La guerra d'Olanda o guerra franco-olandese fu un conflitto combattuto dal 1672 al 1678 tra Francia e una Quadrupla alleanza composta da Brandeburgo, Sacro Romano Impero, Spagna, e Province Unite. Essa scoppiò subito dopo il trattato di Aquisgrana (1668), che sancì la fine della guerra di devoluzione tra francesi e spagnoli, e aggravò ulteriormente i rapporti tra la Francia di Luigi XIV e la Repubblica delle Province Unite di Guglielmo d'Orange.

La sua conclusione tuttavia portò notevoli acquisizioni territoriali al Regno di Francia (anche se non tutte quelle sperate all'inizio del conflitto) e sancì la supremazia militare francese sul continente europeo.La guerra d'Olanda fu descritta epicamente dal poeta e drammaturgo francese Jean Racine (1639 – 1699) nell'opera La précis historique des Campagnes de Louis le Grand

La situazione olandese

Le Province Unite, uscite dalla seconda guerra anglo-olandese nel 1667 con risultati pressoché positivi in numerose battaglie, grazie alla sagacia bellica navale di Johan de Witt, Gran pensionario olandese (governatore civile). Egli era riuscito finanche a far abolire la carica di statolder, prerogativa della Casa d'Orange-Nassau fin dai tempi di Carlo V e Filippo II. Nel 1672 comincia la terza guerra anglo-olandese dove l'Inghilterra sarà affiancata dalla Francia.

Le cause della guerra Dopo la guerra di devoluzione (1667–1668), Luigi XIV ritenne di doversi sbarazzare della Triplice Alleanza dell'Aja del 1668,L'alleanza era stata costituita fra Inghilterra, Province Unite e Svezia per arginare l'espansionismo francese nei Paesi Bassi e soprattutto delle Province Unite,Le Province Unite, federatesi nella Repubblica delle Sette Province Unite, erano costituite da: Olanda, Zelanda, Utrecht, Gheldria, Overijssel, Frisia, e Groninga se voleva conquistare i territori spagnoli dei Paesi Bassi (secondo lui, un'eredità spettantegli dal suocero Filippo IV di SpagnaL'aspirazione del Re Sole era l'acquisizione dei Paesi Bassi spagnoli.

Egli sostenne il suo diritto in base a una legge in vigore presso le province spagnole dei Paesi Bassi, secondo la quale in caso di mancanza di erede maschio di primo letto, la figlia di primo letto poteva esigere la sua parte di eredità anche in presenza di un erede maschio di secondo letto. Poiché l'unico figlio di primo letto di Filippo IV (1605 – 1665), Baltasar Carlos (1629 – 1646), figlio della prima moglie di Filippo, Elisabetta di Francia (1603 – 1644), era deceduto all'età di 16 anni, prima cioè della morte del padre, la sorella Maria Teresa), moglie di Luigi XIV, avrebbe avuto il diritto di reclamare per sé la sua parte di eredità (Traité des droits de la reine très chrétienne sur divers états de la monarchie d'Espagne, Imprimerie Royal, Paris, 1667). Questa motivazione era già stata alla base della decisione di scatenare la guerra di devoluzione (1667 – 1668)). Inoltre, nonostante l'innalzamento delle tariffe protezionistiche francesi del 1664 e del 1667, gli olandesi continuavano ad essere formidabili concorrenti delle manifatture francesi. Infine, il trattato di Aquisgrana (1668), con il quale si era chiusa la guerra di devoluzione, aveva lasciato una suddivisione territoriale di confine piuttosto complicata fra Paesi Bassi spagnoli e Francia, con numerose enclave, il che era continua fonte di dispute e, secondo molti strateghi militari francesi, rendeva insicure le frontiere settentrionali del regno.

