La Cash Flow Tax è una tassa che si ottiene calcolando la differenza tra il totale delle entrate e delle uscite monetarie di un'impresa. Il cash flow rappresenta l'ammontare del denaro liquido che l'azienda possiede in un dato momento della sua vita. La Cash Flow Tax è un modello di tassa puramente teorico e non è mai stata applicata in nessun Paese.

Il concetto di Cash Flow Tax

All’interno del dibattito sulla determinazione dell’imponibile, la proposta di una Cash Flow Tax ha guadagnato attenzione, soprattutto tra gli economisti. Questo sistema si fonda sull’idea di considerare i proventi e i costi nel periodo in cui avviene la loro manifestazione finanziaria, concentrandosi sui flussi di cassa. D. Virgillito, Cash flow tax: c’è da preoccuparsi?, IPSOA Quotidiano, 2020

Il Cash Flow è uno degli indicatori più importanti per verificare lo stato di salute di un’impresa e si riferisce alle variazioni positive o negative della liquidità nell’arco di un determinato periodo, generalmente un anno. M. A. King, The Cash Flow Corporate Income Tax, The Effects of Taxation on Capital Accumulation, 1987, pagg. 379-380

In una formula semplificata potrebbe essere così rappresentato: Cash flow = liquidità finale - liquidità iniziale

La Cash Flow Tax richiede una rigorosa tenuta delle scritture contabili, poiché i flussi di cassa devono essere registrati in modo preciso. Da un punto di vista storico, il primo studio effettuato sulla Cash Flow Tax risale al 1948, che venne poi ripreso dal Prof. James Meade (vincitore del premio Nobel per l’economia nel 1977), il quale alla guida di un comitato incaricato di esaminare potenziali riforme fiscali da attuare nel Regno Unito, propose tre distinti modelli di tassazione, ciascuno caratterizzato da specifiche tipologie di flussi di cassa.

Tornando al rapporto Meade del 1978, questo distingueva: una Cash Flow Tax basata sui flussi di cassa reali (Cash Flow Tax R) , una Cash Flow Tax basata sull’insieme dei flussi reali e finanziari (Cash Flow Tax R+F) e, infine, una Cash Flow Tax basata sui flussi in uscita dal circuito dell’impresa, ossia sui dividendi pagati ai soci (Cash Flow Tax S).S. James, The Report of the Meade Committee, Accounting and Business Research, Vol. 9, 1978, pagg. 35; L. Carpentieri, Nuovi presupposti di imposta e nuovi criteri di determinazione delle basi imponibili: riflessioni de iure condito e de iure concedendo, Rivista di Diritto Tributario, 2024,

Il primo modello Cash Flow Tax R si basa sulla differenza tra incassi da vendite e costi operativi (materie prime, salari, ecc.), senza considerare le modalità di finanziamento. Questo modello risulta essere neutro rispetto alle scelte di indebitamento, in quanto gli interessi passivi non sono deducibili. La principale innovazione rispetto al sistema odierno è l'immediata deduzione degli investimenti, penalizzando le imprese fortemente indebitate. In questo modello, il Fisco agirebbe come un socio dell’impresa, partecipando a ricavi e costi. Tuttavia, non è applicabile a imprese come le banche che non generano flussi di cassa da vendite reali e risultano detassate, mostrando flussi di cassa negativi a causa dei costi operativi.R. A. De Mooij, A. Klemm e V. J. Perry, Corporate Income Taxes under Pressure. Why Reform Is Needed and How It Could Be Designed, 2021, pagg. 18-20

Il secondo modello Cash Flow Tax R+F prevede la tassazione della base imponibile, composta dalla somma dei flussi di cassa derivanti sia da operazioni reali. sia da flussi finanziari (interessi percepiti meno interessi pagati). Questa base è più simile all'attuale sistema fiscale poiché considera le stesse componenti reddituali utilizzate per le imposte sui redditi e differisce nel modo in cui vengono determinate. Tuttavia, non è neutra rispetto alle scelte di finanziamento dell'impresa poiché permette la deduzione degli interessi pagati sui prestiti, influenzando così le decisioni aziendali riguardo all'indebitamento.

