano vicini e Asunta spesso passava da una casa all'altra percorrendo a piedi la breve distanza che le separava.

Il 26 giugno, Rosario venne ricoverata nel Dipartimento di Neurologia dell'Ospedale Clínico de Santiago a causa di un peggioramento della sua malattia, con vertigini, instabilità nella deambulazione e calo delle palpebre. Rimase in ospedale fino al 1º luglio. L'ex marito strinse un accordo informale con lei, ovvero occuparsi di lei e della figlia a condizione che interrompesse la relazione con il suo amante.

Ad agosto, Rosario soffriva ancora di depressione e ansia, quindi Alfonso si prese cura di lei. Asunta trascorse il mese lontana dai genitori, prima presso la madrina a Vilanova dal 30 luglio al 22 agosto, poi in campagna con la badante il 28 agosto. Lei e i suoi genitori si sentivano per telefono tutti i giorni e la bambina sembrava felice e spensierata.

L'aggressione ad Asunta La notte tra il 4 e il 5 luglio 2013, avvenne un episodio mai del tutto chiarito: secondo quanto raccontato da Rosario, tra le 2.30 e le 4:30 del mattino venne svegliata da dei rumori e, andando a controllare la stanza della figlia, vide un uomo descritto come di corporatura robusta e bassa statura con indosso guanti di lattice che stava strangolando Asunta. Rosario afferrò l'uomo per strapparlo via dalla bambina e lui scappò. Secondo la spiegazione di Rosario, l'aggressore sarebbe riuscito a entrare nell'appartamento perché le chiavi erano state lasciate nella porta.

L'elemento più sospetto dell'avvenimento è che Rosario non ha chiamato nessuno per chiedere aiuto, né ha sporto denuncia alle autorità. Il giorno seguente, Asunta scrisse su WhatsApp alla sua migliore amica che qualcuno aveva cercato di ucciderla quella notte, ma poi non ne parlò mai più. Durante una gita con un'amica e la madre di quest'ultima, la bambina raccontò loro quanto accaduto esprimendo angoscia, al che la madre dell'amica chiamò Rosario per spingerla a denunciare. Rosario disse di essersi diretta alla stazione di polizia di Santiago salvo cambiare nuovamente idea; mentì però alla madre dell'altra ragazza, dicendole di averlo fatto.

In seguito alla morte di Asunta, sono state date varie spiegazioni a quanto successo. Alcuni ritengono che l'aggressione sia stata una pura invenzione della madre, altri che si sia trattato di un primo tentativo di omicidio compiuto dalla madre o da entrambi i genitori, oppure che fosse una scusa per somministrare alla bambina il Lorazepam. Al processo, la vicina di Rosario sostenne di essere certa che nessuno fosse entrato in casa dei Porto quella notte, perché altrimenti i suoi cani avrebbero abbaiato.

La somministrazione del Lorazepam Il 9 luglio 2013, Asunta venne portata a un corso di musica da Basterra, accusando sonnolenza e vertigini. Il padre giustificò la cosa dicendo che Asunta soffriva per delle allergie e che per questo aveva preso dell'antistaminico che le aveva provocato degli effetti collaterali. Il 22 luglio accadde un avvenimento simile, quando l'istruttrice notò che Asunta era visibilmente mezza addormentata, faticava a camminare e non riusciva a eseguire i suoi esercizi. Chiedendo spiegazioni alla bambina, lei rispose che sua madre le somministrava una polvere bianca dal sapore disgustoso che la faceva dormire per ore.

L'omicidio I genitori di Asunta denunciarono la sua scomparsa alle 22:17 di sabato 21 settembre 2013. Quel pomeriggio avevano pranzato insieme a casa di Basterra e la telecamera di sorveglianza di una banca aveva ripreso la bambina alle 14:00, mentre camminava verso la casa di suo padre, e alle 17:21, quando tornò all'appartamento di Rosario. Porto venne inquadrata dalla stessa telecamera mentre tornava a casa alle 17:28.

Inizialmente Rosario Porto disse di essere uscita di casa intorno alle 19:00, lasciando Asunta a casa per fare i compiti, per andare da sola alla casa di campagna di famiglia a Teo, a circa venti minuti da Santiago; al suo ritorno, verso le 21:30, Asunta sarebbe risultata scomparsa. Porto quindi chiamò Basterra e diversi suoi amici, ma nessuno aveva visto la bambina.

