Biografia Infanzia ed educazione

Ferdinando nacque a Palazzo Pitti, figlio di Cosimo III de' Medici, granduca di Toscana, e di sua moglie Margherita Luisa d'Orleans, pronipote di Maria de' Medici. I forti contrasti esistenti fra i genitori, che portarono poi alla loro separazione, lo portarono ad avvicinarsi maggiormente alla madre: come lei, Ferdinando amava i piaceri mondani, le arti e la musica (era egli stesso musicista), mentre col padre Cosimo, uomo profondamente religioso, i rapporti furono sempre tesi. Per la sua educazione, ad ogni modo, il giovane Ferdinando venne posto sotto la cura della nonna Vittoria della Rovere, ma anche suo zio Francesco Maria de' Medici (di tre soli anni più grande di lui) ebbe una notevole influenza sulla sua vita.

La grande passione che Ferdinando ebbe sempre per la musica fu dovuta essenzialmente alla sua formazione che compì nel contrappunto con Gianmaria Paliardi di Genova, e nella pratica di vari strumenti con Piero Salvetti, al punto che si dice di lui che fosse in grado di suonare un brano anche a prima vista. ripetendo perfettamente il brano poi a memoria.Acton, H. (1958) The Last Medici, p. 164.

Matrimonio

Nel 1689 aveva sposato Violante Beatrice di Baviera, figlia dell'elettore di Baviera Ferdinando di Wittelsbach e di Enrichetta Adelaide di Savoia, nonché sorella della delfina di Francia.

Fu un'unione infelice anche perché Ferdinando frequentava contemporaneamente altre dame di corte, attrici ed ebbe anche due favoriti alla sua corte, Petrillo, un musicista noto per la sua bellezza, e Cecchino, un cantante castrato veneziano. L'unione con Violante Beatrice di Baviera non produsse figli.

Sifilide e morte

Noto libertino a differenza del religiosissimo Cosimo, durante una visita al carnevale di Venezia nell'anno 1696, Ferdinando contrasse la sifilide (probabilmente dalla nota cantante Victoria Tarquini, detta La BambagiaQuesta era moglie del concertista Jean-Baptiste Farinel ed era con tutta probabilità figlia di Robert Cambert ed aveva già avuto in precedenza una relazione con Händel), che lo avrebbe portato alla follia e quindi alla morte, nel 1713, prima di riuscire a salire al trono. Morì dopo un periodo di crisi epilettiche e demenza paralitica, conseguenze della neurolue.Harold Acton, Gli ultimi Medici, Torino, Einaudi, 1962, ISBN 88-06-59870-8., p. 262

Alla morte di Cosimo III, non avendo Ferdinando avuto figli, salì al trono il fratello minore, Gian Gastone, l'ultimo dei Medici sul trono di Toscana: dopo di lui, omosessuale e rimasto senza eredi, la dinastia si estinse e il Granducato passò agli Asburgo-Lorena.

Sepoltura Nel 1857, durante una prima ricognizione delle salme dei Medici, così venne ritrovato il suo corpo:

Patrono delle arti

Ferdinando de' Medici è ricordato soprattutto come patrono delle arti.

Nella villa di Poggio a Caiano aveva radunato in una sola stanza, chiamata il Gabinetto delle opere in piccolo di tutti i più celebri pittori, una straordinaria collezione di dipinti di piccole dimensioni, con ben 174 quadri di altrettanti pittori diversi e famosi, tra i quali Albrecht Dürer, Leonardo da Vinci, Raffaello Sanzio, Rubens nonché lAutoritratto nello studio di Lavinia Fontana. Dal 1683 assunse Nicolò Cassana quale proprio agente d'opere d'arte, consigliere, copista e restauratore. Ebbe alle proprie dipendenze anche Francesco Trevisani, Bartolomeo Bimbi (presentatogli dall'amico Agnolo Gori), Giuseppe Maria Crespi, Anton Domenico Gabbiani e Sebastiano Ricci. Nel 1705, Ferdinando organizzò la prima esposizione pubblica delle opere della sua collezione, presso la Basilica della Santissima Annunziata di Firenze.Acton, H. (1958) The Last Medici, p. 259.

