LApostolato del Mare () è l'opera della Chiesa cattolica dedicata alla cura pastorale della gente di mare, posta sotto il patronato mariano nel titolo della Stella Maris, denominazione sotto cui operano i gruppi e le associazioni presenti nei porti del mondo.

Dal 13 novembre 2025 è costituito come organo centrale della Curia romana col compito di coordinare l'azione delle realtà locali in favore delle "persone e comunità dedite alla navigazione, alla pesca e alla cura dei relativi ambienti".

La realtà dell'Apostolato è presente in 353 porti di 57 diversi paesi, con oltre 1.000 fra sacerdoti e volontari laici impegnati in tutto il mondo.

Storia L'esigenza di assicurare un'assistenza spirituale ai naviganti - spesso unita ad interventi di sostegno materiale - è antica e si è accresciuta nei secoli in concomitanza con la crescita dei traffici marittimi e l'allungarsi delle percorrenze. Nelle singole realtà ecclesiali costiere sono perciò sorte cappellanie ed opere di assistenza, che si sono affiancate alla presenza su alcune navi di cappellani di bordo, pur mancando di un'organizzazione unitaria e regolata canonicamente o di specifici indirizzi liturgici e pastorali.

Fu solo nel XIX secolo, in ambito protestante, che furono avviate le prime iniziative espressamente rivolte alla gente di mare. Sul finire dello stesso secolo presero avvio le prime esperienze nella Chiesa Cattolica, incoraggiate anche dalla nuova attenzione verso il mondo del lavoro e le questioni sociali inaugurata con l'enciclica Rerum novarum: nel 1894 gli Agostiniani dell'Assunzione promossero la nascita della Société Œuvres de Mer per l'assistenza spirituale e materiale ai pescatori francesi che operavano fra l'isola di Terranova e l'Islanda. Sempre sul finire del XIX secolo la Società di San Vincenzo de' Paoli avviò un programma di visita agli imbarcati nei porti britannici, con la fondazione di quattro missioni dedicate alla gente di mare e a Glasgow, sotto gli auspici dell'Apostolato della preghiera prese il via una prima esperienza pastorale dedicata ai marittimi.

L'esperienza nel porto scozzese fu ripresa nel 1920, per opera di Peter F. Anson, Arthur Gannon e del gesuita Daniel Shields, fondando il primo nucleo dell'Apostolato, con il compito dichiarato di "promuovere lo sviluppo spirituale, morale e sociale dei marittimi". L'iniziativa ricevette l'approvazione di Papa Pio XI nel 1922, che ne auspicò una diffusione mondiale.

In effetti la presenza dell'Apostolato si estese in pochi anni dal Regno Unito anche verso Paesi Bassi, Francia, Stati Uniti d'America, Canada, Belgio e Italia. Nel 1927 fu tenuto il primo congresso mondiale a Port-en-Bessin-Huppain e negli anni successivi si tennero congressi a Londra, Amburgo, Les Sables-d'Olonne, Anversa e Glasgow. Nel 1942 fu posto sotto l'alta direzione della Sacra congregazione concistoriale.

Nel 1952, con l'esortazione apostolica Exsul familia, il consiglio internazionale venne spostato da Glasgow a Roma e posto sotto il coordinamento del neocostituito "Segretariato per la cura pastorale dei migranti e dei marittimi". Nel 1957 l'Apostolato fu organicamente disciplinato con le Leges Operis Apostolatus Maris.

Nel 1969 partecipò alla fondazione dell'International Christian Maritime Association, organismo ecumenico che raggruppa organizzazioni cattoliche e protestanti che assistono la gente di mare, riconosciuto con status consultivo presso l'Organizzazione marittima internazionale e l'Organizzazione internazionale del lavoro.

Gli statuti furono rivisti nel 1977 per adeguarli alla nuova realtà segnata dal Concilio Vaticano II e nuovamente nel 1997, con la lettera apostolica Stella Maris di Papa Giovanni Paolo II, che ribadiva l'importanza dell'Apostolato, pur escludendone la natura di soggetto giuridico a sé stante e confermandolo invece nell'ambito delle competenze del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti.

