LAsinara (in sassarese: Isura di l'Asìnara) è un'isola italiana del mar Mediterraneo, situata fra il Mar di Sardegna a ovest, il Mare di Corsica a nord e l'omonimo golfo a est; a sud è separata dalla piccola Isola Piana da uno stretto canale navigabile, il cosiddetto Passaggio dei Fornelli. Fa parte del comune di Porto Torres, nella città metropolitana di Sassari, ed è interamente ricompresa nell'omonimo Parco Nazionale dell'Asinara.

Virtualmente disabitata, ha una superficie di . Gli ultimi residenti civili, nel 1885, all'istituzione della colonia penale dovettero abbandonare l'isola; alcuni si trasferirono nell'area dove oggi sorge il paese di Stintino (comune autonomo dal 1988, fino ad allora frazione di Sassari), da loro stessi costruito, situato sul prospiciente promontorio di Capo Falcone.

Morfologicamente è montuosa, con coste alte e frastagliate, tra le quali si inframmezzano spiagge e una vegetazione caratterizzata dalla macchia mediterranea, scarsamente alberata per l'attività umana e la mancanza di corsi d'acqua o laghi. L'accesso all'omonimo Parco nazionale dell'Asinara è libero, con i servizi di visita effettuati da operatori autorizzati dal Parco stesso.

Origine del nome

Fu chiamata inizialmente Herculis Insula dai Romani, per la leggenda in cui si narra che Ercole afferrò l'estrema propaggine a nord-ovest della Sardegna e la staccò dalla penisola della Nurra. Fu stretta talmente tanto forte nel pugno della sua mano da assottigliarne la parte centrale, lasciando impresse tre profonde insenature nei punti in cui le sue possenti dita l'avevano strangolata.

Successivamente fu rinominata Insula Sinuaria, ossia isola ricca di seni e golfi, per via della sinuosità delle sue coste.

Il nome odierno Asinara si deve alle graduali storpiature del nome latino seguite nel tempo. Tuttavia i suoi celebri asinelli albini, proliferati sull'isola in epoca più recente, sono ormai divenuti il simbolo dell'isola.

Geografia

Ha un'estensione di e questo ne fa la quinta isola italiana per estensione (escludendo Sicilia e Sardegna) e la terza sarda, dopo Sant'Antioco e San Pietro. È situata nella parte più occidentale del settentrione sardo, a mo' di spartiacque tra il Mar di Sardegna e il Golfo dell'Asinara. La sua larghezza è assai variabile e va da , nel punto più stretto a in quello più largo. Il suo perimetro costiero raggiunge i . La vegetazione è prevalentemente arbustiva con l'unica eccezione di Elighe Mannu, in cui vi è la presenza di numerosi lecci.

L'isola ha carattere prevalentemente collinare, con punte che arrivano a , come Punta della Scomunica nella parte settentrionale dell'isola, altri rilievi si stagliano nella parte meridionale, col picco massimo della punta Maestra di Fornelli, . Le poche zone pianeggianti si insinuano tra il blocco settentrionale (la piana di Campu Perdu) e quello meridionale, come la Piana di Fornelli. La conformazione costiera è varia, nella parte occidentale è alta e frastagliata, nella parte orientale più bassa, con l'interruzione di alcune spiagge. Sono inoltre presenti alcuni bacini artificiali per contenere le acque dolci. La conformazione rocciosa, infine, è prevalentemente scistosa, troncata da alcuni massicci granitici come Fornelli. L'isola è interamente parte del Parco nazionale dell'Asinara e dell'area marina protetta internazionale, nota come Santuario per i mammiferi marini.

Flora e fauna

L'isola dell'Asinara è sede dell'omonimo parco nazionale dal 3 ottobre 2002.

La flora è costituita da quasi 700 specie. L'isola dell'Asinara si contraddistingue per le vaste superfici di roccia affiorante, con limitata copertura vegetale a macchia mediterranea; solo l'area di Elighe Mannu presenta una piccola parte di formazioni boschive di leccio. La vegetazione nel tempo si è diradata per via del pascolo eccessivo da parte di specie introdotte dall'uomo.