La polizia analizzando le riprese delle telecamere di sicurezza di una stazione di servizio sulla strada, verificò che alle 18:20 Asunta era in auto assieme alla madre, contraddicendo la versione iniziale. Dopo che le è stato fatto notare, Rosario Porto ha cambiato la sua storia, affermando di aver portato Asunta con sé nella casa di campagna per breve tempo, riportandola subito a Santiago in quanto la bambina voleva fare i compiti. Porto disse di aver lasciato Asunta a casa, per poi dirigersi in un negozio di articoli sportivi. Dopo essersi accorta di aver dimenticato la borsa nella casa di campagna, si diresse a Teo per recuperarla, poi si recò a un distributore di benzina ma non fece il pieno perché si accorse di non avere la tessera sconto.

Gli investigatori esaminarono le riprese di trentatré telecamere di sicurezza a Santiago, senza trovare alcun video dell'auto di Porto su nessuna delle strade su cui affermava di aver guidato il pomeriggio della scomparsa di Asunta. Si concluse che Porto e Asunta potessero essere arrivati nella loro casa di Teo poco dopo le 18:00 e che Porto fosse uscita di casa intorno alle 21:00.

Intorno all'una di notte del 22 settembre 2013, il corpo di Asunta venne ritrovato da due ragazzi sul ciglio di una stradina di montagna nella parrocchia di San Simón de Ons di Cacheiras, nel comune di Teo, a cinque chilometri dal paese di Rosario Porto. I ragazzi allertarono i servizi di emergenza e, poco dopo, Porto e la polizia si recarono nella casa di campagna, dove fu chiesto alla donna di non toccare nulla, nel caso il posto fosse stato una scena del crimine. Porto disse di dover andare in bagno e salì al piano di sopra seguita da un agente, che la sorprese mentre cercava di recuperare il contenuto di un cestino nella camera da letto, al cui interno si trovava un pezzo di spago arancione, lo stesso tipo con cui era stato trovato legato il corpo di Asunta. Gli scienziati forensi non furono però in grado di stabilire se il pezzo appartenesse o meno allo stesso rotolo usato nel delitto.

Rispettivamente il 24 e il 25 settembre, Rosario e Alfonso furono arrestati e posti sotto indagini per il loro possibile ruolo nell'omicidio.

Nel giugno 2014, il giudice istruttore Vázquez Taín pose fine alle indagini preliminari del caso, dando il via all'apertura del processo. Nel mese di ottobre, la Sesta Sezione con sede a Santiago completò le procedure giudiziarie finali. La selezione della giuria popolare iniziò nel maggio 2015, con l'inizio del processo previsto tra il 23 giugno e il 17 luglio dello stesso anno, ma ci furono alcuni ritardi, ragion per cui ebbe inizio all'inizio di ottobre 2015, presso il Tribunale provinciale di A Coruña, con 84 testimoni e 60 periti.

Il 30 ottobre 2015, la giuria nominata dal Tribunale di Santiago de Compostela ha ritenuto all'unanimità sia Alfonso Basterra che Rosario Porto colpevoli dell'omicidio di Asunta Basterra. Nel maggio 2016, l'Alta Corte di Giustizia della Galizia corresse la sentenza e ritenne che non fosse dimostrato che Alfonso Basterra fosse salito in macchina e avesse accompagnato la madre; pertanto fu solo Rosario a essere accusata di aver ucciso Asunta, sebbene Alfonso fu comunque accusato di aver pianificato e collaborato all'omicidio. Nell'ottobre dello stesso anno, la seconda camera della Corte Suprema confermò la sentenza dell'Alta Corte di Giustizia della Galizia.

L'indagine sulla morte di Asunta venne chiamata Operación Nenúfar ("Operazione Ninfea") dagli investigatori, in quanto fu notata una similitudine tra il corpo della bambina al chiaro di luna e un fiore.Lo que la verdad esconde: Caso Asunta

Ricostruzione degli eventi Le attività di Rosario e Alfonso hanno potuto essere ricostruite nelle ore precedenti la scomparsa e la morte della figlia, grazie a testimonianze, telecamere di sorveglianza e registrazioni di telefoni e dispositivi digitali: