In precedenza, egli ha altresì ricoperto sia l’incarico di capo del governo (sempre ad interim) dal 14 al 18 agosto 2024, nonché una serie di ruoli ministeriali tra il 2005 ed il 2006 e dal 2023 al 2025.
Carriera politica Affine al Pheu Thai, di cui è stato vicepresidente, e già viceministro dei trasporti nel governo di Thaksin Shinawatra, Phumtham Wechayachai viene nuovamente chiamato a gestire dei dicasteri in seguito alle elezioni parlamentari del 2023, venendo posto, nell’esecutivo di Srettha Thavisin, nel ruolo di Vice Primo ministro e in sporadici ruoli ministeriali tra commercio, interno e, brevemente, affari esteri.
In seguito, tuttavia, alla destituzione di Srettha Thavisin, ordinata dalla Corte costituzionale della Thailandia in data 14 agosto 2024 a causa di una violazione del codice etico del governo, Wechayachai diviene per successione Primo ministro della Thailandia ad interim, detenendo tale incarico fino al 18 agosto quando, dopo un voto della Camera dei rappresentanti, Paetongtarn Shinawatra (figlia dell’ex-capo del governo Thaksin Shinawatra e nipote della ex-Premier Yingluck Shinawatra) si insedia per succedere ufficialmente a Thavisin.
In seguito, costruito il governo, quest’ultima gli attribuisce il ruolo di Secondo Vice-Primo ministro e lo conferma al ministero alla difesa.
In data 1º luglio 2025, tuttavia, in seguito ad una violazione del codice etico da parte della Prima ministra in una chiamata con l’ex-leader cambogiano Hun Sen, la Corte costituzionale della Thailandia la sospende (destituendola poi in data 29 agosto), portando in un primo tempo Suriya Juangroongruangkit a succederle, ma per soli due giorni, in quanto un precedente rimpasto disposto da Shinawatra prima della sospensione riporta Wechayachai, in accordo con le parti politiche, a riassumere nuovamente l’incarico di capo del governo ad interim.
In data 7 settembre infine viene sostituito da Anutin Charnvirakul, eletto due giorni prima dalla Camera dei rappresentanti, dopo che un suo precedente tentativo, su richiesta del Pheu Thai, di sciogliere quest’ultima era stato rifiutato dal Consiglio privato del Re per alcuni dubbi giuridici.
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