Ricchissima di avifauna e di ittiofauna, non è invece più presente la foca monaca. L'isolamento geografico dell'isola dell'Asinara ha permesso alla fauna di trovare il giusto habitat dove vivere e riprodursi. Il Parco conta circa 80 specie, molte delle quali di assoluta rarità. I mammiferi del Parco dell'Asinara sono la lepre, la donnola, il muflone, il cinghiale, il cavallo e i famosi asinelli bianchi. La loro presenza su questo lembo di terra è molto antica, già nel XII secolo l'isola è menzionata come “isola madre degli asini”. Gli asinelli vivono allo stato brado e la loro caratteristica principale è, oltre a l'esser molto piccoli, la colorazione bianca del loro manto. Le zone umide del territorio ospitano anfibi come il discoglosso sardo, il rospo smeraldino e la raganella. Le specie di rettili sono 11; tra le più comuni vi è la testuggine comune e biscia viperina. Gli uccelli marini sono rappresentati dal gabbiano corso, dal marangone dal ciuffo e dalla pernice sarda. L'Asinara, inoltre, fa parte da tempo del cosiddetto “Santuario dei cetacei”, classificato come Area Specialmente Protetta di Interesse Mediterraneo. I cetacei che percorrono periodicamente quest'area sono: balenottera, capodoglio, delfino comune, stenella, tursiope, globicefalo, zifio e grampo. Durante la navigazione in barca non è raro incontrare i magnifici delfini.

Grazie alla permanenza del carcere di massima sicurezza nell'ultimo secolo, l'Asinara è oggi una delle isole maggiori del mar Mediterraneo in cui vi è stato minore sfruttamento e consumo di territorio. Anche per questo l'isola costituisce il SIC denominato Isola del Toro (codice ITB010082).

Il clima

Il clima dell'isola è quello mediterraneo, con inverni miti ed estati calde. La temperatura media del mese più freddo, che è febbraio, è mentre quella del mese più caldo, che è agosto, è . Le precipitazioni sono molto scarse e raggiungono una media di 481 millimetri annui.

Luoghi d'interesse Siti Preistorici Domus de janas di Campu Perdu.

