Biografia
Stan Kenton è tra le grandi figure del firmamento della storia del jazz. La sua orchestra, caratterizzata da un particolare suono, sapiente e seducente, anche grazie alla collaborazione di diversi ottimi arrangiatori come Pete Rugolo, Bill Holman, Lennie Niehaus, Gene Roland, Gerry Mulligan e lo sperimentatore Bob Graettinger, getta un ponte tra la musica jazz afro-americana e le acquisizioni raffinate e suggestive della musica colta del novecento. La sua orchestra si avvalse sempre di importanti personalità, come il trombettista Maynard Ferguson, i trombonisti Frank Rosolino, Kai Winding e Carl Fontana, o alfieri del suono cool-newyorkese come Lee Konitz e Dave van Kriedt.
Specializzato nell'arrangiare ritmi afro-cubani (di cui fu un pioniere) per grandi organici (e alcune delle sue orchestre sfioravano i quaranta elementi) Kenton fu un direttore d'orchestra dotato di un suono distintivo e di una grande influenza sul panorama musicale: i componenti delle sue orchestre erano normalmente solisti di prim'ordine. Le idee che propugnava, e soprattutto il suo modo di porle, gli attirarono molte critiche inclusa quella, mossagli da Leonard Feather e probabilmente ingiusta, di avere pregiudizi razziali. Resta di lui e della sua orchestra una grande e imponente discografia variamente citata: il suo brano Intermission Riff è stata per anni la sigla della rubrica settimanale del TG1 TV7.
Gli anni successivi L'ultimo esperimento di Kenton fu la sua orchestra mellofonica del 1960-1963. Nonostante le difficoltà di mantenere i 4 mellofoni in intonazione (che formavano una sezione propria e separata), questa orchestra particolare di Kenton ebbe i suoi momenti esaltanti. Tuttavia dal 1963 in poi, la composizione della sua orchestra iniziò a cambiare. Invece di utilizzare solisti famosi, Kenton preferiva giovani musicisti, anche quando questo andava a spese dell'originalità (probabilmente le considerazioni economiche avevano la loro importanza: i giovani musicisti percepivano salari molto più bassi). Gli arrangiamenti (incluso quelli di Hank Levy) continuavano a essere intricati e difficili come sempre, ma dopo il distacco da Gabe Baltazar nel 1965, Kenton non riuscì più a formare nuovi allievi di gran razza come in passato, a parte il batterista Peter Erskine e Tim Hagans. Per molte delle nuove reclute di Kenton, i tour con l'orchestra furono il vertice della carriera, piuttosto che un punto di partenza. Kenton suona Wagner (1964) fu un altro importante progetto di quegli anni, ma Kenton aveva ormai iniziato a rivolgere gran parte del suo impegno alla didattica; condusse un infinito numero di clinics, e rese disponibili alle orchestre dei college e delle università le sue composizioni. Kenton continuò a dirigere e far concerti con la sua big band fino a quando morì, nel 1979.
Gli ultimi anni
Negli ultimi anni di vita, il geniale e carismatico Kenton spese molte energie sostenendo la musica delle big band e quello che chiamava "jazz progressivo" nelle scuole e nei college nei vari Paesi Americani. La sua intera biblioteca fu donata alla University of North Texas a Denton. Fu una figura saliente nella musica americana e lasciò un indelebile segno nell'arrangiamento delle big band. La musica di Kenton evolse con il tempo tra il 1960 e il 1970, anche se non più un grande innovatore. Il suo concerto finale avvenne in agosto nel 1978, un anno prima di morire. Visse con il figlio Lance, un membro chiave della riabilitazione per droga, condannato alla prigione per assalto e cospirazione dopo che aveva messo un serpente a sonagli nella casella postale di un avvocato.
Quello che Kenton perse, comunque, fu la successiva "riscoperta" della sua musica, con molte ristampe delle sue registrazioni.
Stan Kenton morì il 25 agosto del 1979, dopo aver sofferto una settimana prima per un attacco di cuore. Fu sepolto al Westwood Village Memorial Park Cemetery, a Los Angeles.
Lo stile
Per descrivere il proprio stile, Kenton ha coniato l'espressione progressive jazz (talvolta jazz progressivo in italiano). Con questo termine voleva indicare una tipologia di musica consapevolmente complessa, modernista (tra le sue influenze ci sono Igor' Stravinskij e Paul Hindemith) e ricca di dissonanze.
Senza dubbio la musica di Kenton stride alle orecchie degli ascoltatori di jazz classico come quello di Duke Ellington, Count Basie e altri, per molte delle sue scelte musicali.
