Il Nashville Superspeedway è un circuito automobilistico tri-ovale che si trova a Lebanon, nel Tennessee (Stati Uniti). La pista, lunga 1,33 miglia (pari a 2,14 km) è di proprietà della Speedway Motorsports LLC (SMI) dal 2021, con Matt Greci alla sua guida come general manager. Il circuito è raggiungibile dalla Interstate 840 e dalla Tennessee State Route 452.
Attualmente il circuito ha una capacità di 25.000 posti, con la possibilità di aumentarla fino a 38.000 con delle tribune temporanee. Oltre alla pista principale, il complesso automobilistico consta anche di un percorso interno che si unisce all'ovale della lunghezza di 1,8 miglia (2,9 km), utilizzato per le gare su "roval". Inizialmente il progetto prevedeva anche la costruzione di una drag strip, di una short track e di una pista interna indipendente; tuttavia, queste opere non sono mai state realizzate.
Il progetto di costruzione di questo circuito è del 1997, elaborato dalla Dover Downs Entertainment (poi conosciuta con il nome di "Dover Motorsports"), per seguire il successo di pubblico delle competizioni di stock car degli anni '90 e con la speranza di riportare le NASCAR Cup Series nella regione di Nashville. La pista viene quindi costruita e inaugurata nel 2001 per ospitare gare della IndyCar e della serie cadetta NASCAR delle Busch Series (che poi sono diventate Xfinity Series). Tuttavia, un decennio più tardi, tutte le principali serie di competizioni sportive hanno abbandonato il circuito di Nashville a causa dei numeri non esaltanti di spettatori accorsi a vedere le loro corse. La pista è rimasta sostanzialmente in stato di abbandono per quasi un decennio. A sorpresa, nel 2020, la Dover Motorsports ha reso noto il ritorno delle gare nel tri-ovale di Nashville, questa volta con la serie regina della NASCAR, le Cup Series.
Descrizione Nella sua attuale conformazione, il tri-ovale del Nashville Superspeedway misura 1,33 miglia (pari a 2,14 km), con una pendenza nelle curve di 14°, di 9° nel rettilineo principale e di 6° nel secondo rettilineo. La IndyCar, a differenza della NASCAR, considera il tracciato di una lunghezza leggermente più lunga: 1,333 miglia (2,145 km).
Allo scopo di formare un "roval", all'interno della pista è costruito un circuito che si ricollega all'ovale principale. Questa pista è lunga 1,3 miglia (2,1 km) e ha ospitato le prime gare nel luglio 2001.
Il circuito è raggiungibile attraverso la Interstate 840 e la Tennessee State Route 452, costruita quest'ultima nel 2000 appositamente per migliorare i collegamenti stradali con la nuova pista. La capienza dichiarata dell'impianto è di 25.000 posti, con la possibilità di aumentare la capacità fino a 40.000 posti con delle tribune temporanee. Tuttavia, nel 2023, è stato anche dichiarata la cifra di 38.000 posti Durante gli anni d'oro del circuito, si sono registrate anche 50.000 presenze e nel 2001 è stata avanzata l'ipotesi di poterle aumentare fino a 150.000.
Storia Il progetto e la costruzione Negli anni '90 c'è una vera corsa per la costruzione di nuovi ovali per ospitare le gare della NASCAR, che stanno riscuotendo sempre più successo: lo scopo è quello di vedere nei nuovi ovali una gara delle Winston Cup Series, in grado di attrarre migliaia di appassionati e tifosi. Nel novembre 1997, una joint venture tra la Dover Downs Entertainment (poi conosciuta come "Dover Motorsports") e la Gaylord Entertainment (nota poi con il nome di "Ryman Hospitality Properties") annunciano il loro progetto di costruire un ovale da 50.000 posti nell'area metropolitana di Nashville, con un budget di 25-30 milioni di dollari: lo scopo, appunto, è quello di voler ospitare le Winston Cup Series nel nuovo circuito. Se fosse avvenuto, sarebbe stato un ritorno delle Cup Series nel Middle Tennessee, regione abbandonata dalla NASCAR fin dal 1984. Fin da subito il progetto viene considerato poco credibile a causa della ridotta capienza del nuovo ovale. Nelle prime fasi di progettazione della pista, nonostante avessero espresso il loro desiderio di costruirla nella contea di Davidson, in questa regione non riescono a trovare un terreno abbastanza grande per poterla realizzare, essendo necessari 1200 acri di terreno. Gli viene quindi suggerito di cercarlo fuori dai confini della contea. Successivamente, la joint venture dichiara che i 50.000 posti sono soltanto un progetto iniziale, dato che vi sono le possibilità di poter arrivare a 150.000, se non a 200.000 posti per il nuovo tracciato se vi fosse stato bisogno.
