Ippodamia () è un personaggio della mitologia greca. Fu una regina di Pisa ed una donna bellissima e contesa da molti uomini.
Genealogia
Figlia di EnomaoIgino, Fabulae 14Apollodoro, Biblioteca, Epitome 2.4 e di Evarete (figlia di Acrisio) o della danaide Euritoe,Tzetzes on Licofrone, Alexandra 157. sposò Pelope che la rese madre dei maschi Pitteo,Apollodoro, "Biblioteca" 3.15.7 & E.2.10 Trezene,Pausania, 2.30.8 Alcatoo Dimete,Partenio di Nicea, 31 da Filarco di Atene Atreo,Apollodoro, 2.4.6 & E.2.10 Tieste, Copreo,Apollodoro, 2.5.1 Ippalcimo,Igino, Fabulae 84 Scirone,Apollodoro, E.1.2 Sicione,Pausania, 2.6.5 con Ibico come autorità Epidauro,Pausania, 2.26.2 Cleone,Pausania, 2.15.1; Scoli ad Euripide, Oreste 4 Letreo,Pausanias, 6.22.8 Dispontio,Tryphon, fr. 87 Velsen ap. Stefano di Bisanzio, s.v. Dyspontion (Δυσπόντιον) Pelope il giovane,Scoli su Pindaro, Olimpiche 1.144c–e Argeo,Scoli a Omero, Odissea 4.10 & 22 Dias,scoli a Pindaro, Olimpiche 1.144c-e Eleio, Corinto, Cinosuro, Ippaso Scoli ad Euripide, Oreste 4 e delle femmine Astidamia (moglie di Alceo),Apollodoro, 2.4.5 Nicippe, Lisidice,Pausania, 8.14.2 (od EuridiceDiodoro Siculo, 4.9.1) e Mitilene (madre di Mitone).Stefano di Bisanzio, s.v. Mytilēnē (Μυτιλήνη)
Mitologia
Le gare
Suo padre Enomao era talmente innamorato di lei (oppure temeva il responso di un oracolo) che non voleva darla in sposa a nessuno. E la profezia dell'oracolo diceva che il giorno che qualcuno avesse ottenuto il diritto di sposarla, quello stesso giorno quell'uomo lo avrebbe ucciso. Così, e visto che Enomao non riuscì a convincere Ippodamia a non avere un marito, lui escogitò un sistema per eliminare ogni suo pretendente e dopo che Ares lo fornì di armi e cavalli, Enomao offrì ai pretendenti di Ippodamia di caricarla sul loro carro e di partecipare alla corsa con i carri che avrebbe avuto termine all'Istmo di Corinto e dove chi avesse raggiunto il traguardo prima di lui, l'avrebbe avuta in moglie ma che chiunque non lo avesse raggiunto sarebbe stato ucciso. Con questo stratagemma Enomao cercò di prevenire il responso dell'oracolo mantenendo Ippodamia solo per lui e liberandosi dei suoi numerosi pretendenti (alcuni dicono dodici), a cui tagliò le teste, che espose come monito davanti alla sua casa.Apollodoro, Biblioteca, Epitome 2.5
La scelta di Ippodamia
Ippodamia vide un giorno che tra i suoi pretendenti c'era anche Pelope e di lui s'innamorò e così convinse l'auriga Mirtilo (l'auriga del parde Enomao) ad aiutarla e quest'ultimo, anch'esso innamorato di lei, fece correre Enomao senza i perni inseriti nei mozzi delle ruote del carro ed ottenne che questi perdesse la corsa morendo tra le redini del suo carro. Apollodoro, Biblioteca, Epitome 2.6 e 7
Secondo alcuni Enomao fu invece ucciso da Pelope (vincitore della corsa e con il diritto di sposare Ippodamia) ed Enomao, in punto di morte, maledì il suo auriga (Mirtilo) pregando che venisse ucciso dallo stesso Pelope.Apollodoro, Biblioteca, Epitome 2.7
Ippodamia quindi fu presa (vinta) da Pelope e quando lui la lasciò sola per recarsi a prendere dell'acqua fu aggredita dallo stesso Mirtilo che, anch'esso innamorato di lei, desiderava possederla. Pelope reagì uccidendolo e gettandolo nel mare (che prese il nome di Mare di Mirto e che oggi circonda l'isola di Eubea).Apollodoro, Biblioteca, Epitome 2.8
Dei pretendenti sconfitti ed uccisi da Enomao ne fu fatta una tomba e si dice che furono seppelliti senza ritegno ma che in seguito Ippodamia ottenne che fosse costruito un alto monumento per onorarli.
Note
Bibliografia
Voci correlate Cranone uno dei pretendenti uccisi
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