I monumenti e luoghi d'interesse di Aversa, in Provincia di Caserta, sono rilevanti dal punto di vista storico-culturale.

Il centro storico è costituito da numerose chiese da cui deriva il nome di "città dalle cento chiese" con una moltitudine di opere artistiche e architettoniche di proprietà della diocesi.

Nelle chiese aversane sono presenti opere di importanti pittori: Guido da Siena, Angiolillo Arcuccio, Colantonio, Polidoro da Caravaggio, Marco Pino da Siena, Guercino, Pietro da Cortona, Pietro Negroni detto il Giovane Zingaro, Josè de Ribeira detto lo Spagnoletto, Cornelis Smet, Teodoro d'Errico, Massimo Stanzione, Paolo De Matteis, Francesco Solimena, Francesco De Mura.

Architetture religiose Cattedrale di San Paolo

La cattedrale costituisce il fulcro della vita religiosa della città. È situata nel cuore del borgo antico. La sua costruzione si deve a Riccardo I, che incominciò i lavori nel 1053 e che furono terminati da suo figlio Giordano nel 1090.. L'edificio ha subito varie devastazioni e numerosi restauri che ne hanno alterato l'antico aspetto originario. La cupola, in stile arabo-normanno con due ordini sovrapposti di arcatelle cieche, fu costruita nel 1349 e restaurata recentemente, nel 2011. Determinante per l'aspetto attuale del Duomo furono le modifiche apportate a partire dal 1703 per volere del vescovo e cardinale Innico Caracciolo, che affidò i lavori all'architetto romano Carlo Buratti, che ideò l'attuale facciata barocca. L'interno è diviso in tre navate con cappelle laterali ed è arricchito da diversi dipinti come la Vergine e san Bonaventura, di Francesco Solimena.

Chiesa di Santa Maria a Piazza

Situata nei pressi del castello aragonese, la chiesa di Santa Maria a Piazza è la chiesa più antica di Aversa (XI secolo). L'edificio fu eretto in forma romanica, ma a seguito di un terremoto l'impianto originario subì, nel XIV secolo., una completa trasformazione secondo i canoni dell'architettura gotica. Anticamente era il luogo di incontro e scambio di mercanzie da parte di gente di provenienza diversa come ebrei, arabi, bizantini e longobardi. La facciata è in tufo a vista con tre portali di forma ogivale. Sulla destra vi è il campanile, anch'esso dell'XI secolo. L'interno è a tre navate, i pilastri e le arcate a tutto sesto della navata centrale sono in tufo a vista. Custodisce affreschi e frammenti della prima scuola giottesca.

Convento e Chiesa di San Francesco delle Monache

La chiesa fu fondata tra il 1230 e il 1235., dall'ordine francescano. Di forma romanico-gotica, fu ricostruita nel 1645 con ornamenti di marmo intarsiati policromi e preziosi altari. Tra il 1830 e il 1839 nella parte che affaccia su via Roma fu costruito un belvedere per permettere alle clarisse in clausura di seguire, non viste, le funzioni rituali delle festività aversane. Del grande convento resta ben poco poiché, nella prima metà del XX secolo, il chiostro grande e parte del Belvedere delle Monache furono espropriati per dare assetto all'attuale piazza Municipio.. La chiesa presenta una pianta quadrata con arcate a tutto sesto e volte a scodella con pareti dipinte e custodisce opere di Francesco De Mura, Pietro da Cortona, Guercino e Josè de Ribera detto Spagnoletto. Una porta lignea in cui sono intagliate le figure di S. Francesco e S. Chiara, introduce nell'interno della chiesa, a croce latina, con un'unica navata, sulla quale si aprono tre cappelle per ciascun lato.

Chiesa di Sant'Antonio da Padova

La chiesa di Sant'Antonio da Padova è situata lungo via Seggio e risale al XIII secolo. Di architettura gotica, nel XV secolo fu largamente rimaneggiata. L'interno è a unica navata. Le forme attuali sono emerse dal restauro successivo al sisma del 1980 che ha evidenziato il rosone e le monofore della facciata, e all'interno, la trifora del presbiterio e l'arco trionfale. La facciata si presenta semplice e nobile allo stesso tempo, con le pietre negli angoli che denotano la povertà francescana. All'interno della chiesa è contenuto un eccellente patrimonio pittorico d'epoca rinascimentale e barocca, con opere del grande pittore seicentista Carlo Mercurio.

