Memnone (AFI: ; forma antiquata Mennone, o ; , "colui che tiene duro"Chantraine all'articolo , p. 685., col significato di "risoluto") è un semidio della mitologia greca, re di Persia e d'Etiopia, alleato dei Troiani nell'ultimo anno della guerra di Troia, dove perì per mano di Achille. Protagonista di molte gesta e massimo esempio di kalokagathia, è considerato uno degli eroi mitologici più importanti ma la sua figura era delineata soprattutto in testi a noi non pervenuti, tra cui lEtiopide - uno dei poemi del Ciclo Troiano - e una trilogia di Eschilo composta tra l'altro dalla tragedia Psicostasia, dove interveniva Zeus (cosa insolita per un pezzo teatrale della Grecia antica), che pesava su una bilancia i destini di Memnone e Achille. Fra le opere superstiti, si devono invece ricordare soprattutto le Metamorfosi ovidiane e i Posthomerica di Quinto Smirneo; un cenno all'eroe viene inoltre fatto nellOdissea e nellEneide.

Mitologia Origini, infanzia e giovinezza Memnone era figlio di Eos (l'Aurora), che lo generò con Titone, figlio del re di Troia Laomedonte e fratello del re troiano Priamo.. Di Titone, giovane di straordinaria bellezza, la dea dell'Aurora si era invaghita, al punto da rapirlo e condurlo con sé in Etiopia. Qui, unitasi a lui, Eos diede a Titone due figli: Emazione, il maggiore, e Memnone, il minore.

I due fratelli avevano la pelle color scuro (in quanto da bambini avevano accompagnato con la madre Eos ogni giorno in cielo il cocchio del Sole), ma per il resto erano diversissimi in tutto poiché Emazione era un uomo brutale ed efferato, mentre Memnone una persona leale e magnanima, estranea a crudeltà verso i popoli sottomessiM. Grant-J. Hazel, Dizionario della Mitologia Classica, 1979..

Emazione divenne re dell'Etiopia e si scontrò con Eracle quando questi, dovendo portare a compimento l'avventuroso viaggio attraverso l'Occidente per raggiungere il giardino delle Esperidi, stava discendendo lungo il fiume Nilo. Secondo alcuni, l'episodio non sarebbe avvenuto in Etiopia, ma in Arabia. Emazione, che aveva tentato di impedire ad Eracle di recuperare i pomi d'oro del giardino, fu da lui sconfitto e ucciso.

Memnone, che a quel tempo era ancora un fanciullo, regnava invece in Persia, a Susa, in un enorme palazzo di pietre bianche e gemme colorate posto in cima a un'acropoli, fatto erigere dal padre Titone che, dopo essere emigrato nel Vicino Oriente, aveva appunto fondato la città. Gli abitanti di Susa furono anche chiamati Cissi, dal nome di Cissia, madre adottiva o, secondo un'altra versione, nutrice di Memnone.Erodoto, V, 54. A proposito del luogo sul quale Memnone avrebbe regnato, si raccontano tuttavia leggende differenti. Diodoro Siculo ne descrive la reggia sulla cima della rocca di Susa, da lui fatta edificare e denominata per tale motivo Memnonia. A detta dello storico, Memnonia era anche il soprannome evocativo con cui ai suoi tempi era identificata la strada maestra che attraversava la regione di Susa e che la tradizione voleva essere stata fatta costruire da Memnone.Diodoro Siculo, libro II, 22, 1.

Secondo la tradizione, Memnone era stato allevato dalle Esperidi e crebbe nella terra leggendaria bagnata dall'oceano e situata nell'estremo occidente nella quale era venuto alla luce.Quinto Smirneo, Posthomerica, II, 495. Il suo palazzo reale in Persia sarebbe rimasto in piedi anche dopo la morte dell'eroe, sino alla conquista degli Achemenidi, come tramanda Strabone.Eschilo, citato da Strabone, XV, 3, 2. Eracle, dopo aver ucciso Emazione, affidò il regnò d'Etiopia a Memnone; questi in seguito ampliò ulteriormente il suo dominio conquistando moltissimi territori ma non Troia, dove regnava suo zio Priamo.

La morte

Dopo che Ettore morì nel duello contro Achille, Memnone fu convocato come alleato a Troia. Il figlio di Eos portò con sé etiopi, susiani, un imprecisato numero di indiani, cui si aggiunsero i guerrieri mandati dal re assiro Teutamo, con duecento carri. Si sostiene che egli raggiunse Troia attraversando l'Armenia in testa a un poderoso numero di persiani, etiopi ed indiani, mentre un secondo esercito comandato da Falanto, su suo ordine, salpava dalla Fenicia. Di Memnone nellOdissea si dice che fosse il più bello tra tutti i guerrieri che presero parte alla guerra di Troia.

