Die Pfeffermühle (trad.: Il macinapepe) è il nome di un cabaret politico antinazista fondato a Monaco nel 1933 dai fratelli Erika e Klaus Mann, l'attrice di successo Therese Giehse e il compositore e pianista Magnus Henning..
Mise in scena il suo primo spettacolo il 1º gennaio 1933 al Bonbonnière, nel centro storico di Monaco, vicino all'Hofbräuhaus, la birreria punto di ritrovo dei nazionalsocialisti, in cui Hitler aveva tenuto i suoi primi discorsi. Dopo due mesi di attività, gli arresti seguiti all'incendio del Reichstag, la nomina di Ritter von Epp a Reichskommissar della Baviera e le pesanti violenze e intimidazioni nei confronti degli ebrei, costrinsero gran parte della compagnia a lasciare la Germania..
Nel settembre dello stesso anno il Pfeffermühle riprese la sua attività a Zurigo, in Svizzera, diventando il primo teatro in esilio di lingua tedesca.
L'ultima delle oltre mille rappresentazioni messe in scena in Europa ebbe luogo a Salisburgo il 4 agosto 1936.. Dopo aver tentato l'avventura negli Stati Uniti, dove era emigrata parte della troupe per sfuggire alle persecuzioni naziste, non avendo ottenuto il successo sperato, il Pfeffermühle si sciolse nel febbraio del 1937.
Storia
Il primo a maturare l'idea di fondare un cabaret letterario concepito come cabaret politico, da cui sarebbe poi nato Die Pfeffermühle, fu il compositore e pianista Magnus Henning, amico di Erika Mann, che nell'inverno del 1932, dopo averle rivolto questa proposta, ricevette dall'amica, senza lavoro da oltre un anno, un'entusiastica approvazione..
Inizialmente poco interessata alla politica, Erika Mann, come giornalista e attrice, era divenuta bersaglio degli attacchi dei nazionalsocialisti nel 1932. Nel gennaio di quell'anno essi la presero di mira quando al congresso di Monaco delle donne pacifiste (Internationale Frauenversammlung für Frieden und Abrüstung) si espresse a favore del disarmo; nei loro giornali venne bollata come femminista "ebrea", "ruffiana degli schiavisti giudaici" e "iena pacifista".... Anche se alla fine riuscì a portare in tribunale i giornalisti dellIllustrierter Beobachter, settimanale del NSDAP, e ad ottenere un risarcimento per danni morali, era iniziata da parte del Partito Nazionalsocialista una sotterranea opera di boicottaggio della sua attività teatrale. Nel 1932, sotto la pressione della Lega militante per la cultura tedesca (Kampfbundes für deutsche Kultur), Erika Mann vide rescisso il contratto che il Bergwaldtheater di Weißenburg aveva da poco concluso con lei e nel giro di pochi mesi nessun teatro in Germania le diede lavoro..
Intenzionata a mettere in pratica la proposta di Henning, Erika riunì una troupe di dieci giovani artisti e attori di Monaco, la più importante dei quali era Therese Giehse, sua compagna, che all'epoca era già una celebre star del Münchner Kammerspiele, acclamata sia per il suo repertorio classico che per le opere d'avanguardia e per il genere burlesque...
Il nome del gruppo, Die Pfeffermühle, allusione ad un sottotesto "leggermente piccante", che avrebbe dovuto "condire" con critiche taglienti la "zuppa" letteraria, fu un'idea di Thomas Mann, che, durante una delle cene di famiglia, interrogato sul possibile nome da assegnare al cabaret, indicò il macinapepe a tavola e chiese: "Che ne dite?";. Erika lo ritenne un nome "allegro e innocuo" e approvò la scelta.. Klaus Mann nel suo articolo intitolato «Che cos'è un macinapepe?» («Was will die Pfeffermühle?») scrisse: "Il cabaret letterario significa: critica, critica sociale, politica, artistica e satira.".
Componenti Dal 1933 al 1937 al cabaret presero parte 27 partecipanti, alcuni dei quali apparvero sul palco solo per pochi giorni o settimane..
