Apsirto (, ), conosciuto anche come Assirto o Absirto, è un personaggio della mitologia greca, figlio di Eete e di Asterodea, nonché fratello di Medea.
Mitologia Vengono date due versioni del mito concernente questo personaggio. Secondo la Medea di Seneca, Apsirto era un bimbetto che seguiva passo passo la sorella. Questa, innamorata di Giasone, mentre si apprestava a fuggire con l'amante sopra la nave Argo, recando con sé il favoloso vello d'oro, fu inseguita dal padre e i suoi uomini; per dissuaderlo dall'inseguimento, Medea, ignorando i lamenti e le suppliche del fratellino, lo uccise e ne smembrò il corpo gettandone i pezzi tra le onde in direzione del padre Eete, che si fermò a raccoglierli in modo da poter dare degna sepoltura al figlio. Ciò permise a Giasone e Medea di fuggire senza essere disturbati. Ma Zeus mandò sulla nave una tempesta per l'atroce crimine commesso da Giasone e Medea e gli Argonauti furono infine gettati sull'isola della maga Circe, zia di Medea, che purificò i due assassiniPseudo-Apollodoro, Biblioteca, 1,9 24. L'Argo infine, poté riprendere la regolare navigazione.
In altre versioni, come nella Medea di Euripide, Apsirto è un giovane adulto. Eete mandò il figlio ad inseguire la nave Argo. Medea avrebbe, quindi, attirato il fratello in una trappola e facendogli credere che Giasone si fosse impossessato di lei con la forza, lo invitò ad un appuntamento in un luogo sacro, dove Giasone gli tese un'imboscata e lo ucciseGaio Giulio Igino, Fabulae 23.
Secondo una tradizione locale, l'origine etimologica di Tomi, una città della Grecia, deriverebbe proprio da questo evento poiché in lingua greca antica τέμνω indica il verbo "tagliare".
Ma anche l'arcipelago delle Absirtidi al largo dell'Istria rivendica di trarre il nome da Absirto. Secondo Apollonio Rodio (Argonautiche, Libro IV vv. 183-618), proprio qui Medea avrebbe gettato in mare il cadavere del fratello, fatto a pezzi per attardare gli inseguitori. I macabri brandelli si sarebbero trasformati negli isolotti e scogli circostanti le isole di Cherso e Lussino (Apsorus, Ἄψορρος); quest'ultima sarebbe dunque da identificare con Eea, l'isola di Circe, risalendo la versione più antica del mito a epoche preistoriche quando per i naviganti egei l'estremo Occidente era l'Adriatico settentrionale ("il mare di Crono") non avendo ancora esplorato il Tirreno. Apollonio, come molti altri, riteneva che un ramo del Danubio (Hister, Ιστρος) risalito dagli Argonauti sfociasse presso l'Istria (identificandolo con il semi-sotterraneo Timavo), che da esso aveva preso il nome.
Note
Voci correlate Argonauti Medea
Altri progetti
Categoria:Personaggi colchici della mitologia greca Categoria:Principi della mitologia greca Categoria:Personaggi delle Argonautiche