Quella del 1942 fu la ventiseiesima assegnazione dei Premi Pulitzer e vide il conferimento di dodici premi in tredici categorie, otto relative al mondo del giornalismo, tra cui figurarono per la prima volta i premi per la fotografia, per il giornalismo nazionale e per il giornalismo internazionale, e cinque relative al mondo della letteratura e della drammaturgia.

Giornalismo

Pubblico servizio: Los Angeles Times per la sua efficace campagna che ha portato alla conferma del diritto alla libera stampa garantito a tutti i giornali statunitense dalla Costituzione. Giornalismo: Stanton Delaplane, del San Francisco Chronicle, per i suoi articoli sul movimento di secessione di diverse contee della California e dell'Oregon rivolto alla formazione dello Stato di Jefferson, il quarantanovesimo stato della Federazione. Corrispondenza: Carlos P. Rómulo, del Philippines Herald, per le sue osservazioni e previsioni sugli sviluppi dello scenario dell'Estremo Oriente effettuate durante un tour delle zone più problematiche, da Hong Kong a Batavia. Giornalismo telegrafico nazionale: Louis Stark, del The New York Times, per l'encomiabile copertura di importanti vicende sindacali da egli portata avanti nel corso dell'anno. Giornalismo telegrafico internazionale: Laurence Edmund Allen, della Associated Press, per i suoi resoconti delle attività della flotta britannica del Mediterraneo, scritti come corrispondente accreditato assegnato alla flotta. Editoriale: Geoffrey Parsons, del New York Herald Tribune, per i suoi eccellenti editoriali scritti nel corso dell'anno. Vignetta editoriale: Herbert Lawrence Block (Herblock), della Newspaper Enterprise Association, per la vignetta British Plane. Fotografia: Milton Brooks, del The Detroit News, per la sua fotografia intitolata Ford Strikers Riot.

Letteratura e drammaturgia Romanzo: In This Our Life, di Ellen Glasgow (Harcourt). Drammaturgia: Non assegnato. Storia: Reveille in Washington, 1860-1865, di Margaret Leech (Harper). Biografie o Autobiografie: Crusader in Crinoline, di Forrest Wilson (Lippincott). Poesia: The Dust Which Is God, di William Rose Benét (Dodd, Mead).

Note

1942