Biografia
Nato in una famiglia della borghesia milanese il 6 ottobre 1920, dall'architetto Pier Giulio e da Luisa Tosi, Vico Magistretti frequenta il Liceo Ginnasio Giuseppe Parini per poi iscriversi, nell'autunno del 1939, alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, dove insegnano personaggi di spicco nel panorama architettonico dell'epoca come Gio Ponti e Piero Portaluppi. Tra il 1943 e il 1944 decide, come molti intellettuali dell'epoca, di allontanarsi dal proprio Paese e si trasferisce in Svizzera dove, nel Champ Universitarie Italien di Losanna, ha modo di seguire alcuni corsi accademici. Risale a quel periodo la sua frequentazione con Ernesto Nathan Rogers, che rimarrà nel ricordo dell'architetto come persona chiave della sua formazione intellettuale. Nel 1945 torna a Milano, dove il 2 agosto dello stesso anno si laurea in Architettura presso il Politecnico.
Inizia subito l'attività professionale nello studio del padre, l'architetto Pier Giulio Magistretti (di cui si ricorda la partecipazione all'Arengario di piazza Duomo, in collaborazione con Giovanni Muzio, Piero Portaluppi, Enrico Agostino Griffini, e la realizzazione di alcuni tra i più significativi edifici della Milano degli anni venti e trenta) in via Conservatorio. Sono questi gli anni della ricostruzione, che lo vedono impegnato sul doppio fronte dell'associazionismo culturale (nel 1946 è tra i promotori del Movimento Studi Architettura) e dell'attività professionale, inizialmente svolta soprattutto nel campo dell'edilizia sovvenzionata.
Dal 1949 al 1959 progetta e realizza circa 14 interventi per l'INA-Casa e con Mario Tedeschi partecipa anche all'impresa collettiva del Quartiere Triennale 8 (QT8) con il quartiere reduci d'Africa e successivamente con la Chiesa di Santa Maria Nascente (1953-1955). Nella Milano delle Triennali e della nascente industria del design, particolare rilievo assume la sua partecipazione alle edizioni della VIII, IX (medaglia d'oro), X Triennale (gran premio), fino a curare per l'ente milanese alcune mostre nell'ambito delle esposizioni più recenti (in particolare la XII Triennale del 1960 insieme a Ignazio Gardella).
Negli anni cinquanta realizza due dei suoi edifici più significativi a Milano: la torre al Parco in via Revere (1953-56, con Franco Longoni) e il palazzo per uffici in corso Europa (1955-57); a questi si aggiungeranno negli anni successivi altri numerosi interventi di particolare rilevanza, tra i quali, nel 1962-64, le torri di piazzale Aquileia.
Nel 1956 è tra i soci fondatori dell'Associazione per il Disegno Industriale (ADI). Nel 1959 fa parte della giuria del Premio Compasso d'oro insieme a Bruno Alfieri, Giulio Minoletti, Augusto Morello e Giovanni Romano. Nel 1960 è di nuovo tra i giurati del premio dell'ADI assieme a Lodovico Belgiojoso, Augusto Magnaghi, Augusto Morello e Marco Zanuso.
La particolare attenzione rivolta al tema della casa e dell'abitare finisce per monopolizzare, a partire dagli anni sessanta, la sua attività di architetto, facendogli mettere a punto un linguaggio estremamente espressivo che, seppur talvolta polemicamente criticato, ha molta presa nella cultura architettonica lombarda del periodo, permettendogli di divenirne uno dei maggiori protagonisti. In tale contesto si inserisce la sua partecipazione nel 1959 al Congresso CIAM (Congrès Internationaux d'Architecture Moderne) di Otterlo (Paesi Bassi), dove gli italiani presentarono la torre Velasca dei BBPR, la mensa Olivetti di Ignazio Gardella, le case a Matera di Giancarlo De Carlo e la casa Arosio ad Arenzano realizzata l'anno precedente da Magistretti. Queste opere provocarono scandalo e furono in un certo senso l'emblema della crisi che in quegli anni colpì la nota istituzione, fino ad allora protagonista indiscussa del dibattito intorno all'architettura. La casa Arosio sembra segnare l'inizio di un'esplorazione molto personale di un linguaggio che si esprime con nitidezza anche in altre coeve case unifamiliari quali la villa Schubert a Ello (1960), la casa Gardella ad Arenzano (1963-64) e la villa Bassetti ad Azzate (1960-62).
