La provincia dell'Istria o provincia di Pola è stata una provincia italiana esistita dal 1923 al 1947. La sua targa automobilistica fu PL.
Nel 1938 la provincia era divisa in 42 comuni e aveva una superficie di 3.718,30 km² con una popolazione di 294.492 abitanti e una densità di 80 ab./km²Annuario Generale 1938-XVI, Consociazione Turistica Italiana, Milano 1938 pag. 661. Essendo stata istituita in età fascista, la Provincia di Pola non ebbe mai un suo consiglio provinciale né un presidente della provincia.
Tutti i comuni che facevano parte della Provincia di Pola al momento della sua soppressione fanno oggi parte della Croazia, ad eccezione di Capodistria con Maresego, Monte di Capodistria e Villa Decani, Erpelle-Cosina, Isola d'Istria e Pirano, appartenenti alla Slovenia.
Prefetti della provincia Alberto Giannoni, 8 febbraio 1923 - 10 gennaio 1925 Anselmo Cassini, 10 gennaio 1925 - 16 ottobre 1926 Enrico Cavalieri, 16 ottobre 1926 - 1º aprile 1928 Leone Leone, 1º aprile 1928 - 16 maggio 1931 Italo Foschi, 16 maggio 1931 - 10 settembre 1933 Oreste Cimoroni, 10 settembre 1933 - 21 agosto 1939 Renzo Chierici, 21 agosto 1939 - 5 dicembre 1941 Vincenzo Berti, 5 dicembre 1941 - 8 settembre 1943, destituito dalla Wehrmacht Emanuele Zannelli, 8 settembre 1943 - 18 ottobre 1943, nominato da Friedrich Rainer Ludovico Artusi, Capo della Provincia, 18 ottobre 1943 - 4 maggio 1945
Storia
La Provincia di Pola fu creata nel 1923 tramite regio decreto 18 gennaio 1923 n°53, a seguito dell'annessione dell'Istria all'Italia sancita dal Trattato di Rapallo (1920), cancellando il previgente Margraviato d'Istria del quale ereditò quasi lo stesso territorio. Ad essa appartenevano anche le isole del Quarnaro, Cherso e Lussino. A quel tempo comprendeva tutti i comuni istriani con l'eccezione di Muggia e altri piccoli comuni assegnati alla provincia di Trieste. La scelta di Pola come capoluogo, in luogo di Parenzo sede del margraviato, fu operata in ossequio alla retorica politica di espansione marinara del fascismo.Nello stesso anno vennero elevati al rango di capoluoghi altri due porti militari italiani, ossia La Spezia e Taranto. Nel 1924 il circondario di Volosca-Abbazia, esclusi i comuni di Castelnuovo d'Istria e Matteria, fu ceduto alla nuova provincia di Fiume.R.D.L. 22 febbraio 1924, n. 213. s:R.D.L. 22 febbraio 1924, n. 213 - Istituzione della provincia del Carnaro con capoluogo Fiume
Al momento dell'assegnazione delle sigle delle targhe automobilistiche con la riforma del codice della strada nel 1927, alla provincia di Pola fu assegnata la sigla PL.Dall'Annuario Generale 1929 del Touring Club Italiano a pag. 725 è citata Pola (PL). Queste sigle delle targhe sostituirono quelle in vigore fino al 1926, identificate da un numero di due cifre e Pola aveva il numero 70, quindi l'auto numero 100 di Pola sulla targa era codificata 70-100 (dall'Annuario del Touring del 1923-24 a pag. 165 nel paragrafo Numeri delle targhe d'auto e moto). Il principale quotidiano era pubblicato a Pola e si chiamava Il Corriere Istriano. Nel 1928 i comuni di Castelnuovo d'Istria e Matteria furono distaccati dalla provincia di Pola e assegnati a quella di Fiume.R.D.L. 4 ottobre 1928, n. 2370
Nel 1943 la provincia passò sotto il controllo della Wehrmacht che impose di affiancare al Capo della Provincia Ludovico Artusi un viceprefetto croato, Bogdan Mogorović.
Nel 1945 la provincia passò sotto l'occupazione dei comunisti titini che il 5 maggio ne proclamarono l'annessione alla Jugoslavia senza attendere i dovuti atti di diritto internazionale: tuttavia la reazione alleata costrinse i militari jugoslavi ad abbandonare almeno il capoluogo, sottoposto alla gestione diretta dell'AMGOT tramite un comandante distrettuale.