Chiesa di San Lorenzo ad Septimum L'antico cenobio benedettino di San Lorenzo ad Septimum fu edificato intorno al X secolo ed era posto sulla via consolare romana a sette miglia da Capua. Con l'avvento dei Normanni, il piccolo cenobio benedettino cominciò a ingrandirsi e a crescere di importanza. Fu soppresso nel 1807 dai francesi. L'interno della chiesa ha tre navate con cappelle laterali. Del periodo normanno rimane il portale in marmo scolpito che adorna l'ingresso della chiesa del XII secolo Nel XV secolo e XVI secolo furono rifatte le absidi in forma quadrata. Famoso anche per il suo chiostro rinascimentale di particolare bellezza che ospita il Dipartimento d'Architettura dell'Università della Campania Luigi Vanvitelli.

Chiesa di San Nicola

È situata nei pressi dell'antica Porta San Nicola, oggi andata perduta. Costruita certamente nel 1132 e riedificata successivamente a seguito di un incendio da Carlo I d'Angiò, fratello del re di Francia, molto devoto al santo a cui la chiesa è dedicata, è costituita da tre navate, che negli ultimi restauri sono state riportate all'antico aspetto barocco, con la realizzazione di ricche decorazioni a stucco tipiche di questo stile. Qui è custodita una tavola fiamminga che raffigura lAnnunciazione, inizi del XVII secolo, di Dirk Hendricksz.

Chiesa dell’Immacolata Concezione La prima pietra della chiesa dell'Immacolata Concezione, sede dell'omonima Confraternita, fu posta dal vescovo Giorgio Manzòlo il 20 marzo 1582. Il luogo prescelto per la costruzione era situato in quel tempo a ridosso delle mura cittadine, oggi non più esistenti, a pochi metri da porta San Nicola. In precedenza la Confraternita era ospitata nella chiesa del convento di Santa Maria Maddalena dei frati minori osservanti, poco distante. Celebrata già nell’XI secolo, l’Immacolata Concezione della Vergine Maria divenne dogma solo nel 1854 con la bolla Ineffabilis Deus di papa Pio IX. La pestilenza del 1656 cessò ad Aversa proprio l’8 dicembre di quell’anno: da allora in poi il municipio offrì ogni anno in voto all'Immacolata 60 libbre di ceri.

La facciata tardobarocca è notevole soprattutto per l’andamento della trabeazione del primo ordine, incurvata verso l’alto per far spazio al timpano del portale, spezzato da una nicchia contenente una statua raffigurante lImmacolata Concezione. L’interno è di piccole dimensioni e presenta un impianto rettangolare a navata unica, con quattro cappelle laterali poco profonde, inframmezzate dai vani contenenti i confessionali. Una volta a calotta ellittica sovrasta il vano del presbiterio, separato dalla navata da un arco trionfale sorretto da pilastri con lesene composite.

La decorazione pittorica fu realizzata a partire dal 1605, anno in cui fu commissionata a Vincenzo Camardella lImmacolata Concezione posta sull'altare maggiore. La prima cappella a sinistra presenta una tela firmata e datata da Nicola Mercurio nel 1690, raffigurante San Liborio vescovo, protettore dai calcoli renali e biliari. Nella seconda cappella a sinistra troviamo una tela raffigurante San Matteo Evangelista e l'angelo, firmata e datata da Nicola Mercurio nel 1687. Si tratta del rifacimento di un dipinto eseguito molti anni prima da Carlo Mercurio, padre di Nicola. Gli altari delle cappelle del lato destro presentano altre due tele riferibili a Nicola Mercurio: la prima raffigurante San Gorgonio, l’altra Sant'Aniello.

Una ricca decorazione settecentesca in stucco, d’impronta vaccariana, riveste le pareti e incornicia le cone degli altari. L’altare maggiore, in pregiato diaspro di Sicilia, fu realizzato tra il 1739 e il 1742 dal maestro marmoraro napoletano Aniello Gentile secondo il disegno fornito da Carlo Schisano, argentiere della cattedrale di Napoli. Anche gli altari delle cappelle laterali furono eseguiti dal Gentile (1744), mentre la balaustrata dell’altare maggiore è opera del marmoraro Gennaro di Lucca (1795).

