Il governo Barnier è stato il quarantacinquesimo governo della Quinta Repubblica francese, in carica dal 5 settembre al 13 dicembre 2024 (sebbene dimissionario dal 5 dicembre), sotto la presidenza di Emmanuel Macron.

Si è insediato in seguito alle elezioni legislative dello stesso anno ed alle dimissioni di Gabriel Attal dalla carica di Primo ministro, con i ministri che hanno prestato giuramento il 21 settembre 2024.

Il 4 dicembre 2024, esso è stato sfiduciato a causa dell’approvazione di una mozione di censura, avendo precedentemente l’esecutivo impegnato la propria responsabilità sulla legge di bilancio secondo quanto previsto dall’Art. 49 § (3), Cost., risultando così essere il primo governo a cadere in questo modo dal 1962.

Storia Formazione In seguito al complicato quadro politico emerso dalle elezioni legislative, che hanno visto la sostanziale ripartizione dell’Assemblea nazionale in tre grandi gruppi ideologici senza che nessuno di questi prevalesse sugli altri, ed una conseguente situazione di grave stallo politico, per il paese è iniziato un incerto periodo post-elettorale, caratterizzato da lunghe negoziazioni e difficoltà in tutto il processo di formazione.

L'esito del voto era inoltre complicato dall'impossibilità costituzionale di tenere nuove elezioni prima di un anno: al fine di garantire la stabilità istituzionale, dunque, il Presidente Emmanuel Macron, su cui ricade il potere assoluto ed esclusivo di nomina del Primo ministro secondo la Legge fondamentale, ha inizialmente proposto la formazione di un governo tecnico di larghe intese tra tutti i partiti politici “repubblicani” (escludendo dunque i partiti più estremi dell’arco parlamentare); tale proposta è però presto stata liquidata come impraticabile, specie dal blocco di sinistra (guidato dal Nuovo Fronte Popolare) che, in quanto vincitore formale della tornata, era legittimato a proporre un candidato.

In questa fase delle trattative il Presidente ha altresì accettato, in data 16 luglio, le dimissioni del Primo ministro Gabriel Attal (dopo aver già rifiutato precedentemente una sua richiesta il giorno dopo delle elezioni), chiedendo tuttavia a quest’ultimo di rimanere comunque in carica per gli affari correnti ed urgenti in attesa della formazione del nuovo esecutivo. Nonostante ciò, il capo di stato ha comunque dichiarato successivamente di voler nominare un nuovo premier solo successivamente alla conclusione delle Olimpiadi, previste a Parigi dal 26 luglio all’11 agosto.

Approfittando dunque di questa inusuale “tregua olimpica”, il Nuovo Fronte Popolare ha avviato, non senza difficoltà, un processo di selezione interno per il ruolo di candidato Primo ministro, al fine di avvantaggiarsi nelle negoziazioni: la coalizione è quindi giunta così all'indicazione di Lucie Castets, una funzionaria pubblica indipendente nell’ambito della contabilità del comune di Parigi.

A questo punto, terminato il periodo “di quiete”, il Presidente Macron ha ripreso il processo di formazione, annunciando l’inizio delle consultazioni con tutte le forze politiche iniziando proprio dal Nuovo Fronte Popolare. Quest’ultimo ha quindi avanzato la sua candidatura ricevendo però il rifiuto del Presidente: nonostante l'apertura del NFP a sostenere un governo guidato da Castets con il solo appoggio esterno delle frange più radicali in modo da favorire un sostegno da parte di altre forze parlamentari, Macron ha messo in dubbio la capacità del Fronte di poter formare una maggioranza durevole (dato che questa sarebbe verosimilmente caduta con una mozione di sfiducia supportata dalla destra e dalla stessa coalizione presidenziale).

La chiusura di Macron ha provocato le proteste della coalizione di sinistra, che ha bollato il comportamento della Presidenza come “anti-democratico” e “solo pretestuoso”, e alcuni membri del Fronte (come La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon) hanno addirittura minacciato, senza tuttavia troppo supporto, l'avvio di un procedimento di messa in stato d’accusa.

