La prigione di Plötzensee (, ) fu un carcere maschile nel quartiere Charlottenburg-Nord di Berlino, con una capacità di 577 detenuti, fondato nel 1868. È noto per essere stato uno dei principali luoghi di esecuzione capitale durante il regime nazista: si contano infatti 2.964Die Toten von Plötzensee (= I morti di Plötzensee) detenuti giustiziati su 46.069Gefangenenkarteikarten des Strafgefängnisses Plötzensee (= Schede dei detenuti del carcere di Plötzensee) imprigionati.

Storia Il carcere fu istituito con delibera del governo prussiano sotto il re Guglielmo I e sorse sui possedimenti del maniero di Plötzensee. La costruzione terminò nel 1879.

L'area divisa dal canale navale Berlino-Spandau, inaugurato nel 1859, si trovava ai margini della foresta di Tegel, a nord-ovest dei confini di Berlino, nella provincia di Brandeburgo. Nel 1915 le terre a est del canale con il lago Plötzensee furono accorpate a Berlino (l'attuale quartiere Wedding), mentre l'area rimanente intorno alle mura della prigione divenne parte del distretto di Charlottenburg con la legge sulla Grande Berlino del 1920. Dal 2004 appartiene al municipio di Charlottenburg-Nord. Il nome originale dell'attuale Haus 1 era Strafgefängnis Plötzensee.

Su una superficie di 25,7 ettari, comprendente una chiesa e una zona di preghiera ebraica, vivevano fino a 1400 detenuti (all'epoca la capienza più alta dell'Impero tedesco). Dopo la seconda guerra mondiale gli edifici demoliti dai bombardamenti su Berlino furono ricostruiti e ospitarono un centro di detenzione giovanile (Jugendstrafanstalt Berlin) per ragazzi dai 14 ai 21 anni.

Nel 1987 l'Haus 1 della prigione di Plötzensee divenne nuovamente un carcere maschile con una capacità di 577 detenuti. Con la fine della guerra fredda e la successiva riunificazione tedesca, vi scontò la pena l'ultimo leader comunista della Germania Est Egon Krenz (dal 2000 al 2003), condannato per omicidio colposo commesso mediante l'applicazione dello Schießbefehl.

Nel dicembre 2021 Plötzensee è stato il primo carcere visitato dal giornalista e attivista Arne Semsrott nell'ambito della sua iniziativa Freiheitsfonds, che prevede la liberazione delle persone tenute in carcere per il mancato pagamento del biglietto di trasporto pubblico (motivo di reclusione dei due terzi dei detenuti di Plötzensee).

Esecuzioni

Durante l'epoca dell'Impero e della Repubblica di Weimar a Plötzensee furono attuate 36 esecuzioni, tutte per omicidio e tutte mediante decapitazione con un'ascia, secondo il vecchio codice penale tedesco Strafgesetzbuch. Dopo la "presa del potere" () dei nazisti la prigione ospitò sia i criminali comuni che i prigionieri politici, e Plötzensee diventò uno degli undici siti scelti per le esecuzioni sommarie, istituiti dal 1936 in tutta la Germania per ordine di Adolf Hitler e del ministro della Giustizia Franz Gürtner. Ogni singolo sito era gestito da un boia a tempo pieno, soprattutto dopo l'inasprimento delle pene durante la guerra. In base a un accordo del 1943 con l'OKW e secondo la legge militare tedesca, i boia furono incaricati anche dell'esecuzione degli appartenenti alla Wehrmacht.

L'uccisione avveniva per decapitazione e dal 1942 anche per impiccagione. Negli anni del regime nazista il numero ufficiale di giustiziati arrivò a 2891, tutti condannati dal Kammergericht di Berlino, il famigerato Tribunale del Popolo diretto da Roland Freisler e diversi Sondergerichte. Inizialmente l'esecuzione prevedeva l'uso dell'ascia nel cortile; dal 1937 i detenuti venivano decapitati con una ghigliottina portata dalla prigione di Bruchsal e sistemata in un capannone. Nel 1942 nello stesso locale fu montata una trave usata come patibolo per un massimo di otto vittime alla volta. I parenti erano obbligati a pagare una tassa di 1,5 ℛ︁ℳ︁ per ogni giorno che il detenuto aveva trascorso in prigione, più 300 ℛ︁ℳ︁ per l'esecuzione.

