Fu celebre soprattutto come autrice di film e documentari che esaltavano il regime nazista e che le assicurarono una posizione di primo piano nella cinematografia tedesca del suo tempo. In seguito si propose come autrice di opere sulle culture tradizionali africane e sulla biologia marina.
La sua adesione al nazionalsocialismo fu caratterizzata dall'amicizia e reciproca stima con Adolf Hitler e dalla condivisione dell'estetica nazista, che contribuì a sviluppare e alla quale diede espressione visiva. I contrasti con alcuni gerarchi nazisti, soprattutto con il ministro della propaganda Joseph Goebbels, la spinsero a una progressiva autonomia dal Partito nazista al quale non fu mai iscritta.
Sebbene la sua arte abbia avuto una forte connotazione propagandistica, nei suoi film non sono presenti i principi antisemiti e razzisti che invece permeavano le idee di Goebbels e Julius Streicher. La sua dimensione artistica non può essere ridotta a quella politica: la sua personalità anticonformista non corrisponde al modello femminile nazista e la sua influenza culturale, le sue innovazioni tecniche e il suo prestigio sopravvissero alla caduta del regime e le permisero di minimizzare il suo passato nazista (che comunque le impedì a lungo di lavorare), riaffiorato negli anni ottanta nella causa legale contro la regista tedesca Nina Gladitz.
Biografia Ballerina e attrice Leni Riefenstahl nacque a Berlino nel 1902. Il padre, Alfred Theodor Paul Riefenstahl, era un imprenditore di successo e avrebbe voluto per lei un futuro nell'azienda di famiglia. La madre, Bertha Scherlach, ne intuì presto il talento artistico e l'avviò alla danza, alla pittura e al teatro di nascosto dal marito, che non riteneva l'arte e lo spettacolo dei “mestieri seri”. A 16 anni la Riefenstahl si iscrisse alla Grimm-Reiter School di Berlino: la sua passione non poté più essere nascosta, causando una grave crisi coniugale. Il padre non credeva nel talento della figlia e la iscrisse all'Accademia di belle arti di Berlino, una delle più prestigiose della città, sperando che ne mettesse in luce le lacune, inducendola a seguire la volontà paterna. Al contrario, la Riefenstahl si rivelò una delle allieve più promettenti e nel 1921 decise di lasciare la sua casa a causa dei contrasti con il padre. Studiò il balletto russo con Eugenie Eduardova e la danza contemporanea sotto la direzione di Mary Wigman. Divenne un'affermata ballerina: tra il 1923 e il 1924 fu ingaggiata da Max Reinhardt per il Deutsches Theater (dove ebbe modo di conoscere il Kammerspiel) e partecipò a tournée in diverse città europee. La fragilità articolare la rendeva però soggetta a frequenti infortuni: uno al ginocchio durante una tournée a Praga nel 1924 interruppe la sua carriera. L'infortunio non le impedì di fare la sua prima esperienza cinematografica, apparendo nel film Forza e bellezza (1925).
Tornata a Berlino per visite mediche, la Riefenstahl assistette alla proiezione del film Der Berg des Schicksals ("La montagna del destino"), un film sulle Dolomiti del regista tedesco Arnold Fanck, un pioniere del "cinema di montagna". Rimase affascinata dalle possibilità di questo genere cinematografico che all'epoca riscuoteva un buon successo. Per circa un anno fece un lungo viaggio sulle Alpi nella speranza di incontrare Fanck e ottenere un ruolo nel suo successivo film. Incontrò invece Luis Trenker, un attore italiano altoatesino che aveva lavorato con Fanck e che la segnalò al regista.
Nel 1926 ottenne il suo primo ruolo da protagonista nel film La montagna dell'amore (Der Heilige Berg) e divenne rapidamente la star di numerosi film diretti da Fanck, presentandosi come una giovane donna atletica e avventurosa dotata di un suggestivo appeal. La sua carriera di attrice di film muti fu prolifica, tanto da guadagnarle in Germania una discreta fama e la considerazione di registi e appassionati di cinema. Nel 1930 concorse al ruolo di protagonista per L'angelo azzurro (Der Blaue Engel), ma il regista Josef von Sternberg le preferì Marlene Dietrich. Si trovò a suo agio anche con il cinema sonoro.