Ritardi e proteste Nel marzo 1998, nonostante ancora non fosse stata scelto il luogo di realizzazione del progetto, il costruttore Denis McGlynn dichiara pubblicamente di essere fiducioso che la nuova pista venga costruita per il 2000. Lo stesso Glynn, il mese successivo, si rende disponibile a far inserire nel progetto anche una drag strip per le competizioni della National Hot Rod Association (NHRA) e una pista interna per le competizioni delle IndyCar Series. Quando ancora il luogo di costruzione non è ancora noto, nel maggio 1998 il comitato che riunisce i costruttori della pista dichiara che la decisione finale sull'area interessata sarà resa pubblica entro tre/quattro settimane. Appena tre giorni dopo, alcuni articoli di giornale riportano la notizia che McGlynn abbia individuato quattro opzioni, ma che la scelta definitiva sarebbe caduta su due di esse: un'area nella contea di Rutherford ed un terreno nella contea di Wilson. Tuttavia, ancora nel luglio 1998, data in cui sarebbero dovuti iniziare i lavori per il progetto iniziale, non viene ancora resa nota la zona oggetto dei lavori e tutta l'operazione viene considerata sempre più improbabile. Tuttavia, nello stesso mese di luglio, il News Journal pubblica un articolo nel quale si rende noto che uno dei due terreni oggetto del progetto sarebbe stato individuato nella parte settentrionale della contea di Rutherford: si tratta di un terreno di 1600 acri di proprietà della Harding University; il secondo non sarebbe ancora noto. Verso la fine del mese la joint venture Dover Motorsports-Gaylord avvia le procedure per acquistare il terreno di 1600 acri e altri lotti di terreno confinanti più piccoli.
Sulla scelta del terreno nella contea di Rutherford si sollevano le critiche di numerosi proprietari terreni della zona, con alcuni di essi che dichiarano di non essere per nulla interessati a vendere il loro terreno alla Dover Downs Entertainment. Ad aumentare le difficoltà di realizzazione del progetto in quella contea si aggiungono le polemiche riguardo al possibile aumento del traffico stradale e dell'inquinamento acustico, tra l'altro senza avere ancora la certezza di poter ospitare una gara delle Cup Series nel nuovo circuito. Intanto la Dover Downs, nell'agosto 1998, annuncia di essere pronta ad imbarcarsi in un progetto ancora più grande, ovvero in quello di costruire la pista e un'adiacente zona di sviluppo industriale; il budget per la pista viene aumentato fino alla cifra di 125 milioni di dollari, dato l'acquisto del diritto di opzione su 2.600-2.700 acri di terreno. Nel mese di ottobre, tuttavia, la stessa Dover Downs decide di depositare non solo il progetto nella contea di Rutheford (che preferisce), ma anche un parallelo progetto edilizio alternativo su un terreno di 1600 acri nella confinante contea di Wilson; la Dover Downs, infatti, si vuole tutelare dall'ostilità di alcuni proprietari terreni della contea di Rutherford, che si rifiutano di cedere un'area complessiva di 230 acri alla joint venture per la realizzazione del tracciato. Nella metà di ottobre aumenta l'ostilità da parte dei residenti di quest'ultima contea per il progetto della Dover Downs, e i proprietari che resistono al volere della Dover Downs rimangono sulle loro posizioni. Il 20 ottobre 1998, infine, la stessa Dover Downs annuncia ufficialmente che il progetto definitivo sarà quello che interessa la confinante contea di Wilson, a causa delle resistenze incontrate in quella di Rutherford.
