Foudraine può essere considerato come uno dei primissimi precursori del movimento dell’antipsichiatria.

Biografia Dopo aver studiato medicina per sette anni, e dopo aver conseguito la specializzazione in psichiatria – durata invece cinque anni –,, pagina 8. lasciò i Paesi Bassi per poter lavorare presso il reparto psichiatrico di Chestnut Lodge (situato a Rockville, negli Stati Uniti), dove ebbe la possibilità di applicare i suoi metodi e i suoi principî in controtendenza con la psichiatria ufficiale. Nel 1965, si ritrovò a capo del centro psicoterapeutico dello Stichitng Veluweland, presso Ederveen, dove rimase per circa due anni e mezzo. Acquisì la fama nel 1971 con la pubblicazione dell’opera Wie is van hout (tradotto in lingua italiana con il titolo Chi è di legno nel 1975 per i tipi della Mondadori).

Dopo aver vissuto diversi anni in India, e dopo aver acquisito – inoltre – lo pseudonimo «Swami Deva Amrito», fece ritorno in patria, dove morì nel 2016.

Dottrina Nella sua opera principale (scilicet, Chi è di legno), l’autore sostiene la tesi secondo la quale non esista una differenza netta, chiara e distinta tra coloro che sono considerati ‘sani’ da un punto di vista psichico e coloro che sono invece considerati ‘malati’, pagina 9. L’autore si esprime, infatti, in questi termini: «Durante questi rapporti psicoterapeutici, ho appreso che gli “schizofrenici” sono esseri umani come me e voi, non “diversi” e assolutamente non “insensibili”. Ma semplicemente esseri umani in una profonda crisi esistenziale e perciò… tanto più umani […]» – Ibidem [lievemente modificato].. Esiste solo una differenza quantitativa. Lo dimostra nella sua opera maggiore in cui descrive la sua esperienza presso il reparto di Chestnut Lodge (situato a Rockville, negli Stati Uniti), presso il quale – assegnando maggiori responsabilità alle degentiIl reparto in questione era infatti costituito esclusivamente da ‘pazienti’ di genere femminile. –, dimostra come sia possibile far sì che le pazienti possano riacquisire una forte autonomia, e possano riafferrare nuovamente le redini della propria esistenzaL’‘esperimento’ viene principalmente descritto nella parte II di Chi è di legno, intitolata «L’America», nella quale confluiscono i capitoli che vanno dal V al XIII..

Espresse sempre una profonda diffidenza nei confronti della lobotomia, dell’insulinoterapia, dell’elettroshock e di altri trattamenti sanitarî di questo genere, considerati disumani, crudeli e dannosi; al contempo, propose un cambiamento di paradigma della psichiatria, auspicando che quest’ultima abbandonasse il suo modello biologistico, e abbracciasse un approccio più umano nei confronti di coloro che soffrono da un punto di vista psichico.

Ritenne, inoltre, che la psichiatria dovesse scindersi in maniera netta e decisa dalla scienza medicaLa motivazione che adduce alla base di tale asserzione è la seguente: «La scienza medica può restare al livello di scienza naturale, ma la psichiatria no, poiché essa ha a che fare con valori, norme, regole, problemi etici: è insomma “scienza morale”». – , pagina 389., e che – come logica conseguenza –, dovesse ‘divorziare’ in maniera inequivocabile anche dalla neurologiaLo psichiatra olandese utilizza, infatti, il paragone del matrimonio e del divorzio per esprimere il suo auspicio: «Questo processo comporta una scissione totale dalla neurologia, che sarà comunque difficile. Dopo un cattivo matrimonio – quello fra psichiatria e neurologia – ci sarà con ogni probabilità un difficile divorzio» – , pagina 389..

Riteneva che coloro che soffrono da un punto di vista psichico, non debbano essere considerati necessariamente delle ‘zavorre’ per la società, bensì delle persone che possano anch’esse contribuire al miglioramento della stessa, nonché insegnare il vero significato della ‘condizione umana’Foudraine si espresse, infatti, nei seguenti termini: «[…] perché mai non ci rendiamo conto che coloro ai quali viene affibbiata l’etichetta di “psicotici” o “schizofrenici” possono più degli altri insegnarci cosa sia la condition humaine? Perché mai siamo stati così poco disposti ad ascoltarli?» – , pagina 410..

Opere

Note

Bibliografia

Voci correlate Antipsichiatria Thomas Szasz Giorgio Antonucci

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