La Somalia (; ), ufficialmente Repubblica Federale di Somalia (in somalo Jamhuuriyadda Federaalka Soomaaliya; in arabo جمهورية الصومال الفدرالية, Jumhūriyyat aṣ-Ṣūmāl al-Fideraaliya), è uno Stato dell'Africa orientale situato nel Corno d'Africa, con capitale Mogadiscio.
Il nome attuale in italiano della Somalia, in passato nota come "Penisola dei Somali" o "Paese dei Somali",. fu dato dall'esploratore italiano Luigi Robecchi Bricchetti, primo europeo a visitare estensivamente la regione del Corno d'Africa denominata Benadir..
Confina con il Gibuti a nord, con l'Etiopia a ovest e con il Kenya a sudovest; si affaccia a nord sul golfo di Aden e a est sull'Oceano Indiano. Ha la linea di costa più lunga di tutto il continente, p. 25. e ha un territorio prevalentemente composto da altopiani e pianure. Il clima è perlopiù arido lungo tutto l'anno, con periodici venti monsonici e piogge irregolari., Climate.
Anticamente, la Somalia fu un importante centro commerciale con il resto del mondo antico, p. 199. e, secondo molti studiosi, potrebbe essere l'ubicazione più probabile del leggendario Paese di Punt., p. 26., p. 261., p. 94., p. 297., p. 48. Nel corso del tempo fu denominata in svariati modi, gli antichi Egizi la chiamavano "Punt" (egiziano: pwnt; secondo letture alternative da parte di egittologi invece pwene(t)), per gli antichi Greci aveva più di un nome, la chiamavano Barbaria (il nome si riferiva al litorale della regione del Nordest Africa, corrispondente agli odierni Sudan, Eritrea, Gibuti e Somalia), e Macrobia (Μακροβίοι), quest’ultimo era il nome usato da Erodoto, ed esso deriva dal nome dei suoi abitanti che erano considerati un popolo leggendario che si trovava all’estremo sud del mondo (dal punto di vista dei Greci), gli antichi Romani invece la chiamavano Regio Aromatica, mentre il nome datogli dagli antichi Arabi era bilad-al-Barbar, nome che si pensa sia stato influenzato da quello datogli dai Greci. Lungo il medioevo, i flussi commerciali della regione vennero dominati da vari sultanati somali, fra cui quelli degli Agiuran, Adal, Uarsangheli e Gheledi. Nel tardo XIX secolo i britannici e gli italiani acquisirono il controllo di parte della costa somala, portando alla creazione dei protettorati della Somalia britannica (nord) e della Somalia italiana (centro e sud)., p. 4.
Il controllo sulla parte interna dei territori fu però consolidato solo lungo gli anni 1920., p. 1406., pp. 131, 135. Nel 1936, la Somalia italiana fu fatta confluire nell'Africa Orientale Italiana. Amministrativamente rimase tale fino al 1941, quando passò sotto il controllo militare britannico. Dopo la seconda guerra mondiale, il nord del paese rimase protettorato britannico, mentre la restante parte fu affidata a una amministrazione fiduciaria italiana. Nel 1960, le due regioni furono unite nella Repubblica Somala., p. 338. Nel 1969, il maggiore Mohammed Siad Barre portò a termine un colpo di Stato e si insediò come presidente-dittatore instaurando la Repubblica Democratica Somala, rimanendo in carica fino allo scoppio della guerra civile (26 gennaio 1991).
Da allora, nonostante numerosi tentativi, nessuna autorità o fazione è riuscita a imporre il proprio controllo su tutto il Paese. La Somalia è stata governata da una pluralità di entità statali più o meno autonome, che esercitano ciascuna un diverso grado di controllo del territorio. Anche per questo motivo la Somalia è stata considerata uno "Stato fallito". Benedetto Conforti, Diritto internazionale, VIII ed. (2010), Napoli, Editoriale Scientifica Italiana, p. 14, ISBN 978-88-6342-173-6 ed è ancora oggi uno degli Stati più poveri e violenti del mondo. In assenza di un governo centrale, l'amministrazione della giustizia è regredita a livello locale, con l'utilizzo di istituti civili, religiosi islamici oppure consuetudinari, mentre l'economia si mantiene a livelli informali, basati sull'allevamento del bestiame, sulle rimesse degli emigrati, e sulle telecomunicazioni. Tali condizioni rimangono anche dopo la creazione di un Governo centrale a partire dal 2012. Dal 2011 sono state riaperte le ambasciate di Turchia, Gibuti, Kenya, Iran, Regno Unito, Italia e ONU. Prova del miglioramento della sicurezza in Somalia è la visita del segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon nel dicembre 2011.