Da ultimo, con chirografo del 6 novembre 2025, Papa Leone XIV ha istituito l'Apostolato quale persona giuridica canonica pubblica strumentale alla Curia romana, posta sotto il controllo canonico del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale (alla cui competenza era stato ricondotto con la costituzione apostolica Praedicate evangelium), col compito di coordinare l'Opera dell'Apostolato del Mare nel mondo.

Con riferimento all'organizzazione dell'Apostolato sul territorio lo statuto ha rimesso alle singole Conferenze episcopali, che ne daranno comunicazione al Dicastero, di determinarsi sul costituire entità locali dotate di propria personalità giuridica ovvero di assumere la forma di progetti pastorali coordinati da uffici delle stesse Conferenze.

Organizzazione e attività

L'Opera dell'Apostolato è articolata variamente nelle varie realtà del mondo, sulla base delle scelte assunte dalle Conferenze episcopali nazionali fra loro coordinate su base macro-regionale in 9 aree (America settentrionale e Caraibi, America centrale e meridionale, Africa occidentale e costa atlantica, Africa orientale, Europa, paesi del Golfo Persico, Asia meridionale, Asia orientale e sud-orientale e Oceania). Nell'ambito dell'Opera agiscono - oltre a presbiteri e diaconi impegnati nelle parrocchie e cappellanie portuali - anche laici volontari che operano come "visitatori delle navi" e "agenti pastorali".

Oltre alle attività propriamente legate alla cura pastorale ed alle celebrazioni liturgiche, l'Apostolato realizza interventi di sostegno sociale, educativo e culturale per i naviganti, i pescatori, gli addetti ai lavori portuali, marittimi e subacquei e loro famiglie, cura l'accoglienza dei marittimi stranieri nei porti e realizza azioni di supporto nei casi di necessità, senza distinzioni di nazionalità, etnia e religione anche cooperando con altre realtà del settore (sindacati, imprese, associazioni, autorità pubbliche) e con le realtà ecclesiali del territorio.

Fra le famiglie religiose più attive nell'Apostolato si segnalano gli scalabriniani, che gestiscono 18 centri della Stella Maris in 15 diversi paesi del mondo.

Liturgia Le particolari condizioni in cui spesso si realizza l'azione dell'Apostolato comportano anche alcune peculiarità nell'esercizio dell'azione pastorale e della liturgia, che devono tenere conto, tra l'altro, della diversità linguistica e culturale fra i fedeli (a volte provenienti da realtà molto distanti) e delle contingenze operative (ad esempio già le Leges operis apostolatus maris del 1957 avevano consentito la celebrazione delle messe a bordo nelle navi senza l'utilizzo di candele per evitare rischi di incendi o esplosioni).

Nell'ambito di tale contesto ai cappellani impegnati nell'opera sono riconosciute ampie facoltà ed una certa flessibilità nella cura pastorale, nella liturgia (con la possibilità di celebrare ordinariamente anche fuori dal luogo consacrato e anche fino a tre celebrazioni eucaristiche al giorno se necessario) e nell'amministrare i sacramenti, con la sola esclusione di quello del matrimonio (per il quale è richiesta delega da parte dell'ordinario diocesano) ma con una deroga esplicita per conferire la confermazione ove non sia presente a bordo o sul posto un vescovo. Significativo anche il ruolo riconosciuto ai laici nell'affiancare e integrare il lavoro pastorale e di assistenza dei cappellani e nell'operare come ministri straordinari dell'Eucaristia.

Tra le pratiche di culto diffuse globalmente vi è la celebrazione della "Domenica del mare", condivisa ecumenicamente con le altri missioni cristiane marittime e spesso coincidente con la festività della Nostra Signora del Monte Carmelo, e, sia pure non parte del calendario liturgico, con celebrazioni in occasione della Giornata mondiale della pesca e di quella dei marittimi.

Inoltre un manuale liturgico comune, diffuso specialmente nei paesi di lingua inglese, è stato approvato nel 2006. Nelle singole realtà locali sono comunque mantenuti e valorizzati i momenti liturgici tradizionali, spesso di origine antica, legati alle comunità marinare e dei pescatori.