La collaborazione con Fanck le permise un utile apprendistato nella regia, nel montaggio e nella fotografia. La bella maledetta (Das blaue Licht) del 1932 fu il primo film diretto dalla Riefenstahl in un periodo nel quale la regia era affidata quasi esclusivamente a uomini. Fu anche coautrice della sceneggiatura, attrice protagonista e produttrice, tramite la casa di produzione cinematografica, Leni Riefenstahl Productions, di sua proprietà. La bella maledetta fu menzionato nel 1934 tra i migliori film stranieri dell'anno dal National Board of Review of Motion Pictures.
L'ultima interpretazione nel "cinema di montagna" fu come protagonista di S.O.S. iceberg (SOS Eisberg). Girato nel 1933 contemporaneamente nella versione tedesca diretta da Fanck e in quella inglese diretta da Tay Garnett, distribuito da Universal Studios, è l'unico film in cui la Riefenstahl recitò in una lingua diversa dal tedesco. Rifiutò la proposta di trasferirsi a Hollywood preferendo rimanere in Germania.La forza delle immagini (Die Macht der Bilder), regia di Ray Müller (1993).
Nel 1928 la Riefenstahl aveva accompagnato Fanck ai II Giochi olimpici invernali di St. Moritz, interessandosi alla fotografia e cinematografia sportiva.
Regista del nazismo Der Sieg des Glaubens
Durante la lavorazione de La bella maledetta (Das blaue Licht), la Riefenstahl lesse il Mein Kampf rimanendone profondamente colpita«Il libro mi fece una straordinaria impressione. Divenni una nazista convinta dopo la prima pagina. Pensai che un uomo che era stato capace di scrivere un tale libro avrebbe senza dubbio guidato la Germania. Fui molto felice dell'avvento di un uomo simile». Leni Riefenstahl in un'intervista al Daily Express del 24 aprile 1934. e nel 1932 ebbe modo di partecipare a un raduno elettorale del NSDAP, il partito nazista: la violenta oratoria di Hitler ebbe su di lei un effetto travolgente.«Ebbi una visione quasi apocalittica, che non ho mai potuto dimenticare. Sembrò come se la superficie della Terra si distendesse davanti a me, come un emisfero che improvvisamente si squarcia nel centro, emettendo un enorme getto d'acqua, tanto potente da toccare il cielo e scuotere la terra». In Stretta nel tempo, op. cit. Scrisse a Hitler chiedendogli un incontro. Dal canto suo Hitler assistette a una proiezione di La bella maledetta e ne rimase favorevolmente impressionato. Il Cancelliere si reputava un artista, ma era ignorato dai circoli culturali tedeschi e vide in lei chi avrebbe potuto creare l'immagine di una Germania wagneriana che emanasse bellezza, potenza e forza, da utilizzare a fini propagandistici in Germania e all'estero.
Il reciproco interesse portò a un incontro tra i due: Hitler chiese alla Riefenstahl di girare un cortometraggio in occasione del congresso del partito (Reichsparteitag) che si sarebbe tenuto a Norimberga nel settembre 1933 per celebrare l'ascesa al potere dei nazisti (Machtergreifung). Il film, dal titolo Der Sieg des Glaubens ("La vittoria della fede"), fu reputato un capolavoro dallo stesso committente che però, dopo la "Notte dei lunghi coltelli", ordinò il ritiro e la distruzione di tutte le copie in quanto la pellicola presentava molte scene con Ernst Röhm, la vittima più illustre dell'epurazione, spesso ripreso insieme ad Hitler: la damnatio memoriae cui fu sottoposta la figura del leader delle SA non risparmiò il lavoro della Riefenstahl. L'unica copia esistente di Der Sieg des Glaubens è conservata presso il Bundesarchiv-Filmarchiv di Berlino; fu lasciata dalla Riefenstahl nel Regno Unito, probabilmente nell'aprile del 1934, durante una sua visita alle maggiori università per delle conferenze sulle tecniche cinematografiche.
