LArciducato d'Austria (in tedesco Erzherzogtum Österreich) fu uno dei principali territori ereditari della Casa d'Asburgo e costituì il nucleo storico della Monarchia asburgica. Appartenente al Sacro Romano Impero fino alla sua dissoluzione nel 1806, ebbe come principale centro politico Vienna e continuò successivamente a esistere nell'Impero austriaco e nell'Austria-Ungheria fino al 1918.

L'arciducato ebbe origine dal Ducato d'Austria, istituito nel 1156 con il Privilegium minus e passato stabilmente alla Casa d'Asburgo nel 1282. Tra il 1358 e il 1359 Rodolfo IV d'Asburgo fece redigere il Privilegium maius, con il quale rivendicò per l'Austria la dignità arciducale, inizialmente non riconosciuta dall'Impero. Il titolo fu ufficialmente riconosciuto nel 1453 dall'imperatore Federico III d'Asburgo, divenendo da allora caratteristico della dinastia asburgica.

L'Arciducato costituì il nucleo delle Terre ereditarie asburgiche e, dopo l'acquisizione delle corone di Boemia e Ungheria da parte di Ferdinando I nel 1526, il centro della nascente Monarchia asburgica. I territori propriamente austriaci erano distinti tra Austria sopra l'Enns e Austria sotto l'Enns, corrispondenti in larga misura alle successive Alta Austria e Bassa Austria.

Con la fondazione dell'Impero austriaco nel 1804 e la dissoluzione del Sacro Romano Impero nel 1806, i territori arciducali continuarono a esistere come terre della Corona asburgica. Nel 1867 entrarono nella Cisleitania dell'Austria-Ungheria e sopravvissero fino alla dissoluzione della monarchia nel 1918, quando furono riorganizzati nei Länder dell'Alta Austria e della Bassa Austria.

Territorio L'Arciducato si estendeva principalmente nel bacino del Danubio. A est confinava con il Regno d'Ungheria, dal quale era separato in diversi tratti dai fiumi Morava e Leita; a sud confinava con il Ducato di Stiria, mentre il Semmering costituiva uno dei principali punti di collegamento tra i due territori. A nord la Selva Boema e il fiume Thaya segnavano parte del confine con il Regno di Boemia e il Margraviato di Moravia.

A occidente l'Austria sopra l'Enns confinava con la Baviera. L'Innviertel, fino ad allora appartenente alla Baviera, fu occupato dall'esercito austriaco durante la guerra di successione bavarese e ceduto definitivamente all'Austria con la pace di Teschen del 1779.

Nel corso della mediatizzazione tedesca all'inizio del XIX secolo, la monarchia asburgica acquisì inoltre temporaneamente il controllo su altri territori vicini, tra cui Salisburgo e Berchtesgaden.

Il territorio propriamente austriaco non coincideva comunque con l'insieme delle terre ereditarie della dinastia, che comprendevano anche Stiria, Carinzia, Carniola, Tirolo e numerosi altri domini.

Storia Dalla marca orientale al ducato

Il territorio dal quale ebbe origine l'Austria medievale si sviluppò lungo il medio corso del Danubio, alla frontiera orientale dei domini germanici. Dopo la vittoria di Ottone I di Sassonia sui Magiari nella battaglia di Lechfeld del 955, l'autorità imperiale poté consolidarsi nuovamente nei territori a est dell'Enns. Nel 976 la marca orientale fu affidata a Leopoldo I di Babenberg, dando inizio al dominio della dinastia dei Babenberg.

Nel 996 compare per la prima volta in un documento imperiale il nome Ostarrichi, dal quale deriva il moderno termine tedesco Österreich. Nel corso dei secoli XI e XII i Babenberg ampliarono progressivamente i propri domini verso est e Vienna acquistò crescente importanza politica.

Il 17 settembre 1156, in occasione della dieta imperiale di Ratisbona, l'imperatore Federico Barbarossa emanò il diploma successivamente noto come Privilegium minus. La marca d'Austria fu separata dal Ducato di Baviera ed elevata a Ducato d'Austria, attribuito a Enrico II Jasomirgott e alla moglie Teodora. Il diploma riconosceva inoltre alla nuova dinastia ducale particolari privilegi successori e limitava alcuni degli obblighi feudali verso l'Impero.

