Fara Filiorum Petri (La Farë in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Chieti, nella regione Abruzzo.

È disteso in pianura, al centro della Val di Foro, con il centro storico situato a ridosso di un piccolo e isolato colle circondato da tre fiumi: il Foro, la Vesola Sant'Angelo e la Vesola San Martino.

Il toponimo di origine longobarda, che significa "terra dei figli di Pietro", colloca la fondazione del comune al periodo della dominazione di tale popolazione germanica, tra il VI secolo e l'VIII secolo.

Il comune appartiene all'Unione dei comuni della Vallata del Foro.valledelforo.it | Scopri la Valle tra la Majella e l'Adriatico

È celebre per la festa patronale di Sant'Antonio Abate del 16 gennaio (celebrata sin dal 1799), nella quale si bruciano torce giganti, composte da canne e da legami creati dal salice piangente, dette "Farchie" e che vengono costruite dalle contrade del comune e bruciate poi nel piazzale davanti alla cappella di Sant'Antonio Abate.

Geografia fisica Territorio Fara Filiorum Petri è situata alle porte del Parco Nazionale della Maiella, circondata da colline e campagne coltivate. Il comune è posto ai piedi della Maiella, una delle montagne più alte dell'appennino. L'altitudine del centro storico è di (ma si toccano i nella frazione Colli e i nella frazione Piane, per un'escursione altimetrica di ).

Il paese è solcato da tre fiumi: il fiume Foro, nascente a Pretoro, la Vesola Sant'Angelo, nascente da Roccamontepiano, che finisce con l'affluire nel fiume Foro presso la frazione Giardino; e la Vesola San Martino, nascente da Guardiagrele, che finisce con l'affluire nel fiume Foro nella frazione Giardino.

Nella frazione Piane e nella frazione Madonna del Ponte, entrambe poste nella prima cintura del centro, sono inoltre presenti due laghi (di origine artificiale) costruiti con alcuni argini posti al fiume Foro.

Vi sono anche i calanchi, osservabili sul dorsale nord della frazione Colli, formazioni geologiche di argilla a spigoli molto vivi e brulli.

Il centro abitato è situato a circa da importanti località balneari quali Francavilla al Mare e Ortona e dal capoluogo di provincia Chieti. Altresì è possibile, percorrendo , trovarsi in importanti località montane e sciistiche, rispettivamente Bocca di Valle (Guardiagrele) e Passo Lanciano (Pretoro).

Clima Il clima si può definire mediterraneo di tipo temperato-collinare, anche se notevoli sono l'influsso mitigatore del mare e l'influsso fresco della montagna.

Il mese più freddo è gennaio, le cui notti abbassano quasi sempre il termometro sotto lo zero, anche di diversi gradi. Nella stagione invernale sono frequenti le nevicate, anche abbondanti, superiori al mezzo metro, e frequentissime sono le gelate mattutine e le giornate uggiose. Il freddo proviene principalmente da venti siberiani spiranti da est. La stagione fredda farese ha inizio all'incirca verso fine settembre, per protrarsi almeno fino alla seconda metà di maggio. Considerata la latitudine e il territorio, si può dire che gli inverni faresi sono incredibilmente rigidi e persistenti, con possibili nevicate anche fino al mese di aprile.

Il mese più caldo è luglio, con temperature che di giorno al sole possono talvolta raggiungere i 40 gradi, temperature aggravate dal forte tasso di umidità che quasi sempre le accompagna. Il caldo è portato essenzialmente e sempre più spesso dall'anticiclone subtropicale africano, sempre meno invece dall'anticiclone delle Azzorre. Durante le notti estive la minima raramente scende sotto i 20 gradi, rendendo afoso anche il periodo dedicato al riposo.

La stagione delle piogge, che si protrae da settembre a maggio, reca abbondanti precipitazioni, dell'ordine di 10-12 giorni di pioggia mensili. Durante la stagione estiva invece le piogge cadono più di rado, ma quando accade scendono sotto forma di violenti nubifragi, non di rado accompagnati da grandine e forte vento. Il totale di precipitazioni annue si aggira sui .