Sotto le mura di Troia dimostrò coraggio e valore, uccidendo diversi guerrieri achei e arrivando a ferire Aiace Telamonio (uno dei pochissimi a riuscirci veramente oltre a Ettore, Sarpedonte ed Enea). Inseguì il carro di Nestore, il cui auriga era stato ucciso da Paride, e ammazzò Antiloco che era accorso in aiuto del padre. Toccato dal sacrificio del giovane, Memnone rinunciò ad attaccare Nestore. Il corpo di Antiloco fu preso dai guerrieri etiopi ma, prima che fosse spogliato delle armi, fu recuperato da Achille, particolarmente affezionato ad Antiloco. A quel punto Memnone, per la prima volta, si lasciò andare a una provocazione verbale. Di qui appunto il duello tra i due eroi semidivini:

Memnone lottò contro il Pelide e si dimostrò un guerriero non inferiore a lui: entrambi gli eroi indossavano un'armatura forgiata da Efesto. Lo scontro fu durissimo e molto più lungo rispetto a quello che aveva visto opposto Achille a Ettore. Per buona parte del duello i due semidei si scambiarono frasi di sfida. Il re etiope riuscì con le sue armi a scalfire la pelle di Achille, ma venne infine ucciso dal suo nemico, che lo decapitò con la spada. L'esercito di Memnone, rimasto senza il condottiero, si disperse, e tutti i suoi guerrieri fuggirono da Troia.

Eos pianse molto la morte del figlio e il cielo fu ricoperto da nubi, mentre il suo pianto disperato formò la rugiada. Zeus, commosso, operò allora un prodigio: dalle ceneri di Memnone, bruciato sullo stesso rogo di Antiloco per ordine di Achille - il quale aveva così voluto rendere omaggio al valore del grande nemico - nacquero due schiere di uccelli immortali (detti "Memnonidi") che ogni anno combattono fra loro sul cielo di Troia, come narrato nelle Metamorfosi di Ovidio. Stando a Pausania, l'urna con le ceneri dell'eroe fu sepolta nella Troade, presso il fiume Esepo.

Secondo una variante, Memnone fu ucciso da Achille con una lancia alla gola (in modo dunque simile a Ettore) ed Eos prese con sé il cadavere, portandolo quindi in Etiopia per la sepoltura. L'immagine della dea col corpo del figlio è anche riprodotta in antiche opere d'arte greche.

Vittime di Memnone Stando alle fonti, nei combattimenti, Memnone uccise un totale di tre tra gli eroi nemici: Terone, seguace dell'anziano NestoreQuinto Smirneo, Posthomerica, II, 238.. Ereuto, seguace dell'anziano NestoreIbidem. . Antiloco, eroe acheo, figlio di NestoreQuinto Smirneo, Posthomerica, II, 256-262..

Pareri secondari Nel III secolo d.C., in aperta riscrittura del Ciclo Troiano, nel suo Eroico Filostrato nega che Memnone avesse partecipato alla guerra di Troia: il semidio sarebbe morto in Etiopia dopo un'esistenza pari a quella di cinque generazioni.

Nella cultura di massa

In America Centrale e in Sudamerica vive una specie di farfalle caratterizzate da colori scuri e grande bellezza, il cui nome, Caligo Memnon, è un omaggio al semidio dalla pelle nera: uno dei significati della parola latina caligo è infatti 'oscurità'. Inoltre queste farfalle possiedono la capacità di trasferire gli occhi sulle ali, sì da apparire simili a teste umane nere separate dal corpo, richiamando dunque suggestivamente l'immagine dell'eroe decapitato. https://www.roma-bedandbreakfast.it/casa-delle-farfalle-2019 Nel film del 2002 Il Re Scorpione di Chuck Russel l'antagonista principale è un fortissimo guerriero di nome Memnone, che ha però la pelle bianca. Due colossali statue erette sulle rive del Nilo, che in realtà raffigurano il faraone Amenofi III, furono identificate con l'eroe. Esse sono infatti note come Colossi di Memnone. Un tempo una di esse, al levarsi dell'aurora, emetteva spesso un rumore che venne interpretato come il saluto del semidio alla madreLa statua smise di produrre suoni all'alba dopo un restauro..

Bernard Picart realizzò l'incisione Memnone, figlio di Eos e Titone, nella quale è rappresentata un'immaginaria e imponente statua del semidio in Egitto, da non confondere dunque con i Colossi di Memnone, sebbene l'artista la collochi presso il Nilo. L'opera è conservata ad Amsterdam.

Medardo Rosso eseguì Memnone, una statua in cera nera raffigurante la testa recisa dell'eroe. L'opera è custodita nella Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea a Roma.

Un presunto busto del semidio da fanciullo, opera scultorea di artista italiano ignoto, si trova al Prado di Madrid.

Note

Bibliografia Igino, Miti, a cura di G. Guidorizzi, Milano, Adelphi, 2000. Quinto Smirneo, Il seguito dell'Iliade, coordinamento e revisione di E. Lelli, Milano, Bompiani, 2013. Filostrato, Eroico, prefazione di Marcello Massenzio, a cura di Valeria Rossi, Venezia, Marsilio, 2001. Traduzione di Marina Cavalli.

Traduzione di Pier Antonio Borgheggiani.

Voci correlate Colossi di Memnone Decapitazione Kalokagathìa

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