Suddivisione amministrativa All'atto dell'istituzione, la provincia era suddivisa in 6 circondari, a loro volta suddivisi in 15 mandamenti e 60 comuni, ricalcando sostanzialmente la ripartizione del vecchio margraviato: spicca infatti l'alto numero di circondari, del tutto fuori media, che tradiva il fatto di essere stati ricavati dai precedenti e più ristretti distretti austriaci. In seguito all'istituzione della Provincia di Fiume,Regio Decreto Legge 22 febbraio 1924 n°213 il circondario di Volosca-Abbazia, esclusi i comuni di Matteria e Castelnuovo d'Istria, venne assegnato a quella provincia portando il numero dei comuni a 42.Il circondario di Volosca-Abbazia comprendeva il mandamento di Volosca-Abbazia con Apriano, Bersezio del Quarnaro, Laurana, Moschiena e Volosca-Abbazia, e il mandamento di Bisterza con Berdo San Giovanni, Bisterza, Castel Iablanizza, Ceglie, Elsane, Fontana del Conte, Mattuglie, Monte Chilovi, Primano, Ratecevo in Monte, Sagoria San Martino, Smeria, Torrenova di Bisterza, più Matteria e Castelnuovo d'Istria solo per un anno.
circondario di Capodistria ex-mandamento di BisterzaAl momento dell'istituzione della provincia di Fiume, nel 1924, la ripartizione del territorio nazionale in mandamenti era stata appena abolita. Castelnuovo d'Istria, MatteriaComuni mantenuti in Provincia di Pola quando il resto del loro originario circondario, Volosca-Abbazia, andò a comporre la Provincia di Fiume nel 1924. Art.1 del Regio Decreto Legge 22 febbraio 1924 n°213. mandamento di Capodistria Capodistria, Erpelle-Cosina, Maresego, Paugnano, Villa Decani mandamento di Pinguente Pinguente, Rozzo, Silun Mont'Aquila mandamento di Pirano Isola d'Istria, Pirano circondario di Parenzo mandamento di Parenzo Orsera, Parenzo mandamento di Buie Buie d'Istria, Cittanova d'Istria, Grisignana, Umago, Verteneglio mandamento di Montona Montona, Portole, Visignano, Visinada circondario di Pisino mandamento di Pisino Antignana, Bogliuno, Draguccio, Gimino, Pisino, Valdarsa mandamento di Albona Albona, Fianona circondario di Pola mandamento di Pola Pola mandamento di Dignano Barbana d'Istria, Dignano d'Istria, Sanvincenti mandamento di Rovigno Canfanaro, Rovigno, Valle d'Istria circondario di Lussino mandamento di Lussino Lussingrande, Lussinpiccolo, Ossero mandamento di Cherso Cherso
Gli anni successivi portarono nuove modificazioni. Nel 1924 da Ossero fu staccata Neresine. Nel 1928 il comune di Draguccio fu annesso a Pisino. Nello stesso anno il governo ripensò la sua decisione su Matteria e Castelnuovo d'Istria, che vennero spostate in Provincia di Fiume.R.D.L. 4 ottobre 1928, n°2370 Ai 40 comuni residui, negli anni Trenta ne vennero aggiunti due nuovi, ossia la nuova località turistica di Brioni Maggiore e quella mineraria di Arsia, chiudendo il totale dei municipi a quota 42.
Elenco dei comuni N. Nome italiano Codice catastale Stato attuale Comune attuale Eventi accaduti durante il periodo di appartenenza all'Italia 1 Albona A170 AlbonaSanta Domenica 2Antignana A311 AntignanaSan Pietro in Selve 3 Arsia A442 Arsia Comune staccato da Albona istituito nel 1937 4Barbana d'Istria A624 Barbana 5Bogliuno A924 Lupogliano 6Brioni Maggiore B186 Pola Comune staccato da Pola istituito nel 1934 7Buie d'Istria B260 Buie 8Canfanaro B601 Canfanaro 9Capodistria B665 Capodistria Nel 1910 aveva il 78,8% di popolazione italiana ed il 19,2% slovena.10Cherso C601La frazione di San Martino in Valle ha un proprio codice catastale (H993). Cherso 11Cittanova d'Istria C748 Cittanova 12Dignano d'Istria D301 Dignano -Draguccio D362 Cerreto Già frazione di Pinguente sotto l'AustriaComune soppresso e annesso a Pisino nel 192813Erpelle-Cosina D425 Erpelle-Cosina Già Occisla-Clanzo prima del fascismo14Fianona D563 Chersano 15Gimino E032 Gimino 16Grisignana E183La frazione di Piemonte d'Istria ha un proprio codice catastale (M296). Grisignana 17Isola d'Istria E355 Isola 18Lussingrande E765 Lussinpiccolo 19Lussinpiccolo E766 Lussinpiccolo Nel 1921 aveva