I venti provengono principalmente o da ovest, sotto forma di libeccio, che per effetto stau scende dalle montagne sotto forma di vento caldo, oppure da est sotto forma di grecale, freddo, proveniente dal mare nella stagione invernale. Lo scirocco, caldo, recante piogge, può manifestarsi durante tutto l'anno.

I valori di umidità sono alti durante tutto l'anno. Nella zona collinare del paese l'umidità è lievemente minore.

Origini del nome

Fara è un termine di origine longobarda indicante un gruppo, costituito da famiglie e da individui imparentati, in cui era diviso il popolo longobardo. Lo stanziamento dei Longobardi avveniva per Fare, veri e propri organismi politico-militari, il cui nome indicava anche il territorio abitato dal gruppo. Ne sono testimonianza i vari comuni che ancora oggi in Italia portano questo nome.

Il nome del paese originariamente era solo "Fara". Varie sono le tesi sulla successiva aggiunta di "Filiorum Petri". Una delle più accreditate è quella che la fa risalire alla presenza di monaci celestini nel convento di Sant'Eufemia. Questi monaci infatti si facevano chiamare "Figli di Pietro" (Pietro era il nome del fondatore, Pietro Celestino). Per distinguere il paese dalle altre "Fare" si iniziò a chiamarlo Fara dei Figli di Pietro (Filiorum Petri in latino).

Storia La particolare posizione arroccata del centro del paese fa intuire la sua antica origine, risalente al periodo altomedievale. Furono i longobardi a fondare il primo nucleo, scegliendo la zona in base ai classici fattori quali posizione facilmente difendibile, nonché vicinanza di un corso d'acqua. Il nucleo, da accampamento, grazie alla posizione favorevole, divenne sede di artigiani, coltivatori e pastori.

Intorno all'anno 1000 l'influenza dei monaci benedettini del monastero di Montecassino incominciò a farsi sentire e, tramite la vicina abbazia di San Liberatore a Maiella, i monaci benedettini avevano su Fara potere temporale e spirituale. Ne sono testimonianza il convento sito a Sant'Eufemia risalente a questi anni e la Chiesa di San Salvatore, costruita sui resti di un castello del III secolo d.C.

Nel 1300 Fara passò sotto il potere della Contea di Manoppello retta dai conti Orsini, pur persistendo ancora la presenza benedettina. Risale a questo periodo la chiesetta di Sant'Agata.

Dopo il 1500, a causa delle guerre franco-spagnole, Fara passò dal potere degli Orsini sotto al potere dei Colonna per ordine del re di Spagna. È durante questo periodo che Fara ricevette oltre 100 reliquie di santi e addirittura una scheggia della croce di Cristo, reliquie che tuttora sono gelosamente conservate nella parrocchia di San Salvatore. Questo a testimonianza di quanto il paese fosse centro importante di religiosità sotto i benedettini.

Nel 1800 con la caduta dei Colonna (per mano di Giuseppe Garibaldi) per Fara finì il periodo del feudalesimo.

Nei primi del Novecento hanno inizio grandi lavori di urbanizzazione. La nota banda locale si esibisce a Vienna, nel 1899, guidata dal maestro Giuseppe Dell'Orefice. È di questi anni anche la nascita della tradizione delle Farchie così come la conosciamo oggi. Il grande boom fu duramente messo alla prova dai due conflitti mondiali.

Nei primi anni della seconda guerra mondiale, tra il 1940 e 1943, il paese fu uno dei comuni dell'Abruzzo ad essere designato dalle autorità fasciste come luogo di internamento civile per profughi ebrei stranieri presenti in Italia. Gli internati furono 11.Ebrei stranieri internati in Abruzzo. Dopo l'8 settembre 1943, con l'occupazione tedesca la situazione divenne drammatica. Tre degli ex-internati furono arrestati e condotti alla morte ad Auschwitz; uno fu ucciso sul luogo; gli altri sette riuscirono a sfuggire alla cattura, nascondendosi o dandosi alla fuga, raggiungendo la Svizzera o le località già liberate dell'Italia meridionale.

