...e di Shaúl e dei sicari sulle vie da Damasco e... è un film di coproduzione italo-siriana del 1973, diretto da Gianni Toti.

Trama Mentre è imprigionato in attesa della condanna a morte, Paolo di Tarso (o Shaúl) racconta la sua vita: dalle persecuzioni anti-cristiane alla conversione, i processi e gli scontri con i governatori, l'incontro con Erode Agrippa e Berenice, i sicari zeloti che cospirano la sua morte, i viaggi a Gerusalemme e a Roma dove scrive le sue epistole e l'ultimo incontro con il nipote Alexias che lo avverte di un sicario giunto appositamente da Gerusalemme per ucciderlo.

Tali vicende sono narrate, in una sorta di analessi e prolessi narrativa, a un gruppo di discepoli e di giovani del presente che le analizzano storicamente e teologicamente filtrandole nel clima post-contestatario, e nell'imminenza della Guerra del Kippur discutendo fatti di duemila anni prima (a partire dal 167 a.C. e da Antioco Epifane fino alla profezia di Enoch) e meditando sul futuro prossimo.

Distribuzione Il film ottenne il visto di censura n. 63.025 del 28 agosto 1973 per una lunghezza di 2.386 metri. La prima proiezione pubblica avvenne il 27 marzo 1974.

Note

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