Esecuzioni degli oppositori del regime nazista

Circa la metà dei giustiziati furono tedeschi condannati a morte per atti di resistenza contro il regime nazista. Tra questi figurano:

i membri dell'Orchestra Rossa, i partecipanti nel complotto del 20 luglio e del Circolo di Kreisau; 677 prigionieri arrivati dalla Cecoslovacchia, membri della Resistenza ceca contrari all'occupazione nazista; 253 condannati a morte polacchi e 245 francesi, di cui 300 donne, sia i membri della Resistenza sia coloro che furono deportati in Germania per il lavoro forzato.

Dopo l'esecuzione i corpi venivano consegnati a Hermann Stieve, anatomista della facoltà di medicina dell'attuale Università Humboldt di Berlino, che li sezionava a scopo di ricerca insieme ai suoi studenti e assistenti. Stieve era particolarmente interessato agli effetti dello stress sul ciclo mestruale e scrisse 230 articoli in merito, in uno dei quali dimostrò che il metodo Ogino-Knaus era inefficace nel prevenire il concepimento.

Dopo che un bombardamento aereo della Royal Air Force nella notte del 3 settembre 1943 danneggiò irreparabilmente la ghigliottina e distrusse gran parte della prigione, il segretario di Stato Curt Rothenberger ordinò l'immediata esecuzione dei condannati presenti a Plötzensee. Durante le cosiddette "notti di sangue di Plötzensee" dal 7 al 12 settembre furono impiccate circa 250 persone, sei delle quali per errore. Le ultime 2 esecuzioni avvennero il 19 aprile 1945, i restanti detenuti furono liberati dall'Armata Rossa nel corso della battaglia di Berlino.

Memoriale di Plötzensee

Oggi la baracca delle esecuzioni, le due stanze rimanenti e il patibolo costituiscono il sito commemorativo, separato dall'area della prigione; la struttura è gestita dal Memoriale della Resistenza tedesca in ricordo dei giustiziati dai nazisti. Fu istituito dal Senato di Berlino e inaugurato il 14 settembre 1952. Dopo la guerra la ghigliottina fu rimossa, sopra la sala delle esecuzioni fu costruito un muro commemorativo con scritto "Alle vittime della dittatura hitleriana degli anni 1933-1945".

Nel 1963 la diocesi cattolica di Berlino eresse il suo memoriale per le vittime a circa 2 km a ovest, all'interno della chiesa commemorativa di Maria Regina Martyrum; la vicina chiesa protestante di Plötzensee fu inaugurata nel 1970, con il ciclo di Plötzenseer Totentanz realizzato da Alfred Hrdlicka. Entrambe le istituzioni sono sede delle annuali Giornate ecumeniche di Plötzensee. Diverse strade dei quartieri residenziali di Charlottenburg-Nord sono intitolate ai combattenti della Resistenza giustiziati.