Negli anni successivi, l'attività di architetto è sempre più affiancata a quella di designer, con la progettazione di arredi e oggetti rimasti "classici". Per l'architetto lombardo la semplicità non era mancanza di decorazione ma assenza di ridondanza, nella convinzione che la 'differenza' consisteva nel dettaglio concettuale: da lì la sua predilezione per il 'concept design' visibile in quasi tutta la sua produzione. È l'epoca del Municipio di Cusano Milanino (1966-69), del quartiere Milano-San Felice (1966-69, con Luigi Caccia Dominioni), della casa in piazza San Marco (1969-71) ma anche del premio Compasso d'oro per la lampada Eclisse (1967), per la lampada "Atollo" (1979) e per la poltrona Maralunga (1973, premio nel 1979).
I riconoscimenti nel campo del design conseguiti da Magistretti sono numerosi; nel campo prettamente architettonico viene nominato membro dell'Accademia di San Luca nel 1967 e designato a membro onorario al Royal College of Art di Londra, dove è anche visiting professor. Ha, inoltre, insegnato alla Domus Academy di Milano e tenuto conferenze e lectures in Europa, Giappone e Stati Uniti. Nel 1986 è stato premiato con la medaglia d'oro dal SIAD (Society of Industrial Artists and Designers).
Tra le opere più recenti la sede del Dipartimento di Bioscienze dell'Università di Milano (1978-81, con Francesco Soro), il progetto per una casa d'abitazione in piazzale Dateo (1984 con Francesco Soro), la casa Tanimoto a Tokyo (1985-86), il Centro Cavagnari a Parma (1983-85), il tecnocentro della Cassa di Risparmio di Bologna (1986-88) e per l'ATM di Milano il Deposito Famagosta (1989-2002), il supermarket Esselunga a Pantigliate (1997-2001), la villa a Saint Barth nelle Antille Francesi (2002), gli uffici dell'ex lanificio Cerruti a Biella (2005) e la villa a Epalinges, vicino a Losanna (2005), uno dei suoi ultimi progetti realizzati prima della scomparsa nel 2006.
A partire dagli anni sessanta l'attività di designer è scandita annualmente dalla creazione di nuovi "pezzi", eventi attesi anche in occasione del Salone del Mobile di Milano che, nel 1997, ha dedicato proprio a Vico Magistretti una mostra monografica accanto a quella del suo "insegnante" Gio Ponti. Nel 2003 presso il Palazzo Ducale di Genova è stata allestita la mostra Vico Magistretti. Il design dagli anni Cinquanta a oggi interamente centrata sulla sua opera come designer. Nello stesso anno è nominato membro del comitato scientifico della Fondazione Politecnico di Milano e nel 2005 riceve il premio speciale Abitare il tempo. I suoi ultimi progetti di design sono stati presentati al Salone del Mobile del 2008. Sue opere di design sono esposte presso la collezione permanente del MOMA di New York e presso altri musei in America e in EuropaFulvio Irace, Vanni Pasca, Vico Magistretti architetto e designer, Electa, Milano, 1999, p. 168.
Nel 2010 nasce in via Conservatorio a Milano, con sede proprio nello studio dove l'architetto e designer milanese ha lavorato per oltre sessant'anni, la Fondazione Studio-Museo Vico Magistretti, promossa e presieduta da sua figlia, Susanna, in collaborazione con il Triennale Design Museum di Milano e altri fondatori in carica come De Padova, Flou, Artemide, Oluce e Schiffini.
Il museo attraverso un percorso didattico-espositivo, si propone di tracciare un iter progettuale che ripercorra tutte le tappe della produzione dell'architetto dal 1946 al 2006, attraverso l'esposizione di collezioni permanenti e mostre temporanee di un vasto archivio che conserva all'incirca 30.000 schizzi e disegni tecnici, 3000 documenti, 7000 fotogrammi nonché una collezione di modelli e prototipi. La Fondazione è dal 2007 riconosciuta come bene culturale per importanza storica e sottoposta al vincolo di tutela.
La Triennale di Milano ospita a partire dall'11 maggio 2021 e fino al 12 settembre 2021 una mostra retrospettiva dal titolo Vico Magistretti. Architetto milanese che ne ripercorre per la prima volta il percorso progettuale in maniera unitaria, dall’architettura agli allestimenti, dal design al disegno urbano, insieme ai numerosi contatti internazionali.