Favorevoli a una guerra che non solo portasse le province spagnole sotto il giglio di Francia, ma che desse un colpo mortale anche alle Province Unite, erano i ministri Michel Le Tellier, marchese di Barbizieux e poi di Louvois, (ministro della guerraIl Le Tellier, marchese di Barbizieux, ebbe un ruolo importante nella preparazione logistica della guerra, così come anche il figlio Louvois, che nel 1677 prenderà il posto del padre, divenuto cancelliere di Francia, come ministro della guerra) coadiuvato dal giovane e rampante figlio Louvois, Colbert (ministro delle finanze) e i generali Turenne (detto il Grand Turenne) e Condé (detto il Grand Condé), dignitari di corte, esponenti dell'alta nobiltà francese, etc.Nel corso dei preparativi si mise in luce anche un giovane ingegnere militare che farà una splendida carriera: Sébastien Le Prestre de Vauban, divenuto famoso poi con il semplice nome di Vauban

I preparativi diplomatici

Per scardinare la triplice alleanza Luigi XIV inviò segretamente a Londra la cognata Enrichetta d'Inghilterra per trattare con il fratello Carlo cui era molto affezionata. Gli sforzi di Enrichetta, unitamente alla promessa di corrispondere a Carlo un emolumento annuo di tre milioni di lire, che consentiva al re una certa indipendenza finanziaria dal parlamento inglese, portarono al trattato di Dover del giugno 1670, con il quale Carlo II, che non aveva mai nutrito grandi simpatie per gli olandesi, si impegnava a uscire dal legame con questi ultimi.La povera Enrichetta morì a Saint Cloud il 30 giugno, appena due settimane dopo la conclusione del trattato

L'anno successivo sarebbe stato il turno della Svezia, ove Luigi XIV inviò l'ambasciatore straordinario Simon Arnauld de Pomponne per assistere quello ordinario, Ugo di Teflon, a raggiungere lo stesso scopo raggiunto in Inghilterra da Enrichetta. In effetti l'anno successivo, in aprile, il re di Svezia Carlo XI, allettato pure lui con una rendita annua di scudi, si impegnò a intervenire in aiuto della Francia se i principi tedeschi avessero aiutato le Province Unite, cosa che farà il principe elettore di Brandeburgo.

Intanto nel novembre 1671 Luigi XIV si era assicurato la neutralità dell'imperatore austriaco Leopoldo I. Ma anche la Spagna si era mossa e aveva concluso un trattato di mutua assistenza con le Province Unite.

La guerra nel 1672

Il 28 marzo 1672 Carlo II d'Inghilterra dichiarò guerra alle Province Unite e il 6 aprile Luigi XIV fece altrettanto. Il 7 giugno però la flotta congiunta anglo-francese fu battuta a Solebay, al largo del Suffolk, dalla flotta olandese dell'ammiraglio Ruyter (1607–1676) che salvò così il suo paese da un'invasione via mare.

La campagna di terra invece iniziò bene: Luigi XIV evitò i Paesi Bassi spagnoli ed entrò direttamente nella Province Unite. Egli, con il Gran Condé, prese Orsoy, Wesel, Rhinberg, Burick e il 12 giugno attraversarono il Reno al guado di Tolhuis. Nello stesso tempo il maresciallo di Luxembourg occupava Zwolle, Bernhard von Galen, principe-vescovo di Münster poneva sotto assedio la città di Groninga e il Grand Turenne occupava Arnhem e Nimega.

La strada per Amsterdam, la città più ricca dell'Olanda e il porto da cui provenivano e partivano le merci, era ormai vicina alla conquista. Spaventati da questa prospettiva gli Stati Generali delle Province Unite offrirono alla Francia la cessione di Maastricht, le città fortificate sul Reno già conquistate dai francesi, parte del Brabante e delle Fiandre zelandesiI cosiddetti "territori della generalità" (circa corrispondenti alle attuali province del Limburgo e del Brabante Settentrionale) che pur controllati dalla Repubblica delle Sette Province Unite, non facevano parte geograficamente di nessuna di esse più un'indennità di 10 milioni di lire.

Ma Luigi XIV non accettò: egli voleva acquisire una maggior ampiezza territoriale e pretendeva che nelle Province Unite venisse concessa la parità giuridica ai cattolici. Pretese quindi, oltre a quanto offerto dagli olandesi, le città di Nimega e di Grave, altri territori minori e un'indennità di 24 milioni di lire. Il re francese pretese inoltre l'abolizione delle misure adottate contro le merci francesi quali ritorsioni a quelle adottate da Colbert in Francia nei confronti delle merci olandesi e infine la parità giuridica ai cattolici. Queste richieste parvero troppo agli olandesi i quali, decisero per il momento di respingere le richieste francesi e resistere militarmente: il 24 giugno aprivano le dighe di Muyden allagando le terre che circondavano la città di Amsterdam e rendendole così impraticabili agli eserciti francesi. L'unica cosa da fare per questi ultimi era attendere la stagione fredda: il gelo avrebbe reso i pantani delle pianure allagate sufficientemente rigidi da permettere il transito a carriaggi e cavalli.

