Le elezioni parlamentari in Romania del 2024 si sono tenute il 1º dicembre, tra l’originale primo turno di voto delle elezioni presidenziali e la sua successiva ripetizione, per il rinnovo del Parlamento (Camera dei deputati e Senato) del paese.
Esse hanno visto, in uno scenario politico particolarmente incerto anche per via dell’esito inaspettato del primo turno delle elezioni presidenziali di qualche giorno prima e delle sue successive ricadute politico-sociali, la vittoria relativa del Partito Social Democratico (PSD), di centro-sinistra, il quale tuttavia, a causa principalmente di una costante e forte emorragia di consensi (parte di una più grande insoddisfazione popolare con le forze politiche tradizionali), è riuscito ad ottenere solo 86 seggi alla Camera dei Deputati e 36 al Senato, ma a mantenere comunque la maggioranza relativa dei seggi. Parimenti, sullo stesso piano, anche altre forze politiche moderate, tra cui il Partito Nazionale Liberale (PNL), di centro-destra, e l’Unione Salvate la Romania (USR), centro-liberale, hanno avuto risultati deludenti, attestandosi a, rispettivamente, solo 49 seggi alla Camera e 22 al Senato e 40 seggi alla Camera e 19 al Senato. Dall’altra parte dell’arco parlamentare, invece, hanno chiaramente profittato molto da questa situazione la principale forza di estrema destra, il Alleanza per l'Unione dei Romeni (AUR) che, con l’ottenimento di ben 64 seggi alla Camera e 28 al Senato, ha così ottenuto la seconda posizione ed aumentato drasticamente il proprio peso ed influenza politica, ma anche nuove forze emergenti della stessa ideologia, tra cui S.O.S. Romania (SOS RO), entrato per la prima volta nel Parlamento con 27 seggi alla Camera e 12 al Senato (confermando così l’ottimo risultato ottenuto già alle elezioni europee dello stesso anno) e Partidul Oamenilor Tineri (POT), parimenti entrato per la prima volta in Parlamento con 24 seggi alla Camera e 9 al Senato. In generale, dunque, pur resistendo e mantenendo una maggioranza sufficientemente operativa in entrambe le camere, il blocco dei partiti europeisti è uscito particolarmente ridimensionato, confermando così la già predetta ascesa dei partiti euroscettici, da parte dei sondaggi e dagli exit-poll, ed una condizione di forte frammentazione politica. Infine, eventi altresì degni di nota della tornata elettorale sono state alcune variazioni di fazioni politiche minori.
Sistema elettorale Disposizioni elettorali Per le elezioni di entrambe le camere del Parlamento della Romania, ossia Camera dei deputati e Senato, la legge elettorale romena (L. 208/2015) prevede l’applicazione (nell’ottica di eleggere un deputato ogni 73.000 abitanti e di un senatore ogni 168.000 abitanti) di un sistema proporzionale a lista chiusa di partito, all’interno di 42 collegi plurinominali dal vario peso politico (uno per ognuno dei distretti del paese, più uno per Bucarest ed uno per l'estero).
Di seguito, una tabella riassuntiva del peso politico di ciascun collegio plurinominale: +CollegioDeputati allocatiSenatori allocatiBucarest2913Prahova125Iași, Constanza11Bacău, Cluj, Dolj, Suceava, Timiș104Argeș, Bihor, Brașov, Galați9Mureș8Neamț83Arad, Buzău, Dâmbovița, Maramureș, Vaslui7Botoșani, Hunedoara, Sibiu, Olt6Vâlcea62Alba, Bistrița-Năsăud, Brăila, Caraș-Severin, Gorj, Harghita, Ilfov, Satu Mare, Teleorman, Vrancea5Călărași, Covasna, Giurgiu, Ialomița, Mehedinți, Sălaj, Tulcea, Estero4
Tale sistema risulta, in aggiunta, corretto da una soglia di sbarramento pari al 5% dei voti espressi a livello nazionale oppure al 20% in almeno quattro circoscrizioni per i partiti politici singoli, mentre all’8% per le coalizioni di due partiti, al 9% per le coalizioni di tre partiti ed al 10% per le coalizioni di quattro o più partiti, sebbene la legge vi deroghi per ognuno dei partiti delle minoranze etniche, garantendo a queste un rappresentante alla Camera dei deputati purché ottengano un numero di voti pari o superiore al 5% del numero medio di voti per l'elezione di un deputato.
Successivamente, al momento dello spoglio, le preferenze sono tradotte in seggi secondo il metodo D'Hondt.
Data La data ufficiale delle elezioni è stata comunicata dal governo il 4 luglio 2024.
Si è stabilito, in aggiunta, l’orario di voto in Romania tra le 7:00 e le 21:00 del 1º dicembre, sebbene sia stato ammesso agli eventuali elettori che si fossero trovati in coda alla chiusura dei seggi di poter votare comunque purché entro le 23:59 e, al pari degli altri, nella sola circoscrizione nazionale in cui risultano iscritti.
Nelle sezioni estere, invece, si è stabilito un processo di voto di due giorni: dalle 7:00 alle 21:00 di sabato 30 novembre e dalle 7:00 alle 21:00 di domenica 1º dicembre, con gli elettori ammessi a votare, essendo la circoscrizione per l’estero unica, da qualunque località allestita dalle autorità.
Quadro politico
In seguito alle elezioni parlamentari del 2020 le due principali forze di centro-destra, Partito Nazionale Liberale (PNL) e Unione Salvate la Romania (USR), costituirono un governo di coalizione insieme all'Unione Democratica Magiara di Romania (UDMR) con a capo Florin Cîțu. Dopo dieci mesi l'USR si ritirò dalla maggioranza, evento che portò all'apertura di una crisi istituzionale che condusse alla sfiducia al governo Cîțu. Per venire a capo della situazione il presidente della Romania, Klaus Iohannis, conferì in successione l'incarico di formare un nuovo governo prima a Dacian Cioloș (USR) e poi a Nicolae Ciucă (PNL), che però non riuscirono nell'intento.
In seguito a nuove consultazioni il PNL e il Partito Social Democratico (PSD) concordarono di formare una grande coalizione, formalizzando un accordo per un governo di rotazione. Il PNL guidò l'esecutivo con Nicolae Ciucă dal novembre 2021 al giugno 2023, quando lasciò il teste al presidente del PSD Marcel Ciolacu. L'intesa tra i due partiti di governo, rafforzatasi anche per contrastare l'emergere del partito nazionalista Alleanza per l'Unione dei Romeni (AUR) di George Simion, fu rinsaldata alle elezioni europee del 9 giugno 2024, quando PSD e PNL concorsero in coalizione, raccogliendo quasi il 50% delle preferenze. Ulteriori candidature congiunte furono presentate in vari collegi anche alle concomitanti elezioni locali.
In seguito al ritiro dal governo del 2021 l'USR passò attraverso un periodo di ristrutturazione (cambiò tre presidenti in tre anni), subì la scissione del partito REPER e conseguì risultati modesti alle elezioni europee del 2024. In occasione della stessa tornata elettorale l'AUR confermò la propria crescita eleggendo sei europarlamentari e, contestualmente, un ulteriore partito ultranazionalista, S.O.S. Romania, conseguì l'elezione dei suoi primi due rappresentanti a Bruxelles.
La bocciatura da parte della Corte costituzionale della candidatura alla presidenza della Romania della leader di S.O.S. Romania, Diana Șoșoacă, avvenuta il 5 ottobre 2024, fu fonte di critiche da parte del mondo politico. Il presidente del PNL Ciucă suppose il coinvolgimento del Partito Social Democratico nella decisione e il 7 ottobre dichiarò che il suo partito avrebbe interrotto la collaborazione con il PSD, pur restando al governo.
Una settimana prima delle parlamentari si svolse il primo turno delle elezioni presidenziali, poi annullato dalla Corte costituzionale il 6 dicembre. Si qualificarono al ballottaggio originariamente previsto per il successivo 8 dicembre il candidato indipendente di estrema destra Călin Georgescu e il presidente dell'USR Elena Lasconi. L'inattesa sconfitta spinse alle dimissioni dalle rispettive segreterie i leader del PSD, Marcel Ciolacu, e del PNL, Nicolae Ciucă. Malgrado le dimissioni, Ciolacu ottenne un voto di fiducia interno da parte del consiglio nazionale del PSD e rimase alla guida del partito. Il PNL al contrario nominò quale suo nuovo presidente ad interim Ilie Bolojan.
Campagna elettorale La campagna elettorale si è aperta il 1º novembre e si è conclusa il 30 novembre.
Svolgimento e programmi Partito Social Democratico Il 15 ottobre 2024 il consiglio politico nazionale del PSD deliberò di escludere dalle candidature le persone che erano state rinviate a giudizio per fatti di corruzione. Il partito incluse nelle proprie liste anche alcuni membri provenienti del Partito Umanista Social Liberale, che nella precedente legislatura aveva fatto parte del gruppo parlamentare del PSD (Cristian Popescu Piedone, Lavinia Șandru, Grațiela Gavrilescu, Daniel Ionașcu e Bogdan Ciucă). Tra gli altri candidati figurava anche l'ex primo ministro Victor Ponta, rientrato nel PSD dopo la sua espulsione del 2017.
Marcel Ciolacu, presentò il proprio programma per le elezioni presidenziali il 20 ottobre 2024 e il 29 ottobre rese pubblico quello del partito, sottolineando che si trattava di un documento compatibile con quello presentato alle presidenziali.
Il leader del PSD specificò che la priorità principale era quella di far crescere i redditi dei romeni, alzando il salario medio lordo a 2.600 euro e quello minimo a 1.300 euro, la pensione media lorda a 800 euro e quella minima a 415 euro. L'obiettivo del governo sarebbe stato quello di portare il potere d'acquisto dei romeni alla media europea entro il 2028. Tra gli altri punti del programma sottolineati dal partito figuravano deduzioni fiscali e sovvenzioni per i giovani e le famiglie, oltre che un piano per l'industrializzazione del paese e investimenti pubblici per 155 miliardi di euro nei successivi cinque anni.
Partito Nazionale Liberale Nella fase di definizione delle candidature per le parlamentari il PNL ipotizzò di presentare il presidente della Romania uscente Klaus Iohannis. Poiché la legge elettorale obbligava i candidati a far parte di un partito, mentre la costituzione prevedeva l'indipendenza politica del capo di Stato, la dirigenza del PNL preparò un emendamento che avrebbe consentito a Iohannis di presentarsi alle elezioni parlamentari come indipendente, sulla falsariga di un precedente testo approvato per permettere la candidatura di Ion Iliescu alle elezioni del 2004. In mancanza di un largo appoggio parlamentare alla proposta, il 27 settembre Iohannis affermò che non si sarebbe candidato.
Il 4 ottobre 2024 l'ufficio elettorale respinse l'iscrizione delle candidature del PNL alla camera dei deputati della sezione estero, poiché non vi erano donne rappresentate.
Nicolae Ciucă presentò il programma per le presidenziali il 23 ottobre 2024 e quello per le parlamentari il 2 novembre, nel corso di un evento che ebbe luogo al casinò di Sinaia.
Tra i punti sottolineati dal presidente del PNL figuravano 400.000 nuovi posti di lavoro e la crescita del salario medio netto a 7.000 lei entro il 2028. Il partito sosteneva un modello economico liberale, si batteva per il mantenimento della flat tax sui redditi, per la crescita graduale dei contributi sociali obbligatori per le pensioni private, per il miglioramento del sistema educativo e per investimenti sulle infrastrutture nelle zone rurali grazie al programma "Anghel Saligny".
Alleanza per l'Unione dei Romeni Nel periodo precedente la campagna elettorale per le parlamentari l'Alleanza per l'Unione dei Romeni intavolò degli incontri con i rappresentanti di altri partiti sovranisti (Partito Nazionale Conservatore Romeno e S.O.S. Romania), ma non riuscì a stringere un accordo per un'alleanza comune. Il partito presentò le candidature alle parlamentari nel corso di un evento che ebbe luogo il 22 settembre 2024 presso le Arene Romane di Bucarest. I nomi presenti sulle liste tuttavia furono modificati dopo un intervento del presidente del partito George Simion, che chiese di escludere dalle candidature i "trasformisti" provenienti da PSD e PNL. La sezione del partito di Iași scartò quindi il deputato Marius Ostaficiuc e l'ex europarlamentare Tudor Ciuhodaru.