Architetture Civili e Militari Il carcere La colonia penale agricola dell'Asinara aveva diversi distaccamenti su tutta l'isola, ognuno dei quali era retto da un capo diramazione, che, a sua volta, doveva rispondere al maresciallo capo, di stanza a Cala d'Oliva. Sempre a Cala d'Oliva risiedevano il direttore e il vice direttore, nonché tutto il personale impiegato, tra cui medici, ecc. Diramazione di Fornelli: situato nella parte più meridionale dell'isola, sull'omonima piana, questa dislocazione era, al momento della sua costruzione, costituita da tre dormitori. È durante la seconda guerra mondiale che questa diramazione venne utilizzata come tubercolario. Dopo il 1975 e la costruzione del supercarcere di Fornelli, vennero detenuti, proprio qui, diversi esponenti delle Brigate Rosse nonché dell'Anonima sequestri. Nel 1992, con l'introduzione dell'articolo 41-bis, venne riaperto come carcere di massima sicurezza, per i crimini di mafia. Era l'unica struttura dell'isola (dagli anni settanta fino alla chiusura) in cui i detenuti erano "reclusi" e non uscivano per il lavoro della colonia penale (detenzione ai sensi dell'art. 90 e art. 41-bis della legge n. 354 del 1975). Santa Maria: sempre nella parte meridionale dell'isola, poco distante da Fornelli, è una delle diramazioni più moderne e recenti. Qui venivano praticati dai detenuti l'agricoltura e l'allevamento (maiali, cavalli, pecore, capre e mucche). È curioso notare l'appellativo affibbiato a questa diramazione, "legione straniera", questo perché la maggioranza dei carcerati erano stranieri. Tumbarino: situata nelle vicinanze di cala di Sant'Andrea, al centro dell'isola, aveva pochi detenuti, per lo più rei di crimini carnali, con il compito di allestire riserve di legna. Stretti: la diramazione risale al 1918, aveva prettamente sfondo agricolo ma venne abbandonata nel 1958. Causa la sua posizione, infatti, essa rimane tra i due massicci dell'isola, quello nord e quello sud, proprio su di un pianoro tormentato da forti venti (soprattutto maestrale). Campu Perdu: situato a ovest della Reale, nelle sue immediate vicinanze, qui vennero edificate delle moderne stalle che tutt'oggi vengono utilizzate. Oggi è principalmente adibito a stazione di Carabinieri, Polizia, ecc. Trabuccato: immediatamente a est della Reale, di fronte all'omonima torre, parte dei detenuti venivano impiegati per la coltivazione di una vigna dalla modesta estensione. La capacità di detenzione era ridotta così come a Campu Perdu. Case Bianche: ultima Diramazione dell'Istituto Penitenziario. Elighe Mannu: diramazione trasformata successivamente in una struttura di ricovero di animaili in allevamento, soprattutto maiali. il castello dell'Asinara: si staglia sul massiccio granitico che sovrasta Fornelli, probabilmente fatto edificare dalla nobile famiglia dei Malaspina. La struttura è completamente costituita da granito, e presenza delle travature lignee nell'immediato ingresso. La parte interna è completamente diroccata e rimane ben poco in piedi, se non le mura di quelle che una volta potevano essere delle stanze. È presente una guardiola, nel lato SO, ancora intatta, mentre nel lato SE v'è la cisterna. le torri: torre di Trabuccato XVI sec. d.C. torre di Cala d'Oliva XVI sec. d.C. torre di Cala d'Arena XVI sec. d.C. l'ossario: risalente al 1936, venne richiesto dal governo austriaco, contiene i resti di militari austroungarici, risalenti alla prima guerra mondiale. Le ossa sono disposte nelle 18 vetrine presenti nell'unica camera componente l'ossario. Al suo interno sono presenti tre dipinti su ceramica, che rappresentano santo Stefano, la Madonna e san Giuseppe. Cala Reale

Presenta diverse strutture di particolare interesse, come ad esempio il Palazzo Reale, oggi sede del ministero dell'ambiente. La maggior parte degli edifici adiacenti al palazzo reale, oggi, è adibita al servizio turistico, compreso un bar/ristorante. Gli altri edifici seguono perlopiù l'andamento della stradina principale, e si possono riconoscere l'ospedale, la chiesa e la cappella austroungarica. L'ospedale: fa parte dell'insieme di edifici che costituiscono la Stazione sanitaria marittima, ed è stato ultimato nel 1889. L'architettura rispecchia quella dell'epoca, interessante e particolare è il porticato in ghisa. Non troppo distante dall'ospedale v'è il laboratorio batteriologico, anch'esso edificato nel massimo periodo di affluenza alla stazione sanitaria. la Cappella: è durante la prima guerra mondiale che i prigionieri di guerra, ammalati, vennero riversati nel lazzaretto dell'Asinara. Proprio per questa presenza, così elevata, di austroungarici venne edificata una cappella, secondo lo stile del loro paese. È interamente fatta in blocchi di cemento e in facciata presenta 4 colonnine e un bassorilievo raffigurante la pietà. la Chiesa: inizialmente adibita a forno crematorio, venne trasformata in chiesa intorno al 1950. La trasformazione avvenne innalzando il camino e trasformandolo in un campanile. La struttura è composta da 3 navate, di cui la centrale è terminata con un'abside a N, in facciata sono presenti 2 colonne in granito, sulle quali poggia il timpano.

Siti naturali Cala d'Oliva: vedi Cala d'Oliva. cala Sant'Andrea: spiaggia incastonata tra il granito dell'Asinara, interessante anche dal punto di vista ornitologico, in quanto ivi nidifica il gabbiano corso. L'accesso a questa spiaggia è interdetto, in quanto zona A, quindi soggetta a massima tutela ambientale; cala D'Arena: l'accesso a questa spiaggia è interdetto, in quanto zona A, quindi soggetta a massima tutela ambientale;

Storia