Eteocle () è un personaggio della mitologia greca. Fu un re di Tebe.

Genealogia Figlio di Edipo e di Giocasta oppure di Euriganea (Εὐρυγάνεια figlia di Iperfante).

Fu padre di Laodamante.

Mitologia Figlio primogenito di Edipo, stipulò con il fratello Polinice un patto per il regno dove decisero che ciascuno dei due avrebbe governato a turno per un anno ma Eteocle, dopo il termine dell'anno in cui spettò a lui di governare, non volle cedere il regno al fratello e lo bandì da Tebe. Così Polinice si recò ad Argo dove regnava Adrasto, che accettò di allearsi con Polinice e di muovere il proprio esercito contro Tebe per rimetterlo sul trono.

Etocle ricevette Tideo (come messaggero del nemico) ed a lui rifutò la proposta di cedere il regno e così Tideo sfidò i Tebani al duello e vinse ogni scontro.

Etocle si preparò alla battaglia e dopo che gli Argivi assediarono le sette porte della città dispose il suo esercito per respingerli.

Sui due fratelli gravava una maledizione lanciata dal padre Edipo che, accecatosi e cacciato da Tebe li maledisse perché nessuno dei due si era opposto al suo destino e durante la battaglia Eteocle e Polinice, per la fermezza di entrambi gli eserciti, combatterono una sola battaglia e si uccisero a vicenda.

Tebe, alla fine vinse la battaglia ed al corpo di Eteocle furono tributati gli onori di difensore della città, mentre quello di Polinice fu lasciato insepolto, per ordine del nuovo re Creonte.

Secondo altre versioni del mito, invece, i due vennero cremati, ma quando vennero posti insieme sul rogo, tanto era l'odio che li aveva caratterizzati in vita che le fiamme del rogo si divisero in due.L'episodio verrà successivamente ripreso da Dante nel XXVI canto dell'Inferno per descrivere la fiamma biforcuta in cui si trovano Ulisse e Diomede.

Collegamenti con la cultura ittita Alcuni studiosi (a partire dall'ittitologo svizzero Emil Forrer nel 1924) hanno accomunato la figura di Eteocle a quella di Tawagalawa, un personaggio noto nelle fonti Ittite come sovrano degli AhhiyawaEntità ancora non chiaramente identificata; molti autori la ritengono Micene o una coalizione di stati micenei facenti capo magari proprio a questa città; tra questi , 2011. Joachim Latacz invece propone Tebe (, 2004)., popolazione che si tende a identificare con gli Achei.

Tawagalawa è presente (seppur marginalmente) nella lettera di TawagalawaTawagalawa è indicato come fratello dell'attuale Re di Ahhiyawa, destinatario della lettera: non è chiaro se Tawagalawa fosse il predecessore dell'attuale sovrano di Ahhiyawa o il sovrano di un differente regno miceneo/Ahhiyawa coevo del fratello. Si vedano , 2010, e , 2018., nella quale sarebbe indicato come Grande Re, "fratello" del gran re acheo destinatario della missiva di cui si ignora il nome; nella missiva, il re ittita invoca l'aiuto di Tawagalawa nel contrasto (databile con molta approssimazione alla prima metà del XIII secolo a.C.) contro Piyama-Radu (nome che evoca il Priamo, re della Troia omerica), alleato degli Ahhiyawa e usurpatore della città di Wilusa (Ilios-Troia) di cui i sovrani ittiti vorrebbero l'estradizione.

Da questa fonte sembrerebbe che i due sovrani Ahhiyawa controllino Milawanda/Mileto, dove hanno insediato un sovrano, tale Atpa, genero di Piyama-Radu.

Note

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