Dato l'inusuale prolungamento del processo di formazione del governo rispetto agli standard della Quinta Repubblica, il Presidente ha avviato ulteriore giro di consultazioni coinvolgendo personaggi di spicco della politica francese come gli ex-Presidenti Nicolas Sarkozy e François Hollande, l’ex-Primo ministro Bernard Cazeneuve, il funzionario Thierry Beaudet ed il Presidente della Regione dell'Alta Francia Xavier Bertrand, ognuno bollato dalla stampa come potenziale figura risolutrice.

La situazione si è infine sbloccata il 6 settembre, quando Emmanuel Macron ha nominato Michel Barnier, ex-Commissario europeo del centro-destra moderato e di grande esperienza, alla carica di Primo ministro: tale manovra ha permesso l'ingresso de I Repubblicani nella coalizione presidenziale, ottenendo una maggioranza relativa. Tale atto ha, ovviamente, causato le critiche dell’esautorata sinistra ma, inaspettatamente, anche la reazione pacata dell’estrema destra guidata dal Rassemblement National che, non senza velati risentimenti, non ha tuttavia escluso di cooperare passivamente qualora il Premier, che non ha mai esplicitamente detto di escludere la collaborazione con la fazione di Marine Le Pen e Jordan Bardella, avesse soddisfatto i suoi criteri di giudizio.

Dopo la nomina di Barnier, i ministri sono stati nominati solo il 21 settembre, dopo molte settimane d’attesa. Le nomine sono state criticate sia dalla sinistra (soprattutto per non aver rispettato, in generale, il risultato delle elezioni) sia, stavolta, anche in parte dalla destra. Il governo è entrato in carica il medesimo giorno.

Sfiducia e dimissioni Avendo elaborato una legge di bilancio preannunciatasi particolarmente austera per via della precaria situazione finanziaria del paese, ed avendo questo causato numerose divergenze e disaccordi, divenuti presto insanabili, nella definizione delle relative misure economiche con il Rassemblement National (RN) di Marine Le Pen, che con la sua astensione aveva consentito la nascita dell'esecutivo, il 4 dicembre 2024 il governo è stato ufficialmente sfiduciato, dopo l'approvazione di una mozione di censura presentata dal Nuovo Fronte Popolare (NFP) e votata anche da RN (331 voti favorevoli e 246 contrari), sorta in seguito all’impegno della responsabilità politica del governo sul provvedimento secondo quanto prescritto dall’Art.49, § (3) della Costituzione.

Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Governo alla sua formazione è la seguente: PartitoPresidenteMinistriMinistri delegatiSegretari di StatoTotaleI Repubblicani134 -8Renaissance -55111Divers droite -3115Movimento Democratico -21 -3Unione dei Democratici e degli Indipendenti -12 -3Horizons -11 -2Divers gauche -1 - -1Territorio del Progresso (RE) -1 - -1Nuova Energia (LR) - -112Nous France (LR) - -1 -1Partito Radicale - -1 -1Soyons libre (LR) - - -11Indipendenti - - -11Totale11719540

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Governo alla sua formazione si può così riassumere: RegionePresidenteMinistriMinistri delegatiSegretari di StatoTotale1 -4 -5 -66113 -21 -3 -2 - -2 -2 - -2 -2 - -2 -12 -3 -1 -23 -1 - -1 - -2 -2 - -1 -1 - -1 -1 - - -11

Situazione parlamentare Al pari del precedente, poiché la Costituzione della Francia non la dispone come obbligatoria per l’esecutivo, questo governo non si è sottoposto ad una esplicita mozione di fiducia e, per questo motivo, il grafico seguente è frutto di dichiarazioni ufficiali dei partiti e delle loro posizioni durante le questioni di fiducia o le mozioni di sfiducia (compresa quella riuscita del 4 dicembre 2024).

Al momento della formazione dell’esecutivo, il 5 settembre 2024: CameraCollocazionePartitiSeggiAssemblea NazionaleGovernoENS (166):RE (99), MoDem (36), HOR (31);Altri (47):LR (47)OpposizioneNFP (193):LFI (72), SOC (66), ECO (38), GDR (17);Altri (172):RN (126), (22), UDR (16), N-I (7)

Al momento del primo tentativo di sfiducia dell’esecutivo, l’8 ottobre 2024: CameraCollocazionePartitiSeggiAssemblea NazionaleGovernoENS (166):RE (99), MoDem (36), HOR (31);Altri (47):LR (47)AstensioneRN (126), (18), UDR (16), N-I (6)OpposizioneNFP (193):LFI (72), SOC (66), ECO (38), GDR (17);Altri (4), N-I (1)