Nell'agosto 2012 è stata istituita la Repubblica Federale della Somalia, con 5 Stati federati. Nel settembre 2012, fu eletto presidente Hassan Sheikh Mohamoud e successivamente il ministro degli affari esteri Fowsiyo Yusuf Haji Adan ha invitato i Paesi occidentali a investire nel Paese, riuscendo nel 2013 a stipulare accordi con Emirati Arabi e Cina. Nel 2017 fu eletto presidente Mohamed Farmajo e nel 2022 è stato rieletto Hassan Sheikh Mohamoud.
Storia
Preistoria
Le prime testimonianze di insediamenti umani in Somalia risalgono al Paleolitico: esempi di pittura rupestre risalenti al IX millennio a.C. sono stati ritrovati nella parte settentrionale del paese., pag. 9. I più famosi sono quelli ritrovati a Laas Gaal, dove si trovano alcune fra le più antiche testimonianze del continente africano, fra cui alcune iscrizioni non ancora decifrate., pag. 22. Durante l'età della pietra, si registrano varie testimonianze di più culture, fra cui la comunità di Hargheisa (perlopiù autoctona) e quella di Doia (probabilmente proveniente dal Nordafrica)., pagg. 104–105.
Sempre nel paese sono state rintracciate le prime testimonianze, risalenti al IV millennio a.C., di sepoltura nel Corno d'Africa., pagg. 40–56. Gli utensili in pietra trovati nel sito archeologico di Jalelo, nel nord della Somalia, sono stati definiti "il più importante collegamento, considerando tutto il Paleolitico, fra Oriente e Occidente"., pagg. 182–183.
Dall'antichità fino all'età classica
Ci sono varie testimonianze di edifici e altre costruzioni (strutture piramidali, tombe, rovine di città e muri di pietra), fra cui il Muro di Wargaade, che evidenziano l'esistenza di una civiltà piuttosto avanzata nella penisola somala, pag. 132. (probabilmente riconducibile al leggendario Paese di Punt),, pag. 133. la cui scrittura resta ancora oggi non decifrata, pag. 447. e che a partire perlomeno dal II millennio a.C. aveva rapporti commerciali con l'antico Egitto e la civiltà micenea.
I commercianti di Punt "commerciavano non solo la propria produzione di incenso, ebano e bovini dalle corna corte, ma anche merci delle regioni confinanti, compreso oro, avorio e pelli animali"., pag. 147. Si ha inoltre testimonianza dell'addomesticamento del dromedario durante il III millennio a.C., da cui poi si è diffuso nell'antico Egitto e poi nel Nordafrica., pag. 120. Nel periodo classico, le città-Stato di Mosylon, Opone, Malao, Mundus, Sarapion, Avaliti, Isis, Essina, Tabae, Nikon svilupparono una lucrosa rete commerciale con i mercanti di Fenicia, Egitto, Grecia, Partia, Saba, Nabatea e Impero romano.
Dopo la conquista della Nabatea da parte dei Romani e l'instaurazione di una presenza navale a Aden per combattere la pirateria, i mercanti arabi e somali impedirono alle navi indiane di entrare nei porti della penisola arabica,, pag. 54. mantenendo così il monopolio della tratta Mar Rosso-Mar Mediterraneo., pag. 229. Tuttavia, i mercanti indiani continuavano ad avere libero accesso ai porti somali, liberi dalle interferenze romane., pag. 187.
Per secoli la cannella fu fra le merci più importate da Sri Lanka e Indonesia verso i porti arabi e somali, i cui mercanti poi la esportavano verso il Nordafrica, il Vicino Oriente e l'Europa con fortissimi ricarichi (concordati con i loro colleghi indiani e cinesi). La provenienza della spezia fu uno dei segreti meglio tenuti dai mercanti, al punto che Greci e Romani pensavano che provenisse dall'Arabia e dalla Somalia., pagg. 185–186.
