Lunicorno di Magdeburgo (, anche conosciuto come Guericke-Einhorn, ) è un presunto reperto fossile di cui si hanno testimonianze tra il XVII e il XVIII secolo, composto dal teschio di un rinoceronte lanoso, le zampe di un mammut lanoso e il corno di un narvalo.

Storia Il ritrovamento Le notizie inerenti all'origine dell'unicorno di Magdeburgo sono oggetto di discussione. Le ossa di cui era composto vennero riesumate nel 1663 in una cava di gesso dell'Harz, vicino a Quedlinburg (che oggi prende il nome di grotta dell'Unicorno). Sulla base delle testimonianze, le ossa appartenevano a diversi animali quali un rinoceronte lanoso o altri ungulati, un mammut lanoso e un narvalo. La notizia del ritrovamento, documentata soltanto dal proprietario della grotta e poi tramandata al figlio, venne però riportata scritta soltanto nel 1776 da Johann Friedrich Zückert e potrebbe alludere in realtà al ritrovamento di altre ossa nel 1701. Secondo altri resoconti, i reperti del 1663 furono donati ad Anna Sofia I, badessa di Quedlinburg, e conservati nella soffitta del castello del monastero. Alcune ossa finirono nel gabinetto privato di arte e storia naturale di Gottfried Adrian Müller, che fu capitano del monastero dal 1759 al 1763.

Non si hanno prove sull'effettiva esistenza dell'unicorno; secondo una teoria diffusa, Otto von Guericke fu testimone oculare del ritrovamento e assemblatore della creatura. Secondo qualcuno, tuttavia, essa sarebbe falsa e frutto di abbellimenti storici.

Prime testimonianze scritte

Secondo una teoria mai confermata, il primo a descrivere l'unicorno fu von Guericke. Nel suo Experimenta nova del 1672, il fisico riporta:

Nel Museum Museorum del 1704, Michael Bernhard Valentini riportò l'immagine di un unicorno con gli arti posteriori mancanti identico a quello di Magdeburgo. Nel medesimo tomo, Valentini indica come scopritore e disegnatore dell'unicorno l'astronomo e tesoriere di Quedlinburg Johann Mayer, il cui testo sarebbe poi stato "tradotto in modi parzialmente diversi" da von Guericke e Gottfried Wilhelm Leibniz. Un'immagine molto simile realizzata da Nikolaus Seeländer (ma che alcune fonti più recenti attribuiscono a von Guericke) è infatti presente nel capitolo 35 della Protogaea, opera postuma di Leibniz del 1749 dove è presente una descrizione del mostro.

La cronologia della storia dell'unicorno è poco chiara: non si sa infatti se venne realizzato prima il modello della creatura o le bozze che lo ritraggono.

Nella cultura di massa Una replica in plastica costruita negli anni 1990 dell'unicorno è presente nel Museum für Naturkunde di Magdeburgo.

La bizzarra natura dell'oggetto e la sua storia lo hanno reso in più casi oggetto di ilarità su Internet e fatto guadagnare la reputazione di "peggiore ricostruzione fossile della storia".

Note

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Categoria:Fossili Categoria:Falsi storici