Il nucleo principale era costituito dai membri fondatori: Henning, i fratelli Mann e Therese Giehse. Magnus Henning mise in musica quasi tutti i testi del Pfeffermühle, dall'inizio al suo scioglimento nel 1937; Erika Mann scrisse la maggior parte delle canzoni e dei testiIrmela von der Lühe sostiene che l'85̥ per cento di tutti i testi del Pfeffermühle sarebbero opera di Erika Mann. Cfr.: - nel primo programma, delle tredici canzoni presentate, più della metà erano sue e di Klaus - e assunse spesso il ruolo di conduttrice e di attrice, nonché di regista e organizzatrice; Therese Giehse, con la quale Erika intratteneva un rapporto sentimentale oltre che professionale, si esibiva in molte scenette e cantava, e - grazie alla sua pluriennale esperienza - spesso assumeva la direzione degli spettacoli...
Klaus Mann, paroliere di alcune canzoni, ma mai apparso sul palco, lodandola per il suo talento recitativo, defin̟ì quest'ultima la seconda anima del gruppo, dopo quella della sorella: "la sua vitalità e intensità mozzafiato, la sua capacità di commuovere il pubblico, di suscitare orrore e risate, l'avevano già resa la star del Kammerspiele di Monaco al momento della sua fondazione.".
Secondo Andrea Weiss, studioso statunitense autore di un libro su Klaus ed Erika Mann, Klaus avrebbe svolto nel gruppo un ruolo secondario, definendolo "il bambino di Erika", "o meglio la custodia congiunta di Erika e Therese".
All'esperienza del Pfeffermühle collaborarono scrittori come Walter Mehring, già autore di testi per altri cabaret, e, occasionalmente, Wolfgang Koeppen e Hans Sahl; andarono in scena attori famosi come Max Schreck, che aveva interpretato il ruolo di Nosferatu nell'omonimo film di Murnau e Sybille Schloß, attrice del Kammerspiele di Monaco con Therese Giehse e, come lei, allontanata dalle scene ufficiali perché ebrea.
Del nucleo fondativo fecero parte la coppia di ballerini Edwin Demby e Claire Eckstein, che già avevano lavorato nel cabaret politico-letterario berlinese Die Katakombe di Werner Finck.. Dal 1934 presero parte al Pfeffermühle anche la ballerina di Dresda Lotte Goslar, allieva di Mary Wigman, arricchendo il programma con la sua danza espressionista, e nel periodo 1935-1936 la ballerina e attrice viennese Cilli Wang, costretta nel 1938 a fuggire in Olanda a causa delle persecuzioni antiebraiche..
Debutto Il locale scelto per la prima fu la Bonbonnière di Monaco, un teatro di varietà del centro storico che aveva già ospitato noti cabarettisti e autori come Frank Wedekind e Kurt Tucholsky e che si trovava molto vicino all'Hofbräuhaus, una birreria molto frequentata dai nazionalsocialisti. Il debutto avvenne il Capodanno del 1933, ventinove giorni prima che Hitler venisse nominato Cancelliere del Reich; il successo ottenuto alla prima fu enorme..
Primo programma: 1-31 gennaio 1933 I testi del primo spettacolo non contenevano riferimenti diretti al regime nazista, non erano ancora politicamente espliciti, preferendo un eclettismo dei temi comprensivo di messaggi allusivi, facilmente decifrabili dal pubblico: per tutta la sua esistenza il principio del Pfeffermühle fu "attaccare, ma non fare nomi; evidenziare, ma non denunciare”....
Il grande successo ottenuto alla prima, e proseguito per l'intero mese di gennaio con il tutto esaurito, a parere di Erika Mann sarebbe dipeso dalla popolarità goduta dai due membri di punta della compagnia - Therese Giehse, ammirata dallo stesso Hitler, e il musicista Magnus Henning - dalla freschezza dei testi e dall'autenticità del messaggio artistico..
Febbraio-marzo 1933 La nomina di Hitler a Cancelliere il 30 gennaio 1933 non fece desistere il gruppo del Pfeffermühle dal proseguire gli spettacoli, così come riporta Erika Mann nella sua corrispondenza: "Non siamo rimasti in silenzio quella sera di febbraio in cui il “Führer” tenne il suo discorso inaugurale come Cancelliere del Reich all'Hofbräuhaus, a fianco della nostra "Bonbonnière”. Nella nostra sala, come sempre sovraffollata, c'era il signor Frick [Wilhelm Frick, ministro degli Interni del Reich] intento a scarabocchiare. Qui ha creato la sua lista nera."