Al XVII secolo sono ascrivibili l’organo sulla cantoria, in controfacciata e il soffitto ligneo a cassettoni, nei cui riquadri sono scolpiti i simboli mariani e, al centro, la figura dellImmacolata Concezione.

Chiesa e Monastero di San Domenico

La chiesa fu fondata da Carlo I d'Angiò nel 1278 e completata da suo figlio Carlo II d'Angiò e dedicata a San Luigi IX, re dei francesi e diventata poi San Domenico perché i Domenicani vi abitarono fino al 1808. In origine presentava uno schema di grande aula rettangolare fino a quando, nel 1742, l'Ordine Monastico pensò a un radicale restauro, incaricando Filippo Raguzzini, il quale utilizzò, per la facciata il progetto per il concorso di San Giovanni in Laterano in Roma. Il Raguzzini inserì sulla facciata quattro edicole con le statue di Benedetto XIII e Pio V, in quelle superiori e Benedetto XI e Innocenzo V, in quelle inferiori e sulla sommità della facciata è collocata la statua di Luigi IX. La chiesa conservava interessanti opere: ai lati dell'ingresso, due bellissimi medaglioni marmorei con i Santi Pietro e Paolo di cultura merliana; al secondo altare destro, lAnnunciazione, di Francesco De Mura; al terzo, Resurrezione di Gesù, di Francesco Solimena. L'arco voltato a botte dell'abside, su cui poggia un organo transennato del XVII secolo, fu ricostruito in mattoni nel 1847. Nel 1813 il monastero passò ai Minori Osservanti della Maddalena, che vi rimasero fino al 1911.. La chiesa è stata chiusa dal terremoto del 1980 e riaperta solennemente il 18 ottobre 2019.

Complesso dell'Annunziata

Il Complesso dell'Annunziata fu fondato agli inizi del Trecento per volere dei sovrani angioini. Nel 1422 Giovanna II donò all'Annunziata l'ospedale di Sant'Eligio, che consentì l'accorpamento delle due strutture nell'unica istituzione dell'Ave Gratia Plena, gestita da amministratori laici. Il complesso è caratterizzato da una scala monumentale e presenta uno sviluppo planimetrico che è il risultato delle numerose modifiche apportate nel corso di quattro secoli. Tra il 1518 e il 1520 vennero prese importanti iniziative, prime fra tutte la realizzazione del nuovo organo per la chiesa, commissionato a Giovanni Francesco Mormando. Nel 1566 incominciò l'opera di trasformazione della chiesa, con l'inserimento della tribuna e di una sorta di transetto per ridurre l'eccessivo sviluppo longitudinale dell'unica navata.

Nel 1612 furono inserite lungo la navata le cappelle e fu realizzata la nuova sacrestia con il progetto di fra Nuvolo. Nel 1582 si intraprese la costruzione di un nuovo ospedale, riservato alle donne... Nel 1836 fu ricostruita la cupola, dopo il crollo avvenuto in seguito al terremoto del 1826. Nel 1712 incominciò la ricostruzione dell'attuale campanile, a pianta quadrangolare, con basamento in piperno bugnato e due ordini superiori con lesene doriche e ioniche. Nel 1776 Giacomo Gentile completò la struttura con la costruzione dell'arco sormontato dall'orologio, così da collegare la torre campanaria e il complesso. Nel tempo il monumento è diventato il simbolo di Aversa. Il complesso è composto da un cortile dove in fondo vi è la chiesa della Santissima Annunziata preceduta da un pronao composto da quattro colonne di marmo con capitello corinzio.

L'interno della chiesa è a croce latina. Al suo interno sono custoditi importanti dipinti, tra i quali la Deposizione di Cristo di Marco dal Pino e lAdorazione dei pastori di Francesco Solimena. Ha ospitato sino al 1991 l'ospedale civile cittadino, dal 1992 invece è sede del Dipartimento di Ingegneria dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

Parrocchia di Sant'Audeno