Al momento della riuscita mozione di sfiducia contro l’esecutivo, il 4 dicembre 2024: CameraCollocazionePartitiSeggiAssemblea NazionaleGovernoENS (166):RE (99), MoDem (36), HOR (31);Altri (47):LR (47)Astensione (22), N-I (7) OpposizioneNFP (193):LFI (72), SOC (66), ECO (38), GDR (17);Altri (133):RN (126), UDR (16)

Composizione Ministri FunzioneTitolareMinistri delegatiPrimo ministroMichel Barnier (LR) François-Noël Buffet (LR)Incaricato dell'Oltremare Laurent Saint-Martin (RE)Incaricato del budget e dei conti pubblici Nathalie Delattre (PR)Incaricata dei rapporti con il parlamento Maud Bregeon (RE)Portavoce del Governo Marie-Claire Carrère-Gée (LR)Incaricata del coordinamento governativo Benjamin Haddad (RE)Incaricato dell'EuropaMinisteriMinistriMinistri delegatiSegretari di StatoGiustizia e GuardasigilliDidier Migaud (DVG)carica non assegnatacarica non assegnataPartenariato con i territori e decentralizzazioneCatherine Vautrin (DVD) Françoise Gatel (UDI)Incaricata della ruralità, del commercio e dell'artigianato François Durovray (-LR)Incaricato dei trasporti Fabrice Loher (UDI) Incaricato del mare e della pescacarica non assegnataInternoBruno Retailleau (LR) Nicolas Daragon (LR)Incaricato della sicurezza quotidiana Othman Nasrou (-LR)Incaricato della cittadinanza e della lotta alle discriminazioniEducazione nazionaleAnne Genetet (RE) Alexandre Portier (LR)Incaricato della riuscita scolastica e dell'insegnamento professionalecarica non assegnataEuropa e affari esteriJean-Noël Barrot (MoDem) Sophie Primas (DVD)Incaricata del commercio con l'estero e dei Francesi all'estero Benjamin Haddad (RE)Incaricato dell'Europa Thani Mohamed Soilihi (RE)Incaricato della francofonia e dei partenariati internazionaliCulturaRachida Dati (DVD)carica non assegnatacarica non assegnataForze armate e veteraniSébastien Lecornu (RE) Jean-Louis Thiériot (LR) Dal 27/09/2024carica non assegnataTransizione ecologica, energia, clima e prevenzione dei rischiAgnès Pannier-Runacher (-RE) Olga Givernet (RE)Incaricata dell'energiacarica non assegnataEconomia, finanze e industriaAntoine Armand (RE) Marc Ferracci (RE)Incaricato dell'industria Marie-Agnès Poussier-Winsback (HOR)Incaricata dell'economia sociale e solidale, dell'interesse e della partecipazione Marina Ferrari (MoDem)Incaricata dell'economia del turismo Laurence Garnier (LR)Incaricata dei consumiSalute e accesso alle cureGeneviève Darrieussecq (MoDem)carica non assegnatacarica non assegnataSolidarietà, autonomia e uguaglianza di generePaul Christophe (HOR) Agnès Canayer (DVD)Incaricata della famiglia e della prima infanzia Charlotte Parmentier-Lecocq (HOR) Dal 27/09/2024Incaricata delle persone con disabilità Salima Saa (LR)Incaricata dell'uguaglianza di genereEdilizia abitativa e rinnovamento urbanoValérie Létard (UDI)carica non assegnatacarica non assegnataAgricoltura, sovranità alimentare e foresteAnnie Genevard (LR)carica non assegnatacarica non assegnataLavoro e impiegoAstrid Panosyan-Bouvet (RE)carica non assegnatacarica non assegnataSport, gioventù e vita associativaGil Avérous (DVD)carica non assegnatacarica non assegnataInsegnamento superiore e ricercaPatrick Hetzel (LR)carica non assegnata Clara Chappaz (Indipendente)Incaricata dell'intelligenza artificiale e digitaleFunzione pubblica, semplificazione e trasformazione dell’azione pubblicaGuillaume Kasbarian (RE)carica non assegnatacarica non assegnata

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Bibliografiche

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