Secondo programma: 1-28 febbraio 1933 Il secondo spettacolo portato in scena dal Pfeffermühle, inaugurato con la rappresentazione del 1º febbraio 1933, proseguì per tutto il mese; era composto da un totale di diciassette numeri (di cui nove conservati) e anche se il tono della maggior parte dei testi si manteneva mite, il messaggio politico si era fatto più chiaro. In almeno due di essi vi era un riferimento diretto all'ideologia e agli slogan del programma del NSDAP.
Nella canzone intitolata Schönheitskönigin (Reginetta di bellezza) Terese Giehse interpretava il ruolo di un'abile correttrice dei lineamenti del viso, garantendo un'esistenza serena a coloro che, possedendo difetti fisiognomici, si ponevano fuori dai canoni stabiliti dal nuovo ideale di bellezza tedesca. Nel successivo testo Harlekin Erika Mann, vestita per la prima volta da Pierrot, un costume che le conferiva una nota di malinconia e di tristezza e che avrebbe indossato anche nei successivi spettacoli, prendeva di mira le bugie raccontate dai leader della vita pubblica tedesca, terminando tuttavia con un messaggio di speranza e invitando il pubblico ad opporsi alla propaganda del Male...
Gli eventi nel frattempo precipitarono: il 27 febbraio l'incendio del Reichtag, sede del Parlamento tedesco, e la successiva dichiarazione da parte del presidente Hindenburg dello stato d'emergenza e la sospensione dei diritti previsti dalla Costituzione di Weimar, aprirono la strada al regime nazista.
Il 5 marzo 1933, alle elezioni del Reichstag, il NSDAP vinse con quasi il 44% dei voti; il 9 marzo fu costretto a dimettersi il primo ministro bavarese Heinrich Held e Franz Ritter von Epp, collaboratore di lunga data di Hitler, ricevette la carica di Reichskommissar per la Baviera.
Temendo di essere raggiunti dall'ondata di repressione e arresti, quattro giorni dopo Erika e Klaus Mann ripararono in Svizzera, dove già da gennaio risiedevano i genitori, seguiti da altri membri del Pfeffermühle.. Come raccontò Erika Mann in una conversazione alcuni decenni più tardi: "Era impensabile continuare a gestire Die Pfeffermühle. I membri più importanti, Magnus Henning, Therese Giehse, Sybille Schloss, sono partiti con noi poco dopo la partenza di Klaus e la mia a metà marzo. Avevamo deciso: avremmo continuato fuori."
Esilio a Zurigo e tournée in Svizzera Il Pfeffermühle riprese con successo la sua attività il 30 settembre 1933 a Zurigo, diventando il primo teatro in esilio di lingua tedesca. La sede degli spettacoli divenne l'Hotel Hirschen, che diversi anni prima aveva ospitato le rappresentazioni del Cabaret Voltaire..A Zurigo il cabaret era fiorito nel dopoguerra, aveva raggiunto il culmine con il Cabaret Voltaire, fondato nel 1916, ed era prosperato solo per poco tempo grazie all'affermazione del dadaismo, per poi spegnersi repentinamente. Quando il Pfeffermühle iniziò i suoi spettacoli, erano da circa dieci anni che il pubblico non assisteva a rappresentazioni riconducibili a quel genere... Solo poco dopo l'avvio dell'attività della compagnia tedesca a Zurigo, nel 1934, venne fondato, quasi interamente da autori svizzeri, il cabaret Das Cornichon, di ispirazione antinazista, che, come Die Pfeffermühle, si esibì presso l'Hotel Hirschen..
L'atteggiamento di gran parte degli svizzeri nei confronti degli emigranti non era benevolo: in essi vedevano il pericolo della diffusione delle idee comuniste e, in un contesto di crisi economica, ne temevano la concorrenza sul mercato del lavoro.. Per favorire la concessione da parte delle autorità svizzere del permesso di avviare un'attività artistica, Erika Mann reclutò come artista locale l'attore e regista svizzero Max Werner Lenz, futuro componente della compagnia del Cornichon, che pur non esibendosi con Die Pfeffermühle, acconsentì all'utilizzo fittizio del suo nome.
Vennero inoltre inseriti nell'organico musicisti svizzeri: l'attore Robert Trösch e la pianista Valska Hirsch..