Opere (elenco non esaustivo)
Architettura 1948 Casa per reduci al QT8 (con Paolo Chessa e Mario Tedeschi) 1949 Concorso INA - Casa, Piacenza 1950 Casa in corso di Porta Ticinese, Milano 1952 Casa in via Santa Marta, Milano 1953 Laboratori Cementi Rossi, Piacenza 1953-1956 Torre del Parco, via Revere a Milano (con Franco Longoni) 1953-1954 Chiesa di Santa Maria Nascente al QT8, Milano (con Mario Tedeschi) 1956 Centro ricreativo e teatro cinema, Rescaldina 1957 Palazzo per uffici in corso Europa n. 22, MilanoGiuliana Gramigna, Sergio Mazza, Milano. Un secolo di architettura milanese dal Cordusio alla Bicocca, Hoepli, Milano 2001, p. 296. ISBN 88-203-2913-1. 1958 Casa Arosio, Arenzano 1959 Chiesa a Ravello di Rescaldina, Milano 1961 Quartiere San Felice, Milano 1961 Casa in via Leopardi, Milano 1962 Casa Bassetti, Azzate 1963 Casa Gardella, Arenzano 1964 Casa a Torre in piazzale Aquileia, Milano 1965 Casa Cassina, Carimate 1966 Apartment House Marina Grande, Arenzano 1966 Case in via Conservatorio, Milano 1966 Torri del Gallaratese, Milano 1967 Case a Framura 1969 Municipio di Cusano Milanino 1969 Scuola elementare a Meda (con Gae Aulenti) 1969-1972 Case a torre prefabbricate di via Mario Borsa, MilanoMilano (guida rossa), Touring Club Italiano, 2005, pag. 132 1970 Case in Piazza San Marco, Milano 1973 Case ad Arizzano, Verbania 1973 Casa Giovanardi a Portobello di Gallura 1976 Case a Roca Llisa, Ibiza (Spagna) con F. Soro 1978 Interni Penthouse del regista Kinoshita a Roma 1978 Scuola media a San Daniele del Friuli 1978-1981 Facoltà di Biologia, Milano 1980 Casa Vanelo, Marina di Massa 1984 Progetto Case in piazzale Dateo (Milano) 1985 Centro Cavagnari della Cassa di Risparmio, Parma 1986 Villa Tanimoto, Tokyo 1988 Tecnocentro Cassa di Risparmio di Bologna, Bologna 1989 Deposito ATM Famagosta, Milano 1993 Case ad Agrate Conturbia 1994 Nuovi uffici Barilla, Pedrignano 1997 Superstore Esselunga, Pantigliate 2002 Villa a Saint Barthélemy (Antille francesi) 2003 Progetto ampliamento Municipio di Cusano Milanino 2004 Progetto villa a Epalinges (Losanna) 2005 Ampliamento uffici ex lanificio Cerruti, Biella 2005-2006 Progetto abitazioni a Ceparana
Design 1946 Claritas, lampada 1949 Tavolini sovrapponibili per Azucena 1951 Sending, tavolo allungabile per Tecno 1956 Torre al Parco, maniglia per Olivari 1960 Carimate, sedia per Cassina 1961 Omicron, lampada 1961 Lambda per Artemide 1962 Caori, tavolino 1963 Omega, Mania, lampade per Artemide 1964 Demetrio, tavolini in materiale plastico per Artemide 1965 Eclisse, Dalù, Cirene, lampade per Artemide 1966 Chimera, Telegono, Teti, lampade per Artemide 1967 Stadio, tavolo in materiale plastico per Artemide 1967 Triteti, lampada per Artemide 1968 Caledonia, divano 1968 CS49 Samarcanda, scrivania per FabbricaPoggi 1968 SD51 Golem, sedia per FabbricaPoggi 1969 Selene, sedia (brevetto 1967) per Artemide 1969 Ciambella, lampada per Fontana Arte 1969 Telegon, lampada per Artemide 1970 Gaudì, Vicario, Golem, sedie per Artemide 1971 Impiccato, lampada 1972 Timo, cucina per Schiffini 1973 Maralunga, poltrona e divano per Cassina 1973 MB55, contenitore per FabbricaPoggi 1973 TL56, tavolo per FabbricaPoggi 1974 Sonora e Snow, lampada per Oluce 1975 Ekkon, Armilla, Troco, lampade 1975 Dim, lampada per Oluce 1976 Safran, tavolo e sedie 1977 Fiandra poltrone componibili e singole-divano per Cassina 1977 Nuvola rossa, libreria per Cassina 1977 Atollo, lampada per Oluce 1977 Lyndon, lampada da terra per esterno per Oluce 1978 Nathalie, letto per Flou 1978 Linz, lampada per Oluce 1979 Broomstick, poltrone (Regina d'Africa), divani, sedie, tavoli, appendiabiti (Tenorio), libreria (Bath) per Alias 1979 Pascal, lampada per Oluce 1980 Paddok, poltrona e divano