Nel mondo

Africa

Kenya La città di Mombasa, principale porto del paese, ospita un centro della Stella Maris fin dagli anni '70 del XX secolo. La stessa città ha ospitato il XVIII congresso internazionale dell'Apostolato nel 1987. L'opera si è poi estesa in altre località costiere (Lamu, Malindi) e fra le comunità di pescatori dei fiumi e dei laghi dell'entroterra.

Madagascar Il primo centro dell'Apostolato fu fondato nel 1973 a Toamasina, principale porto del paese, per iniziativa dell'allora vescovo Jérôme Razafindrazaka che ne affidò la direzione al sacerdote monfortano François Le Gall. Da allora l'opera si è consolidata e diffusa, anche grazie all'apporto dei missionari oblati, in altre località costiere, realizzando anche interventi e programmi specifici di supporto alle famiglie dei pescatori.

Mauritius Le prime attività ebbero inizio già intorno al 1970 per iniziativa del vescovo di Port Louis Jean Margéot, consolidandosi stabilmente dal 1979 anche grazie all'apporto dei volontari della Legio Mariae.

Sudafrica Il primo insediamento dell'Apostolato risale al 1923, fondato dagli oblati dell'Immacolata nel porto di Durban. Un secondo centro nacque negli anni successivi a Città del Capo, operato dal 1996 dagli scalabriniani. Nella stessa città è stato aperto un nuovo centro assistenziale della Stella Maris nel 2024.

Americhe

Stati Uniti d'America I primi Catholic Maritime Clubs furono fondati a cavallo fra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo a New York City (1894), New Orleans (1903) e San Francisco (1932). Un forte impulso allo sviluppo di cappellanìe e servizi di assistenza spirituale e materiale arrivò con la seconda guerra mondiale, per rispondere alle accresciute necessità della marina militare e di quella mercantile, tanto che venne disposto un contributo economico straordinario a carico del National War Fund, che contribuì alla nascita di ben 34 strutture sparse fra il territorio metropolitano e le basi americane all'estero. Nel 1947 fu istituita la National Conference of the Apostleship of the Sea. Dal 1976 l'opera è formalmente affiancata da un'associazione professionale appositamente costituita come AoS-USA e per diversi anni è stata attiva anche la National Catholic Conference of Seafarers, inoltre l'Apostolato è cofondatore e parte attiva della collaborazione ecumenica nell'ambito della North American Maritime Ministry Association (NAMMA).

Al 2018 l'Apostolato era presente in 53 diversi porti di 26 stati, con 10 centri dedicati e oltre 100 fra religiosi e volontari laici.

Uruguay

L'Apostolato è presente nel paese dal 1940. Nel 2016 i padri scalabriniani hanno riattivato il centro della Stella Maris nella capitale Montevideo.

Asia

Corea del Sud L'Apostolato del Mare ha avviato le proprie attività nel 1978 ed è attivo nelle diocesi di Busan, Incheon e Suwon.

Filippine La presenza dell'Apostolato nelle Filippine è particolarmente significativa per l'elevata incidenza del lavoro marittimo - fra imbarcati di lungo corso, emigrati e operatori della pesca locale - e per la forte diffusione della fede cattolica nel paese. L'Apostolato è attivo nel paese dal 1958 e sono presenti 11 centri della Stella Maris nei principali porti del paese. A Davao si è tenuto nel 1997 il XX congresso mondiale.

L'Apostolato del mare ha contributo all'avanzamento della legislazione sociale e dei diritti della gente di mare e ha promosso anche attività di sensibilizzazione e coinvolgimento per marittimi, pescatori e loro famiglie in concorso con l'Organizzazione internazionale del lavoro.

Singapore L'Apostolato è attivo a Singapore fin dagli anni '40 del XX secolo. Il centro della Stella Maris è stato fondato nel 1958 e coopera con la locale autorità portuale e, in spirito ecumenico, con altre organizzazioni cristiane, nel fornire assistenza e supporto ai marittimi in transito.

Europa

Belgio