In primis, un elemento che contraddistinguerà Kenton in molte sue registrazioni (e che sarà oggetto di critiche continue), è l'accostare veri e propri muri sonori di fiati (trombe, tromboni), spinti al massimo, talvolta alla dissonanza, a temi e melodie tranquille. L'imprevedibile è sempre un elemento principale in Kenton, tant'è che in molti suoi brani non si è mai in grado di capire cosa accadrà dopo: un piano solo, un tema eseguito dall'orchestra o un'esplosione astratta di note, eseguite dai fiati.
Ma lo stile di Kenton arriva fino alla cinematografia: saranno infatti le musiche dei film polizieschi a influenzarlo molto, e a creare composizioni non tanto differenti dalle colonne sonore dei primi film di 007. Successivamente una passione che Kenton coltiverà per molti anni, sarà quella per la musica cubana e latina. Infatti, molte delle composizioni che scriverà e da cui trarrà ispirazione avranno come radice i ritmi cubani e africani, tant'è che si circonderà di percussionisti e di polistrumentisti: i suoi trombettisti ad esempio, nel brano Peanut Vendor, useranno percussioni durante alcuni stacchi ritmici.
Le critiche
Le critiche verso Kenton non si limitarono alla sua musica. Nel 1956, al ritorno con la sua orchestra dal tour europeo, il "Premio della Critica" indetto dalla rivista statunitense Down Beat, aveva elencato vittorie di musicisti afro-americani in tutte le categorie. L'orchestra di Kenton stava suonando a quel tempo in Ontario, Canada, e Stan Kenton inviò un telegramma dove lamentava "una nuova minoranza, i musicisti di jazz bianchi" e inoltre denunciava "un completo e totale disgusto per i geni del jazz". Il critico Leonard Feather, ma molti critici furono in disaccordo con Feather, rispose il 3 ottobre del 1956 con una lettera, dove denunciava la visione razziale di Kenton e il suo disprezzare i musicisti afro-americani come Duke Ellington, Count Basie e Dizzy Gillespie. Il fatto che Kenton non avesse vinto il "Premio della Critica" era la ragione più ovvia di questo suo atteggiamento; questo pregiudizio di lunga data ora veniva in superficie: Kenton non aveva assunto abbastanza strumentisti afro-americani nella sua orchestra per troppi anni.
Tre anni prima di questo avvenimento, il 16 dicembre 1953, il critico di Down Beat, Nat Hentoff, aveva scritto che: "Stan è libero da qualsiasi pregiudizio, come ogni vero uomo che io conosco".
Discografia Album
1937-46 – "Artistry in Kenton" Vol. 1-3 1937-1946 (Jazz Unlimited, 204 2081) (3CD) (2001) Le prime incisioni in assoluto di Kenton pianista, radio trascrizioni e materiale raro 1940-44 – The Chronological Stan Kenton and His Orchestra 1940-44 (Classics Records, 848) (1995) Integrale delle Master Takes 1941 – The Formative Years: 1941 (Decca Records, DL 8259) (Antologia) (1956-2002) Matrici Decca 1941 – The Formative Years: 1941 (Status Records, DSTS 1024) (1999) Trascrizioni Radio McGregor 1941 – Balboa / Summer 1941 (Mark56 Records, 582) (Live) (1972) 1941 - Balboa Bash - 1941 (Naxos Jazz Legends, 8.120517) (2000) 1941 – The Uncollected Stan Kenton and His Orchestra 1941 (Hindsight Records, HSR-118) (1978) 1941 – The Uncollected Vol. II - 1941 (Hindsight Records, HSR-124) (1978) 1941 – Rendezvous Ballroom 1941, Volume Two (Mark56 Records, 779) (1978) 1941-42 - Etude for Saxophones 1941-1942 (The Complete McGregor Transcriptions Vol. 2) (Naxos, 8.120518) (2001) 1942-45 – Live Sessions 1942/1945 (Jazz Anthology, 550302) (Live) (1991) 1943 – One Night Stand with Stan Kenton in Hollywood, 1943 (Joyce Records, LP-1150) (1983) 1943-44 – Stan Kenton: The Uncollected 1943-1944 Vol. III (Hindsight Records, HSR-136) (1979) 1943-47 – The Complete Capitol Studio Recordings of Stan Kenton (Mosaic Records, MD7-163) (7CD) 