Dopo un periodo di due settimane in cui i funzionari della contea di Wilson hanno esaminato il progetto e valutato il progetto di variante al piano regolatore, il 7 novembre 1998 inizia la procedura di esame vero e proprio del progetto da parte della stessa contea: il progetto ora include non solo l'ovale, ma anche una drag strip, una pista interna, una pista in terra battuta e una short track. La votazione finale viene fissata al 21 dicembre 1998, dalla quale viene finalmente approvato in via definitiva il progetto, con 22 voti a favore e 3 voti contrari. L'approvazione del piano fa sorgere subito il timore di veder cadere in disgrazia il vicino Nashville Fairgrounds Speedway, che necessita di una completa ristrutturazione ma che è considerato un vero e proprio monumento di interesse storico per l'area metropolitana di Nashville. Nel febbraio 1999 il gruppo di pressione CRASH (County Residents Against Racetrack Havoc), che si oppone alla costruzione della pista, decide di intentare una causa legale contro la contea di Wilson accusando la stessa di aver violato le norme sull'urbanizzazione, minacciando in tal modo di ritardare i lavori.
I lavori di costruzione Nel marzo 1999, la General Assembly del Tennessee approva il piano di finanziamento da 15 milioni di dollari che la Sports Authority della contea di Wilson e il Tennessee Department of Transportation hanno concordato con la Dover Downs per la costruzione dell'infrastruttura stradale connessa alla pista da costruire. I continui ritardi accumulati, tuttavia, costringono i costruttori a rinviare la data di inaugurazione della pista al 2001. Nel maggio 1999 la stessa Dover Downs, che in quel momento a sua disposizione ha un budget di soli 47 milioni di dollari, dichiara pubblicamente che l'impatto economico positivo per l'area non sarà immediato. Tuttavia, nello stesso mese di maggio i costruttori dichiarano che al progetto si aggiunge anche un'area di 1000 acri che sarà dedicata ad opere di edilizia privata. Ma nel luglio arriva la dichiarazione ufficiale da parte della Gaylord Entertainment di volersi ritirare definitivamente dalla joint venture con la Dover Downs, che però insiste nel voler continuare la costruzione della pista; viene fissata la data del 12 agosto e poi del 26 agosto per l'inizio ufficiale dei lavori. Il 25 agosto 1999 la Dover Downs annuncia che la nuova pista avrà il nome di "Nashville Superspeedway".
I lavori iniziano come da programma. Tuttavia, appena tre giorni dopo, il gruppo di pressione CRASH annuncia di aver aggiunto altre istanze alla propria causa proposta di fronte alla corte della contea di Wilson, accusando la Dover Downs e la contea di non aver rispettato le richieste in quell'occasione avanzate. E dopo ancora tre giorni dopo viene reso noto il rapporto del Tennessee Department of Environment and Conservation, nel quale si dichiara che la costruzione del complesso di 3100 acri complessivi potrebbe seriamente mettere in pericolo la Echinacea tennesseensis, un fiore diffuso nelle radure calcaree del Middle Tennessee a rischio di estinzione. La pubblicazione del rapporto viene colta immediatamente dal CRASH, che accusa la Dover Downs anche di danno ambientale; a questa accusa rispondono i sostenitori del progetto, i quali dichiarano che il gruppo di pressione non si era minimamente interessato alle conseguenze sull'ambiente prima della pubblicazione del rapporto. Nel gennaio 2000 arriva l'annuncio della NASCAR che la All-American 400, appartenente alle Busch Series (le attuali NASCAR Xfinity Series) si sarebbe spostata nel nuovo circuito a discapito dello storico Fairgrounds. Intanto i lavori di costruzione procedono e viene annunciata l'apertura del nuovo circuito per l'aprile del 2001. Nel frattempo c'è un cambio al vertice della pista: Cliff Hawks, executive director del circuito di Fairgrounds, diventa general manager del nuovo circuito (sostituendo Joe Ernest).