L'8 luglio Guglielmo d'Orange, già capitano generale delle armate olandesi fu nominato statolder d'Olanda e il 16 luglio anche statolder della Zelanda. L'omicidio del Gran Pensionario (carica assimilabile a quella di capo del governo) Johan de Witt e del fratello CornelisDe Witt fu l'artefice della prosperità olandese di quegli anni. Tuttavia la sua moderatezza in politica estera, in specie verso i francesi, e la rivalità con la famiglia degli Orange lo fecero oggetto allora di un vero e proprio linciaggio fecero di Guglielmo d'Orange il solo capo, che diventerà l'avversario più accanito di Luigi XIV dei successivi trent'anni.

A questo punto anche le altre potenze europee, che avevano assistito sbalordite alla fulmineità dell'azione francese e ai risultati concreti ottenuti, cominciarono a preoccuparsi che la Francia potesse divenire, con l'acquisizione territoriale che si prospettava, troppo potente. Il primo a preoccuparsi fu il principe elettore di Brandeburgo Federico Guglielmo I, poiché i francesi, nella loro marcia verso l'Olanda avevano invaso alcune sue terre in Vestfalia. Egli violò quindi il patto siglato solo l'anno prima e il 25 luglio strinse un'alleanza militare con le Province Unite e altrettanto fece l'imperatore Leopoldo I,A Leopoldo I, fervente cattolico, disturbava molto allearsi con un accanito sostenitore della Riforma luterana come Guglielmo d'Orange ma lo disturbava ancor più la minaccia espansionistica della Francia di Luigi XIV. che il 30 agosto firmò un trattato con le Province Unite, la Spagna di Carlo II e con il Ducato di Lorena di Carlo IV.Carlo IV di Lorena era in esilio a Vienna in quanto il suo ducato, che lui stesso aveva ceduto alla Francia in cambio di denaro e del ricevimento della parìa di Francia per la sua famiglia, con il trattato di Montmartre (6 febbraio 1662) era stato occupato dai francesi nel 1670, poiché Carlo IV, pur essendo rimasto governatore della Lorena, si rifiutava di fatto di riconoscervi la sovranità di Luigi XIV rompendo la promessa di neutralità fatta a Luigi XIV. Per parte spagnola, il governatore dei Paesi Bassi spagnoli inviò in appoggio a Guglielmo d'Orange un contingente delle sue truppe. Al fine di impedire il congiungimento delle truppe tedesche e austriache a quelle di Guglielmo, il Turenne fu inviato con un esercito in Vestfalia e il Condé in Alsazia. Intanto, con il sopraggiungere dell'inverno, il gelo si fece sentire molto poco e i piani per occupare Amsterdam non poterono essere attuati. Anche un tentativo di prendere L'Aia fallì per le difficoltà di manovra su un terreno reso nuovamente fangoso da un disgelo improvviso.

La guerra nel 1673

Il 26 giugno il Turenne sconfisse il principe elettore di Brandeburgo, costringendolo alla neutralità ma a sua volta il Montecuccoli lo batté obbligandolo a riattraversare il Reno.

In giugno un altro esercito francese di circa uomini si mosse verso i Paesi Bassi spagnoli, il che provocò l'immediato rientro delle truppe ispaniche nelle fortezze che li circondavano (anche se la Spagna non era ancora entrata formalmente in guerra). Ma si trattava solo di una manovra diversiva: l'obiettivo reale era la città fortificata di Maastricht che il 29 giugno, dopo 22 giorni di assedio, cadde, soprattutto per merito del Vauban, nelle mani dell'esercito francese guidato dallo stesso re.Nel corso della battaglia per conquistare la piazzaforte di Maastricht perse la vita D'Artagnan, l'ufficiale francese cui si ispirò Alexandre Dumas per il suo romanzo I tre moschettieri La presa di Maastricht consentiva ai francesi il controllo della linea della Mosa, garantendo anche le comunicazioni con il Reno.