Nel 1186 il duca Leopoldo V di Babenberg concluse con Ottocaro IV di Stiria il Patto di Georgenberg, in forza del quale il Ducato di Stiria passò ai Babenberg alla morte di Ottocaro nel 1192. Austria e Stiria rimasero tuttavia giuridicamente territori distinti, pur essendo governati dallo stesso sovrano.

La linea maschile dei Babenberg si estinse nel 1246 con la morte di Federico II di Babenberg. Seguì un periodo di lotte successorie, durante il quale il re di Boemia Ottocaro II riuscì a impadronirsi dell'Austria e di buona parte dei territori limitrofi. La sua espansione fu arrestata da Rodolfo I d'Asburgo, che lo sconfisse e uccise nella battaglia di Marchfeld del 26 agosto 1278.

Nel 1282 Rodolfo investì congiuntamente i figli Alberto e Rodolfo dei ducati d'Austria e di Stiria. Da quel momento l'Austria entrò stabilmente nel patrimonio della Casa d'Asburgo.

Austria sopra e sotto l'Enns Già nel corso del XIII secolo si delineò una distinzione territoriale tra i domini situati a est e a ovest dell'Enns. Le regioni orientali furono progressivamente indicate come Austria sotto l'Enns (Österreich unter der Enns o nid der Enns), mentre quelle occidentali presero il nome di Austria sopra l'Enns (Österreich ob der Enns).

La distinzione derivò anche dagli assetti territoriali formatisi durante il governo di Ottocaro II di Boemia: i territori occidentali furono progressivamente separati dal nucleo orientale dell'Austria e uniti al Traungau, acquisendo una propria individualità amministrativa. Sul piano del diritto feudale imperiale, tuttavia, Austria sopra e sotto l'Enns continuarono a costituire parti di un medesimo feudo.

Con il trattato di Neuberg del 1379 i domini asburgici furono divisi tra Alberto III d'Asburgo e Leopoldo III d'Asburgo. Le due Austria rimasero riunite sotto la linea albertina, mentre alla linea leopoldina passarono, tra gli altri territori, Stiria, Carinzia, Carniola e Tirolo.

Il Privilegium maius e la dignità arciducale La posizione dell'Austria all'interno del Sacro Romano Impero mutò profondamente nella seconda metà del XIV secolo. La Bolla d'oro del 1356 aveva definito le prerogative dei sette principi elettori, escludendo però il duca d'Austria.

Tra il 1358 e il 1359 il duca Rodolfo IV d'Asburgo fece predisporre dalla propria cancelleria un insieme di documenti, in parte falsificati, successivamente noto come Privilegium maius. Attraverso tali atti Rodolfo intendeva attribuire alla Casa d'Austria prerogative paragonabili a quelle dei principi elettori e accrescere sensibilmente il proprio rango all'interno dell'Impero.

Tra le dignità rivendicate figurava quella di Pfalz-Erzherzog, traducibile come "arciduca palatino". Il progetto mirava a collocare il duca d'Austria immediatamente dopo gli elettori nella gerarchia imperiale.

L'imperatore Carlo IV di Lussemburgo non riconobbe tuttavia integralmente le pretese formulate da Rodolfo, respingendo in particolare il titolo di Pfalz-Erzherzog.

Nel XV secolo Ernesto I d'Asburgo, detto il Ferreo, iniziò a utilizzare il titolo di arciduca. La svolta decisiva avvenne con Federico III d'Asburgo, che riuniva nella propria persona la dignità imperiale e quella di principe territoriale asburgico. Nel 1453 Federico confermò ed estese i cosiddetti "privilegi austriaci", attribuendo validità imperiale al Privilegium maius e riconoscendo stabilmente la dignità arciducale degli Asburgo.

La tradizionale interpretazione secondo cui nel 1453 il Ducato d'Austria sarebbe stato formalmente elevato ad Arciducato è stata tuttavia precisata dalla storiografia più recente. Secondo lo storico Heinrich Koller, la conferma di Federico III riguardava principalmente la Casa d'Austria e il rango dei suoi membri, più che una vera e propria trasformazione giuridica del territorio in un nuovo Stato. La denominazione di Arciducato d'Austria si affermò comunque stabilmente nell'uso politico, dinastico e amministrativo.