Attivo nei circoli letterari e poetici, fu amico di Vincenzo da Filicaja e di Benedetto Menzini. La dedica fattagli da Scipione Maffei del suo Giornale de' Letterati (1710) è prova dei numerosi patronati di Ferdinando.

Uno dei grandi amori della vita di Ferdinando fu ad ogni modo la musica. Nella sua villa a Pratolino (oggi Villa Demidoff), ad appena 12 km da Firenze, fece costruire un teatro, progettato da Antonio Maria Ferri. Per molti anni dal 1679 al 1710, annualmente, qui si tenevano delle rappresentazioni operistiche, generalmente in settembre. Dapprima queste si tenevano nel grande salone della villa al piano superiore, ma quando venne costruito il teatro nel 1696 al terzo piano, la produzione musicale aumentò ancora di più.Holmes (1994, 23) Sino al 1686, le rappresentazioni vennero supervisionate direttamente dallo zio di Ferdinando, Francesco Maria de' Medici, il quale appoggiava in toto lo stile di vita e l'amore per la musica del nipote; dopo che Francesco Maria divenne cardinale, ad ogni modo, la direzione del teatro passò sotto l'esclusiva responsabilità di Ferdinando.Holmes (1994, 24) Tra i compositori che introdusse nella corte granducale vi furono Alessandro e Domenico Scarlatti, Giacomo Antonio Perti, Giovanni Legrenzi, Giovanni Pagliardi, Carlo Pollaroli, Giuseppe Maria Orlandini, Benedetto Marcello, Bernardo Pasquini nonché il giovane Georg Friedrich Händel.Harris, E.T. (2001) Handel as Orpheus: voice and desire in the chamber cantatas, p. 37. Alessandro Scarlatti e Handel, nello specifico, si esibirono per Ferdinando in diverse occasioni anche a Palazzo Pitti a Firenze ed in altre ville medicee di campagna come quella di Poggio a Caiano o quella di Pratolino. Antonio Salvi, l'archiatra di corte, scrisse diversi libretti che poi Handel utilizzerà per le sue opere.Dean, W. & J.M. Knapp (1996) Handel's Operas 1704–1726. Clarendon Press Oxford, p. 80. Il Rodrigo di Handel venne rappresentato per la prima volta a Firenze nel 1708. Con Alessandro Scarlatti, il Medici manterrà una fitta corrispondenza sui dettagli musicali delle opere che il compositore stava producendo.

Nel 1701 Tomaso Albinoni gli dedicò la sua prima raccolta di sonate da camera a due violini e basso (balletti a tre op.3), e nel 1703 fu invitato da Ferdinando a Firenze per allestire la sua opera “Griselda”. Nel 1711 Antonio Vivaldi dedicò a Ferdinando de' Medici la raccolta di concerti opera 3, L'estro armonico, data alle stampe presso l'editore Estienne Roger.

Il fortepiano di Bartolomeo Cristofori Nel 1688, di passaggio a Padova, Ferdinando decise di ingaggiare alle proprie dipendenze, in qualità di custode degli strumenti musicali della sua collezione (oltre 75), Bartolomeo Cristofori, che sarà poi l'inventore del fortepiano, precursore del pianoforte.

Col supporto anche economico del principe de Medici, Cristofori sviluppò per lui una serie di nuovi strumenti. Il primo di questi fu la spinetta ovale (1690) e lo spinettone, intesi a realizzare le parti di basso continuo nelle composizioni operistiche e concertistiche dell'epoca. Il terzo strumento che Bartolomeo Cristofori inventò per Ferdinando fu il fortepiano (1700 c.), il diretto antenato del moderno pianoforte.

Ascendenza

Onorificenze

Teatro Stefano Massini, Egregio signor Padre. Produzione "Il Mese Mediceo"

Note

Bibliografia Harold Acton, Gli ultimi Medici, Torino 1963, ISBN 88-06-59870-8 M. Fabbri, "Alessandro Scarlatti e il Principe Ferdinando De' Medici", Firenze 1961

Holmes, William (1994) Opera observed: views of a Florentine impresario in the early eighteenth century. University of Chicago Press. .

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Collegamenti esterni

Ferdinando Ferdinando Categoria:Accademici della Crusca Categoria:Musicisti italiani del XVII secolo