Vittime delle esecuzioni

Abdulla Aliş (1908-1944), poeta che ha combattuto nella seconda guerra mondiale, decapitato; Rita Arnould (1914-1943), membro della Resistenza; Judith Auer (1905-1944), combattente della Resistenza, impiccata; Bernhard Bästlein (1894-1944), comunista, combattente della Resistenza; Maurice Bavaud (1916-1941), fallito assassino di Hitler, decapitato; Marianne Baum (1912-1942), antinazista condannata per tradimento a seguito di un attentato a Berlino, decapitata; Cato Bontjes van Beek (1920-1943), combattente della Resistenza, decapitata; Karl Behrens (1909-1943), ingegnere e combattente della Resistenza; Heinrich Belohlavek (1889-1943), calciatore austriaco e membro della Resistenza, decapitato; Liane Berkowitz (1923-1943), combattente della Resistenza, decapitata; Robert Bernardis (1908-1944), combattente della Resistenza austriaca coinvolto nel complotto per assassinare Hitler; Irena Bernášková (1904-1942), combattente della Resistenza ceca e giornalista, decapitata; Hans-Jürgen von Blumenthal (1907-1944), aristocratico coinvolto nel complotto per assassinare Hitler; Hasso von Boehmer (1904-1945), tenente colonnello coinvolto nel complotto per assassinare Hitler; Eugen Bolz (1881-1945), politico e membro della Resistenza; Erika von Brockdorff (1911-1943), combattente della Resistenza, decapitata; Eduard Brücklmeier (1903-1944), diplomatico e combattente della Resistenza, impiccato; Eva-Maria Buch (1921-1943), combattente della Resistenza, decapitata; Musa Cälil (1905-1944), combattente della Resistenza sovietico-tatara, decapitato; Hans Coppi (1916-1942), combattente della Resistenza, sposato con Hilde Coppi, impiccato; Hilde Coppi (1909-1943), comunista e combattente della Resistenza, sposata con Hans Coppi, decapitata; Alfred Corbin (1916-1943), combattente della Resistenza; Walter Cramer (1886-1944), uomo d'affari coinvolto nel complotto per assassinare Hitler, impiccato; Alfred Delp (1907-1945), prete gesuita ingiustamente accusato di aver complottato contro Hitler; Heinrich zu Dohna-Schlobitten (1882-1944), maggiore generale e combattente della Resistenza; Charlotte Eisenblätter (1903-1944), attivista antinazista; Hans Otto Erdmann (1896-1944), ufficiale dell'esercito coinvolto nel complotto per assassinare Hitler, impiccato; Benita von Falkenhayn (1900-1935), baronessa e spia, decapitata a colpi d'ascia (1935: ultima esecuzione eseguita in Germania con l'ascia). Erich Fellgiebel (1886-1944), generale dell'esercito che complottò per assassinare Hitler; Eberhard Finckh (1899-1944), colonnello e membro della Resistenza, impiccato; Reinhold Frank (1896-1945), avvocato coinvolto nel complotto per assassinare Hitler, impiccato; Julius Fučík (1903-1943), giornalista accusato di alto tradimento; Willi Gall (1908-1941), comunista, combattente della Resistenza, decapitato; Jakob Gapp (1897-1943), sacerdote cattolico austriaco, attivista antinazista, decapitato; Charlotte Garske (1906-1943), attivista politico, oppositore del governo nazista; Erich Garske (1907-1943), marito di Charlotte Garske; Erwin Gehrts (1890-1943), socialista, combattente della Resistenza, decapitato; Erich e Elizabeth Gloeden, e Elisabeth Kuznitzky, intera famiglia decapitata per aver ospitato un cospiratore nel 1944; Carl Friedrich Goerdeler (1884-1945), politico che si oppose all'Olocausto, impiccato; Fritz Goerdeler (1886-1945), giurista, combattente della Resistenza, impiccato; Ursula Goetze (1916-1943), combattente della Resistenza, decapitata; Helene Gotthold (1896-1944), Testimone di Geova, oppositrice del nazismo, decapitata; John Graudenz (1884-1942), giornalista, combattente della Resistenza, strangolato; Medardo Griotto (1901-1943), militante e attivista comunista, decapitato; Nikolaus Gross (1898-1945), cattolico, ingiustamente arrestato per il tentato assassinio di Hitler;"The Kreisau Circle" p. 47(12) Gedenkstatte Deutscher Widerstand Alfred Grünberg (1902-1942), membro del partito comunista, combattente della Resistenza; impiccato; Wilhelm Guddorf (1902-1943), giornalista belga e combattente della Resistenza; Hans Bernd von Haeften (1905-1944), giurista che complottò per assassinare Hitler; Albrecht von Hagen (1904-1944), giurista e combattente della Resistenza, impiccato; Otto and Elise Hampel, coppia che protestava contro i nazisti, decapitata; Georg Hansen (1904-1944), colonnello dell'esercito, combattente della Resistenza, impiccato; Arvid Harnack (1901-1942), giurista e combattente della Resistenza, decapitato; Ernst von Harnack (1888-1945), ufficiale prussiano e combattente della Resistenza; Mildred Harnack (1902-1943), insegnante statunitense e combattente della Resistenza, decapitato; Paul von Hase (1885-1944), soldato di carriera e combattente della Resistenza, impiccato; Ulrich von Hassell (1881-1944), diplomatico e membro della Resistenza, impiccato; Elli Hatschek (1901-1944), membro della Resistenza, decapitata; Theodor Haubach (1896-1945), giornalista e combattente della Resistenza;"The Kreisau Circle" p. 25(12) Gedenkstatte Deutscher Widerstand Egbert Hayessen (1913-1944), combattente della Resistenza, impiccata; Wolf-Heinrich Graf von Helldorf (1896-1944), funzionario di polizia coinvolto nel complotto per assassinare Hitler, impiccato; Horst Heilmann (1923-1942), combattente della Resistenza, impiccato; Albert Hensel (1895-1942), comunista e combattente della Resistenza; Otto Herfurth (1893-1944), generale coinvolto nel complotto per assassinare Hitler, impiccato;