Il titolo di arciduca venne successivamente esteso agli altri membri della Casa d'Asburgo e, in seguito, della Casa d'Asburgo-Lorena. L'Austria rimase l'unico territorio del Sacro Romano Impero stabilmente associato alla dignità arciducale.

L'Arciducato nel Sacro Romano Impero L'Arciducato d'Austria costituì uno dei principali territori ereditari degli Asburgo e il nucleo politico della successiva Monarchia asburgica. La principale capitale e residenza dinastica fu Vienna, anche se in diversi periodi ebbero rilievo anche Linz e Wiener Neustadt.

Nel 1512, con il definitivo consolidamento del sistema dei Circoli imperiali, l'Austria entrò a far parte del Circolo d'Austria (Österreichischer Reichskreis), che comprendeva gran parte delle terre ereditarie asburgiche.

L'arciduca d'Austria rivendicava nell'Impero un rango immediatamente successivo a quello dei principi elettori. Nel Reichstag il rappresentante austriaco esercitava il directorium agens nel Consiglio dei Principi dell'Impero. La pretesa asburgica di dirigere il banco secolare incontrò tuttavia l'opposizione della Baviera; di conseguenza l'Austria finì per esercitare la direzione del banco ecclesiastico, nonostante l'arciduca fosse un principe laico.

L'unità feudale dell'Austria sopra e sotto l'Enns sopravvisse alle diverse spartizioni dinastiche asburgiche e rimase formalmente in vigore fino alla dissoluzione del Sacro Romano Impero nel 1806.

Centro della Monarchia asburgica

Nel corso del XV e del XVI secolo l'importanza dell'Austria crebbe parallelamente all'espansione dinastica degli Asburgo. Federico III d'Asburgo favorì il matrimonio del figlio Massimiliano con Maria di Borgogna nel 1477, consentendo alla dinastia di acquisire una parte considerevole dell'eredità borgognona.

Il successivo matrimonio di Filippo il Bello con Giovanna di Castiglia inserì gli Asburgo nelle successioni delle corone di Castiglia e Aragona, ponendo le basi del vastissimo complesso dinastico poi ereditato da Carlo V.

Con gli accordi conclusi alla Dieta di Worms del 1521, Carlo V affidò al fratello Ferdinando il governo delle terre ereditarie austriache. L'accordo del 28 aprile 1521 attribuì a Ferdinando il governo dell'Arciducato d'Austria e dei territori dell'Austria Interiore, comprendenti, tra gli altri, Stiria, Carinzia, Carniola e Gorizia.

Nel 1526, dopo la morte di Luigi II d'Ungheria e Boemia nella battaglia di Mohács, Ferdinando acquisì la Corona di Boemia e rivendicò quella del Regno d'Ungheria. L'unione dinastica dei domini austriaci, boemi e ungheresi pose le basi della Monarchia asburgica.

Da allora l'Arciducato d'Austria non coincise più con l'insieme dei territori soggetti agli Asburgo, ma ne rappresentò il principale nucleo dinastico. Vienna divenne progressivamente la sede principale della corte e, durante i lunghi periodi nei quali gli Asburgo detennero la dignità imperiale, uno dei maggiori centri politici del Sacro Romano Impero.

Dal XV secolo fino alla dissoluzione dell'Impero nel 1806, tutti gli imperatori romano-germanici, con la sola eccezione di Carlo VII di Baviera, appartennero alla Casa d'Asburgo o alla successiva Casa d'Asburgo-Lorena.

Maria Teresa e gli Asburgo-Lorena Nel 1740, alla morte dell'imperatore Carlo VI d'Asburgo, i domini ereditari passarono, in forza della Prammatica Sanzione del 1713, alla figlia Maria Teresa d'Austria.

La successione fu contestata da diverse potenze europee e diede origine alla guerra di successione austriaca (1740-1748). Maria Teresa riuscì a conservare la maggior parte dei domini ereditari asburgici, compreso l'Arciducato d'Austria, pur non potendo essere eletta personalmente imperatrice del Sacro Romano Impero.

Nel 1745 il marito Francesco I di Lorena fu eletto imperatore. Dal loro matrimonio ebbe origine la Casa d'Asburgo-Lorena, che governò i domini austriaci fino al 1918.