Il trionfo della volontà
Hitler propose alla Riefenstahl di girare un nuovo film in occasione del successivo raduno del settembre 1934. La Riefenstahl inizialmente non fu disponibile: non voleva girare un altro film per la NSDAP e preferiva lavorare alla trasposizione cinematografica di Tiefland, un'opera del 1903 di ambientazione spagnola del compositore tedesco Eugen d'Albert (tra le preferite di Hitler), per la cui produzione aveva già ricevuto finanziamenti da privati. Quando la Riefenstahl dovette abbandonare il progetto a causa della difficile situazione politica della Spagna, che di lì a poco sarebbe sfociata nella guerra civile, Hitler riuscì a convincerla, a condizione che fosse l'ultimo film per il partito. La Riefenstahl temeva che la sua identificazione con la propaganda nazista divenisse un ostacolo alla sua carriera di attrice.
Il trionfo della volontà (Triumph des Willens, titolo scelto da Hitler) è considerato un classico dei film di propaganda politica per l'efficacia nel glorificare la figura del Führer, nuovo messia del popolo tedesco. L'innovativa regia della Riefenstahl, che poté disporre della quasi totalità degli operatori cinematografici tedeschi e si avvalse di teleobiettivi e grandangoli, riuscì a trasmettere agli spettatori un epico senso di potenza attraverso inquadrature panoramiche di sterminate masse d'uomini marcianti in formazioni rigidamente inquadrate, accompagnate da una musica wagneriana travolgente.
Estratti dei discorsi tenuti da Hitler e dagli altri gerarchi nazisti si intervallano e si fondono con l'incalzare delle immagini, che enfatizzano le scenografie imponenti realizzate per il congresso dall'architetto Albert Speer, destinato a diventare negli anni successivi uno dei più importanti leader nazisti.
Lodato da Hitler come «incomparabile glorificazione della potenza e della bellezza del nostro movimento nazionalsocialista», Il trionfo della volontà vinse tra gli altri il Gran Premio all'Esposizione internazionale Arts et Techniques dans la Vie moderne di Parigi del 1937: la Riefenstahl fu la prima regista donna a ricevere riconoscimenti internazionali.
Tag der Freiheit - Unsere Wehrmacht La Riefenstahl tornò a Norimberga anche per il raduno del NSDAP del settembre del 1935, che aveva per tema la libertà del popolo tedesco, intesa come reintroduzione della coscrizione obbligatoria e creazione di un nuovo potente esercito tedesco, la Wehrmacht, istituita il 16 marzo di quell'anno in violazione alle clausole del trattato di Versailles del 1919. Il trionfo della volontà aveva provocato il risentimento dei generali del Reichswehr, che si erano sentiti esclusi dalle riprese: in effetti il film contiene solo un breve spezzone relativo alle manovre dell'esercito. Hitler, desideroso di smorzare le polemiche, propose alla Riefenstahl di montare alcune scene aggiuntive che avrebbero dovuto mostrare la potenza del "nuovo" esercito tedesco. La Riefenstahl rifiutò il consiglio di Hitler e girò un nuovo cortometraggio interamente dedicato alle forze armate che prese il titolo di Tag der Freiheit - Unsere Wehrmacht ("I giorni della libertà - Il nostro esercito").
In occasione del raduno del 1935 vennero promulgate le leggi razziali antisemite, che presero appunto il nome di leggi di Norimberga e che rappresentarono una fondamentale tappa nel processo che condusse all'Olocausto negli anni successivi. Forse per questo la Riefenstahl negò l'esistenza del cortometraggio, finché una sua copia non fu scoperta nel 1971.
Olympia Nel 1936 Hitler affidò alla Riefenstahl la realizzazione di un film celebrativo dei Giochi olimpici di Berlino. Timorosa di eventuali interferenze creative da parte del potente ministro della Propaganda Goebbels, con cui i rapporti, inizialmente buoni, si erano guastati dai tempi di Triumph des Willens, chiese e ottenne di poter produrre direttamente il film, a differenza di quanto era avvenuto con quelli precedenti girati a Norimberga e prodotti dal NSDAP.