Dalla nascita dell'Islam alla fine del Medioevo
Alcuni popoli arabi provarono ad appropriarsi del territorio: i primi Arabi giunsero nel Corno d'Africa nel VII secolo, allora sotto l'influenza del Regno di Axum. Un hadith di Maometto ricorda l'evento, vietando ai musulmani di attaccare il regno di Axum perché aveva dato rifugio ai primi convertiti all'islam fuggiti da La Mecca. Nel corso del VII secolo gli Arabi fondarono molte colonie nell'attuale Somalia, come la città di Zeila nell'odierno Somaliland, che divenne capitale di un sultanato a partire dall'VIII secolo. Secondo altri studi, soltanto a partire dal IX secolo l'emiro di Zeila ottenne il sopravvento sul Sultanato di Ifat.
Secondo la descrizione del geografo arabo al-Ya'qubi, il sultanato era esteso nell'VIII secolo lungo tutta la costa dell'attuale Somalia settentrionale, mentre gli scali commerciali arabi di Mogadiscio, Merca e Brava pur intrattenendo relazioni con esso si governavano autonomamente come città stato marinare.
A partire dal tredicesimo secolo Somali e pastori nomadi stabilitisi nel nord del Corno d'Africa, cominciarono a emigrare in direzione dell'attuale regione della Somalia. Prima i Galla, pastori e agricoltori, avevano iniziato la loro migrazione dall'Ogaden e l'Abissinia. Tutti questi popoli si installarono definitivamente sul territorio.
Nel XIV secolo le città arabe della costa di Benadir si unirono in un'entità statuale distinta, il sultanato di Mogadiscio, che diventò lo scalo principale dei mercanti Arabi, e commerciava anche con i popoli cuscitici dell'entroterra, cioè gli Oromo e gli Afar.
In questo periodo il sultano di Adal, la cui residenza era allora Zeila, attaccò il negus Amda Seyon I, espandendosi nel Corno d'Africa. Successivamente nel 1415 il sultano di Adal Sa'ad ad-Din II fu attaccato e sconfitto dal negus Yeshaq I, che fece comporre una canzone per commemorare la propria vittoria e il proprio dominio sulla regione di Somali. Il nome Somali compare per la prima volta in luogo del precedente nome di Punt.
La regione del Giuba e del Uebi Scebeli, nell'attuale Somalia, fu parte integrante del Sultanato di Agiuran per tutto il Medioevo e fino alla fine del XVII secolo.
Il periodo coloniale
Il sultanato di Agiuran nel sud e quello di Adal nel nord contrastarono con successo i tentativi di colonizzazione dell'Impero portoghese, giovandosi anche della protezione militare del califfo ottomano e successivamente del sultano dell'Oman.
. A nord di esso, nei territori del dissolto sultanato Agiuran, si era formato il sultanato Geledi.
Dal 1887 al 1892 tutti questi possedimenti di terraferma furono progressivamente perduti a vantaggio delle potenze coloniali del Regno Unito, della Francia e dell'Italia, sebbene alcune non furono formalmente vendute o cedute fino al XX secolo (Mogadiscio agli italiani nel 1905 e Mombasa ai britannici nel 1963). Molti somali si dispersero nel territorio, specialmente in prossimità dell'Abissinia.
L'anno 1884 pose fine a un lungo periodo di pace. Con la Conferenza di Berlino, iniziò una lunga lotta sanguinosa in cui tre stati si contendevano la Somalia. L'Italia, la Gran Bretagna e la Francia si spartirono il suo territorio nel tardo XIX secolo.
I britannici stabilirono il protettorato della Somalia britannica nel 1886 dopo la ritirata dell'Egitto e il trattato con la cabila Uarsangheli. L'Egitto tentava di impedire l'espansione coloniale europea nell'Africa nordorientale. L'area meridionale, occupata dall'Italia nel 1892, divenne nota come Somalia italiana. La parte più settentrionale del territorio fu data alla Francia, che stabilì la Somalia francese, costituita dai territori di Afars e Issas. La guerra di resistenza dello Stato dei dervisci contro inglesi e italiani (1898-1920) fu guidata dal poeta, studioso e politico somalo Mohammed Abdullah Hassan. La guerra terminò con il bombardamento da parte della RAF del forte di Sayid, che causò una grande perdita di militari e civili somali.