L'ammazzatoio (L'Assommoir, conosciuto in italiano anche come Lo scannatoio) è il settimo volume del ciclo I Rougon-Macquart (1871-1893) dello scrittore francese Émile Zola.
Il romanzo iniziò ad uscire a puntate sul quotidiano Le bien publique nel 1876, ma il giornale fu costretto a interrompere le pubblicazioni a causa delle proteste che esso aveva suscitato nei lettori. Catulle Mendès, grande ammiratore di Zola, decise allora di pubblicarlo sul suo settimanale La Republique des lettres e questa volta fu un grande successo. Uscì poi come libro nel 1877.
Ambientato nella Parigi operaia e frutto di una lunga e attenta analisi d'ambiente fatta dall'autore, narra una storia di alcolismo, di miseria e di degradazione umana. Innovativo anche dal punto di vista linguistico, perché Zola vi riproduce, come in tutti i suoi romanzi, il caratteristico gergo dell'ambiente che descrive (argot).
Trama Il libro racconta le vicende di Gervaise Macquart, una giovane lavandaia che conduce un'esistenza pietosa a causa dell'uomo con cui vive, Lantier. Dopo aver vissuto in modo dissoluto, una volta finiti i risparmi della coppia, Lantier scappa di casa per un'altra donna e Gervaise si ritrova a dover tirare avanti da sola con due figli, in un piccolo appartamento. È proprio mentre cerca di districarsi dalla situazione precaria, che uno zincatore, Coupeau, inizia a corteggiarla, promettendole una vita felice al suo fianco. I due convolano a nozze e Gervaise subisce le prime critiche dei coniugi Lorellaux, che la soprannominano 'la zoppa' per via della sua gamba poco funzionante e maledicono la sua presenza di fianco ad un uomo onesto come Coupeau. Presto nasce la figlia Nanà.
Una volta sposata, finalmente felice e dimentica della brutta esperienza con il vecchio fidanzato, Gervaise riesce ad aprire una lavanderia in proprio e a condurre una vita benestante: l'apice è un superbo e imponente pranzo, offerto dalla lavandaia per il suo compleanno che impegna i risparmi e le fatiche della famiglia.
Tuttavia non mancano problemi: Coupeau, temporaneamente in malattia a causa di un incidente sul lavoro, inizia a cedere a brutte abitudini dandosi all'alcool e alle cattive frequentazioni. Rifiuta infine di tornare al suo impiego duro ma onesto e spende in fretta i suoi guadagni nella distilleria di papà Colombe, chiamata "L'Assommoir". In più ritorna Lantier, essendo fallita la sua esperienza amorosa, e gli viene accordato di condividere l'appartamento. Egli vive però da sanguisuga, non paga l'affitto, anzi, scialacqua i risparmi di Gervaise e la induce a bere.
In breve tempo la famiglia cade in rovina; Nanà scappa di casa per lavorare come ballerina nei locali notturni, mentre Coupeau impazzisce a causa dell'alcool e viene ricoverato più volte in un manicomio. Nel frattempo fallisce anche l'attività di Gervaise, che è costretta a venderla insieme all'appartamento, su suggerimento di Lantier, ad una sua amica (l'amante dell'uomo), che ne farà una confetteria.
Coupeau muore in preda ai deliri e Gervaise si ritrova da sola in un piccolo monolocale. Si dà anche lei all'alcolismo, fino a morire nella miseria di un piccolo sottoscala, ultimo alloggio della donna.
Nel frattempo la confetteria va in malora anch'essa per causa di Lantier. Il locale viene rilevato dalla figlia del trattore, per mettere su una tripperia; per Lantier è un'altra occasione per campare alle spalle di una donna.
Versione teatrale
Nel 1879 dal romanzo venne tratta una versione teatrale di William Busnach e Octave Gastineau, in 5 atti e 9 quadri scenici, autorizzata da Zola a condizione di non doversene occupare. Di fatto poi lo scrittore apprezzò i loro sforzi, oltre a quelli del regista Henri Chabrillat e degli attori che l'avevano messa in scena presso il Théâtre de l'Ambigu-Comique. Copeau fu interpretato da Gil Naza (di cui esiste una fotografia di Nadar in costume), Gervaise da Hélène Petit. La recita piacque anche a Flaubert che scrisse una lettera all'autore. In Inghilterra ebbe altrettanto successo con il titolo Drink (adattato da Charles Reade). Una ripresa del 1900 ha visto tra gli attori Lucien Guitry e Suzanne Desprès.
Traduzioni e critica La prima traduzione autorizzata da Zola fu quella di Emmanuele Rocco. Il romanzo venne tradotto in lingua fiorentina e toscana dal pistoiese Policarpo Petrocchi nel 1879: fu la seconda traduzione completa, per la quale Zola lodò il letterato. Il romanzo, che ottenne enorme successo, venne esaltato in Italia dal critico Francesco De Sanctis che durante una conferenza, tenuta al "Circolo filologico" di Napoli il 15 giugno 1879, disse: "L'Assommoir è una evoluzione a rovescio, dall'uomo all'animale, dall'ideale umano di Gervasia sino all'idiotismo, alla intelligenza cristallizzata, all'essere morale demolito, all'essere fisico incadaverito".dalla Prefazione, op. cit., pag. 6
Edizioni italiane Lo scannatojo, 2 voll., trad. di Emmanuele Rocco, Fratelli Treves, Milano, I ed. 1878 (poi L'Assommoir, 2 voll., Garzanti, Milano, 1948). L'Assommuàr, trad. di Policarpo Petrocchi e Louis Standaert, G. Pavia, Milano, I ed. 1880 (ried. Assommoir. Nella traduzione italiana di Policarpo Petrocchi, a cura di L.Zini, Società Pistoiese, 2014) trad. di Ferdinando Bideri, Bideri, Napoli, 1892. L'Assommoir, trad. di G. Nerbini, G. Nerbini Edit., Firenze, 1903 L'Assommoir, trad. di G.Edoardo Bottini, A. Barion, Sesto San Giovanni, 1932 trad. di A. Ventura Almansi, Gloriosa, Milano 1924; Bietti, Milano, 1938. L'Assommoir, trad. di Carlo Villa, Ed. Giachini, Milano, 1953 L'Assommoir, trad. di Edmonda Aldini, Editori riuniti, Roma, 1959 L'Assommoir, trad. di Luigi Galeazzo Tenconi, Collana BUR n. 2053-2057, Rizzoli, Milano, I ed. 1964. L'Assomoir, trad. di Ettore Venzi, Collana I libri del sabato n.19, Gherardo Casini Edizioni periodiche, Roma, 1966. L'assommoir, trad. e prefazione di Ferdinando Bruno, introduzione di Lanfranco Binni, Garzanti, Milano, 1992. L'Assommoir, trad. di Luisa Collodi, introduzione di Massimo Raffaeli, Newton Compton, Roma, 1995 ISBN 88-8183-041-8. a cura di Pierluigi Pellini, in Émile Zola, Romanzi, vol. 1, Collana i Meridiani, Mondadori, Milano, 2010, ISBN 978-88-04-59416-1; L'assommoir, Collana i Medidiani Paperback, Mondadori, Milano, 2014.
Note
Voci correlate Émile Zola I Rougon-Macquart, storia naturale e sociale di una famiglia sotto il Secondo Impero
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in francese con traduzione in italiano
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