Giove ( o Iuppiter, accusativo Iovem o Diespiter) è il Dio della religione romana e italica, i cui simboli sono il fulmine e il tuono. Presente nel culto di tutti i popoli italici, esso è per eccellenza la divinità del cielo e della luce, come dice il suo nome, derivato dalla radice indoeuropea *dyeu- ("sfolgorare, risplendere"): nome che ricorre in gran parte degli antichi dialetti indoeuropei, dato che il greco Zeus Patér () e l'indoario Dyauṣ Pitā (द्यौष् पिता) corrispondono all'italico Iuppiter/Diespiter. Col tempo, Giove assorbì tutti gli attributi dell'equivalente greco Zeus, fino a venire completamente identificato con esso. Tinia è un dio simile presente nella mitologia etrusca.
Alla divinità romana è dedicato l'omonimo pianeta gigante gassoso.
Giove Ottimo Massimo
Edifici Tempio di Giove Feretrio sul Campidoglio, il primo tempio costruito a Roma; Tempio di Giove Ottimo Massimo sul Campidoglio; Tempio di Giove Statore, voluto da Romolo e situato nel Foro RomanoTito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 12.; Tempio di Giove Statore, successivo al primo, racchiuso dal Porticus Metelli; Tempio di Giove Vincitore (Iuppiter Victor) sul Quirinale, votato nel 295 a.C. da Quinto Fabio Massimo Rulliano per celebrare la vittoria nelle Guerre sannitiche; Tempio di Giove a CaereTito Livio, Ab Urbe condita libri, XXVII, 23.; Tempio di Giove Indiges, sul fiume Numicius vicino LaviniumDionigi di Alicarnasso, Antichità romane, I 64..
Epiteti Questi sono gli epiteti conosciuti di Giove, secondo la lista compilata dallo storico svedese Carl Thulin e riportata dalla Paulys Realencyclopädie (1890), pagine 1142-1144. La sigla O. M. sta per Ottimo Massimo.
Adventus O. M. ("arrivo, invasione") Aetetus O. M. Almus ("che conforta") Amaranus ("che amareggia?") Anxurus ("di Terracina") Appenninus ("dell'Appennino"; fusione con il dio ligure Penninus) Arcanus ("occulto") Balmarcodes O. M. Beellefarus Bronton Cacunus Caelestis O. M. Caelus O. M. Capitolinus O. M. ("del Campidoglio") Casius ("del Monte Casio"; adorato ad Antiochia) Ciminius Clitumnus Cohortalis O. M. Conservator ("difensore") Culminalis O. M. Cultor ("coltivatore") Custos ("custode, guardiano") Damascenus O. M. ("di Damasco") Dapalis Defensor O. M. Depulsor O. M. Depulsorius O. M. Dianus Dolichenus ("di Dolico"; è l'antico Teshub degli Ittiti) Domesticus Diovis Elicius Epulo (la festa di Epulum Iovis era celebrata il 13 settembre) Exsuperantissimus O. M. Fagutalis Farreus Feretrius (che "colpisce", "ferisce")Floro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 1.11. Fidius (fusione con Dius Fidius)
Flagius (adorato a Cuma) Frugifer Fulgur Fulgurator Fulmen Fulminator Grabovius (fusione con il dio umbro Grabovio) Hammon O. M. (adorato nell'oasi di Siwa) Heliopolitanus (di Heliopolis, attuale Baalbek) Hercius Imbricitor Impulsor Indiges (identificazione divina di Enea) Inventor Invictus Iurarius Iutor Iuventas Lapis Latiaris Liber Liberator Libertas Lucetius Maius Maleciabrudes Monitor O. M. ("guida") Nundinarius Obsequens Opitulator o Opitulus ("soccorritore") Optimus Maximus (O. M.) Paganicus Pantheus Patronus Pecunia Pistor ("fornaio") Pluvialis Poeninus (trasformazione del dio Penn) Praedator
Praestes ("protettore") Prestabilis ("insigne") Prestitus Propagator O. M. Propugnator Puer Purgator Purpurio O. M. Quirinus (fusione con Quirino) Rector Redux Restitutor Ruminus Salutaris O. M. Savazios (fusione con Sabazio) Sempiternus Serapis (fusione con Serapide) Serenator ("che rasserena") Serenus ("sereno, calmo; felice") Servator O. M. ("salvatore, osservatore") Sospes ("salvatore") Stator ("che tiene fermo, che ferma") Striganus Succellus (fusione con il dio celtico Succellus) Summanus Tempestas Terminus Territor ("che spaventa") Tifatinus Tigillus Tonans ("tonante") Tonitrator ("che fa tuonare") Tutator Valens ("forte, sano, robusto, potente, efficace") Versor ("che modifica, che sconvolge, che travolge?") Vesuvius (adorato a Capua) Viminus Vindex ("protettore, difensore") Vircilinus Virgarius
A questi va poi aggiunto anche l'epiteto di VectorComune di Forlì, Epigrafia del villaggio. Segni dal Forlivese, Grafiche MDM, Forlì 1990. Come testimoniato dall'antico cippo di un tempio (dedicato a Giove, a Giunone e alle Parche) che sorgeva nella località di Monsignano di Predappio, presso Forlì. e VictorOvidio, Fasti, IV, 13 Aprile..
Gli amori di Giove Gli amori di Giove sono per lo più una versione latina delle amanti e dei figli di Zeus; fanno eccezione alcuni nomi, come Circe, da cui avrebbe avuto Fauno, e Iarba, il re africano, che avrebbe avuto da una ninfa, Garamantide. Secondariamente si raccontava dei suoi amori con la figlia Venere, con cui generò Cupido. Giove e Giunone
Giove e Leda
Giove e Antiope
Giove e Callisto
Giove e Ganimede
Giove e Io
Pittura L'Origine della Via Lattea di Peter Paul Rubens (1636-1638) L'Origine della Via Lattea di Tintoretto Venere e Giove di Paolo Veronese Giove e Giunone di Annibale Carracci Giove e Giunone di Agostino Carracci
Locuzioni e proverbi Il futuro è sulle ginocchia di Giove - Espressione tratta da poemi omerici; usata talvolta per indicare che il futuro è sconosciuto agli uomini.
Piante consacrate a Giove I Romani consacrarono l'albero del Noce a Giove: infatti il suo nome scientifico "Juglans regia", utilizzato ancora oggi, deriva dalla contrazione dell'espressione latina "Iovis glans" (ghianda di Giove) e dall'epiteto specifico "regia" che ne sottolinea l'importanza.
Nella cultura di massa Giove viene citato da Caparezza nella canzone La caduta di Atlante ("Appena nato Giove m'ha regalato una biglia, zaffiro...")
Note
Voci correlate Flamine diale Panario Zeus Giove (astronomia)
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