Via Maffìa è una strada urbana del centro di Firenze, situata in Oltrarno, che va da via Santo Spirito a via Sant'Agostino, oltre la quale prosegue per un breve tratto senza sfondo, in direzione del giardino dei Del Rosso che occupa il centro dell'isolato verso via della Chiesa (con ingresso principale da via dei Serragli 49) e che chiude la via con un fabbricato di pertinenza al n. 43.
Storia
La denominazione è in riferimento a un certo Maffio (ossia Matteo) Manetti che ebbe le proprie case verso l'incrocio con via Santo Spirito (dove si trovano il palazzo e le case Manetti) e verso quello con via di Sant'Agostino. Alcune fonti citano invece un certo Maffeo Palmieri. In ogni caso si tratta di un caso non infrequente di una strada fiorentina chiamata con declinazione in -a partendo da un nome proprio di persona o da un cognome, come via Laura, via Taddea o via Toscanella.
L'umanista Giannozzo Manetti visse in una casa in angolo con via Sant'Agostino, dotata di un passaggio interno per accedere agli orti del convento di Santo Spirito, da dove poteva recarsi comodamente a studiare nella biblioteca del convento, come ricorda Vespasiano da Bisticci.
Per il breve tratto senza sfondo oltre via Sant'Agostino è documentata fino a buona parte dell'Ottocento anche la titolazione di via Mozza o Mozzina (così, ad esempio, sulla pianta di Firenze di Ferdinando Ruggieri del 1731)Paolini, schede web., nome che condivideva almeno con un tratto di via San Zanobi (che fu noto per avervi una casa Michelangelo Buonarroti, ma anche perché vi ebbe sede al tempo del Granducato uno dei bordelli autorizzati della città) e con una straduzza, che ancora si chiama così (via Mozza), presso via de' Benci.
Descrizione La via è formata, non tanto dalle facciate di case proprie, ma dai terghi degli edifici, che si affacciano su altre strade, come quelli del convento di Santo Spirito (a sinistra), dei palazzi di via Santo Spirito (verso nord) e dei palazzi di via de' Serragli (a destra). È dunque una strada interna 'di servizio'Bargellini-Guarnieri 1977., con un andamento decentrato nella griglia delle direttrici cittadine, che non si prolunga su nessuna altra strada.
In ragione di quanto accennato è evidente il carattere appartato della strada, decisamente secondaria nel sistema di viabilità.
Edifici