il 68% di popolazione italiana e il 15% croata.20Maresego E942 Capodistria 21Montona F683 MontonaCaroiba 22Neresine F869 Lussinpiccolo Comune staccato da Ossero istituito nel 192423Orsera G127 OrseraSan LorenzoFontane 24Ossero G177 Lussinpiccolo 25Parenzo G322 ParenzoTorre-Abrega Nel 1921 aveva il 75% di popolazione italiana, il 5% slovena e il 20% croata.26Paugnano G380 / F485G380 Paugnano, F485 Monte di Capodistria. Capodistria Ridenominato Monte di Capodistria nel 192727Pinguente G675 Pinguente 28Pirano G700 Pirano 29Pisino G709 PisinoGallignanaPedena Nel 1921 aveva il 39% di popolazione italiana, il 2,5% slovena e il 57% croata.30Pola G778La frazione di Fasana ha un proprio codice catastale (D507). PolaFasanaLisignanoMarzanaMedolino Nel 1921 aveva il 71% di popolazione italiana e il 20% croata.31Portole G915 Portole 32Rovigno H619 Rovigno Ridenominato Rovigno d'Istria nel 192433Rozzo H624 Pinguente 34Sanvincenti I386 Sanvincenti 35 Silun Mont'Aquila I733 / E440I733 Silun Mont'Aquila, E440 Lanischie. Lanischie Già frazione di Pinguente sotto l'AustriaGià Slum prima del fascismoRidenominato Lanischie nel 192936Umago L491 Umago 37 Valdarsa L533 Chersano Già frazione di Bogliuno sotto l'AustriaGià Susgnevizza prima del fascismo38Valle d'Istria L602 Valle 39Verteneglio L793 Verteneglio 40Villa Decani L932 Capodistria Già Decani prima del fascismo41Visignano M074 Visignano Ridenominato Visignano d'Istria nel 192542Visinada M075 VisinadaCastellier-Santa Domenica
Geografia Monti Monti oltre i 1000 m Denominazione Altezza (m) Luogo Monte Maggiore1.396 mMonti della Vena Alpe Grande1.271 mMonti della Vena Monte Sega1.234 mMonti della Vena Monte Aquila1.106 mMonti della Vena Monte Taiano1.028 mMonti della Vena Monte Sabni1.024 mMonti della Vena
Fiumi Dragogna Quieto Arsa
Isole Cherso Lussino Brioni Unie Sansego Asinello Levrero
Laghi Lago di Vrana nell'isola di Cherso Lago d'Arsa in Istria, prosciugato nel 1931
Infrastrutture Strade La provincia era percorsa dalle seguenti strade statali:
Strada statale 14 della Venezia Giulia Strada statale 15 Via Flavia Strada statale 15 Via Flavia dir Strada statale 15 Via Flavia racc Strada statale 59 di Bisterza Strada statale 60 del Monte Maggiore Strada statale 61 Liburnica
Ferrovie Ferrovia Parenzana Ferrovia Istriana
Porti Capodistria Cherso Cittanova d'Istria Isola d'Istria Lussinpiccolo Parenzo Pirano Pola Rovigno Umago
Demografia
Sotto il Regno d'Italia gli abitanti della provincia di Pola erano in maggioranza etnicamente italiani. Il censimento del 1921 rilevò le seguenti presenze: 199.942 italiani (67%) e 90.262 croati (23%), più un 9% fra tedeschi e sloveni, principalmente ex-dipendenti pubblici austriaci. Nella città di Pola si avevano abitanti 49.323, di cui 41.125 italiani (91%) e 5.420 croati (9%). Era presente nella provincia anche una piccola comunità istrorumena, concentrata intorno al comune di Valdarsa.
Cultura Quasi tutta la popolazione della Provincia professava la religione cattolica e dipendeva da due diocesi: quella di Trieste e Capodistria (per il territorio verso nord) e quella di Parenzo e Pola (per quelli più a sud), all'epoca entrambe suffraganee dell'Arcidiocesi di Gorizia. A Peroi risiedeva una cospicua comunità di rito greco-ortodosso.
La lingue in uso erano: l'italiano, unica lingua ufficialmente riconosciuta l'istro-veneto, conosciuto un po' ovunque, ma parlato in prevalenza in tutta la fascia costiera settentrionale e occidentale (massime nelle cittadine litoranee da Capodistria a Pirano e giù fino a Pola e in quelle vicine alla costa, come Buie, Grisignana, Visinada, Valle, Dignano, Gallesano, ecc.), così come in diversi dei principali agglomerati dell'entroterra (Portole, Montona, Pinguente, Pisino, Albona, ecc.) l'istrioto, sovrapposto all'istro-veneto nel triangolo tra Rovigno, Gallesano e Pola (quest'ultima perlopiù esclusa) lo sloveno e dialetti riconducibili al suo gruppo (savrino e risano), prevalentemente nell'entroterra settentrionale