Il terzo modello di Cash Flow Tax discusso da Meade è la Cash Flow Tax basata sulle transazioni azionarie (Cash Flow Tax S) che impone una tassa sui flussi di cassa in uscita dalle imprese, concentrandosi principalmente sui dividendi distribuiti agli azionisti e sugli acquisti di azioni di terzi. Questo modello, sebbene semplificato e limitato a un numero ristretto di operazioni, tende a scoraggiare la distribuzione di dividendi. Per ovviare a questo effetto negativo, le aziende potrebbero cercare finanziamenti dai soci, esentando tali fondi dalla tassazione e remunerando i prestiti con tassi d’interesse superiori a quelli di mercato.

Gli studi della Commissione Meade sulla Cash Flow Tax sono stati poi ripresi negli Stati Uniti nel 2016 con la proposta di una Destination - Based Cash Flow Tax (DBCFT). Originariamente progettata per un’economia meno globalizzata, questa tassazione si focalizzava sui flussi di cassa dei produttori nazionali. Tuttavia, con l'aumento dell'internazionalizzazione, è emersa la necessità di un modello che non fosse facilmente manipolabile dalle imprese tramite la scelta della loro residenza fiscale. La DBCFT tassa le vendite in base alla posizione dei consumatori, ignorando l'allocazione della produzione. R. Collier, M. Devereux, The Destination-Based Cash Flow Tax and the Double Tax Treaties, Oxford University Centre for Business Taxation, WP 17/06, 2017, pagg. 1-24

D’altro canto, nel nostro ordinamento ci sono state limitate sperimentazioni di tassazione per cassa, soprattutto per le piccole imprese assoggettate a IRPEF, ma queste si sono basate ancora sui dati IVA, che non sempre riflettono l’effettivo incasso.L. Carpentieri, Nuovi presupposti di imposta e nuovi criteri di determinazione delle basi imponibili: riflessioni de iure condito e de iure concedendo, Rivista di Diritto Tributario, 2024,

La Cash Flow Tax risulta essere principalmente un metodo per attribuire costi e ricavi basandosi sui flussi di cassa, mantenendo la conformità con le normative fiscali vigenti. Il fine principale è semplificare il sistema impositivo, riducendo il contenzioso derivante da valutazioni soggettive; inoltre, questo tipo di tassazione si propone di eliminare il sistema attuale degli acconti, che prevede versamenti semestrali (giugno e novembre), a favore di una periodicità mensile o trimestrale. Questa modifica, secondo i sostenitori, potrebbe alleggerire gli oneri burocratici gravanti sui professionisti.A. Galimberti, Cash flow Tax, ecco come funziona la rivoluzione fiscale di Trump, Il Sole 24 Ore, 2017,

Il modello suggerito prevede che la liquidazione dell’imposta avvenga in modo automatico e che il fisco possa prelevare direttamente le somme dovute dai conti correnti dei contribuenti, previa autorizzazione. Ciò richiederebbe un sistema elettronico robusto per la tracciabilità dei flussi di cassa, integrando ulteriormente la fatturazione elettronica con dati sui movimenti bancari. F. Ghiselli, La cash flow tax e il mito fallace delle semplificazioni a ogni costo, Il Sole 24 Ore,2020,

La proposta di Cash Flow Tax sembra riflettere un tentativo del governo di affrontare le sfide economiche accentuate dalla crisi pandemica, cercando di stimolare la liquidità fiscale a breve termine. Tuttavia, la sostenibilità e l’efficacia a lungo termine della riforma rimangono in discussione. Gli esperti avvertono che una vera semplificazione del sistema fiscale dovrebbe includere misure di equità tra i redditi di lavoro autonomo e dipendente, oltre a incoraggiare le aggregazioni tra professionisti.Redazione Roma, Piano strutturale di bilancio: l’impegno a lungo termine dell’Italia per la finanza pubblica, Il Sole 24 Ore, 2024,