Fara uscì quasi totalmente distrutta dal passaggio del fronte e contò centinaia di vittime. Nel secondo dopoguerra Fara conobbe un altro boom (localmente chiamato il miracolo farese) che le fece assumere il ruolo di paese guida di tutta la Val di Foro, ruolo che tuttora saldamente mantiene, grazie anche a imponenti impianti industriali e a un notevole sviluppo demografico e residenziale.

Monumenti e luoghi d'interesse Architettura religiosa Chiesa della Madonna del Ponte Situata nel quartiere Madonna del ponte, questa chiesa è stata costruita nel 1634. La facciata è in stile neoclassico con quattro paraste doriche che la suddividono in tre parti. Il portale centrale è sormontato da un timpano curvo, mentre i laterali da timpani triangolari. Al suo interno vi è un affresco del XV secolo raffigurante una Madonna con Bambino. Fu particolarmente frequentata dopo il miracolo avvenuto al vescovo di Lanciano. È dedicata alla Madonna, il ponte a cui si riferisce è situato poco vicino alla chiesa.

Chiesa di San Rocco È situata appena fuori dal centro storico, lungo la via che conduceva ai mulini. È una chiesa non molto grande e a pianta rettangolare. All'interno si trovano degli affreschi di Francesconi di Rapino realizzati nella prima metà del XX secolo. È dedicata a San Rocco. Chiesa di Sant'Antonio abate Situata nel quartiere Sant'Antonio, risulta già esistente nel 1365. È a navata unica. Un'epigrafe posta all'interno attesta che fu restaurata nel 1904. Nell'interno vi sono le statue di Sant'Antonio abate e Sant'Agata. Nella metà del 1800 venne edificato, nel piazzale adiacente alla chiesa, il cimitero monumentale.

Chiesa di Sant'Antonio abate ai colli Edificata nel 1947. Fu costruita sul luogo dove avvenne il miracolo che protesse il paese dall'invasione francese del 1799. La tradizione vuole che nei pressi della chiesa vi era un boschetto di querce, dieci delle quali avevano sempre lo stesso diametro del fusto. Inoltre si racconta che durante la seconda guerra mondiale dai tedeschi fu intimato a una famiglia del posto di sfollare, però il carro trainato dai buoi, in viaggio verso Chieti, si fermò proprio in questo posto perché i buoi si inginocchiarono, allora la famiglia tornò indietro a casa e miracolosamente non accadde loro nulla, tutto questo fu ritenuto miracolo di Sant'Antonio abate e per ringraziamento, sia per quest'ultimo fatto, sia per la leggenda delle querce, sia per il miracolo del 1799, venne costruita questa chiesa nel 1947, appena conclusa la guerra. Davanti al piazzale di questa chiesa infine ogni 25 anni vengono bruciate le Farchie, sempre in onore al santo.

Monastero e Chiesa di Sant'Eufemia È il complesso religioso più antico di Fara. La chiesa fu fondata, insieme all'omonimo monastero, nel 1004 da sant'Aldemaro di Capua. Dal 1060, anno in cui avvenne la donazione a opera di Papa Niccolò II, fino al XVII secolo il monastero dipese dall'Abbazia di Montecassino. Attualmente l'edificio del monastero è allo stato di rudere: ne rimangono solo il perimetro murario con l'abside e l'arcone gotico dell'ingresso, mentre la chiesa annessa è regolarmente visitabile e di tanto in tanto vi si svolgono le funzioni. È dedicata a Sant'Eufemia.

Chiesa di Sant'Agata Questa chiesa, dedicata a Sant'Agata, è situata appena imboccata la via per i colli. Essa risale al XIV secolo. Gran parte di essa fu demolita agli inizi del XX secolo.. Oggi di essa rimane una piccola e caratteristica chiesetta, ricca di interesse storico-religioso. In origine doveva essere veramente bella, e viene così descritta da un anonimo osservatore e critico d'arte dell'epoca: