Il concetto di Italici, o popoli italici, è utilizzato in varie accezioni per riferirsi a popoli dell'Italia antica. Negli studi linguistici, vengono definiti con tale termine quei popoli indoeuropei caratterizzati dal parlare le lingue italiche (osco-umbre e latino-falische) appartenenti alla famiglia linguistica indoeuropea. In un'accezione più ristretta, meno diffusa, con Italici si intendono esclusivamente i popoli parlanti le lingue osco-umbre e stanziati lungo la dorsale appenninica, dall'Umbria alla Calabria. In un'accezione più estesa, che non corrisponde a una classificazione linguistica ma è ricorrente in storiografia, gli Italici comprendono tutti i popoli antichi stanziati in Italia, in cui vengono inclusi anche popoli di lingua non indoeuropea, come i Liguri, i Reti e gli Etruschi..
Varie accezioni
Il concetto di Italici ha diverse accezioni, di cui alcune derivano da classificazioni della linguistica e della relativa letteratura specialistica (lingue italiche), mentre in senso lato viene utilizzato per indicare l'appartenenza all'area geografica italiana durante l'antichità.
Italici come Osco-umbri o Sabellici
Nell'accezione più ristretta, Italici sono considerati gli appartenenti ai popoli osco-umbri o sabellici, caratterizzati dall'uso delle lingue osco-umbre, ramo delle lingue italiche attestato nella Penisola italica tra il I millennio a.C. e i primi secoli del I millennio d.C. Italici come Osco-umbri e Latino-falisci
In un'accezione più ampia, basata su un concetto di "italico comune", o lingua proto-italica, inteso più come «frutto di convergenze preistoriche e protostoriche» che una «lingua preistorica ricostruibile», Italici indica l'insieme sia dei popoli parlanti lingue osco-umbre sia quelle latino-falische, queste ultime probabilmente comprendenti anche il Siculo e il VeneticoTheodor Mommsen, sulla base di elementi filologici, individua tre gruppi di popolazioni che popolavano l'Italia; gli Iapigi, gli Etruschi, e gli Italici, questi ultimi divisi in due grandi famiglie: i Latini e gli Umbro-Oschi (Storia di Roma, vol. I, Cap. II, par. 1)., con l'esclusione quindi di altri popoli, ugualmente di lingua indoeuropea, ma facenti parte di famiglie più ampie, estese anche in altre aree europee: come gli abitanti di Golasecca, i Galli cisalpini della famiglia celtica e gli Iapigi (Dauni, Peucezi e Messapi). Non ne farebbero parte tutta una serie di popolazioni alpine di lingua preindoeuropea quali, ad esempio, i Camuni e i Reti, gli Etruschi, gli Euganei e i Liguri (anche se per questi ultimi è stata proposta anche l'opzione indoeuropea antica).
Italici come tutti i popoli dell'Italia antica
In accezione ancora più estesa (utilizzata in storiografia ma non dai linguisti) il termine "Italici" è stato impiegato anche per designare in generale tutti gli antichi popoli a sud delle Alpi, comprendendo i summenzionati Liguri, i Reti e gli Etruschi, che non parlavano lingue indoeuropee. Gli Antichi Greci designarono le popolazioni della Magna Grecia, con il termine "Italioti": anche tale termine sarebbe stato ripreso successivamente.
L'evoluzione del concetto di "Italici" Inizialmente, gli indoeuropeisti erano stati inclini a postulare, per i vari popoli indoeuropei parlanti lingue italiche, ovvero appartenenti a quelle famiglie linguistiche indoeuropee attestate esclusivamente in territorio italico nell'antichità, un ramo indoeuropeo unitario, parallelo per esempio a quello celtico o germanico e per questo identificato sotto la comune etichetta di "italico"; caposcuola di questa ipotesi è considerato Antoine Meillet (1866-1936).. A partire dall'opera di Alois Walde (1869-1924), però, questo schema unitario è stato sottoposto a critica radicale; decisive, in questo senso, sono state le argomentazioni addotte da Vittore Pisani (1899-1990) e, in seguito anche da Giacomo Devoto (1897-1974), che ha individuato l'esistenza di due distinti rami indoeuropei nei quali è possibile inscrivere le lingue italiche e i popoli che le parlavano. Variamente riformulate negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, le varie ricostruzioni relative all'esistenza di due diverse famiglie indoeuropee si sono definitivamente imposte, anche se i tratti specifici che le separano o che le avvicinano, nonché i processi esatti di formazione e di penetrazione in Italia, restano oggetto di ricerca da parte della linguistica storica.
Note
Bibliografia
Voci correlate Protoindoeuropei Popoli indoeuropei Lingue italiche Popoli dell'Italia antica Storia di Roma
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