Differenze tra la Cash Flow Tax e il reddito liquido

É necessario distinguere il reddito liquido dal cash flow. Per “Reddito Liquido” si intende un nuovo concetto di reddito tassabile, costituente il cuore di una ipotesi di riforma delle imposte sui redditi. La proposta di tassare il reddito liquido mira a rendere la fiscalità più adattabile alla crisi economica, semplificando la determinazione del reddito d’impresa e aumentando la prevedibilità delle conseguenze fiscali. Questo approccio potrebbe ridurre gli effetti negativi del redditometro e degli studi di settore sull'occupazione e sugli investimenti, incentivando anche gli investimenti esteri e il pagamento dei tributi. M. Versiglioni, Reddito Liquido e Imposta Liquida. Riforma Fiscale e Modello Logico dell’Imposta, Rivista Telematica di Diritto Tributario, 2021, pagg. 5-6

D’altra parte, si pone l’obiettivo di rendere più efficienti l'accertamento e la riscossione da parte dell'amministrazione finanziaria. Una soluzione potrebbe essere quella di adottare un regime di tassazione sul reddito basato sul principio di cassa, mantenendo comunque la disciplina civilistica del bilancio. In questo modo, il reddito d’impresa sarebbe determinato dalle differenze nelle disponibilità liquide all'inizio e alla fine del periodo d’imposta, facilitando una visione chiara e immediata della situazione finanziaria dell’impresa.

Il sistema di tassazione del reddito liquido (L.I.T.S.) sarebbe applicabile a tutte le imprese nazionali e potrebbe offrire spunti per una riforma della tassazione a livello europeo. Inoltre, potrebbe aprire la strada a un “reddito liquido personale” e a una “IVA liquida”. A. Lisi, Imponibilità di somme risarcitorie da accordi transattivi: principio di capacità contributiva e superamento del principio di competenza, Rivista di Diritto Tributario, 2024,

Tale nuovo sistema “L.I.T.S.” (che, dunque, si propone tra gli altri il fine congiunto di superare sia le criticità costituzionali del sistema vigente, sia le numerose difficoltà che la dottrina da sempre associa a ipotesi di Cash Flow Tax), sibasa su due elementi costitutivi inseparabili: un innovativo concetto di reddito tassabile (reddito liquido) e un nuovo tipo di sostituzione di imposta (sostituzione di imposta di impresa).M. Versiglioni, Riforma fiscale primo passo verso un regime «liquido» di tassazione, NT+ Fisco, 2020

Il "reddito liquido", inoltre, si distingue dal "reddito economico" in quanto esso detiene un grado di certezza maggiore. La già citata proposta di riforma L.I.T.S., dunque, mira a tassare una capacità contributiva più “liquida”, ossia più effettiva, che renda il tributo più equo e certo, prediligendo elementi scientifici, come gli addebiti o accrediti nei conti correnti qualificati. In aggiunta, questa nuova impostazione permetterebbe il riporto delle perdite anche per i contribuenti semplificati, allineando il trattamento fiscale tra le diverse categorie di questi. M. Versiglioni, Dal “reddito liquido” le soluzioni ai problemi del regime di cassa,NT+ Fisco, 2017,

Destination - Based Cash Flow Tax Nel 2016 Paul Ryan ha annunciato una Task Force del Partito Repubblicano che ha proposto un piano per riformare il sistema di tassazione presente negli Stati Uniti.A. D. Mitchell e E. Gan, Policy & Legal Issues Raised by the Proposed U.S. Border Adjustable Tax, Asian Journal of WTO and International Health Law and Policy, Vol. 12, n. 2, 2017, pag. 290

Una delle modifiche più significative consiste nell’introduzione della Destination – Based Cash Flow Tax (DBCFT). Essa è caratterizzata dal fatto di essere una Cash Flow Tax associata al Border Adjustment: questo significa che vengono tassate soltanto le importazioni, disincentivandole, e le esportazioni risultano esenti.V. Ceriani e G. Ricotti, Riflessioni sul coordinamento internazionale della fiscalità d’impresa, Rassegna Tributaria, n. 1, 2019, pag. 38