1943-47 – Stan Kenton (Time Life Music, STBB-13) 2LP, (1984) 1944 – 1944 (Queen-disc Records, Q-054) (1981) 1944 – 1944 - Rare Live Performances (Swing House Records, SWH 26) (Live)(1981) 1944-45 – The Uncollected Stan Kenton And His Orchestra 1944-1945 Vol. IV (Hindsight Records, HSR-147) (1979) 1945 – Painted Rhythm (Giants of Jazz Records, GOJ-1007) (1978) 1945 – The Chronological Stan Kenton and His Orchestra 1945 (Classics Records, 898) (1996) 1945-47 – The Christy Years (Creative World Records, ST 1035) (1971) 1945-47 – The Uncollected 1945-1947 Vol. V (Hindsight Records, HSR-157) (1981) 1945-52 – 1945-1952 "Opus In Pastels" (Jazz Roots Records, CD 56023) (1991) 1946 – Artistry in Rhythm (Capitol Records, H-167) Riedizione di BD-39 (1950) 1946 – The Chronological Stan Kenton and His Orchestra 1946 (Classics Records, 949) (1997) 1947 – 1947 (Queen-disc Records, Q-057) (Live & AFSR) (1982) 1947.1 – The Chronological Stan Kenton and His Orchestra 1947 (Classics Records, 1011)(1998) 1947.2 – The Chronological Stan Kenton and His Orchestra 1947, Vol. 2 (Classics Records, 1039) (1998) 1949 – Encores (Capitol Records, H-155) Riedizione di CC-113 (1950) (78rpm) 1948 – A Presentation of Progressive Jazz (Capitol Records, H-172) Riedizione di A Concert of Progressive Jazz 1948 – Hollywood Bowl-1948-Part One (First Heard Records, FH 52) con June Christy (Live) (1983) 1950 – The Chronological Stan Kenton and His Orchestra 1950 (Classics Records, 1185) (2001) 1950-51 The Chronological Stan Kenton and His Orchestra 1951-1952 (Classics Records, 1428) (2006) 1950-51 – Artistry in Tango (Gramercy 5 Records, GM 7704) (1977) 1951 The Chronological Stan Kenton and His Orchestra 1951 (Classics Records, ?) (?) 1951 – Kenton '51 (Concert at Cornell University) (Jazz Unlimited, JUCD 2008) (Live) (1993) 1951 – Live in 1951 at The Hollywood Palladium, Volume 1 (Jazz Band Records, EB413) (Live) (1989) 1950-61 – Stan Kenton: The Complete Capitol Recordings of the Holman and Russo Charts (Mosaic Records, MD4-136) (4CD) (1991) 1950 – Innovations in Modern Music, Volume One (Capitol Records, H-189) 1950 – Stan Kenton's Milestones (Capitol Records, H-190) Raccolta 1951 – Innovations in Modern Music Concert / Seattle, November 25, 1951 (Mark56 Records, 860) (Live) (1984) 1951 – Carnegie Hall ~ Oct. '51 (HEP Records, HEP CD 68) (Live) (2000) 1951 – Stan Kenton Presents (Capitol Records, L-248) 1951 – Carnegie (First Heard Records, FH 1006) (Live) (1981) 1951 – Live in 1951 at the Hollywood Palladium, Volume 1 (Jazz Band Records, EB413) (Live) (1989) 1951 – Stan Kenton's 1951 Band! (Rendevous Records, CD-1001) (Live) (1991) 1951 – Summer of '51 (Garland Records, GRZ006) (Live) (1987) 1951-53 – Stan Kenton (Musica Jazz, 2MJP 1047) (Live) (1987) 1952-53 The Chronological Classics: Stan Kenton and His Orchestra 1952-1953 (Classics Records, 1461) (2008) 1951-54 – Kenton and Bird (Jazz Supreme Records, JS 703) (1981) 1952 – City of Glass (Capitol Records, H/L-353) a nome Stan Kenton Condutcs Robert Graettinger's 1952 – Stan Kenton Classics (Capitol Records, H-358) 1952 – Progressive Jazz - Rare Live Performances (Swing House Records, SWH-18) (Live) (?) 1952 – One Night Stand with Stan Kenton's Concert in Miniature No. 9 And 10 (Joyce Records, 1087) (Live) (1980) 1952-56– Intermission Riff 1952 - 1956 (Giants of Jazz, CD 53109) (1991) 1953 – New Concepts of Artistry in Rhythm (Capitol Records, H/L-383) 1953 – Concert Encores (First Heard Records, FH-40) (Live) (1981) 1953 – Sketches on Standards (Capitol Records, H/L-426) 1953 – This Modern World (Capitol Records, H/L-460) 1953 – Portraits on Standards (Capitol Records, H-462) 1953 – Europe '53 Part One (First Heard Records, FH 49) (1983)